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C'erano 5 risultati taggati con dx

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  1. Nikon Zoom 16-85mm f3.5-5.6 DX, onesto lavoratore

    Quando sono passato dalla pellicola al digitale, il mio primo zoom trans-standard come si usa dire, è stato il Nikon 18-70mm f3.5-5.6, non eccezionale ma a mio parere qualitativamente adeguato per uso generale a almeno su sensori dell'epoca, fino alla D300 almeno. Il limite maggiore che ho trovato, per l'epoca, era la focale minima di 18mm (corrispondente a 28mm sul formato pieno). Ho continuato ad usare il 18-70 su dx ignorando la pletora di 18-55/105/135 apparsi successivamente per lo più come kit lenses, che a mio parere  erano perlomeno costruttivamente inferiori (a seconda dei casi, non c'era la scala della distanze, la ghiera di messa a fuoco manuale era ridicola e così via). quando è stato presentato il 16-85mm f3.5-5.6, non eccezionalmente luminoso, ma molto versatile come escursione focale e apparentemente un gradino sopra agli zoom da kit, l'ho preso. Da allora stato il fedele compagno delle mie D300 e tuttora convive felicemente con la D7100. 
    Adesso che la presentazione della D500 potrebbe risvegliare l'interesse per gli zoom medi  come completamento di un corredo Dx Nikon ha messo in commercio (anzi l'ha presentato prima) un possibile competitore/successore del 16-85mm, un 16-80mm f2.8-4, un po' più luminoso, per il resto piuttosto simile come concezione. Il vecchio  16-85mm rimane piuttosto ricercato nel mercato dell'usato, potrebbe  essere una alternativa  come zoom medio (in tutti i sensi)?
    Ecco la mia recensione come sempre molto soggettiva, forse può esservi di aiuto.
     
    Partiamo dai dati tecnici (tra parentesi ho messo quelli del nuovo 16-80mm, per confronto):
     
     

    [attachment=90453:lensconstruction.jpg]

     

    schema ottico dei due zoom

     

    Lunghezza focale:            16-85mm (16-80),
    Apertura massima             f 3.5-5.6 (f2.8-4),
    schema ottico                  17 lenti in 11 gruppi (17/13)
    messa a fuoco minima      38cm (35cm)
    Rapporto di riproduzione   1:4.6(1:4.5)
    diametro filtri                   67mm (72mm)
    peso                               485gr (480)
     
     

    [attachment=90454:mtfb.jpg]

     

    Per gli interessati, i test MTF a confronto

     

     

    Costruzione ed ergonomia. Lo zoom è di plastica dura, non ha un'aria robusta, ma è abbastanza pesante e solido, non si avvertono giochi, nemmeno quando si allunga alla massima focale. Chiuso è sufficentemente compatto. Paraluce di plastica (ovviamente) a petalo, si può montare a rovescio quando si ripone lo zoom nella borsa. Io preferisco tenerlo sempre montato dritto, ho sempre paura di rompere la delicata baionetta mentre lo monto e lo smonto...
     
     
     
     
     

    [attachment=90455:estensionelente.jpg]

     
     
    C'è una scala delle distanze i vari selettori per le modalità di messa  a fuoco e per l'attivazione/disattivazione del VR la ghiera gomamta per la messa a fuco manuale è sottile ,ma non troppo, però è molto corta come corsa in pochi gradi di rotazione si va da infinito a 38cm. le distanze indicate sono solo 38cm, 80 cm, 1.5cm e poi... l'infinito. non è molto pratica, ma probabilmente si prevede che l'utilizzatore di questi zoom si affidi soprattutto all'autofocus. La ghiera della zoom invece è ottima, larga a sufficienza ed offre la giusta resistenza.
     

    [attachment=90456:selettori.jpg]

     

     

     

    Nel complesso è perfettamente bilanciato su un corpo dx come la D300 o la D7000-7100 sui quali l'ho usato.
     
     

    [attachment=90457:sucorpo.jpg]

     

    Sulla D7100

     

    Prestazioni. Autofocus buono, non un fulmine, ma sufficientemente veloce e preciso (sulle fotocamere da me provate) senza incertezze. Ho avvertito poco invece la presenza del VR, mi sembra che non sia di enorme effetto, ma può essere solo una mia impressione.
     




    • gen 25 2016 17:13
    • da Silvio Renesto
  2. Sigma 8-16mm F4.5-5.6 DC, oltre ogni limite (te...

    Per chi ama la fotografia grandangolare estrema, l'angolo di campo di 90° è la partenza, il passo iniziale. Da questo punto aprire di più significa entrare nel paese della distorsione, dell'iperbole, della riclassificazione del reale. Certamente occorre imparare a dominare l'ebbrezza distorsiva, e questo è un bel gioco per la mente, un trial a cui è divertente sottoporsi.
     
    Sigma lo ha compreso e ha realizzato costruzioni grandangolari rettilineari (non fisheye) estreme. Una scelta di campo decisa che ha portato Sigma ad abbandonare del tutto lo zoom classico 17-35 per puntare a focali più corte, un tempo considerate impossibili. In questo affondo nella geometrie dei vetri sono nate ottiche zoom dai vetri frontali a cupola e paraluce a tulipano fisso dagli angoli di campo quasi paradossali.
     [attachment=81223:1.jpg]

     

     
    Il Sigma DC 8-16/4.5-5.6 HSM per il formato DX appartiene proprio a questo filone di prodotti. Al momento (Luglio 2015) è lo zoom rettilineare che offre la focale più corta per le reflex APS-C (DX di noi altri). Focale variabile da 8 a 16 mm (equivalente ad un 12-24 su formato pieno) con angolo di campo dai lunari 114.5° ai più ragionevoli 74° della focale maggiore.
     
    [attachment=81224:2.jpg]
     

     

    Dati tecnici
    Lunghezza focale 8-16 mm
    Apertura 4.5-5.6 --- 22
    Campo 114.5°-75°
    Minima Distanza di MF 0.24m su tutta l’escursione focale
    Diaframma 7 lamelle
    Passo filtri NO
    Filtri posteriori NO
    Paraluce Fisso nella scocca in alluminio
    Azionamento AF Elettronico con motore Piezoelettrico
    Dimensioni L=110mm D=75
    Peso Circa 0.5Kg
    Prezzo (Luglio 2015) 680 euro circa Mamya Trading Italia
     
    [attachment=81225:3.jpg]
     
    Una tabella di numeri non dice molto a meno di calare quei numeri nella pratica, nell'uso sul campo. Focali estremamente corte su un vetro per il formato ridotto, significano profondità di campo vastissima. Tentare lo sfuocato selettivo con il Sigma 8-16 potrebbe essere una pratica frustrante, come una tappa di pianura del Tour pedalando una bici da downhill.
    [attachment=81226:4.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 11mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 3s f/13
     
    [attachment=81227:5.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/90s f/16
     

     

    Ogni strumento ha il suo campo di applicazione, legge che vale in modo assoluto, più che pragmatico, per questo obiettivo “specialistico”. Quale sia la sua specialità lo si intende subito leggendo il non particolarmente brillante dato di apertura relativa massima (4.5-5.6). Questo obiettivo nasce per essere diaframmato, per essere chiuso. E' un vetro per il paesaggio, per la fotografia di interni su treppiede, per le riprese di natura, di certo non per la “street photography”. In effetti con gli attuali sensori gli f/5.6 della focale massima non dovrebbero essere un problema, salvo per i sistemi autofocus e per la pazienza del fotografo perché a guardare dentro ad un mirino DX in condizioni di poca luce con f/5.6 di luminosità svanisce tutta la poesia della fotografia.
    [attachment=81228:6.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm Exp: 1/90s f/11
    [attachment=81229:7.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 11mm Exp: 1/60s f/8
    [attachment=81230:8.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 9.5mm  Exp: 1/250s f/11
    [attachment=81231:9.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 10.5mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 3s f/13
     
    Chiarito quindi il campo d'applicazione il Sigma 8-16 si presenta decisamente bene. Corto e compatto, costruzione solida in metallo, verniciatura di ultima generazione (ruvida), l'obiettivo presenta doppia ghiera di comando una per lo zoom e una per la messa a fuoco. L'azionamento della messa a fuoco è demandato ad un veloce e silenzioso motore HSM. Data la minutezza dell'obiettivo immagino quanto sia piccolo il rotore piezoelettrico di movimentazione. Ogni riferimento ad altri produttori è … doloroso (sto ancora aspettando dei fissi da Nikon piccini come i vecchi wide AF). 
     
    La lente frontale è un menisco aggettante, ben incassato però nello scafo del barilotto. Non si montano filtri e nemmeno è stato previsto un telaio posteriore. La mancanza pare secondaria, ma una torretta con la possibilità di inserire un polarizzatore avrebbe fatto solo piacere trovarla (costi di produzione permettendo).
     
    [attachment=81232:10.jpg]
     

     

    L'obiettivo ha una MDF di 0,24 cm lungo tutta l'escursione focale. E' un'ottima performance anche se ad 8mm si sente la mancanza di potersi avvicinare ancora un poco.
     
    [attachment=81233:11.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/60s f/11
     
    E ora veniamo alla questione dirimente: la nitidezza e le aberrazioni.
    Purtroppo io non sono la persona più adatta a parlare di queste faccende per una considerazione molto semplice: preferisco avere qualche linea per millimetro in meno ma avere “qualcosa” dentro all'inquadratura. Certamente l'ideale è avere tutte e due le cose, ma spesso non si può. In questa costruzione Sigma ha giocato la carta del compromesso. La qualità ai bordi decade notevolmente, anche se si recupera abbastanza bene diaframmando, ma non troppo perchè oltre a f/16 si fa viva la diffrazione spappolando i dettagli un po' troppo anche per me.
     
    [attachment=81234:12.jpg]
    Come mira ottica ho usato la sede dell'INPS di Novara (questo passa il convento)
     [attachment=81235:13.jpg]
     [attachment=81236:14.jpg]
    Riquadri INPS crop 100%
     
    [attachment=81237:15.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 16mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 1/6s f/9,5
     
     
    La vignettatura è potente e direi fisiologica per questo genere di costruzioni ottiche. Diminuisce anch'essa chiudendo il diaframma, ma non sparisce. Peraltro non è poi un gran male. La correzione di Adobe LR del profilo custom per questo vetro, agisce con decisione e spesso mi trovo a dover ridurre il suo effetto
     
    [attachment=81238:16.jpg]
    Vignettature sul muro del magazzino
     
    Distorsione a barilotto ben presente ma costante, anche a 8 mm. Ciò significa che si compensa agevolmente via software. Quindi non si deve aver paura ad affrontare geometrie con linee ben definite. La linea dell'orizzonte marino viene meglio con questo zoometto che con qualsiasi AF Nikon Fisso in mio possesso.
     
    [attachment=81239:17.jpg]
    Nessuna correzione LR di profilo lente
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 9.5mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 1/30s f/19
     
    Un obiettivo che contiene una folla di 15 lenti in 11 gruppi, non può essere esente da riflessi interni incontrollabili. Ciò nonostante il Sima 8-16 li contiene apprezzabilmente, tanto che non c'è d'aver timore a mettere il sole nell'inquadratura, la foto la porteremo a casa con qualche riflesso ma nulla che stravolga la leggibilità dell'immagine. Qualche esempio di luci puntiformi con e senza guai di riflessione.
     
    [attachment=81240:18.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm   Exp: 1/8s f/5,6
     
    [attachment=81241:19.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm : 1/350s f/11
     [attachment=81242:20.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/125s f/16
     
     
    In effetti lo schema ottico di questo obiettivo, che va ricordato non è un EX quindi dovrebbe essere un prodotto di fascia economica, contiene un numero spropositato di lenti asferiche e di vetri a dispersione anomala che qualche effetto evidentemente lo introducono.
     [attachment=81243:21.jpg]

     

    Lo schema Ottico pubblicato da Sigma
     
    Per quanto riguarda l'aberrazione cromatica devo dire che su fotocamere da 12Mp (uso la D300) è poco percepibile e comunque LR opera egregiamente cancellando ogni traccia di questa sgradevole deviazione. Recentemente ho avuto modo di fare qualche scatto con il Sigma 8-16 sulla nuova D7200. I 24 MP non mettono in crisi l'obiettivo, ma certamente il maggiore ingrandimento disponibile fa rilevare maggiormente le aberrazioni. Non so se LR possa operare con la medesima efficienza anche con questo tipo di file in quanto gli aggiornamenti software richiesti per i raw della D7200 mi condurrebbero ad una catena di conseguenze impattante sull'arredamento di casa, quindi mi tengo il dubbio anche se l'esperienza mi fa ben sperare.
     
    [attachment=81244:22.jpg]
    Nikon D7200 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm : 1/500s f/8
     
    [attachment=81245:23.jpg]
    Crop 100% di cui sopra
     
    Chi scrive queste osservazioni, ha preferito il Sigma 8-16 alla varia massa di 10-20/2,8  et simila prodotti un po' da tutti quanti i maggiori costruttori. La ragione? Avevo una precisa intenzione, cercavo un super super wide lineare da mettere nello scafandro sub della mia Nikon D300 e senza spendere un patrimonio Sigma mi forniva un obiettivo zoom moderno, con un autofocus brillante e preciso (HSM) e veramente wide che più wide non si può.  Ed eccolo qui, nella sua destinazione principe.
     
    [attachment=81246:24.jpg]
     
    [attachment=81247:25.jpg]
    Sea&Sea MDX-D300 + Dome Port 240 + ER40
     
     
    Ora, che questo piccolo zoom Sigma sia destinato alle riprese UW non c'è scritto da nessuna parte, è stata un mio azzardo, e devo dire che in questa applicazione se la cava decisamente bene. Proprio la velocità del suo AF e la compattezza della costruzione spesso me lo fanno preferire alla D800 + 17-35 nel relativo scafandro (piuttosto ingombrante). 
    [attachment=81248:26.jpg] [attachment=81249:27.jpg]
    [attachment=81250:28.jpg] [attachment=81251:29.jpg]
     
     
    L'elevata PDC che offre risulta poi una manna nelle riprese sub, specialmente nelle impossibili riprese a mezz'acqua. Qui la cortissima focale di 8mm unita al formato ridotto aiutano a fare il miracolo e, bada ben, bada ben, senza chiudere al numero magico di f/22 !!
     
    [attachment=81252:30.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/350s f/11
    Sea&Sea MDX-D300 + Dome Port 240 + ER40
     [attachment=81253:31.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/125s f/11
    Sea&Sea MDX-D300 + Dome Port 240 + ER40
     
     
    In conclusione
    Sigma con questo zoom ha deciso di esagerare. Il risultato ottenuto, pesato sulle caratteristiche di targa, è sorprendentemente buono. I 114.5° sono utilizzabili per intero, e regge bene il confronto con ottiche più "tranquille", anche sulle nuove 24Mp.
    I contro sono molti e spero di averli illustrati come spero di aver dato chiara indicazione che questo obiettivo non è un "general purpose", ma uno strumento nato e pensato per una precisa collocazione. Mi intristisce trovare quest'ottica nel mercato dell'usato in condizioni pari al nuovo, segno di acquisto non adeguato ed insoddisfacente. Non è così, questo Sigma ha delle carte da giocare, sta noi saperle tirar fuori dal mazzo.
     

    • ago 26 2016 11:12
    • da Valerio Brùstia
  3. Sigma 14mm F2.8 HSM EX : l'acchiappabaglior...

    [attachment=78182:1.jpg]

     
    Caratteristiche tecniche
     
    Angolo di campo 114.2°

    Struttura obiettivo: in metallo
    N. lamelle diaframma: 7
    Apertura minima: f22
    Distanza minima: 0.18m
    Motore incorporato: HSM
    Peso: 643g
    Paraluce: Incorporato
    Dimensioni: 82.5x97mm
    Schema ottico: 14 lenti in 10 gruppi
     

    [attachment=78183:2.jpg]

     
    Dettaglio della grande lente ibrida (resina incollata a vetro) frontale col suo caratteristico colore ambrato (il riflesso violaceo é dovuto invece al particolare trattamento antiriflesso, delicato per quanto inefficace) :
     

    [attachment=78184:3.jpg]

     

    Obiettivo molto ambizioso e sul mercato da molto tempo, ha sostituito la precedente versione con diaframma massimo F3.5, non motorizzato.
    Appartiene alla serie di prestigio Sigma EX, quella con finitura griogio-opaco.
    Compatto ma molto ben costruito, veloce grazie al suo motore incorporato, vanta un bel paraluce in metallo e un tappo robusto a protezione della lente anteriore.
     
    Ovviamente a causa della forma della prima lente non si possono applicare filtri anteriori ma si possono mettere filtrini in gelatina sull'attacco del bocchettone.
     
    Abbastanza nitido su sensori da 6 mpx, l'MTF50 fino ad F8 é comunque in assoluto piuttosto scarso.
    L'obiettivo é caratterizzato da una forte saturazione dei colori con dominanti magenta che scaldano molto la scena.
     
    Il limite principale di questo bel obiettivo (che nulla ha a che fare con gli smorti zoom Sigma 12-24 di e 15-30 di caratteristiche simili) é la tendenza micidiale ad includere il sole anche se non é visibile.
     
    Insomma, basta che sia nel quadrante anteriore ed ecco che avremo tante belle flange colorate per quanto é lungo il fotogramma !
    Alcuni scatti (d'epoca) eseguito con la Nikon D100 :
     

    [attachment=78185:4.jpg]

    [attachment=78186:5.jpg]

    [attachment=78187:6.jpg]

     

    a testimonianza del fenomeno.Altre immagini che illustrano le caratteristiche dell'obiettivo :
     

    [attachment=78188:7.jpg]

    [attachment=78189:8.jpg]

    [attachment=78190:9.jpg]

    [attachment=78191:10.jpg]

     

        [attachment=78192:11.jpg]

    A mano libera, ISO 200 F2.8 1/2.5'' !

     

     

    [attachment=78193:12.jpg]

    [attachment=78194:13.jpg]

    [attachment=78195:14.jpg]

    [attachment=78196:15.jpg]

     

    Insomma, una alternativa al costoso Nikon 14/2.8 non così superiore e in pratica il 21 mm per le fotocamere DX.
     
    Cambiando la D100 l'ho venduto per comperare il 17-35/2.8 che mi ha dato una maggiore flessibilità.
     
    E' troppo costoso anche sull'usato (siamo sui 500 euro, contro i 1.200 di listino !) ma valido a condizione di utilizzarlo per come deve essere utilizzato.
     
    I colori ... sono quelli, un pò ambrati (non c'é PP nelle foto presentate). L'oggetto é bello e solido, tutto sommato compatto, specie in raffronto al nuovo Nikon 14-24/2.8
     
    Consigliato oggi ?
     
    Francamente NO !
     
    Comunque, se lo volete provare mi raccomando : Attenti ai flares !

    • ago 26 2016 10:47
    • da Mauro Maratta
  4. Nikon Zoom 17-35mm e 18-70mm DX: due modi diver...

    [attachment=76129:01 DSC_0004.jpg]
    "Normali" questi due zoom lo sono ben poco, se non altro in ossequio alle aspettative in essi riposte nei diversi momenti in cui sono stati immessi sul mercato:

     

    - il primo (il 17-35 ED) per contrastare i lanzichenecchi che con ordaliche scorribande minacciavano il predominio incontrastato del primogenito 20-35mm (in un epoca di transizione ormai lontana):

     

    - il secondo (18-70 DX) con il delicato "obiettivo" di fungere da ottica di primo equipaggiamento sulle digireflex del rilancio Nikon, le D70 e 50, che hanno pavimentato la strada (in ripida salita) percorsa dalla casa di Tokio negli ultimi tre anni per riportarsi vicina agli utenti ed a un mercato che stava perdendo di vista.
    [attachment=76130:02 DSC_9983.jpg]
     
    Questo confronto tra due obiettivi dai presupposti e dai prezzi di listino cosi' abissalmente distanti (2200 euro per il piu' luminoso, contro i 500 euro del DX) non vuole essere nulla di diverso dall'occasione che e' stata: quella di usare per le stesse foto due obiettivi differenti quasi in tutto e per tutto... ma in ogni caso accomunati dal comune destino di poter essere l'uno alternativa all'altro nel caso di diverse esigenze di ripresa.
    [attachment=76131:03 schemi.jpg]
     




    • feb 08 2016 14:08
    • da Max Aquila
  5. Tokina 12-24mm f4 : l'alternativa economica...

    Il Tokina AF 12-24 f4


    Meglio: Tokina AT-X SD 12-24 f4 (IF) DX
    per gli amici "Il Dodici"


    Questa lente é si dedicata al formato "APS", ma di fatto é l'alternativa econoica alla pari caratteristiche di casa Nikon, con un costo più che dimezzato rispetto all'originale.
    Ma ne vale la pena ?
    Vediamo.

    Innanzitutto le caratteristiche:
    - Focale variabile da 12 a 24mm, copertura del formato DX
    - Angolo di copertura da 99° a 61° (equivalente ad una focale di 18-36mm su formato 135)
    - Luminosità massima f/4, minima f/22
    - Costruzione in 13 lenti per 11 gruppi
    - Autofocus comandato dal corpo macchina, ghiera di messa a fuoco disaccoppiabile
    - Portafiltro anteriore da 77mm (non ruota con la messa a fuoco), accetta filtri non-slim
    - Dimensioni 84 x 90mm (senza paraluce a corolla), peso 570g

    E queste sono le caratteristiche "nude".
    Nella pratica, questa lente é nata per sostituire in digitale il fantastico Nikkor 17-35 (che perde le caratteristiche di supergrandangolo quando montato su DX), pur con una luminosità dimezzata.

     

    [attachment=75806:1.jpg]


    Appena lo si prende in mano, si rimane favorevolmente sorpresi dalla costruzione.
    Questo Tokina é solido, ben fatto nonostante il barilotto completamente in plastica (ma che dà una bella sensazione in mano). Non fa rimpiangere la lega metallica a cui ci ha abituato mamma Nikon.
    Anche la tecnologia IF (Internal Focus, la lunghezza non cambia con la messa a fuoco) e la zoomata che anch'essa non varia la lunghezza della lente concorrono alla bella sensazione.

    Le dimensioni, se confrontate con il "cuginone" 17-35 sono decisamente inferiori.
    In fondo é questo lo specchietto per noi fotografi-allodola per convincerci della validità del formato DX... le lenti saranno più piccole...
    In realta, penso che la spigazione sia più prosaicamente da cercare nel diaframma in meno a disposizione.
    Comunque, i tecnici Tokina hanno lavorato decisamente bene, per offrire una lente ben bilanciata anche con un corpo piccolo come la D70 o simili.



    Vediamo subito come si comporta sul campo, in condizioni ottimali di luce:

     

    [attachment=75807:2.jpg]

    il 12-24, ad f4 (tutta apertura)

     

    [attachment=75808:3.jpg]

    il 17-35 Nikon, ad f4

    Le fotografie precendenti, come tutte le successive sono prese in formato NEF con corpo D2x. Lo sviluppo é fatto in Lightroom con impostazioni standard, fatta eccezione la calibrazione della fotocamera (uguale per entrambi gli obbiettivi).

    Si può immediatamente notare l'ottimo bilanciamento delle immagini, decisamente più calde nei confronti del più performante e freddo Nikon 17-35 (viene inevitabile un confronto diretto, anche se le differenze di campo coperto in DX sono notevoli).
    Ai diaframmi medi, prima che intervengano i fenomeni di diffrazione oltre f13, il Tokina supera a pieni voti ogni prova. A dire la verità sono rimasto da subito favorevolmente stupito della definizione e dal dettaglio offerto dal 12-24, tanto da averlo usato decisamente più del previsto.

    Bella é anche la resa della proiezione dell'ampio campo coperto, senza distorsioni eccessive ai bordi. Al contrario, quesa é stata la caratteristica che più mi aveva indisposto nel 16-35 Canon su FF.

     

    [attachment=75809:4.jpg]


    Non sono, ovviamente, tutte rose e fiori.
    Come prevedibile, due sono i limiti di questa lente:
    La prima é la distorsione, come ben evidenziato nella foto successiva.

     

    [attachment=75810:5.jpg]

    Poi il Color Fringing, evidente ai bordi del fotogramma in misura notevole, alla minima focale praticamente a tutte le aperture.

     

    [attachment=75811:6.jpg]

     

    Come detto, entrambe queste caratteristiche negative sono onnipresenti nelle fotografie scattate con il Tokina 12-24 f4.
    Va detto, però, che entrambe sono facilmente e perfettamente correggibili in PP, sia con Photoshop che, molto più velocemente, con Lightroom (limitatamente alla più antipatica aberrazione cromatica).
    Come visto, infatti, la distorsione é perfettamente sferica, senza quelle "onde" che affliggono alcuni obbiettivi grandangolari (pare anche il ben più costoso parifocale Nikon) e che ne rendono complicatissima la correzione.
    Qui é possibile riportare la fotografia alla realtà con un unico passaggio del filtro di correzione in Ps.

    Allo stesso modo, la CA é completamente riconosciuta in Lightroom e corretta senza esitazioni. Come sempre in questi casi, lo scatto in NEF é più semplice da gestire di qualsiasi JPG (ma il concetto é comune a qualsiasi correzione in PP sia necessaria).

    L'ultima delle caratterisitche importanti é la resistenza al flare, che tutti i siti consultati prima dell'acquisto davano come la spina nel fianco di questa lente.
    Sarà per le basse aspettative in questo senso, sarà per una massiccia dose di fortuna che ha messo nelle mie mani un esemplare che ha subito tre volte il trattamento antiriflessi...
    Ma devo dire che il 12-24 si comporta egregiamente, manifestando una dose di riflessi interni solamente nelle situazioni più critiche. E comunque sempre in linea con un obbiettivo che, non dimentichiamolo, sfiora i cento gradi di campo inquadrato.
    Tra l'altro ho notato che spesso la perdita di microcontrasto é in parte compensata dai colori caldi(ssimi) restituiti da questo obbiettivo, rendendo delle stampe in ogni caso belle a vedere.
    Sarà un artificio dei tecnici Tokina, ma é una scorciatoia ben realizzata, con risultati che non fanno rimpiangere l'insuperato trattamento delle lenti Nikon.

     

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    Questa resistenza ai riflessi rende il Tokina adatto a più o meno tutte le situazioni, con l'ovvia limitazione della luminosità massima, intrinsecamente ridotta.

    Come ultima caratteristica, proviamo a vedere qual'é la resa delle ombre, vero campo di prova che fa la differenza tra una lente "da poco" ed un obbiettivo di alte prestazioni.
    Anche in questo campo, per quanto mi riguarda, le aspettative non erano delle migliori.
    Devo ammettere però (con piacere) che i risultati sono di buon livello. Le ombre sono sempre ben definite, a patto di non avere eccessivi riflessi indesiderati, mai "impastate" e piacevoli, come ben visibile in questa foto:

     

    [attachment=75813:8.jpg]


    Ma la cosa forse più importante di questa lente, é che tutte le caratteristiche descritte si mantengono molto bene alla massima apertura, dove la perdita di definizione non é mai eccessiva, permettendo quando necessario di avere una lente che, da ottima che é a diaframmi di f8 ed f11, rimane molto buona.
    In questo, probabilmente, l'intrinseca profondità di campo viene in aiuto al fotografo, sopperendo alla perdita di nitidezza ed all'imprecisione di qualsiasi sistema di autofocus a queste focali, ma se il risultato é quello che conta il Tokina non sfigura affatto di fronte a nessuno.

    Per finire il mio lungo commento, volevo riportare un esempio di Bokeh.
    La qualità dello sfocato non é certamente una caratteristica fondamentale per una lente supergrandangolare, e questo 12-24 non brilla certo, al pari della maggior parte dei suoi colleghi "superwide". Ma ecco un esempio, e che ognuno tragga le sue conclusioni.

     

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    Quindi:

    PRO
    - Solidità e costruzione
    - Definizione alta in quasi tutte le situazioni
    - Resistenza al flare superiore alle aspettative
    - PREZZO, meno della metà del pari focale Nikon



    CONTRO
    - CA sempre presente (anche se facilmente correggibile in PP)
    - Distorsione (come aspettato in un supergrandangolo, anch'essa facilmente eliminabile)
    - Luminosità (bassa, ma lo si sa fin dall'inizio)



    CONCLUDENDO
    Il Tokina 12-24 f4 é un'ottimo obbiettivo per il formato DX, economica ma dotata di prestazioni tra le migliori possibili in una lente di queste caratteristiche. Non é certamente una lente di ripiego, prestandosi ad essere utilizzata molto e con piacere anche da un professionista.
    Non ho esperienza diretta con il Nikkor, e non nego riesca a spuntare prestazioni più elevate, ma la differenza di prezzo fa del Tokina un'alernativa da prendere al volo.
    Chiunque si trovi a dover scegliere una lente supergrandangolare può trovare in questo 12-24 un ottimo attrezzo, conscio di non poter avere sul formato DX le prestazioni del 17-35 con un angolo di campo analogo. Ma i il prezzo di questo Tokina lo rende molto appetibile a chiunque, restituendo quel piacere impagabile di avere in mano qualcosa di solido...
     
     
    © andre_ 17/09/2007

    • dic 23 2015 09:32
    • da andre_