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Inconsciamente (o consciamente?) etici

fotografia etica street

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9 risposte a questa discussione

#1 effe

effe

    Amico di Nikonland

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  • Nikonista dal: 1979
  • Perchè mi sto iscrivendo ?: Apprezzo i nikonisti di fede non settari. Sapete essere critici e dimostrate di apprezzare tutto ciò che di valido offre il mercato. E poi siete tutti veramente competenti.
  • Generi fotografici praticati: Fotografia outdoor. Lunghe passeggiate con la fotocamera al collo e questo comprende di tutto, anche qualche street (quando capita) ma non cerco niente di specifico. Da ragazzo ho praticato la fotografia sportiva, mi divertivo molto ma era in un'altra vita :)

Inviato 11 maggio 2017 - 13:44

Mi rendo conto che può apparire strana questa discussione. Ma ciò che voglio capire è quanto ci viene naturale la capacità, in determinate situazioni ghiotte, di togliere il dito dal pulsante di scatto. Magari perchè in quell'inquadratura perfetta, con una luce perfetta si è infilato un bambino.

E se quella foto la scattiamo ugualmente, lo capiamo immediatamente che sarà solo e sempre a nostro personale uso e consumo, che non potremo mai esporla o pubblicarla in rete senza pixelare quel volto?

 

Oppure, secondo voi quanto è etico fotografare un barbone che dorme sul marciapiede, estrapolandolo dal contesto (o da un contesto) mostrando solo quanto può essere debordante e opprimente la miseria altrui?

 

Alcuni mesi fa, mentre riordinavo un armadio ho trovato le stampe di alcune street che avevo scattato non meno di 30 anni fa. Ero molto più giovane e certi problemi non me li mettevo di sicuro. E' stata una bella rimpatriata, non ricordavo nenche di averle scattate, ma di alcune mi sono vergognato di averlo fatto. Le ho distrutte senza pensarci due volte.

 

Ed è in questo momento che chiedo il vostro conforto: quanto siamo capaci di distinguerci dalle orde di instragrammari che infestano il pianeta? E lo siamo?

 

(spero di non avervi rovinato la digestione :P )


"Ciò che è più terribile di una guerra è che pare non finire mai" - W. Eugene Smith


#2 nikolas

nikolas

    Attivo su Nikonland

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  • Perchè mi sto iscrivendo ?: C'è sempre da imparare...

Inviato 11 maggio 2017 - 14:52

Vexata qaestio, almeno qui.

 

Per quanto mi riguarda farei foto di persone in situazioni di forte disagio solo con il loro permesso o se questo servisse a far conoscere e poter cambiare quella situazione: penso al lavoro di  un foto reporter che documenta situazioni difficili in giro per il mondo.

A volte  il confine tra la speculazione (notorietà personale) e il fine ultimo (far conoscere la situazione)  è veramente labile e, nell’incertezza,  io tendenzialmente non scatto. Mi sembrerebbe una mancanza di rispetto e mi chiedo quanto sarei d’accorso se fossi ripreso al   posto del soggetto.

 

In particolare su questo forum ho espresso  il mio disappunto in occasione di alcune foto (fatte da non appartenenti a questo forum) scattate a persone durante il recente terremoto: si può documentare lo stesso il dramma e la sofferenza di una popolazione senza violarne l’intimità,  in quelle occasioni particolarmente esposta.

 

Detto questo, non condivido la pubblicazione compulsiva né tanto meno la moda di instagram: non mi coinvolgono neanche un po’.


Nicola

#3 Max Aquila

Max Aquila

    Founder

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Inviato 11 maggio 2017 - 15:16

Mi rendo conto che può apparire strana questa discussione. Ma ciò che voglio capire è quanto ci viene naturale la capacità, in determinate situazioni ghiotte, di togliere il dito dal pulsante di scatto. Magari perchè in quell'inquadratura perfetta, con una luce perfetta si è infilato un bambino.

E se quella foto la scattiamo ugualmente, lo capiamo immediatamente che sarà solo e sempre a nostro personale uso e consumo, che non potremo mai esporla o pubblicarla in rete senza pixelare quel volto?

 

Oppure, secondo voi quanto è etico fotografare un barbone che dorme sul marciapiede, estrapolandolo dal contesto (o da un contesto) mostrando solo quanto può essere debordante e opprimente la miseria altrui?

 

Alcuni mesi fa, mentre riordinavo un armadio ho trovato le stampe di alcune street che avevo scattato non meno di 30 anni fa. Ero molto più giovane e certi problemi non me li mettevo di sicuro. E' stata una bella rimpatriata, non ricordavo nenche di averle scattate, ma di alcune mi sono vergognato di averlo fatto. Le ho distrutte senza pensarci due volte.

 

Ed è in questo momento che chiedo il vostro conforto: quanto siamo capaci di distinguerci dalle orde di instragrammari che infestano il pianeta? E lo siamo?

 

(spero di non avervi rovinato la digestione :P )

Devo dirti che, pur lamentandoci in continuazione della discontinuita' di attenzione e della difficolta' di crescita fotografica dei frequentatori di Nikonland, non mi ricordo mai di aver dovuto fare delle considerazioni simili a quelle della tua domanda, riguardo le foto pubblicate dai nikonlander.

Che evidentemente sono delle persone dotate del buon senso e della "pietas" che impedisce di sfruttare quelle opportunita' di scatto che descrivi.

Probabilmente le manifestazioni pubbliche di poverta' e disperazione sono oggi cosi' tanto diffuse rispetto trent'anni fa da far pensare a tutto tranne che a scattare foto.

 

Spero che non si tratti del fenomeno opposto: quello di guardare ma non di vedere

Sarebbe ben triste

 

 

Grazie della sollecitazione, serve comunque ad interrogarsi...


Max Aquila RFSP ©


#4 effe

effe

    Amico di Nikonland

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Inviato 11 maggio 2017 - 16:15

Devo dirti che, pur lamentandoci in continuazione della discontinuita' di attenzione e della difficolta' di crescita fotografica dei frequentatori di Nikonland, non mi ricordo mai di aver dovuto fare delle considerazioni simili a quelle della tua domanda, riguardo le foto pubblicate dai nikonlander.

Che evidentemente sono delle persone dotate del buon senso e della "pietas" che impedisce di sfruttare quelle opportunita' di scatto che descrivi.

Probabilmente le manifestazioni pubbliche di poverta' e disperazione sono oggi cosi' tanto diffuse rispetto trent'anni fa da far pensare a tutto tranne che a scattare foto.

 

Spero che non si tratti del fenomeno opposto: quello di guardare ma non di vedere

Sarebbe ben triste

 

 

Grazie della sollecitazione, serve comunque ad interrogarsi...

 

Non ho motivo per dubitare :)

 

La riflessione nasce dalla discussione che oggi ho avuto con un amico. E non si parlava solo dei frequentatori di Instagram, ma anche di fotografi "col pelo sullo stomaco" e della facilità con la quale i media pubblicano certe immagini.

Io mi sono fermato a un paio di esempi, ma sono diversi i casi nei quali sarebbe meglio spostare l'inquadratura.

 

La discussione è fastidiosa per me che l'ho proposta, figurati... ma mi piaceva sentire le vostre opinioni.


"Ciò che è più terribile di una guerra è che pare non finire mai" - W. Eugene Smith


#5 vento

vento

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Inviato 11 maggio 2017 - 16:56

La questione è anche molto personale al di là dell'etica, per cui posso parlare solo per me stesso.

Io scatto molto raramente a persone, ma non scatterei mai a bambini senza il consenso dei genitori, e comunque non pubblicherei le foto, e non scatterò mai a degli "homeless.

 

Devo anche ammettere che il contesto fa la differenza, ad esempio ho visto dei reportage di guerra, o su persone malate di "AIDS", che ho trovato assolutamente meritevoli per aver documentato un tipo di realtà che deve essere raccontata, ma io non sarei in grado di farlo. 

 

L'etica vale anche per l'osservatore, non ci si può rifiutare di conoscere od approfondire certi aspetti dell'umanità, rimane il problema della scelta delle fonti, ma questo forse esula dal quesito.



#6 Francesco64

Francesco64

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Inviato 11 maggio 2017 - 18:02

Non pratico street, il che risolve automaticamente il 99% dei problemi.

Non mi sognerei mai di fotografare senzatetto o persone sofferenti, non fa per me, a prescindere dalla pubblicazione delle foto.

Non fotograferei neanche persone in Madagascar o in Vietnam, gratis o a pagamento che sia. Oltre a non interessarmi mi imbarazza.

 

Puo' capitarmi occasionalmente di fotografare sconosciuti riconoscibili, anche minorenni, ben sapendo che non pubblichero' mai le foto.

Ma io fotografo per me, non per pubblicare, quindi se ritengo che la foto sia interessante la scatto e me la guardo a casa.

 

Per certi versi vado oltre.

Da circa 2 anni fotografo gli spettacoli di danza di mia figlia e poi passo le foto al suo liceo, che le pubblica su Facebook e ne ha stampata una sull'autobus della scuola.

Ma io, trattandosi di foto che ritraggono quasi esclusivamente minorenni non le pubblico, a scanso di equivoci di qualsiasi tipo.



#7 Valerio Brùstia

Valerio Brùstia

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Inviato 11 maggio 2017 - 19:16

Effe caro, hai fatto una stronzata sesquipedale a distruggere le tue foto di 30anni fa. A meno che fossero veramente inutili e mal riuscie, diversamente vale quanto sopra espresso.

Sulla "miseria e il disagio".
Fortunatamente non tutti ragionano come i miei amici di Nikonland perché c'è un valore nel semplice strumento fotografico che ha consentito di far fare dei passi avanti al consesso umano. Che so per esempio le immagini delle "spedizioni" nella Lucania degli anni 50 oppure le crudissime foto dell'immensa L.Battaglia tanto per parlare di casa nostra.

Che poi uno non se la senta lo capisco perché sono il primo ad aver una "certa difficoltà", ma diavolo la vita è anche quello.

Sui bambini
Siamo stati bambini tutti quanti, gli angioletti sono in cielo, in terra fortuna nostra ci sono i bambini fantastici soggetti da fotografia perché imprevedibili buffi casinisti vivaci e SPONTANEI. Il senao sta nel come si fotografa un bambino non nel fatto che un bimbo sia in inquadratura. Il resto è frutto di una legge medievale a cui vedo che vi siete adeguati anzi vi siete convinti che è pure giusta!

Ma per favore...

Valerio Brustia


#8 effe

effe

    Amico di Nikonland

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Inviato 11 maggio 2017 - 19:35

@Valerio Brùstia

Mi hai fatto venire il buonumore. :banana:

 

In effetti per alcune ore ho avuto la sensazione di essere stato un po' troppo logorroico nell'esposizione.

Tu invece sei stato breve, conciso e compendioso. Hai praticamente frantumato il polictically correct che oggi è tanto di moda. :)

 

Ma avrai notato che anche nel titolo do per scontato che tutti siamo etici. Si trattava solo di stabilire se il problema veniva eliminato alla radice non scattando (inconsciamente, quasi fosse un automatismo) o se veniva risolto in seguito (consciamente) ignorando quegli scatti.

 

PS: le stampe sono distrutte, ma i negativi no. (solo che non so in quale cassetto li ho messi, il che è quasi lo stesso.... in questa casa non si trova mai niente  :P  )


"Ciò che è più terribile di una guerra è che pare non finire mai" - W. Eugene Smith


#9 Silvio Renesto

Silvio Renesto

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Inviato 12 maggio 2017 - 09:40

Non fotografo molto le persone, non sono bravo e non sono abituato, per cui raramente mi si pone il problema.

Se devo esprimere un'opinione,  nel complesso sono abbastanza in sintonia con Valerio (capita spesso ultimamente, devo preoccuparmi? :P :P). Secondo me come in tutte le cose, quello che conta è il perchè fai quelle foto.

Sulle foto di bambini, diciamo di minori, la questione ha due facce, il fotografo di cui si è discusso sopra ma anche  il genitore del minore che a volte giustamente a volte invece no,  può avere da dire anche semplicemente se ti vede gironzolare con la fotocamera, magari mentre in realtà stai cercando farfalle.

 

Andando sul personale  in alcuni casi non ho scattato volontariamente, ne cito uno per far capire il perchè.

Uno dei miei figli era in seconda elementare (ora ha 25 anni) e partecipava ad una manifestazione sportiva della classe, io ero nel pubblico, naturalmente con fotocamera e tutto. Due suoi compagni assistevano seduti fianco a  fianco sulle gradinate e mi davano le spalle: uno piccolo biondo e ricciolino, l'altro nero come il carbone  grande  e grosso. Ad un certo punto il biondino ha messo il braccio sulle spalle del nero, creando un'immagine di una tenerezza unica. Anzichè scattare, mi son perso nella bellezza di quel momento. Mi sembrava che scattando avrei perso qualcosa.

;)



#10 Pedrito

Pedrito

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Inviato 12 maggio 2017 - 13:39

Una bella immagine che vedo se ho la fotocamera in mano non me la lascio certo sfuggire, anche se c'è un bambino di mezzo.

 

In generale però evito di scattare a bambini quando essi sono ben riconoscibili, per evitare problemi sia nell'immediato con i genitori, sia nel futuro qualora pubblicassi le foto.

 

Ma credo anche che fotografare delle persone fra le quali ci sono uno o più bambini compresi nel gruppo ritratto possa essere lecito se non siano essi stessi il principale soggetto: per esempio se siano poco riconoscibili, oppure se facciano parte di un'immagine nella quale sia difficile isolarli dalla ripresa, come ad esempio in una piazza piena di gente o sugli spalti di uno stadio gremito.

 

Credo anche che se essi non siano in atteggiamenti che possano essere reputati sconvenienti sia lecito fotografarli.

Lo so, la legge non dice questo, ma credo che nessuno si sogni di intentare una causa al fotografo in un caso simile, e che nessun giudice possa eventualmente condannare l'autore.

 

Inoltre, se pubblico oggi la foto di un bambino di 6 anni scattata 15 anni fa, vorrei vedere chi possa contestarmi lo scatto, sempre che, ovviamente, l'atteggiamento del soggetto non sia reputato sconveniente, che offenda il pudore, ecc.

 

In ogni caso, nel dubbio, la foto me la tengo per me, e amen.

 

Tuttavia credo che, ad esempio, una foto come questa:

La foto dell'anno 2016 di Pedrito
possa tranquillamente essere scattata e pubblicata, non essendo riconoscibile il soggetto.
 
Riguardo la legge, vabbè, non la condivido neanch'io, ma se questa è, bisogna rispettarla.

 

 


"Quando faccio fotografie non chiedo mai il permesso. Perché mai si dovrebbe chiedere il permesso, in fondo? Sarebbe semplicemente come ficcare qualcuno davanti ad una macchina fotografica e dirgli "Guarda qui!" e poi fare "click, click, click". Ma questa non è fotografia. Almeno, non come la intendo io."   (Elliott Erwitt)

 

Le mie foto su flickr aggiornate a dicembre 2016.

 






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