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TESSAR, PLANAR, .... mi spiegate?


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10 risposte a questa discussione

#1 vento

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Inviato 06 novembre 2015 - 20:40

Mi spiegate in cosa consiste la differenza (a parte lo schema ottico)? Ovvero cosa mi devo aspettare da un Planar piuttosto che da un Tessar, ecc. uno sarà più nitido, avrà transizioni più soft, ... degli altri?

Grazie.

 

Paolo



#2 Silvio Renesto

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Inviato 06 novembre 2015 - 23:20

Ho trovato questo non so se può essere utile.



#3 andre_

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Inviato 06 novembre 2015 - 23:26

Da quando ho avuto uno smartphone Nokia con uno "Zeiss Tessar" come obbiettivo, temo quelle siano ormai solo termini desueti e tirati per i capelli... 

 

Un tempo gli schemi avevano un senso, perché in epoca di calcolo manuale ed assenza di trattamenti delle lenti e vetri speciali un obbiettivo Tessar era praticamente sempre compatto e molto contrastato (per via delle poche lenti), un planar era decisamente piú definito ma perdeva di contrasto per effetto dei molti gruppi ottici, da un Sonnar ci si aspettava una luminositá impensabile per gli altri ed un Biogon aveva uno schema riservato ai wide (retrofocus). 

 

E le prestazioni venivano di conseguenza, con limiti insuperabili e caratteristiche personalissime. 

 

Poi sono arrivati i computer, i vetri speciali e le resine per evitare di molare gli elementi asferici, e gli schemi base si sono enormemente complicati (ormai se non hai 15 lenti per un fisso non sei nessuno :P ). 

E poi sono venute le mode, come l'attuale che impone una perfetta correzione da angolo ad angolo ed uno stacco molto brusco tra soggetto e sfondo. 

Eccetera. 

 

In pochi hanno ancora il coraggio di proporre lenti diverse dal gusto comune, e non é un caso se vengono fuori molto spesso degli obbiettivi che non possono essere confusi con "la perfezione" di ció che viene via via considerato migliore

Ma migliore troppo spesso significa semplicemente il piú perfetto possibile, perché un coma come quello del Noct o dei Sonnar oggi é inaccettabile (chissá poi perché). Ed arrivederci rese personali. :( 

 

Ma l'altra parte, purtroppo il revival di schemi antichi é giusto una brutta moda passeggera, perché quegli schemi non sono stati aggiornati e quindi fanno foto "brutte" ed inutilmente difettate, su lenti di gran lunga troppo costose e malfatte (penso alla riedizione del Trioplan e del Petzval, su tutti). 

 

A proposito... 

Mi posso sbagliare, ma sono abbastanza sicuro che quasi solo i nomi di Zeiss e Zeiss Ikon (e magari pochi altri) si riferiscano ad uno schema preciso. 

Praticamente tutti gli altri, a cominciare da Leica/Leitz, storicamente usano nomi di fantasia per indicare se va bene una caratteristica dell'obbiettivo o di una serie di lenti, oppure semplicemente nomi di fantasia e basta. 

É in questo contesto che Leica ha sempre chiamato Summmilux tutto ció che é f1.4, Summicron gli f2, Elmarit gli f2.8 e Noctilux i 50mm piú luminosi di f1.4, e via cosí. 

I vari Hexanon, Nokton, Rokkor e tutti i nomi di fantasia dei giapponesi e dei russi (ma anche tedeschi, spesso che finiscono per -non... a parte il "noct" di Nikon, che il termine Noctilux era giá in uso da dieci anni), di solito sono solo di fantasia, appunto, e non si riferiscono a niente...

a_


andrea landi
justnuances.com
 
Chissà cosa si trova a liberarela fiducia nelle proprie tentazioni...


#4 Leonardo Visentìn

Leonardo Visentìn

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Inviato 07 novembre 2015 - 01:34

Immagino però sempre a caratterizzare un aspetto delle ottiche nomate similmente, esempio i Nokton per ottiche luminose (notturne appunto), ma non legate a particolari schemi.
The hardest thing in photography is to create a simple image. - Anne Geddes


Your first 10,000 photographs are your worst. - Henri Cartier-Bresson

#5 Max Aquila

Max Aquila

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Inviato 07 novembre 2015 - 03:06

piu' di tante parole basta guardare gli schemi ottici originari, come da link postato da Silvio: stiamo parlando dei 50mm di Zeiss che hanno equipaggiato milioni di macchine fotografiche dagli inizi del secolo scorso fino ad oggi, tra le quali Contarex/flex, Rollei, Hasselblad, Contax

(per piacere evitando menzione dei cellulari...)

lo schema Tessar basato sulla semplicita' di quattro lenti in tre gruppi di cui uno doppietto acromatico serviva a costruire un obiettivo standard leggero, compatto e poco costoso, ma dalle prestazioni tutte orientate al massimo per il centro del fotogramma rispetto ai bordi.

 

Lo schema Planar, rigorosamente simmetrico, formato da 6 lenti in 4 gruppi dei quali due doppietti, era orientato a dare prestazioni del tutto corrispondenti tra centro e bordi.

Normalmente piu' luminoso del Tessar di un terzo di stop ha equipaggiato i migliori obiettivi standard delle migliori fotocamere mai costruite.

Piu' pesante, piu' costoso, piu'...planare: forse meno contrastato dell'altro.

 

Tutti i costruttori europei, americani e giapponesi hanno preso spunto o hanno prodotto imitazioni pedisseque dei due schemi: Nikon uber alles...

 

Mirabile la diatriba tra i sostenitori dell'una e dell'altra soluzione: io felice possessore dalla nascita del Tessar di cui e' equipaggiata la Rolleiflex biottica che compro' mio padre per scattarmi le prime foto della mia vita.

 

rolleiflex uber alles.jpg


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#6 Nuccio

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Inviato 07 novembre 2015 - 20:44

Dico la mia.

Ho usato sia il Tessar che il Planar rispettivamente su Contaflex SuperBC e Rolleicord e su Contax G e Rolleiflex.

Secondo me il Tessar sembra a prima vista più nitido ma se si va via via ad ingrandire il Planar risulta migliore per plasticità e gradazione dei toni su tutto il formato del fotogramma, in ultima analisi più nitido.

Io ho amato molto il Planar così come i Biogon per Contax G.

Nuccio



#7 Lieve

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Inviato 08 novembre 2015 - 11:36

Ho come l'impressione che Paul Rudolph non sarebbe molto contento di leggere certe cose ...

 

Planar_1896.png

il Planar originario del 1896 

 

il classico schema Planar di Zeiss per la focale 50mm, f/1.4, ripreso praticamente da chiunque, 7 lenti

Planar_50-1.4.png

 

Nokton_Des_Stueper.jpg

compreso il Voigtländer Nokton 1.4/50mm del 1951

 

o dal mio Nokton da 58mm (ex Topcor)

nokton.jpg

 

Un vero monumento superato solo in questi anni dagli schemi ultrasofisticati progettati al computer da Zeiss per gli Otus e da Sigma per gli Art.

 

Tessar è la versione "Eco", massima apertura F2.8 (in origine F6.3), brevetto successivo, schema sempre simmetrico, per ottiche molto compatte.

 

C'è l'ha perfino la Zeiss Contessa di papà (45mm).

 

 


per me post-1-0-10355500-1498806984.jpg non è solo uno slogan !


#8 Max Aquila

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Inviato 08 novembre 2015 - 12:04

Ho come l'impressione che Paul Rudolph non sarebbe molto contento di leggere certe cose ...

 

...

 

 

Herbert Marcuse direbbe: la fantasia al potere...!


Max Aquila RFSP ©


#9 vento

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Inviato 08 novembre 2015 - 18:09

Grazie!



#10 Bernardo Gattabrìa

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Inviato 09 novembre 2015 - 18:58

Il planar comunque era più costoso del tessar. Ricordo che quando mio padre nel 1968 mi regalò la Rolleiflex, 3,5 planar, questa costava circa un 35 % in più della corrispettiva 2,8 Tessar.

In effetti le foto a colori venivano meglio col Planar che col tessar. Il tessar forse più nitido del Planar ma sulla Rollei non ho mai notato tale differenza. Sicuramente per l'hasselblad per il normale scelsero il planar.


Saluti

bergat

#11 Max Aquila

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Inviato 09 novembre 2015 - 19:41

Il planar comunque era più costoso del tessar. Ricordo che quando mio padre nel 1968 mi regalò la Rolleiflex, 3,5 planar, questa costava circa un 35 % in più della corrispettiva 2,8 Tessar.

In effetti le foto a colori venivano meglio col Planar che col tessar. Il tessar forse più nitido del Planar ma sulla Rollei non ho mai notato tale differenza. Sicuramente per l'hasselblad per il normale scelsero il planar.

il Tessar piu' comune per Rolleiflex e Rolleicord era il 75mm f/3,5, mentre meno frequente era il Planar/3,5 rispetto al piu' diffuso f/2,8

 

Hasselblad non aveva bisogno di economie di esercizio: ebbe fin da subito un 80mm come standard (tranne una parentesi Schneider 75/3,5 e si doto' prestissimo dei ben noti  Planar /2,8...

 

rollei.jpg

 

Per evidenziare con dettaglio differenze e storia di questi progetti ottici ancora oggi ben attuali, consiglio lettura di questo e quest'altro articolo del nostro buon amico Marco Cavina

 

Leggere aiuta molti a...non dimenticare.  Parecchi addirittura ad imparare.

 

Alcuni ad... innamorare


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