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C'erano 4 risultati taggati con superwide

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  1. Sigma 14mm F2.8 HSM EX : l'acchiappabaglior...

    [attachment=78182:1.jpg]

     
    Caratteristiche tecniche
     
    Angolo di campo 114.2°

    Struttura obiettivo: in metallo
    N. lamelle diaframma: 7
    Apertura minima: f22
    Distanza minima: 0.18m
    Motore incorporato: HSM
    Peso: 643g
    Paraluce: Incorporato
    Dimensioni: 82.5x97mm
    Schema ottico: 14 lenti in 10 gruppi
     

    [attachment=78183:2.jpg]

     
    Dettaglio della grande lente ibrida (resina incollata a vetro) frontale col suo caratteristico colore ambrato (il riflesso violaceo é dovuto invece al particolare trattamento antiriflesso, delicato per quanto inefficace) :
     

    [attachment=78184:3.jpg]

     

    Obiettivo molto ambizioso e sul mercato da molto tempo, ha sostituito la precedente versione con diaframma massimo F3.5, non motorizzato.
    Appartiene alla serie di prestigio Sigma EX, quella con finitura griogio-opaco.
    Compatto ma molto ben costruito, veloce grazie al suo motore incorporato, vanta un bel paraluce in metallo e un tappo robusto a protezione della lente anteriore.
     
    Ovviamente a causa della forma della prima lente non si possono applicare filtri anteriori ma si possono mettere filtrini in gelatina sull'attacco del bocchettone.
     
    Abbastanza nitido su sensori da 6 mpx, l'MTF50 fino ad F8 é comunque in assoluto piuttosto scarso.
    L'obiettivo é caratterizzato da una forte saturazione dei colori con dominanti magenta che scaldano molto la scena.
     
    Il limite principale di questo bel obiettivo (che nulla ha a che fare con gli smorti zoom Sigma 12-24 di e 15-30 di caratteristiche simili) é la tendenza micidiale ad includere il sole anche se non é visibile.
     
    Insomma, basta che sia nel quadrante anteriore ed ecco che avremo tante belle flange colorate per quanto é lungo il fotogramma !
    Alcuni scatti (d'epoca) eseguito con la Nikon D100 :
     

    [attachment=78185:4.jpg]

    [attachment=78186:5.jpg]

    [attachment=78187:6.jpg]

     

    a testimonianza del fenomeno.Altre immagini che illustrano le caratteristiche dell'obiettivo :
     

    [attachment=78188:7.jpg]

    [attachment=78189:8.jpg]

    [attachment=78190:9.jpg]

    [attachment=78191:10.jpg]

     

        [attachment=78192:11.jpg]

    A mano libera, ISO 200 F2.8 1/2.5'' !

     

     

    [attachment=78193:12.jpg]

    [attachment=78194:13.jpg]

    [attachment=78195:14.jpg]

    [attachment=78196:15.jpg]

     

    Insomma, una alternativa al costoso Nikon 14/2.8 non così superiore e in pratica il 21 mm per le fotocamere DX.
     
    Cambiando la D100 l'ho venduto per comperare il 17-35/2.8 che mi ha dato una maggiore flessibilità.
     
    E' troppo costoso anche sull'usato (siamo sui 500 euro, contro i 1.200 di listino !) ma valido a condizione di utilizzarlo per come deve essere utilizzato.
     
    I colori ... sono quelli, un pò ambrati (non c'é PP nelle foto presentate). L'oggetto é bello e solido, tutto sommato compatto, specie in raffronto al nuovo Nikon 14-24/2.8
     
    Consigliato oggi ?
     
    Francamente NO !
     
    Comunque, se lo volete provare mi raccomando : Attenti ai flares !

    • ago 26 2016 10:47
    • da Lieve
  2. Nikkor 15mm f/3.5 Ai: il MITO...(in DX)

     
     
    Una boccia di vetro per pesci rossi... variamente contornata da un paraluce a petalo
     
    [attachment=78028:01 DSC_8005.jpg]
     
    ecco come si presenta il MITO targato Nikkor, nella veste di un obiettivo supergrandangolare, ma non fisheye,
    [attachment=78029:02 DSC_7783.jpg]
     
    largo di campo (110° sul lato lungo) ma poco distorcente
    [attachment=78030:03 lemon.jpg]
     
    esageratamente esposto alle sorgenti luminose, ma scarsamente soggetto a flares e ghosts, anche col sole dentro l'inquadratura...
    [attachment=78031:04 backlights.jpg][attachment=78032:05 DSC_8177.jpg][attachment=78033:06 DSC_7967.jpg]
     
    variamente contrastato (dal pastellato al duro) a seconda della qualita' e direzione della sorgente di luce...
     
    [attachment=78034:07 DSC_8034.jpg][attachment=78035:08 DSC_8128.jpg][attachment=78036:09 DSC_8181.jpg][attachment=78037:10 DSC_8215.jpg][attachment=78038:11 DSC_8225.jpg]
     



    • ott 15 2016 19:06
    • da Max Aquila
  3. Samyang 14mm f/2.8 UMC (test/prova)

        L'alternativa economica? Beh, dipende da quanto si usa una focale del genere.

    [attachment=77974:1.jpg]

    Ma andiamo per gradi: come dicevo nel topic la confezione lascia abbastanza a desiderare. Dentro la scatola c'è una plasticaccia fine bianca della peggior specie che tiene fermo l'obiettivo, in più viene data una piccola sacca in pelle scamosciata nera. Va bene risparmiare sui dettagli (e lo abbiamo visto anche per gli ultimi Nikkor) ma insomma..... Il corpo è in robusto metallo ma il paraluce (fisso) al tatto è proprio ino ino....
    Sempre limitatamente alle prime impressioni si nota che non c'è la scala delle profondità di campo che per un fisso può sempre essere utile. Il diaframma si cambia manualmente dalla ghiera ed ha una scala di 1/2 di stop. O almeno a partire da f/4 perché non ho notato lo scatto tra f/2.8 e f/4; comunque è una interessante finezza (Zeiss, sempre a diaframma manuale, propone una scala da 1/3 di stop).
    La ghiera di messa a fuoco è fluida e precisa.

    Qualche immagine montato su D3:

    [attachment=77975:2.jpg]

    [attachment=77976:3.jpg]

    [attachment=77977:4.jpg]

    [attachment=77978:5.jpg]

    Ne risulta un insieme abbastanza sgraziato e brutto a vedersi ma adesso non ho presente che effetto fa il Nikkor pari focale e apertura.

    Passando alle impressioni sul campo devo fare una doverosa premessa: non sono abituato a maneggiare focali sì ampie, anzi mai le ho utilizzate (minimo erano i 17mm del 17-35) e quindi mi sono trovato un po' in difficoltà per via dell'enorme distorsione quando in fase di ripresa di soggetti con geometrie squadrate non si mantiene un perfetto parallelismo. Ma è un'osservazione oziosa che lascerà indifferenti i più, già avvezzi a questi effetti.

    Qualche prova pratica su cavalletto alle varie aperture:

    ISO 200, f/2.8, 1/125"
    [attachment=77979:6.jpg]

    ISO 200, f/4, 1/80"
    [attachment=77980:7.jpg]

    ISO 200, f/5.6, 1/40"
    [attachment=77981:8.jpg]

    ISO 200, f/8, 1/25"
    [attachment=77982:9.jpg]

    ISO 200, f/11, 1/13"
    [attachment=77983:10.jpg]

    A f/2.8 si vede la vignettatura (già accettabile a f/5.6) ma in PP si elimina facilmente. La nitidezza al centro è davvero notevole fin da f/2.8.

    Crop 100% f/2.8
    [attachment=77984:11.jpg]

    Crop 100% f/11
    [attachment=77985:12.jpg]

    Vediamo un po' come lavora per strada (immagini ridimensionate a 1200 pixel di lato, nessun'altra correzione da raw):

    ISO 200, f/8, 1/240"
    [attachment=77986:13.jpg]

    Crop 100%
    [attachment=77987:14.jpg]

    ISO 200, f/8, 1/640"
    [attachment=77988:15.jpg]

    ISO 200, f/8, 1/250"
    [attachment=77989:16.jpg]

    ISO 200, f/8, 1/500"
    [attachment=77990:17.jpg]

    ISO 200, f/8, 1/25"
    [attachment=77991:18.jpg]

    Crop 100% del bordo destro
    [attachment=77992:19.jpg]

    ISO 200, f/8, 1/125"
    [attachment=77993:20.jpg]

    ISO 200, f/2.8, 1/320"
    [attachment=77994:21.jpg]

    ISO 200, f/5.6, 1/800"
    [attachment=77995:22.jpg]

    La distorsione a barilotto decisamente evidente:

    ISO 200, f/8, 1/100"
    [attachment=77996:23.jpg]

    Attenzione a decentrare elementi in ripresa verticale con linee rette come le torri.... Si potrebbero avere effetti speciali del terzo tipo.... :P

    ISO 200, f/8, 1/1000"
    [attachment=77997:24.jpg]

    E qualche interno:

    ISO 1600, f/5.6, 1/20"
    [attachment=77998:25.jpg]

    Si nota del fringing sulle fonti di luce.
    [attachment=77999:26.jpg]

    ISO 200, f/2.8, 1/13"
    [attachment=78000:27.jpg]

    Comunque sempre buona la nitidezza a TA
    [attachment=78001:28.jpg]

    ISO 200, f/2.8, 1/15"
    [attachment=78002:29.jpg]

    Il punto debole dell'obiettivo è, come evidenziato dovunque, la notevole distorsione, pure difficile da eliminare in PP. Superato questo ostacolo l'obiettivo va molto bene: è nitido, colori saturi, ombre magari un pochino chiuse, in stile Nikkor "N".
    Data la focale non si sente bisogno certo dell'autofocus e se non si è assoluti amanti dei grandangoli estremi direi che ci si può ben accontentare del Samyang, soprattutto in considerazione del prezzo irrisorio: io l'ho pagato 310 euro incluse spese di spedizione dall'Irlanda!
    Non so quanto rimarrà nella borsa: l'ho preso per un preciso motivo ed esaurita la sua funzione, forse, troverà un nuovo proprietario ma per il momento mi dichiaro soddisfatto dell'acquisto in relazione alle esigenze. :)
    Altro non posso dire proprio perché non ho termini di paragone.

    • mag 05 2015 08:43
    • da MB 1942
  4. Tokina 12-24mm f4 : l'alternativa economica...

    Il Tokina AF 12-24 f4


    Meglio: Tokina AT-X SD 12-24 f4 (IF) DX
    per gli amici "Il Dodici"


    Questa lente é si dedicata al formato "APS", ma di fatto é l'alternativa econoica alla pari caratteristiche di casa Nikon, con un costo più che dimezzato rispetto all'originale.
    Ma ne vale la pena ?
    Vediamo.

    Innanzitutto le caratteristiche:
    - Focale variabile da 12 a 24mm, copertura del formato DX
    - Angolo di copertura da 99° a 61° (equivalente ad una focale di 18-36mm su formato 135)
    - Luminosità massima f/4, minima f/22
    - Costruzione in 13 lenti per 11 gruppi
    - Autofocus comandato dal corpo macchina, ghiera di messa a fuoco disaccoppiabile
    - Portafiltro anteriore da 77mm (non ruota con la messa a fuoco), accetta filtri non-slim
    - Dimensioni 84 x 90mm (senza paraluce a corolla), peso 570g

    E queste sono le caratteristiche "nude".
    Nella pratica, questa lente é nata per sostituire in digitale il fantastico Nikkor 17-35 (che perde le caratteristiche di supergrandangolo quando montato su DX), pur con una luminosità dimezzata.

     

    [attachment=75806:1.jpg]


    Appena lo si prende in mano, si rimane favorevolmente sorpresi dalla costruzione.
    Questo Tokina é solido, ben fatto nonostante il barilotto completamente in plastica (ma che dà una bella sensazione in mano). Non fa rimpiangere la lega metallica a cui ci ha abituato mamma Nikon.
    Anche la tecnologia IF (Internal Focus, la lunghezza non cambia con la messa a fuoco) e la zoomata che anch'essa non varia la lunghezza della lente concorrono alla bella sensazione.

    Le dimensioni, se confrontate con il "cuginone" 17-35 sono decisamente inferiori.
    In fondo é questo lo specchietto per noi fotografi-allodola per convincerci della validità del formato DX... le lenti saranno più piccole...
    In realta, penso che la spigazione sia più prosaicamente da cercare nel diaframma in meno a disposizione.
    Comunque, i tecnici Tokina hanno lavorato decisamente bene, per offrire una lente ben bilanciata anche con un corpo piccolo come la D70 o simili.



    Vediamo subito come si comporta sul campo, in condizioni ottimali di luce:

     

    [attachment=75807:2.jpg]

    il 12-24, ad f4 (tutta apertura)

     

    [attachment=75808:3.jpg]

    il 17-35 Nikon, ad f4

    Le fotografie precendenti, come tutte le successive sono prese in formato NEF con corpo D2x. Lo sviluppo é fatto in Lightroom con impostazioni standard, fatta eccezione la calibrazione della fotocamera (uguale per entrambi gli obbiettivi).

    Si può immediatamente notare l'ottimo bilanciamento delle immagini, decisamente più calde nei confronti del più performante e freddo Nikon 17-35 (viene inevitabile un confronto diretto, anche se le differenze di campo coperto in DX sono notevoli).
    Ai diaframmi medi, prima che intervengano i fenomeni di diffrazione oltre f13, il Tokina supera a pieni voti ogni prova. A dire la verità sono rimasto da subito favorevolmente stupito della definizione e dal dettaglio offerto dal 12-24, tanto da averlo usato decisamente più del previsto.

    Bella é anche la resa della proiezione dell'ampio campo coperto, senza distorsioni eccessive ai bordi. Al contrario, quesa é stata la caratteristica che più mi aveva indisposto nel 16-35 Canon su FF.

     

    [attachment=75809:4.jpg]


    Non sono, ovviamente, tutte rose e fiori.
    Come prevedibile, due sono i limiti di questa lente:
    La prima é la distorsione, come ben evidenziato nella foto successiva.

     

    [attachment=75810:5.jpg]

    Poi il Color Fringing, evidente ai bordi del fotogramma in misura notevole, alla minima focale praticamente a tutte le aperture.

     

    [attachment=75811:6.jpg]

     

    Come detto, entrambe queste caratteristiche negative sono onnipresenti nelle fotografie scattate con il Tokina 12-24 f4.
    Va detto, però, che entrambe sono facilmente e perfettamente correggibili in PP, sia con Photoshop che, molto più velocemente, con Lightroom (limitatamente alla più antipatica aberrazione cromatica).
    Come visto, infatti, la distorsione é perfettamente sferica, senza quelle "onde" che affliggono alcuni obbiettivi grandangolari (pare anche il ben più costoso parifocale Nikon) e che ne rendono complicatissima la correzione.
    Qui é possibile riportare la fotografia alla realtà con un unico passaggio del filtro di correzione in Ps.

    Allo stesso modo, la CA é completamente riconosciuta in Lightroom e corretta senza esitazioni. Come sempre in questi casi, lo scatto in NEF é più semplice da gestire di qualsiasi JPG (ma il concetto é comune a qualsiasi correzione in PP sia necessaria).

    L'ultima delle caratterisitche importanti é la resistenza al flare, che tutti i siti consultati prima dell'acquisto davano come la spina nel fianco di questa lente.
    Sarà per le basse aspettative in questo senso, sarà per una massiccia dose di fortuna che ha messo nelle mie mani un esemplare che ha subito tre volte il trattamento antiriflessi...
    Ma devo dire che il 12-24 si comporta egregiamente, manifestando una dose di riflessi interni solamente nelle situazioni più critiche. E comunque sempre in linea con un obbiettivo che, non dimentichiamolo, sfiora i cento gradi di campo inquadrato.
    Tra l'altro ho notato che spesso la perdita di microcontrasto é in parte compensata dai colori caldi(ssimi) restituiti da questo obbiettivo, rendendo delle stampe in ogni caso belle a vedere.
    Sarà un artificio dei tecnici Tokina, ma é una scorciatoia ben realizzata, con risultati che non fanno rimpiangere l'insuperato trattamento delle lenti Nikon.

     

    [attachment=75812:7.jpg]


    Questa resistenza ai riflessi rende il Tokina adatto a più o meno tutte le situazioni, con l'ovvia limitazione della luminosità massima, intrinsecamente ridotta.

    Come ultima caratteristica, proviamo a vedere qual'é la resa delle ombre, vero campo di prova che fa la differenza tra una lente "da poco" ed un obbiettivo di alte prestazioni.
    Anche in questo campo, per quanto mi riguarda, le aspettative non erano delle migliori.
    Devo ammettere però (con piacere) che i risultati sono di buon livello. Le ombre sono sempre ben definite, a patto di non avere eccessivi riflessi indesiderati, mai "impastate" e piacevoli, come ben visibile in questa foto:

     

    [attachment=75813:8.jpg]


    Ma la cosa forse più importante di questa lente, é che tutte le caratteristiche descritte si mantengono molto bene alla massima apertura, dove la perdita di definizione non é mai eccessiva, permettendo quando necessario di avere una lente che, da ottima che é a diaframmi di f8 ed f11, rimane molto buona.
    In questo, probabilmente, l'intrinseca profondità di campo viene in aiuto al fotografo, sopperendo alla perdita di nitidezza ed all'imprecisione di qualsiasi sistema di autofocus a queste focali, ma se il risultato é quello che conta il Tokina non sfigura affatto di fronte a nessuno.

    Per finire il mio lungo commento, volevo riportare un esempio di Bokeh.
    La qualità dello sfocato non é certamente una caratteristica fondamentale per una lente supergrandangolare, e questo 12-24 non brilla certo, al pari della maggior parte dei suoi colleghi "superwide". Ma ecco un esempio, e che ognuno tragga le sue conclusioni.

     

    [attachment=75814:9.jpg]


    Quindi:

    PRO
    - Solidità e costruzione
    - Definizione alta in quasi tutte le situazioni
    - Resistenza al flare superiore alle aspettative
    - PREZZO, meno della metà del pari focale Nikon



    CONTRO
    - CA sempre presente (anche se facilmente correggibile in PP)
    - Distorsione (come aspettato in un supergrandangolo, anch'essa facilmente eliminabile)
    - Luminosità (bassa, ma lo si sa fin dall'inizio)



    CONCLUDENDO
    Il Tokina 12-24 f4 é un'ottimo obbiettivo per il formato DX, economica ma dotata di prestazioni tra le migliori possibili in una lente di queste caratteristiche. Non é certamente una lente di ripiego, prestandosi ad essere utilizzata molto e con piacere anche da un professionista.
    Non ho esperienza diretta con il Nikkor, e non nego riesca a spuntare prestazioni più elevate, ma la differenza di prezzo fa del Tokina un'alernativa da prendere al volo.
    Chiunque si trovi a dover scegliere una lente supergrandangolare può trovare in questo 12-24 un ottimo attrezzo, conscio di non poter avere sul formato DX le prestazioni del 17-35 con un angolo di campo analogo. Ma i il prezzo di questo Tokina lo rende molto appetibile a chiunque, restituendo quel piacere impagabile di avere in mano qualcosa di solido...
     
     
    © andre_ 17/09/2007

    • dic 23 2015 09:32
    • da andre_