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C'erano 18 risultati taggati con sigma

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  1. Guida all'acquisto dell'obiettivo macro...

    Dopo l'acquisto di una reflex e del corredo base di obiettivi, può succedere di voler approfondire qualche genere fotografico in particolare, il ritratto, il paesaggio piuttosto che la fotografia agli animali, oppure la macro. In questi casi spesso occorre un obiettivo dedicato.
     
    Per fare della macrofotografia come si deve ed apprezzare pienamente le meraviglie nascoste nel "molto piccolo", ci vuole un vero obiettivo macro. che  permetta di ingrandire, avvicinarsi a sufficienza al soggetto ed avere la elevata nitidezza necessaria per avere soddisfazioni ed appassionarsi a questo genere fotografico. 
     
    In questa guida all'acquisto ho cercato di presentare e commentare brevemente gli obiettivi per la macro compatibili con le reflex nikon attualmente in produzione, con qualche piccolo consiglio assolutamente soggettivo e non vincolante per aiutare nella scelta, rimandando  ai test approfonditi pubblicati su Nikonland  per approfondire. 
     
    Se siete interessati ad una  breve introduzione alla macrofotografia  vi suggerisco di leggere questo mio  articolo su Nikonland da approfondire eventualmente leggendo su altri siti o dei manuali. 
     
    Gli obiettivi macro
    Ho diviso gli obiettivi macro in tre categorie principali sulla base della lunghezza focale. I normali (50mm - 60mm), i tele corti (da 90mm a 105mm) e i tele medi (da 150-180-200mm) in più ho aggiunto un appendice sugli obiettivi macro dedicati al formato APS-C (Dx per Nikon).
     
     
     I macro normali . 
    Molto ben corretti per quanto riguarda distorsione e aberrazioni,  straordinariamente nitidi, sono i più piccoli e leggeri e (nell'ambito della stessa marca) costano meno  di quelli di focale maggiore. I limiti possono essere: la distanza di messa  a fuoco molto breve e quella di lavoro (distanza fra soggetto e lente anteriore) ancora di più, per cui può capitare di trovarsi a scattare vicinissimi al soggetto. Inoltre il  maggiore angolo di campo rispetto a focali più lunghe,   rende un po' più difficile ottenere degli sfondi gradevoli. Non sto affermando che le focali da 50-60mm sono poco utili, ma che sono un po' più impegnative nell'uso sul campo, mentre sono ottime  per still life, riproduzione in genere. A mio parere, per insetti, altri animali o se  si deve fotografare col cavalletto qualcosa che sta in mezzo ai cespugli, forse è meglio garantirsi un po' più di agio usando una focale un poco più lunga. 
     
    Le  focali macro "standard" attualmente disponibili sono queste:
     
    Nikon AF-S 60mm f/2.8 G ED Micro 
     
    [attachment=104644:nikon60.jpg]
     
    Test su Nikonland qui e qui
     
     
    Schema ottico (lenti/gruppi):12/9
    Diaframmi f/2.8-32
    Angolo di campo 39°40' (26°30' con formato DX Nikon)
    Distanza minima di messa a fuoco 18,5cm
    Massimo rapporto di riproduzione 1x
    Diaframma 9 lamelle
    Passo filtri 62mm
    Dimensioni (diametroxlunghezza dall'innesto)  73 x 89 mm
    Peso 425g
    Motorizzato AFS
     
     
    A mio parere la scelta migliore fra i "normali" per Nikon.
     
    Zeiss Milvus 50mm f2M
     
     
    [attachment=104645:zeissmilvus50mm.jpg]
     
     
    Schema ottico (lenti/gruppi):8/6, 
    Diaframmi f2-22
    Distanza minima di messa a fuoco 24cm
    Massimo rapporto di riproduzione 0.5x
    Diaframma - 
    Passo filtri 67mm
    Dimensioni (diametroxlunghezza dall'innesto) 81x74mm 
    Peso 700g
    Messa a fuoco manuale
     
    Costante per  gli Zeiss sono la costruzione superba, la qualità ottica indiscussa, ma... messa a fuoco solo manuale, costo più che notevole e rapporto di riproduzione un po' "vintage", arriva solo a 1:2.
     




    • feb 21 2017 13:17
    • da Silvio Renesto
  2. Sigma sd vs Sigma dp: Quattro against Merrill

    [attachment=103860:0084 _DSC2295 1-160 sec a f - 9,0 Max Aquila photo © _.JPG]

     
    At the ending of the extensive series of articles resulting from our falling in love with Foveon sensors on Sigma mirrorless cameras,
    [attachment=103864:ccs-2-0-21093800-1483132192.jpg]
    this further article hope will serve to give a sense of the very marked differences that link different projects even if born under the same brand, over the years.
    To compete in a parallel slalom around the same subjects portrayed in different conditions, in daylight and even in a flash light interiors, two mirrorless Sigma that may not be more different in shape, size, weight, and probably, also destination:
    [attachment=103859:0083 _DSC2287 1-200 sec a f - 8,0 Max Aquila photo © _.JPG]
    this sdQuattro with Sigma Art 50/1,4 (together almost three pounds of weight) and that dp3 Merrill with his 50/2.8 Macro, that don't reach 5 ounces.
    Indipendently from common matrix, the Foveon sensor that solves so much more in respect of the Bayer array,
    [attachment=103862:ccs-2-0-61612500-1483132077.png]
    (where the Foveon overcomes Bayer twice than the resolution on the horizontal and vertical axes)
     
    the differences between the two appliances are so many, starting the setting of use (viewfinder for the SD4, monitor for dp3), to continue with the design philosophy which provides dedicated optics and incorporated into dp series, instead interchangeable for the other mirrorless, to end up with different resolution, since 15.4/25 Mpx for dp series,  to the 29.5/39 Mpx (second digit indicates the equivalence value to a Bayer matrix).
     
    "The defects, those, you'll take all" my grandfather said, and Sigma confirms this assumption that certainly comes from the file processing difficulties, that in the density of informations has its main and indisputable pride.
    None of both mirrorless are free from trouble focusing the subject, especially outside the AF central area, because of too few focus areas and the RAW metabolic difficulties, on both cameras, either in postproduction.
    Unable to amplify the signal with respect to noise, they are systems that are used very few times over the nominal sensitivity, in order to avoid of frustrate the claimed advantages.
    But the effects that from the earliest versions of the DP series, even before the present one, (dedicated to Mr Merrill, creator of the sensor), are justified from the color results and the wealth of information on each of the files so difficult ... achieved .
     
    Here we can see how this  reading ability may differ, also in the same subject and shooting conditions.
    Also considerably
     




    • gen 20 2017 03:28
    • da Max Aquila
  3. Wide to wide zoom per le nostre Nikon

    [attachment=104037:Migliori-obiettivi-video-HD-DSLR-Canon-Nikon-2.jpg]

    Uno dei quesiti piu' frequentemente posti sui forum di fotografia, riguarda una delle categorie piu' richieste di zoom, quella degli zoom wide to wide e/o dei trans standard. ossia di quegli zoom che posseggano escursione focale al di sotto della focale standard per quel formato, oppure attraverso questa.
    E la materia e' in continua evoluzione, grazie alla prolificita' dei produttori di obiettivi, originali ed universali, motivo per cui i consigli apprestati perdono di efficacia e consistenza, spesso gia' solo pochi mesi dopo esser stati forniti.
    La domanda riguarda sia l'abbinamento a corpi macchina FX sia quelli DX (a maggior ragione considerando il fattore di conversione).
     
    Ma l'offerta sul mercato di obiettivi universali, specie nella categoria di cui al titolo di questo articolo, spesso ingenera confusione: non sempre infatti continua a valere il detto che "chi piu' spende meno spende" e le differenti politiche commerciali dei marchi, oltre ai frequenti aggiornamenti degli obiettivi stessi, porta utenti anche piuttosto smaliziati a confondersi e a formulare la fatidica domanda:
    "cosa mi consigli come zoom grandangolare da montare sulla mia D...?"
     

    [attachment=104035:001 P_20161225_135339.jpg][attachment=104034:lc_12-24_4_dg_hsm_a016.jpg][attachment=104036:12-24nik.JPG]

    In quanto appassionato dai grandangolari in genere, da quelli fissi in particolare, questa categoria dei wide zoom mi interessa non poco e ancor di piu' la tengo d'occhio da quando, all'inizio del 2016, ho acquistato una splendida D500 col precipuo scopo di limitarne l'uso agli obiettivi da 50mm in su... possedendo una eccellente D810 per "curare" le focali al di sotto di quella standard.
    Considerando l'utilizzo nel 2016, fortemente sbilanciato a favore del corpo DX, mi sono piu' volte chiesto anch'io quale zoom wide-to-wide potrebbe reggere in abbinamento all'esigente sensore della D500, ma ad oggi non mi sono ancora riuscito a dare risposta, mancando all'appello delle mie prove alcuni zoom di un paio di marchi universali, non ancora passati dalle mie grinfie...
    Ovviamente intendo considerare solamente (e tutti) quegli obiettivi minimo 24mm in FX, e quindi minimo 24mm-eq in DX
    Dalla disamina non intendo tenere in considerazione tutti gli zoom smaccatamente entry-level (18-55mm e similari), i modelli palesemente "dimenticati in listino" (tipo 17-35fx e 17-55dx)  ed i trans-standard che arrivino oltre gli 80/85mm, costituendo questi piu' una "soluzione totale" che una risposta al quesito che riguarda il lato grandangolare della loro escursione focale. 
     

    [attachment=104057:tam1530.PNG] [attachment=104058:L0000073-construction.jpg]

    Avete mai sfogliato a fondo il catalogo completo dell'offerta su baionetta F di questi zoom?
    Di quelli gia' testati su Nikonland trovate link all'articolo relativo (il piu' recente se piu' d'uno), degli altri solo una scheda sintetica delle principali caratteristiche.
    Quattro brand, finora:
     

    Nikon,     Sigma,     Tamron,    Tokina

     
    ...in rigoroso ordine alfabetico...
     
    Questo articolo restera' un work in progress per gli inevitabili aggiornamenti, che ci piacerebbero venissero integrati dalle vostre considerazioni ed experiences, nella discussione a margine
     
     
    Max Aquila © per Nikonland 2017
     



    • ago 01 2017 15:36
    • da Max Aquila
  4. Sigma Sd Quattro and 150 f2.8 OS, the power of...

    My new experience withe the Sigma SD Quattro, this time equipped with a true macro, the excellent  Sigma 150mm f2.8 Macro OS enabled me to experiment something new, along with usual "scientific" or documentaitve photos, I tried to look for unusual, tighter shots,  with the aim  to transform  reality into something more creative, a sort of abstract photography.
     
     
    First, user impression
     
     

    [attachment=101416:kit.jpg]

     

    It has to be clear that the Sigma 150 macro cannot be used in Af with the SD Quattro. It hunts endlessly and frustratingly, whatever light or subject contrast you have. It has to be focused manually. And so I did. looking at the display, with 4x enlargement and focus peaking I could get sharp photos. Indeed, at 4x the focus peaking looks "feeble", rather hard to see, at 1x it is more visible, but focusing is less precise.
    These are the limits.
     
    That said, the good thing is that with a true macro lens you can make ... true macros (with astonishing sharpness)!
     
    please click on the images to appreciate how this kit works!
     

    [attachment=101417:triloscale.jpg]

     

    How  little is that dark critter?

     

    But with the 150 macro you can get this without having to crop at all:
     

    [attachment=101418:trilo.jpg]

     

    A curled up trilobite, I have stacked eight photos to get enough depth of field.

     

     

    I had two shooting session in two different muesums with different purposes: In the first I tried to get appealing, but still informative, images of  interesting objects or specimens, in the second instead I wanted to make photos more artistic than documentative.
     
    In the first session I had problems with flimsy supports and less than ideal lights, that caused some shake and slight focusing problems,   however I succeeded to get some satisfactory results:
     
    A stone  arrowhead  made by ancient Native Americans nearly ten thousands years ago. Wow.
     

    [attachment=101419:arrowpoint.jpg]

     

    It was crafted by chipping  a flint stone made by silicified corals, going closer with the 150, I could show the corals at full frame  without any crop:
     

    [attachment=101420:corallini.jpg]

     

    You can see the corals, how cool , really.

     

     

    As in my previous article, I tried to take photos in UV light (UVA lamp 380nm wavelength)
     
     

    [attachment=101421:anguilla.jpg]

     

    An eel 100 millions year old, in visible light

     

     

    [attachment=101422:canocchiavis.jpg]

     

    Here you can see it had eaten a mantis shrimp, again visible light

     

     

    [attachment=101423:canocchiauv.jpg]

     

    And that's what sorts out in UV light. It is simply awesome. Look how the  different composition of the shrimp exoskeleton and the eel bones (black) is  made evident and how both are tremendously sharp. Also a colleague that was with me was really amazed.

     

     





    • nov 14 2016 09:21
    • da Silvio Renesto
  5. Sigma SD Quattro e 150 Macro, una coppia "p...

    In questa nuova esperienza con  la Sigma SD Quattro,  accoppiata ad un vero obiettivo macro, il Sigma 150 OS, ho potuto sperimentare. Il 150mm mi ha permesso  non solo le classiche foto "scientifiche" o semplicemente illustrative, di cercare inquadrature strette, originali, che trasformassero la rappresentazione del reale in immagine creativa, al limite dell'astratto.  
     
    Prima le impressioni d'uso
     
     

    [attachment=101390:kit.jpg]

     

     

     
     
    Va chiarito che l'obiettivo può essere usato solo in modalità di messa a fuoco manuale. In autofocus si rifiuta di agganciare, indipendentemente dalle condizioni di luce o di contrasto del soggetto. 
    Messa a fuoco manuale quindi, meglio controllando l'inquadratura sul display ingrandito per quattro e con focus peaking. Devo dire che il focus peaking della Sigma Sd Quattro con il display su 4x è poco visibile,bisogna fare molta attenzione. Con l'ingrandimento a 1x si vede meglio ma è anche meno preciso. Questi i limiti operativi.
     
    Però con un vero macro si fanno ... vere macro!
     
    A proposito: cliccate sulle immagini, ne vale la pena!
     
     

    [attachment=101391:triloscale.jpg]

     

    quanto è piccola la cosina nera?

     

     

    Con il 150 arriviamo a questo ingrandimento:
     

    [attachment=101392:trilo.jpg]

     

    Nessun crop (stacking di sette/otto foto per avere tutto a fuoco)

     
     
    Ho fatto due sessioni di scatto in due musei differenti e con scopi diversi, uno più documentativo, l'altro più interpretativo, non oso dire artistico.
     
    Nella prima  pur usando l'autoscatto, ho avuto dei micromossi e fuori fuoco, colpa della mia scarsa gestione della luce
    Comunque qualcosa di interessante l'ho ottenuto. E, grazie all'elevato rapporto di riproduzione ho potuto fare foto di dettagli minuti senza dover "croppare" per mostrarli.
     
    Questa è una punta di freccia opera di nativi americani, vecchia di diecimila anni, viene dalla Florida. Emozionante.
     
     

    [attachment=101393:arrowpoint.jpg]

     

     

    E' stata ricavata scheggiando una selce a coralli, mi sono avvicinato ed ho ripreso un particolare:
     
     

    [attachment=101394:corallini.jpg]

     

    Si vedono molto bene i coralli

     

    Solito tentativo in luce UV:
     
     
     

    [attachment=101395:anguilla.jpg]

     

    questa Anguilla lunga 30cm e vecchia 100 milioni di anni

     

    [attachment=101396:canocchiavis.jpg]

     

    Si è mangiata una Canocchia (c'erano già ed erano buone come oggi)

     

     

    [attachment=101398:canocchiauv.jpg]

     

    In luce UV

     

     

    In ultravioletto si vede molto bene, tra l'altro si nota la differenza di costituzione fra la corazza della canocchia e le ossa dell'anguilla. La resa di questa fotocamera in UV ha lasciato sbalordito anche il mio collega che assisteva.
     
     




    • ott 31 2016 14:12
    • da Silvio Renesto
  6. Sigma dp0 Quattro: the power of imagination

    Arrives from MTrading  when even on my countries rains and the sky is not 'bright as in the summer, the widest of SIGMA dp Quattro, featuring Foveon X3 sensor, the only three-layer RGB vertical, defined by Sigma "direct image sensor", this Sigma dp0 Quattro, showing a 14mm f/4 lens, that on the APS-C sensor becomes a 21mm equivalent: a real wideangle, at last !
    It occurs within the austere white box that characterizes the current packaging dress 
     [attachment=89474:ccs-2-0-68166200-1450517626.jpg]
     
    and here it is in all its shocking form of a can, on a Z-shaped handle (for better cooling needs of the internal electronics)
    [attachment=89464: 0001 _DSC1961 0,4 sec a f - 16 ISO 160 Max Aquila photo ©.JPG]
     
    seen from above
    [attachment=89465: 0002 _DSC1963 1-4 sec a f - 16 ISO 160 Max Aquila photo ©.JPG]
     
    in all its potential appearance of a big toy
    [attachment=89466: 0003 _DSC1970 1,0 sec a f - 16 ISO 160 Max Aquila photo ©.JPG]
     
    but equipped of paradoxal tech dates, in terms of MTF tests provided by Sigma: we will see about it ...
     




    • mar 05 2016 14:18
    • da Max Aquila
  7. Fotonaturalista per caso...

    Mettete che siano anni che vi imbattiate su Nikonland in immagini patinate di esseri viventi (a partire dall'insetto, giu' fin quasi al batterio...), nette e contrastate che pare manchi in alto solo il titolo ed il prezzo della rivista su cui dovrebbe apparire quella foto
    (e in effetti lo spazio e lo sfondo uniforme il fotografo sembre proprio averlo lasciato apposta...hai visto mai che...?)
     
    Mettete poi che non vi dicano un corno o quasi (se non aridi dati tecnici) di come siano riusciti a ottenere quelle immagini strabilianti, anzi... tutte quelle immagini strabilianti... :angry:
     
     
    Aggiungete poi al cocktail il fatto che voi le attrezzature le possediate e i dati aridi li conosciate gia' da tempo, oltre al fatto che le bestiole da fotografare ogni tanto facciano capolino pure dalle vostre parti...
     
    [attachment=85166:0001 _NDF1287 Max Aquila photo.jpg]
     
    ed ecco che siete fatti e una di queste domeniche vi troverete equipaggiati da battaglia come Fantozzi e Filini (inadeguati cioe' come loro) pronti a fare una bella figura di... rda sommando un errore dopo l'altro.
     
    Questa e' la cronaca di una di quelle...domeniche, magari utile a smuovere a critiche e consigli da parte di chi le foto da copertina invece le sa fare...ma e' troppo timido per dirci come, quando e...sopratutto, perche'!  ;)
     






     [attachment=85115:0001 _NDF1239 Max Aquila photo.jpg]

     
    In blu leggete il commento fuori campo al raccontino, blu come le correzioni agli errori del compito in classe....
     




    • ott 08 2015 23:27
    • da Max Aquila
  8. Sigma 105mm f2.8 Macro OS ... in macro (test/re...

    Technical data and overall description of the 105mm f2.8 Sigma Macro OS can be found in many sites and also here on Nikonland there is an article by Mauro Maratta dealing with this lens used for portrait and general photography.
     
    I'll try to avoid as much as possible repetitions (even if some will be unavoidable), and will describe mainly my user impressions in macrophotography.
     

    Build and Handling.
     
    Since I own and use for my work the 105mm f2.8  micro-nikkor AfS G VR, it becomes obvious for me to make some comparison.  
    The lens barrell of the Sigma is somewhat narrower and longer than that of the Nikon, as already written by Mauro. In the Sigma the focus ring is also slightly narrower, and the lens gives the feel to be lighter, and perhaps a tad more fragile. 
    The focus ring rotates in the opposite way with respect to the Nikon, it's a little odd, but easy to get quickly used to.
    There are many similarities between the two lenses: same filter thread (62mm) both are  IF (internal focus, that is the lens barrel does not extend at close distances) which is a very good thing.
     

    Years ago I tried the previous version of the Sigma 105mm f2.8 macro, named EX, the one with 
     
    that hideous, brittle, coating.
     I found it more than satisfactory for the sharpness, but awkward in use due to the exxaggerated  extension of the barrell at close focus; where it nearly doubled its length (the same occurred in the coeval version of the 90mm f2.8 Tamron). This extension reduced greatly the working distance  (the distance between the subject and the front element of the lens) which is important to manage lightings, and above all, to avoid scaring living critters that might fly away (or conversely sting, bite, chew, suck your blood and all other nasty habits  that the fearsome evolutionary fantasy of nature gave to Invertebrates). 
     

    The external coating is that of  new Sigma generation, it is black, elegant and smooth, pleasant to touch and incredibly better than the gritty, britty, self-peeling EX coating of the previous version.
    Even if the focusing ring is narrower than that of the 105 micro-nikkor VR it is wide enough,  is well damped and fully usable for precision manual focusing, an important feature for macrophotography.
    The sample of the 105 Sigma OS I tried ad a distinctly stiffer focusing ring with respect to my  105mm f2.8 micro-nikkor AfS G, but in practical use there were no differences, perhaps I felt even more comfortable with the Sigma.  
     

    As usual with new Sigma long lenses, the 105 has two hoods, one to be used with full frame cameras and the other to be added when the lens is mounted on APS-C cameras. 
    I used an APS-C camera (nikon D7100) but put on only the FF-hood, which is much less cumbersome than that of the 105 nikon VR.  Perhaps in strong lateral lighting it may be less effective than that of the nikkor, and perhaps in that case it may be advsable to put on the APS_C-hood.
     

    The throw of the focusing ring is shorter than that of the NIkonwhere you go from  3m to infinite whit the same spin amount that in the Sigma brings from 2m to infinite. The focus distance window  is wide and markings are well visible: as in any macro worth the name, reproduction ratio ad various distances is reported along with distance scale in feet and meters.
     

    An important difference between the two lenses is in the distance selectors. Nikon has two options: full,  and from  50cm to infinite. The Sigma has three: 31-45cm. 45cm-infinite, and obviously full. 
     

    [attachment=83532:selettori.jpg]

     


    The  45/50cm-infinite option, shared by both lenses is useful when you want to use the lens as a normal short tele e.g. for portraits; greatly increasing the focusing speed. The 31-45cm option,  offered only by the Sigma is aimed to macrophotographrs, because it may avoid bothersome hunting of the autofocus in close ups, especially if the background is messy, intricate, like among bushes and tall grasses.
     
     
    Focusing distances are practically the same for the Sigma and the Nikon at all reproduction ratios  of interest for macrophotography. Minimum focusing distance at 1:1 is something more than 31 cm for the Sigma and nearly 31cm for the nikon; at 1:2 focusing distance is 40cm for both lenses, and so on.
     

    [attachment=83533:distanze.jpg]

     

     


    The same applies to reduction of actual focal length at shorter distances, both lenses have an actual focal length of 77mm at minimum focusing distance.
     

    [attachment=83534:focali.jpg]

     

     The 105 Sigma is somewhat longer than the Nikkor, but the slight difference in minimum focusing distance compensate the slight disadvantage, so that the working distance is roughly the same for the two lenses: about 14cm for the  Sigma nearly 14,5cm for the Nikon.
     

    The 105mm f4 micro nikkor Ai I added for ...pure affection is not IF, thus it does not reduce its focal length, but its barrel extends significantly and  to reach 1:1 you have to add the PN11 extension tube, which is 5,2 cm long, thus at the end, the working distance (that is what really counts) isn't any better for the old Ai micro. 
     
     
    Performance
     

    The autofocus of the Sigma in full mode isn't very fast, but adequate for this kind of lenses. Image stabilization works very well at normal distances
     

    [attachment=83536:ventesimo.jpg]

     

    A sleepy Vincent indulges in posing to test image stabilization 1/20s hand held (or better leaning on elbows lying the floor)

     

    [attachment=83537:ventesimoc.jpg]

     

    Crop 100%

     

    its  effectiveness decreases at close distances becoming nearly useless at 1:1, but it is a common feature of all macro lenses. 
     




    • ago 30 2015 06:16
    • da Silvio Renesto
  9. Sigma 180mm f2.8 Macro OS, the Macrosaur (field...

    Thanks to a kind loan by  Mauro Maratta, I had the chance to fulfill a wish: trying the  Sigma 180mm f2.8 Macro OS on the field, and thus here are my impressions on that lens for what concerns  macrophotography.
     
    Here on Nikonland it has been already written about this lens. Bruno Mora wrote an in-depth analysis from the point of view of construction and optical rendition, and also made a mini- comparison with the Nikon Micro-nikkor 200mm f4 IF ED. 
     
    I will try to complement  what Bruno wrote, with my impressions about field use in macro photography.
     
    The lens:
     
    The 180mm f2.8 Macro OS, as Sigma says, is the only tele-macro of large aperture that reaches a reproduction ratio (RR) of 1:1, and this is true. 
    Sigma several yeras ago, made another 180mm f2.8 Macro, but it reached only a RR of  1:2 (0,5) and it was a real nightmare as for ergonomy, weight and Af speed were concerned.
     
    As a paleontologist, I cannot resist to parallel the evolution of this "beast" of a lens with another very famous beast, the Tyrannosaurus :)
    Decades ago Tyrannosaurus, like most other Dinosaurs, was seen as a slow, cumbersome giant, unfitted for survival; while now, after Dinosaur Renaissance in science and a few Jurassic Park in the movies, we see Tyrannosaurus like an awesome, powerful and sleek animal (despite its size).
     
    [attachment=83007:trexold.jpg] the dumb Zallinger's Tyrannosaurus
     
    [attachment=83008:trex.jpg] the new look of Tyrannosaurus
     
     
    Well, the same happened with the 180mm Sigma f2.8!
     

    [attachment=83009:180old.jpg]

     

    The old 

     

     

    [attachment=83010:180new.jpg]

     

    and the new one.

     

     


    I never shoot with the old 180 Sigma  f2.8 Macro (keeping it in hand and hearing the af sound in a shop was enough...) thus I cannot judge its optical quality.
     
    But let's come back to the new Sigma 180 f2.8 Macro OS:  it's huge, being as big as the older incarnation, a real dinosaur among macro lenses, but it is built in a completely different, and immeasurably better, way. It is a modern lens, well balanced and equipped of a detachable tripod collar that makes sense contary to the ergonomical hallucination one of the old one. Lens hood is really big, and doubled, a first section to be used on full format cameras and a second part to be added when the lens is used with an APS-C camera. Even the first part  is a bit too large to be practical, at least  for macrophotography.
     
    Just a few data:
     

    The focus distance window has the distances marked in feet and meters and, like in any macro worth the name,  there is also the reproduction ratio at shorter distances. 
    From these data, with few calculations  it is possible to know the actual focal length at different reproduction ratios and consequently at different focusing distances. 
    As usual by now (this doesn't mean it's a good thing anyway), actual focal length decreases  approaching the minimum focusing distance. At 47cm  it becomes 117mm.
     

    [attachment=83011:feffettiva.jpg]

     

    Actual focal length variation with reproduction ratio (abscissa)

     

     

    [attachment=83012:distanzaOS.jpg]

     

    Focusing distance vs reproduction ratio (abscissa)

     

     
     

    In macro it is even more imoprtant the working distance (the distance between the subject and the front lens). With the same focusing distance a lens with lower working distance (e. g. because the lens  barrell extends a lot at short distances) will be less practical than one with a grater working distance, and there will be  more chances to scare the subject if the latter is animated and mobile. 
    The greater working distance is one of the main reasons that make many macrophotographer (me included) to prefer "long" tele macros (180-200mm) with respect to more moderate 90-105mm macros.
     
    If we compare different tele-macro lenses, working distance varies as follows:
     
    The Sigma 180mm f2.8 Macro OS subject of this test, has a working distance of 22,5cm
     
    The discontinued  Sigma 180mm f3.5 Macro EX  had a working distance of 23,5cm
     
    The Sigma 150mm f2.8 Macro OS has a working distance of 18,5cm
     
    The Nikon 200mm f4 micro-nikkor AfD ED has a working distance of  26cm.
     
    These values are referred to the sole lens without the hood, that in the case of the two Sigma 180mm are rather huge, or really huge. 
     
    As far as the working distance is concerned, the  200mm f4 micro-nikkor has a clear advantage. But, even if longer is better, there are other variables into play, as we will see.  
     
     

    Aperture
    The wide aperture makes the new Sigma 180 very useful also for portraits and general photography, while it is not so much important for macrophotography, where  depth of field is always very small. It allows however to use a converter without losing too much f/stops, that may be of help for precise focusing.
    As for all other macro lenses, actual aperture decreases at shorter distance, becoming f3.2 at 1,5m, f3.5 at 90cm, f4 at 80cm and f5 at shorter distances. The actual f/stop value appears on the camera display and in the exif data.
     




    • ago 31 2015 13:16
    • da Silvio Renesto
  10. Sigma 180mm f2.8 Macro OS, il Macrosauro (test...

    Grazie ad un gentile prestito da parte di Mauro Maratta, ho avuto modo di togliermi una soddisfazione, ossia provare sul campo il Sigma 180mm f2.8 Macro OS, ed ecco le mie impressioni sull'obiettivo nell' uso in macrofotografia.
     
    Su Nikonland si è già scritto sul 180mm f2.8 macro Sigma OS. Bruno Mora ha fatto un approfondito articolo  dal punto di vista della costruzione e della  resa ottica,  ed ha anche proposto un mini test  comparativo con il Nikon Micro-nikkor 200mm f4 IF ED riguardo la qualità di immagine.
     
    Io cercherò di integrare quanto scritto da Bruno con le mie impressioni d'uso  in ambito strettamente macrofotografico/naturalistico, evitando il più possibile ripetizioni. 
     
    L'obiettivo: 
     
    Il 180mm f2.8 Macro OS, afferma Sigma, è l'unico tele-macro di grande apertura che arrivi ad un Rapporto di Riproduzione (RR) di  1:1, il che è vero. 
    La stessa Sigma, molti anni fa, aveva proposto un altro 180mm f2.8 Macro, ma arrivava ad un RR di 1:2 ed era un incubo dal punto di vista dell' ergonomia, dell'Af, e del peso. 
     
     

    [attachment=81836:180old.jpg]

     
     
    Sulla qualità del vecchio Sigma 180 f2.8 Macro non mi posso pronunciare perchè non l'ho mai usato.
     
    Ho usato il suo fratellino minore, un 180mm macro f5.6 la cui contenuta apertura massima  consentiva dimensioni minute, più o meno quelle di un  200mm Ai non micro.Era anche IF, per cui comodissimo nell'uso pratico.
     

    [attachment=81837:sigma180.jpg]

     

    La versione a fuoco manuale che ho posseduto aveva una qualità di immagine più che sufficiente e costruzione discreta, la versione Autofocus corrispondente lasciava invece molti (o pochi?) dubbi sulla solidità.
     

     

    Tornando al nuovo Sigma 180 f2.8 Macro OS,  è imponente, grosso quasi come il suo predecessore, un vero dinosauro fra i macro, però è costruito in maniera completamente diversa, si tratta di un obiettivo moderno, ben bilanciato e corredato da un collare rimuovibile per l'attacco al treppiedi di forma sensata, al contrario del "vecchio".
    Il paraluce, doppio a seconda dell'uso in formato Fx o Dx, è enorme, un po' troppo ingombrante, perlomeno per  per l'uso in macrofotografia. 
     

    [attachment=81838:180new.jpg]

     

     

    La grande apertura rende questo 180 molto valido anche per ritratto e fotografia generale, ma non è particolarmente significativa per la macro, dove la profondità di campo è molto ridotta anche a diaframmi piuttosto chiusi, però il partire da una apertura massima elevata permette di usare un converter senza perdere troppi stop, a tutto vantaggio della precisione dell'Af.
    Bisogna osservare che, come in tutti i macro  la luminosità effettiva si riduce con le distanze, diventando f3.2 a 1,5m, f3.5 a 90cm, f4 a 80cm e f5 poi. Il valore effettivo dei diaframma viene indicato sul display della fotocamera e nei dati exif.
     
     

     

    Qualche numero:
     
    La finestrella della messa a fuoco, come in ogni macro che si rispetti porta, oltre alle distanze in metri e  feet, anche i rapporti di riproduzione alle varie distanze. 
    Da questi valori con semplici calcoli si può risalire alla focale effettiva al variare dei rapporti di riproduzione e delle distanze di messa a fuoco.
    Come è ormai consuetudine, la focale effettiva si riduce sempre più man mano che ci si avvicina alla minima distanza di messa a fuoco. A 47cm  corrisponde una focale effettiva di 117mm.
     
     
     

    [attachment=81839:feffettiva.jpg]

     

    Variazione della focale effettiva rispetto al rapporto di riproduzione

     

     

     

    [attachment=81840:distanzaOS.jpg]

     

    Distanze di messa a fuoco rispetto al rapporto di riproduzione

     

     

    In macrofotografia naturalistica però è molto, direi più, importante la distanza di lavoro, ossia la distanza tra il soggetto e la lente frontale dell'obiettivo). A parità di distanza di messa a fuoco un obiettivo con minore distanza di lavoro (ad es. perchè il barilotto si allunga molto alle brevi distanze) sarà più scomodo da usare e ci sarà maggior rischio di fuga del soggetto se questo è mobile.
    La maggior distanza di lavoro è uno dei motivi che fanno preferire a molti (me compreso) questi tele macro "lunghi" rispetto ai macro di focale 90-105mm.
     
    Se confrontiamo i vari tele-macro, la distanza di lavoro varia così:
     
    Il Sigma 180mm f2.8 Macro OS oggetto del test ha una distanza di lavoro di 22,5cm
     
    Il precedente Sigma 180mm f3.5 Macro EX  ha una distanza di lavoro di 23,5cm
     
    IL Sigma 150mm f2.8 Macro OS ha una distanza di lavoro di 18,5cm
     
    IL Nikon 200mm f4 micro-nikkor AfD ED ha una distanza di lavoro di  26cm.
     
    Questi valori sono riferiti al solo obiettivo  senza paraluce che, nel caso dei due Sigma 180 sono piuttosto grossi, o anche molto grossi.
     
    In quanto a distanza di lavoro il vantaggio del 200mm f4 micro-nikkor è evidente. Ma anche se, come in altri ambiti, i cm in più contano molto, ci sono altre variabili in gioco. 
     




    • ago 26 2016 10:56
    • da Silvio Renesto
  11. Sigma 8-16mm F4.5-5.6 DC, oltre ogni limite (te...

    Per chi ama la fotografia grandangolare estrema, l'angolo di campo di 90° è la partenza, il passo iniziale. Da questo punto aprire di più significa entrare nel paese della distorsione, dell'iperbole, della riclassificazione del reale. Certamente occorre imparare a dominare l'ebbrezza distorsiva, e questo è un bel gioco per la mente, un trial a cui è divertente sottoporsi.
     
    Sigma lo ha compreso e ha realizzato costruzioni grandangolari rettilineari (non fisheye) estreme. Una scelta di campo decisa che ha portato Sigma ad abbandonare del tutto lo zoom classico 17-35 per puntare a focali più corte, un tempo considerate impossibili. In questo affondo nella geometrie dei vetri sono nate ottiche zoom dai vetri frontali a cupola e paraluce a tulipano fisso dagli angoli di campo quasi paradossali.
     [attachment=81223:1.jpg]

     

     
    Il Sigma DC 8-16/4.5-5.6 HSM per il formato DX appartiene proprio a questo filone di prodotti. Al momento (Luglio 2015) è lo zoom rettilineare che offre la focale più corta per le reflex APS-C (DX di noi altri). Focale variabile da 8 a 16 mm (equivalente ad un 12-24 su formato pieno) con angolo di campo dai lunari 114.5° ai più ragionevoli 74° della focale maggiore.
     
    [attachment=81224:2.jpg]
     

     

    Dati tecnici
    Lunghezza focale 8-16 mm
    Apertura 4.5-5.6 --- 22
    Campo 114.5°-75°
    Minima Distanza di MF 0.24m su tutta l’escursione focale
    Diaframma 7 lamelle
    Passo filtri NO
    Filtri posteriori NO
    Paraluce Fisso nella scocca in alluminio
    Azionamento AF Elettronico con motore Piezoelettrico
    Dimensioni L=110mm D=75
    Peso Circa 0.5Kg
    Prezzo (Luglio 2015) 680 euro circa Mamya Trading Italia
     
    [attachment=81225:3.jpg]
     
    Una tabella di numeri non dice molto a meno di calare quei numeri nella pratica, nell'uso sul campo. Focali estremamente corte su un vetro per il formato ridotto, significano profondità di campo vastissima. Tentare lo sfuocato selettivo con il Sigma 8-16 potrebbe essere una pratica frustrante, come una tappa di pianura del Tour pedalando una bici da downhill.
    [attachment=81226:4.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 11mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 3s f/13
     
    [attachment=81227:5.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/90s f/16
     

     

    Ogni strumento ha il suo campo di applicazione, legge che vale in modo assoluto, più che pragmatico, per questo obiettivo “specialistico”. Quale sia la sua specialità lo si intende subito leggendo il non particolarmente brillante dato di apertura relativa massima (4.5-5.6). Questo obiettivo nasce per essere diaframmato, per essere chiuso. E' un vetro per il paesaggio, per la fotografia di interni su treppiede, per le riprese di natura, di certo non per la “street photography”. In effetti con gli attuali sensori gli f/5.6 della focale massima non dovrebbero essere un problema, salvo per i sistemi autofocus e per la pazienza del fotografo perché a guardare dentro ad un mirino DX in condizioni di poca luce con f/5.6 di luminosità svanisce tutta la poesia della fotografia.
    [attachment=81228:6.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm Exp: 1/90s f/11
    [attachment=81229:7.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 11mm Exp: 1/60s f/8
    [attachment=81230:8.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 9.5mm  Exp: 1/250s f/11
    [attachment=81231:9.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 10.5mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 3s f/13
     
    Chiarito quindi il campo d'applicazione il Sigma 8-16 si presenta decisamente bene. Corto e compatto, costruzione solida in metallo, verniciatura di ultima generazione (ruvida), l'obiettivo presenta doppia ghiera di comando una per lo zoom e una per la messa a fuoco. L'azionamento della messa a fuoco è demandato ad un veloce e silenzioso motore HSM. Data la minutezza dell'obiettivo immagino quanto sia piccolo il rotore piezoelettrico di movimentazione. Ogni riferimento ad altri produttori è … doloroso (sto ancora aspettando dei fissi da Nikon piccini come i vecchi wide AF). 
     
    La lente frontale è un menisco aggettante, ben incassato però nello scafo del barilotto. Non si montano filtri e nemmeno è stato previsto un telaio posteriore. La mancanza pare secondaria, ma una torretta con la possibilità di inserire un polarizzatore avrebbe fatto solo piacere trovarla (costi di produzione permettendo).
     
    [attachment=81232:10.jpg]
     

     

    L'obiettivo ha una MDF di 0,24 cm lungo tutta l'escursione focale. E' un'ottima performance anche se ad 8mm si sente la mancanza di potersi avvicinare ancora un poco.
     
    [attachment=81233:11.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/60s f/11
     
    E ora veniamo alla questione dirimente: la nitidezza e le aberrazioni.
    Purtroppo io non sono la persona più adatta a parlare di queste faccende per una considerazione molto semplice: preferisco avere qualche linea per millimetro in meno ma avere “qualcosa” dentro all'inquadratura. Certamente l'ideale è avere tutte e due le cose, ma spesso non si può. In questa costruzione Sigma ha giocato la carta del compromesso. La qualità ai bordi decade notevolmente, anche se si recupera abbastanza bene diaframmando, ma non troppo perchè oltre a f/16 si fa viva la diffrazione spappolando i dettagli un po' troppo anche per me.
     
    [attachment=81234:12.jpg]
    Come mira ottica ho usato la sede dell'INPS di Novara (questo passa il convento)
     [attachment=81235:13.jpg]
     [attachment=81236:14.jpg]
    Riquadri INPS crop 100%
     
    [attachment=81237:15.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 16mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 1/6s f/9,5
     
     
    La vignettatura è potente e direi fisiologica per questo genere di costruzioni ottiche. Diminuisce anch'essa chiudendo il diaframma, ma non sparisce. Peraltro non è poi un gran male. La correzione di Adobe LR del profilo custom per questo vetro, agisce con decisione e spesso mi trovo a dover ridurre il suo effetto
     
    [attachment=81238:16.jpg]
    Vignettature sul muro del magazzino
     
    Distorsione a barilotto ben presente ma costante, anche a 8 mm. Ciò significa che si compensa agevolmente via software. Quindi non si deve aver paura ad affrontare geometrie con linee ben definite. La linea dell'orizzonte marino viene meglio con questo zoometto che con qualsiasi AF Nikon Fisso in mio possesso.
     
    [attachment=81239:17.jpg]
    Nessuna correzione LR di profilo lente
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 9.5mm tripod gitzo GT3541LS Arca B1 Exp: 1/30s f/19
     
    Un obiettivo che contiene una folla di 15 lenti in 11 gruppi, non può essere esente da riflessi interni incontrollabili. Ciò nonostante il Sima 8-16 li contiene apprezzabilmente, tanto che non c'è d'aver timore a mettere il sole nell'inquadratura, la foto la porteremo a casa con qualche riflesso ma nulla che stravolga la leggibilità dell'immagine. Qualche esempio di luci puntiformi con e senza guai di riflessione.
     
    [attachment=81240:18.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm   Exp: 1/8s f/5,6
     
    [attachment=81241:19.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm : 1/350s f/11
     [attachment=81242:20.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/125s f/16
     
     
    In effetti lo schema ottico di questo obiettivo, che va ricordato non è un EX quindi dovrebbe essere un prodotto di fascia economica, contiene un numero spropositato di lenti asferiche e di vetri a dispersione anomala che qualche effetto evidentemente lo introducono.
     [attachment=81243:21.jpg]

     

    Lo schema Ottico pubblicato da Sigma
     
    Per quanto riguarda l'aberrazione cromatica devo dire che su fotocamere da 12Mp (uso la D300) è poco percepibile e comunque LR opera egregiamente cancellando ogni traccia di questa sgradevole deviazione. Recentemente ho avuto modo di fare qualche scatto con il Sigma 8-16 sulla nuova D7200. I 24 MP non mettono in crisi l'obiettivo, ma certamente il maggiore ingrandimento disponibile fa rilevare maggiormente le aberrazioni. Non so se LR possa operare con la medesima efficienza anche con questo tipo di file in quanto gli aggiornamenti software richiesti per i raw della D7200 mi condurrebbero ad una catena di conseguenze impattante sull'arredamento di casa, quindi mi tengo il dubbio anche se l'esperienza mi fa ben sperare.
     
    [attachment=81244:22.jpg]
    Nikon D7200 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm : 1/500s f/8
     
    [attachment=81245:23.jpg]
    Crop 100% di cui sopra
     
    Chi scrive queste osservazioni, ha preferito il Sigma 8-16 alla varia massa di 10-20/2,8  et simila prodotti un po' da tutti quanti i maggiori costruttori. La ragione? Avevo una precisa intenzione, cercavo un super super wide lineare da mettere nello scafandro sub della mia Nikon D300 e senza spendere un patrimonio Sigma mi forniva un obiettivo zoom moderno, con un autofocus brillante e preciso (HSM) e veramente wide che più wide non si può.  Ed eccolo qui, nella sua destinazione principe.
     
    [attachment=81246:24.jpg]
     
    [attachment=81247:25.jpg]
    Sea&Sea MDX-D300 + Dome Port 240 + ER40
     
     
    Ora, che questo piccolo zoom Sigma sia destinato alle riprese UW non c'è scritto da nessuna parte, è stata un mio azzardo, e devo dire che in questa applicazione se la cava decisamente bene. Proprio la velocità del suo AF e la compattezza della costruzione spesso me lo fanno preferire alla D800 + 17-35 nel relativo scafandro (piuttosto ingombrante). 
    [attachment=81248:26.jpg] [attachment=81249:27.jpg]
    [attachment=81250:28.jpg] [attachment=81251:29.jpg]
     
     
    L'elevata PDC che offre risulta poi una manna nelle riprese sub, specialmente nelle impossibili riprese a mezz'acqua. Qui la cortissima focale di 8mm unita al formato ridotto aiutano a fare il miracolo e, bada ben, bada ben, senza chiudere al numero magico di f/22 !!
     
    [attachment=81252:30.jpg]
    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/350s f/11
    Sea&Sea MDX-D300 + Dome Port 240 + ER40
     [attachment=81253:31.jpg]

     

    Nikon D300 Sigma 8-16/4.5-5.6 @ 8mm  Exp: 1/125s f/11
    Sea&Sea MDX-D300 + Dome Port 240 + ER40
     
     
    In conclusione
    Sigma con questo zoom ha deciso di esagerare. Il risultato ottenuto, pesato sulle caratteristiche di targa, è sorprendentemente buono. I 114.5° sono utilizzabili per intero, e regge bene il confronto con ottiche più "tranquille", anche sulle nuove 24Mp.
    I contro sono molti e spero di averli illustrati come spero di aver dato chiara indicazione che questo obiettivo non è un "general purpose", ma uno strumento nato e pensato per una precisa collocazione. Mi intristisce trovare quest'ottica nel mercato dell'usato in condizioni pari al nuovo, segno di acquisto non adeguato ed insoddisfacente. Non è così, questo Sigma ha delle carte da giocare, sta noi saperle tirar fuori dal mazzo.
     

    • ago 26 2016 11:12
    • da Valerio Brùstia
  12. Sigma 105mm f2.8 Macro OS ... in macro

    In vita mia, un po' per lavoro e un po' per hobby, credo di aver provato quasi tutti gli obiettivi macro con montature  compatibili con la baionetta Nikon, prodotti negli ultimi trent'anni, spesso in più versioni. Ho quindi accettato con piacere l'offerta di provare la versione più recente del  105mm f2.8 Macro Sigma, quella stabilizzata.
     
    Le specifiche tecniche e la descrizione generale sono già nell'articolo  di Mauro Maratta per cui  non le ripeto e cercherò di evitare il più possibile le ridondanze, descrivendo soprattutto le mie impressioni d'uso in macrofotografia.
     
    Costruzione ed ergonomia.
     

     

    Possedendo ed utilizzando costantemente per lavoro il 105mm f2.8  micro-nikkor AfS G anche a me viene spontaneo fare dei paragoni.  Il sigma è un po' più stretto e lungo come ha scritto Mauro, la ghiera di messa a fuoco è leggermente più stretta che nel Nikon e l'obiettivo da' la sensazione di essere pochino più leggero e il barilotto sembra un po' più delicato. 
    La ghiera di messa a fuoco gira in senso opposto a quella del Nikon. Ma la cosa non mi ha dato particolare fastidio, ci si abitua subito.
     
    Fra i due obiettivi ci sono molte somiglianze: Stesso passo filtri (62mm) Entrambi sono IF (internal focus) ossia il barilotto mantiene le stesse dimensioni a qualsiasi distanza di messa a fuoco e questa è un'ottima cosa. Avevo provato anni fa la versione precedente del Sigma 105mm f2.8 macro, denominata  EX.  L'avevo trovato più che soddisfacente per la nitidezza, ma poco comodo  per via dell'eccessivo allungamento del barilotto alle brevi distanze (come nel 90mm f2.8 Tamron), cosa che riduceva notevolmente la distanza di lavoro (la distanza fra il soggetto e la lente frontale dell'obiettivo), che è importante sia per gestire le luci, che per fotografare  sul campo soggetti animati che potrebbero fuggire (o pungere, mordere, succhiare masticare e tutto quello che la  temibile fantasia evolutiva degli invertebrati ha messo a loro disposizione). 
     
    Il rivestimento esterno è quello della nuova generazione degli obiettivi Sigma, elegante e piacevole al tatto, enormemente meglio del granuloso rivestimento EX.
    La ghiera di messa a fuoco anche se più stretta di quella del micro nikkor, è comunque larga a sufficienza, ha un buona resistenza che la rende pienamente utilizzabile nella messa a fuoco manuale di precisione, caratteristica importante in macrofotografia. 
    Nell'esemplare che ho provato la ghiera è distintamente più "dura" del mio 105mm f2.8 micro-nikkor AfS G, ma direi che nell'uso pratico non ci sono differenze, forse, è addirittura meglio il Sigma.
     

     

    Il Sigma ha due paraluce, uno per corpi macchina con sensore a formato pieno ed uno per corpi con sensore Aps-C. Pur utilizzando una fotocamera con sensore Dx ho usato il solo paraluce per Fx  senza problemi trovandolo molto meno ingombrante di quello del Nikon. Solo in casi estremi di forte luce laterale, potrebbe essere leggermente meno efficace di quello unico del micro-nikkor ed allora conviene montare la combinazione per Dx.
     
    Una differenza importante fra i due obiettivi sta nei selettori delle distanze, Il Nikon offre due possibilità, full  e da 50cm a infinito. Il Sigma ne offre tre: 31-45cm, 45cm  -infinito e naturalmente full. 
     

    [attachment=80897:selettori.jpg]

     

     

    L'opzione 45/50cm-infinito, comune ad entrambi è utile quando si vuole usare il 105mm come un obiettivo normale aumentando non poco la prontezza della messa a fuoco. L'opzione 31-45,  offerta in più dal Sigma è mirata alla macrofotografia perchè evita fastidiosi fenomeni di hunting (corsa avanti e indietro della messa a fuoco) in caso di riprese molto ravvicinate e, se lo sfondo è intricato, evita che il sensore af decida che è lo sfondo ad interessare.
     

     

    Le distanze di messa a fuoco sono pressoché identiche nel Sigma e nel Nikon praticamente a tutti i rapporti di riproduzione caratteristici della macrofotografia. 
    La distanza minima di messa a fuoco a 1:1 è poco più di 31 cm per il Sigma e quasi 31cm per il nikon; per entrambi a 1:2 è 40cm e così via.
     
     

    [attachment=80898:distanze.jpg]

     

    Distanza di messa a fuoco ai vari rapporti di riproduzione

     

     

     
    Lo stesso si può dire per la riduzione della focale effettiva alle brevi distanze. Entrambi finiscono per essere dei 77mm e qualcosa alla minima distanza di messa a fuoco.
     

    [attachment=80899:focali.jpg]

     

    Variazioni della focale effettiva ai diversi rapporti di riproduzione 

     
    Nonostante il 105 Sigma sia un po' più lungo del Nikkor, la la leggera differenza nelle distanze minime compensa, per cui alla fine la distanza di lavoro risulta essere quasi identica: circa 14cm per il Sigma e quasi 14,5 per il Nikon. 

     

    Il 105mm f4 micro nikkor Ai che ho aggiunto nei grafici per affett.. confronto, non è If, non riduce la focale effettiva, ma per contro si allunga molto e, per raggiungere il RR di 1:1, necessita del tubo di prolunga PN11, lungo 5cm e rotti, per cui, alla fine, la distanza di lavoro, che è quella che più conta, non è migliore.
     

     

    Come va.
    La messa a fuoco in full non è fulminea, ma adeguata  per questo tipo di obiettivi. Lo stabilizzatore funziona molto bene a distanze normali. 
     
     

    [attachment=80900:ventesimo.jpg]

     

    Un sonnacchioso Vincent si presta per sperimentare la stabilizzazione del 105 Sigma, tempo di scatto 1/20s a mano libera (con appoggiati i gomiti al petto)

     

     

    [attachment=80901:ventesimoc.jpg]

     

    Crop 100%

     

     

    Come penso sia fisiologico, l' efficacia della stabilizzazione diminuisce gradualmente nelle riprese macro, via via più ravvicinate, fino ad annullarsi o quasi al RR di 1:1, ma questo non è un difetto del Sigma, bensì un fenomeno comune a tutti gli obiettivi macro.
     




    • ago 26 2016 10:45
    • da Silvio Renesto
  13. Sigma 18-300mm HSM OS : L'ambizioso (test/p...

    Introduzione
     
    [attachment=79282:_D8X9219.jpg] 
     
    Generalmente quando vado in pista mi porto un supertele e un 70-200/2.8 per riprendere le auto.
    Con due corpi il peso complessivo è abbastanza e preferisco non portare altro.
    Così se mi capita un fuori programma mi trovo in difficoltà.
    E' successo la scorsa settimana all'Autodromo di Monza.
    C'era un meeting di bikers e qualche scatto interessante ci stava.
    Questa volta però avevo con me il Sigma 18-300 F3.5-6.3 DC Macro OS HSM che con la sua estensione mi ha permesso di spaziare anche in grandangolare.
     
    [attachment=79327:_D8X7713.jpg]
    F4.2, 1/640'', 38mm
    [attachment=79328:_D8X7717.jpg]
    F4.8, 1/400'', 56mm
    [attachment=79330:_D8X8914.jpg]
    F8, 1/250'', F165mm, ISO 1800
     
    mi sono poi incamminato verso la Variante della Roggia dove contavo di fare le mie foto quando ad un certo punto ho visto una coppia di coniglietti selvatici scappare.
    Uno si è fermato a guardarmi per capire se rappresentavo una minaccia.
    Avevo ancora l'obiettivo in macchina, l'ho portato alla massima focale e tac : 
     
    [attachment=79329:_D8X8314.jpg]
    F8, 1/500'', 300mm, ISO 5600, +2/3EV in correzione
     




    • ago 26 2016 10:53
    • da Mauro Maratta
  14. Sigma 14mm F2.8 HSM EX : l'acchiappabaglior...

    [attachment=78182:1.jpg]

     
    Caratteristiche tecniche
     
    Angolo di campo 114.2°

    Struttura obiettivo: in metallo
    N. lamelle diaframma: 7
    Apertura minima: f22
    Distanza minima: 0.18m
    Motore incorporato: HSM
    Peso: 643g
    Paraluce: Incorporato
    Dimensioni: 82.5x97mm
    Schema ottico: 14 lenti in 10 gruppi
     

    [attachment=78183:2.jpg]

     
    Dettaglio della grande lente ibrida (resina incollata a vetro) frontale col suo caratteristico colore ambrato (il riflesso violaceo é dovuto invece al particolare trattamento antiriflesso, delicato per quanto inefficace) :
     

    [attachment=78184:3.jpg]

     

    Obiettivo molto ambizioso e sul mercato da molto tempo, ha sostituito la precedente versione con diaframma massimo F3.5, non motorizzato.
    Appartiene alla serie di prestigio Sigma EX, quella con finitura griogio-opaco.
    Compatto ma molto ben costruito, veloce grazie al suo motore incorporato, vanta un bel paraluce in metallo e un tappo robusto a protezione della lente anteriore.
     
    Ovviamente a causa della forma della prima lente non si possono applicare filtri anteriori ma si possono mettere filtrini in gelatina sull'attacco del bocchettone.
     
    Abbastanza nitido su sensori da 6 mpx, l'MTF50 fino ad F8 é comunque in assoluto piuttosto scarso.
    L'obiettivo é caratterizzato da una forte saturazione dei colori con dominanti magenta che scaldano molto la scena.
     
    Il limite principale di questo bel obiettivo (che nulla ha a che fare con gli smorti zoom Sigma 12-24 di e 15-30 di caratteristiche simili) é la tendenza micidiale ad includere il sole anche se non é visibile.
     
    Insomma, basta che sia nel quadrante anteriore ed ecco che avremo tante belle flange colorate per quanto é lungo il fotogramma !
    Alcuni scatti (d'epoca) eseguito con la Nikon D100 :
     

    [attachment=78185:4.jpg]

    [attachment=78186:5.jpg]

    [attachment=78187:6.jpg]

     

    a testimonianza del fenomeno.Altre immagini che illustrano le caratteristiche dell'obiettivo :
     

    [attachment=78188:7.jpg]

    [attachment=78189:8.jpg]

    [attachment=78190:9.jpg]

    [attachment=78191:10.jpg]

     

        [attachment=78192:11.jpg]

    A mano libera, ISO 200 F2.8 1/2.5'' !

     

     

    [attachment=78193:12.jpg]

    [attachment=78194:13.jpg]

    [attachment=78195:14.jpg]

    [attachment=78196:15.jpg]

     

    Insomma, una alternativa al costoso Nikon 14/2.8 non così superiore e in pratica il 21 mm per le fotocamere DX.
     
    Cambiando la D100 l'ho venduto per comperare il 17-35/2.8 che mi ha dato una maggiore flessibilità.
     
    E' troppo costoso anche sull'usato (siamo sui 500 euro, contro i 1.200 di listino !) ma valido a condizione di utilizzarlo per come deve essere utilizzato.
     
    I colori ... sono quelli, un pò ambrati (non c'é PP nelle foto presentate). L'oggetto é bello e solido, tutto sommato compatto, specie in raffronto al nuovo Nikon 14-24/2.8
     
    Consigliato oggi ?
     
    Francamente NO !
     
    Comunque, se lo volete provare mi raccomando : Attenti ai flares !

    • ago 26 2016 10:47
    • da Mauro Maratta
  15. Sigma HSM 120-400mm f4.5-5.6 OS - prime impress...

    Uno zoomettino compatto, leggero e di poche pretese... Con un prezzo piú che adeguato alle prestazioni. :)

    Dopo le prime uscite con questo Sigma, montato sulla D800, la frase sopra é la migliore descrizione che mi venga in mente.
    Intendiamoci, non stiamo parlando di un'ottica vagamente paragonabile ai tele "veri" (quelli fissi e luminosi), ma piuttosto di un obbiettivo da passeggio.
    Con il suo chilo e mezzo o poco piú, venti centimetri di lunghezza (e circa 27 alla massima focale) ed un attacco per treppiede decente e rimovibile, questo obbietivo é a mio parere un ottimo compromesso per chi, come me, é uso girellare per campagne e spiegge per il gusto di fare qualche foto alla fauna locale.

    Sia la focale variabile che la presenza del sistema di stabilizzazione (efficace con tempi lunghi e non invasivo con tempi brevi) ne fanno un oggetto piuttosto flessibile. Piú dell'ormai datato 300/4, che pure é di ben altra classe, ed adatto a stare in borsa se si viaggia.

    Colori e contrasti sono buoni, soprattutto se le condizioni invitano a fare qualche scatto:

    [attachment=42802:8X2_2258.jpg]

    [attachment=42803:8X2_2259.jpg]

    [attachment=42804:8X2_2330.jpg]

    [attachment=42805:8X2_2335.jpg]

    E la definizione é piú che adeguata anche alla massima focale, chiudendo un diaframma.
    Scatto originale (DX da 16MP della D800), e zoom al 100%:

    [attachment=42806:8X2_2323.jpg]

    [attachment=42807:Screen Shot 2013-03-05 at 16.05.04.png]

    Lo scatto é ovviamente come convertito da Lightroom, ed anche se il tempo é di sicurezza in assenza del VR (che qui si chiama OS, ed ha ancora la posizione per il panning) la sua presenza non degrada per nulla l'immagine, come faceva il VR Nikon delle prime generazioni.

    Ho scattato a 400mm in DX con la D800 in tutta tranquillitá ad 1/200sec, senza scartare nessuna foto. Oltre non mi sono ancora spinto.

    L'AF ha una buona velocitá, ed é preciso.
    Non ho visto CA, e neppure flare sui riflessi dell'acqua al sole.

    L'unico limite oggettivo di questo obbiettivo é la resa a 400mm ed f5.6.
    Chiudendo di un diaframma le cose vanno a posto, ma a TA é praticamente inutilizzabile (mentre é piú che utilizzabile da 120 a 300mm circa).
    f5.6:
    [attachment=42809:Screen Shot 2013-03-05 at 16.10.46.png]

    f8:
    [attachment=42808:Screen Shot 2013-03-05 at 16.10.31.png]

    Lo stesso comportamento é ben descritto dal test MTF di SLRGear, QUI.

    Lo sfocato non eccelle, ovviamente, ma non crdo che sia una lente da ritratto... ;)

    Insomma, con un prezzo street che é meno di un terzo del prezzo di lancio del nuovo 80-400 Nikon, credo che questo Sigma meriti ampiamente di essere preso in considerazione.
    Per ora mi fermo qui, visto che quelle che ho descritto sono prime impressioni. :)
    a_

    • gen 01 1970 01:00
    • da andre_
  16. Sigma 35mm F1.4 Art

    Ho noleggiato la lente per un week end e devo dire che sono rimasto colpito per la qualità costruttiva e per la performance della lente stessa in termini di velocità di Autofocus, molto più brillante del Nikon 35 f/1.4 G . I colori sono molto belli, a mio avviso un po’ meno accesi di quelli dell’antagonista giallonero che presenta il rivestimento “nano crystal coat”; colori che richiamano la resa delle “vecchie” lenti Nikon, ma è una mia opinione -magari posso sbagliare-.
    La resa in controluce è ottima e devo dire che i tecnici Sigma hanno fatto un lavoro eccellente.

     

    Tutti gli scatti sono stati presi con una D600: riguardo quest’ultima devo andare contro ad un mio precedente verdetto che trovava pecche sulla macchina in questione. Sicuramente sono stato troppo affrettato nel giudicarla qualche mese fa (ottobre 2012), fatto sta che i files che sforna sono ottimi, l’esposimetro è molto preciso (soprattutto di notte) e non ho mai riscontrato problemi di polvere depositata sul sensore; inoltre la resa ad alti ISO è impressionante e la maneggevolezza la rende perfetta come macchina “compatta all-around”. Giudicate voi stessi dai crop e dalla qualità delle foto.

     

    Premetto subito una cosa: non ho mai effettuato test prima d’ora quindi ogni vostro suggerimento o critica per me non può essere che costruttiva.

     

    Ho effettuato questi scatti in una giornata di pieno sole, con il paraluce innestato senza filtro UV e tutte le immagini sono state scaricate in Lightroom 4 senza aver applicato nessuna correzione.
    I DNG originali li trovate qui: https://www.dropbox....a-35-f1.4-prove

     

    I jpg qui pubblicati contengono i dati efix ad eccezione degli screenshot presi a monitor da Lightroom.

     

    Iniziamo dalla distorsione della lente con la solita prova del muro e di una porta, scattate a mano libera senza treppiede. Questa prova non è stata fatta con l'intenzione di confrontare la distorsione con quella del Nikon, difatti l'ho scattata "al volo" senza treppiede, così per curiosità.

     

    muro a f/9
    [attachment=41709:muro.jpg]
    porta a f/9
    [attachment=41710:porta.jpg]
    cancello a f/6.3
    [attachment=41711:08022013-_6002442.jpg]
    controluce pieno 1
    [attachment=41712:controluce pieno02.png]
    controluce pieno 2
    [attachment=41713:controlucepieno.jpg]
    prova a f/1.4
    [attachment=41715:bin.jpg]
    e crop del bullone (non male la nitidezza direi).
    [attachment=41714:bin-crop.png]
    piante mosse dal vento a f/1.8
    [attachment=41717:spighe.jpg]
    e relativo crop
    [attachment=41716:spighe-crop.png]
    catena a f/1.4
    [attachment=41718:catena.jpg]

     

    tronco a f/9
    [attachment=41720:ramo.jpg]
    e crop test nitidezza
    [attachment=41719:ramo-crop.png]
    ringhiera a f/1.4
    [attachment=41721:f1.4ringhiera.jpg]
    e a f/2
    [attachment=41722:f2ringhiera.jpg]
    e qui viene il bello...palazzi (notare il cerchio rosso del crop in fase successiva)
    [attachment=41724:palazzi.jpg]
    e crop! non male per una D600 accoppiata al Sigma...
    [attachment=41723:palazzi-crop.png]
    prova tonalità
    [attachment=41725:pianta.jpg]
    e crop
    [attachment=41732:pianta-crop.png]

     

    alcuni test effettuati all'interno:
    wallet
    [attachment=41727:Schermata 2013-02-08 alle 23.34.09.png]
    crop 01
    [attachment=41728:walletcrop01.jpg]
    crop 02
    [attachment=41729:walletcrop02.jpg]
    ed infine una foto al 85mm 1.8G
    [attachment=41731:Schermata 2013-02-08 alle 23.35.21.png]
    e il relativo crop.
    [attachment=41730:Schermata 2013-02-08 alle 23.35.13.png]

     

    Direi che i risultati sono considerevoli, che dite?

    • ago 26 2016 11:07
    • da Visitatore
  17. Sigma e Tokina 400mm f5.6 Af , vecchietti in gamba

    Quando leggevo OASIS, mi godevo fra tante belle foto, quelle a corredo degli articoli di Gunther Ziesler e Angelica Hofer, soprattutto animali africani, fotografati con il classico Nikon 400mm f5.6 AiS IF ED. Obiettivo di qualità, ma leggero e poco ingombrante adattissimo alla fotografia naturalistica. Era l'obiettivo che sognavo, ma costava troppo così mi "accontentai" del 300 f4.5 AiS IF ED usato.
    Poi venne l'autofocus ed il 400mm f5.6 AiS divenne obsoleto e non fu mai sostituito da un'ottica Af equivalente.

     

    Al contrario di Canon, Nikon non ha infatti ritenuto di produrre una versione AF di quell'obiettivo, preferendo invece proporre degli zoom di media qualità (80-400VR f4.5-5.6) oppure molto costosi (200-400mm f4) o un 400mm f2.8 superluminoso (e supercostoso) e super pesante.
    Per i nikonisti quindi le uniche possibilità di avere un 400mm f5.6 autofocus economico ma di qualità sufficiente, andavano (e vanno ancora) cercate fra gli universali, dove ne spiccavano due per la qualità, buona od addirittura molto buona: il Tokina 400mm f5.6 Af ATX ed il Sigma 400mm f5.6 Af Apo Macro.
    Entrambi sono fuori produzione, ma con qualche difficoltà si pssono trovare usati, disponevano di autofocus, di messa a fuoco ravvicinata e di lenti a bassa dispersione. Più economico il Tokina e più caro (ma più performante) il Sigma. Io li ho usati entrambi su reflex digitali (su D200 con sensore DX da 10 megapixel il Tokina e su D300, D700 e d800 IL Sigma). Ecco le mie impressioni d'uso nella fotografia di natura.

     

    Tokina 400mm f5.6 Af ATX Close Focus

     

    [attachment=39958:tokina.jpg]

     

    Il Tokina 400mm f5.6 ATX (ATX=serie professionale secondo Tokina) si fregiava oltre che dell'anello rosso che indicava la presenza di lenti (una) a bassa dispersione, anche della dicitura "close focus", perchè metteva a fuoco alla distanza di 2,5m con un rapporto di riproduzione di 1:6 circa (quindi alla minima distanza la focale effettiva si riduceva a poco più di 300mm , 312 circa).

     

    Dati tecnici:

     

    Lenti/gruppi: 10/8 (1 lente a bassa dispersione)
    Diaframma a 8 lamelle
    Diametro filtri 72mm
    Diametro x lunghezza 78.2 x202mm
    Messa a fuoco minima 2,5m
    Rapporto di riproduzione 1:5.8
    Peso 990gr
    Paraluce telescopico incorporato
    Collare per attacco al cavalletto ruotabile ma non rimuovibile.

     

    Impressioni d'uso

     

    Era solido, piccolo e qualitativamente piuttosto valido, af tradizionale, non motorizzato, ma a corsa relativamente breve per cui abbastanza veloce. Era If quindi nessun allungamento. C'era un collare per l'attacco al cavalletto piuttosto sottile, ma non era un problema, date le piccole dimensioni e lo scarso peso dell'obiettivo (era più "magro" di qualsiasi zoom 70/80-200 f2.8 di oggi e probabilmente uno dei più piccoli 400mm a lenti mai costruiti) . Nel complesso non si comportava malissimo, almeno sulla D200 l'unica reflex digitale con cui l'ho usato, i colori erano discreti, a volte un po' impastati, secondo le condizioni di luce.

     

    [attachment=39959:cenerino.jpg]

     

    [attachment=39960:egretta1.jpg]

     

    [attachment=39961:fagiano.jpg]

     

    Non si poteva definire proprio un tele-macro, ma 2,5m era una distanza adeguata a fotografare da vicino soggetti anche piccoli come i passeriformi se abbastanza confidenti oppure stando nascosti in capanno.

     

    [attachment=39962:cinciallegra6.jpg]

     

    [attachment=39963:codib.jpg]

     

    [attachment=39964:Verdone2.jpg]

     

    Oppure dei ritratti a soggetti non troppo diffidenti:

     

    [attachment=39965:folaga.jpg]

     

    Il maggior difetto di questo obiettivo era una molto evidente "aberrazione cromatica" in situazioni di forti contrasti (un cigno in volo su fondo scuro ad esempio risultava circondato da un alone blu). A parte questo però il Tokina faceva abbastanza bene la sua parte, specialmente al di sotto dei 10m, almeno con reflex fino alla D200 . Non ho idea di come sarebbe la resa su una reflex di oggi, soprattutto come aberrazione cromatica.
    Si potrebbe trovare ancora a pochissimo sul mercato dell'usato, ma è molto raro. Nel caso capitasse di trovare un'inserzione di vendita per un Tokina 400mm f5.6 bisogna stare attenti che non si tratti della versione "popular", il 400 f5.6 SD (non ATX), la cui resa era invece molto scarsa anche su pellicola.

     

    [attachment=39966:tokinaatxsd.jpg]

     

    Confronto fra i due tokina Atx e non, la versione non Atx è quella ai, ma esisteva anche Af identica alla Ai, con sola differenza esterna la finestrella per la scala delle distanze

     





    • ago 26 2016 11:13
    • da Silvio Renesto
  18. Sigma annuncia il nuovo 35 mm F1.4 HSM

    Uno scarno comunicato stampa è l'annuncio di Sigma per la Photokina 2012.

    Insieme alla riedizione del pur recente 120-200/2.8 e del "solito" 17-70 macro, a sorpresa esce una novità importante.
    Si tratta del nuovo 35 mm F1.4 HSM che a detta di Sigma si caratterizza per un bokeh simile a quello di un medio-tele.

    Il passo filtro è di 67 mm, le altre caratteristiche sono preliminari.

    [attachment=35010:a_35_14_large01.jpg]
    [attachment=35011:a_35_14_large02.jpg]

    schema ottico :
    [attachment=35009:a_35_14_construction_large.jpg]
    due lenti asferiche, 4 a bassa dispersione e una a dispersione ultra bassa (il Nikon corrispondente ha solo una lente asferica).

    [attachment=35012:a_35_14_mtf.gif]
    mtf ufficiale

    Comunicato stampa :

    Many avid photographers will definitely prefer this 35mm lens to the more conventional 50mm. Using a leading-edge design and state-of-the-art production technology, we've honed its performance to the point where it can do full justice to the expressive power of the very latest digital cameras. At low apertures, for example, it can perform like a wide-angle lens, while if it's opened up to F1.4, it will give the background a pleasing bokeh effect and make the subject pop like a mid-range telephoto lens. What makes this lens so desirable is the wide scope it provides for artistic expression.

    Accessories: Carrying Case, Lens Hood (LH730-03)


    Data di uscita effettiva e prezzo sconosciuti.

    Secondo costume Sigma ci vorranno da sei mesi ad un anno per la disponibilità effettiva, tanto più che la struttura di Sigma Lens è in corso di profonda trasformazione.

    • set 21 2012 08:51
    • da Mauro Maratta