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  1. Metz 58 AF-1 e Nikon SB-800 -

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    Ci sono due ordini di ragioni per le quali prendere in considerazione due diversi flash nati per soddisfare medesime esigenze:

    1) la qualità della luce prodotta
    2) la dotazione di funzioni operative.

    Alla base di ciò deve esserci comunque la consapevolezza dell'importanza della luce flash nell'integrazione alla luce ambiente (naturale od artificiale) che i più evoluti sistemi flash attuali più che indurre obbligano a considerare.

    A tale scopo ricordo e consiglio una rilettura di questo thread, introduttivo a questa tematica.

    Il Nikon CLS (Creative Light System) è appunto uno di questi sistemi, credo l'unico a dare l'opportunità di scelta tra almeno tre diversi apparati a luce flash funzionanti nell'ormai collaudato protocollo i-TTL wireless flash, introdotto con le reflex della serie D2 e con la prima D70.

    Per rinfrescarne modalità e "fisiologia" vi indirizzo a quest'altro tutorial, ottimamente redatto dagli "editor" di Nikonland.

    Ci troviamo oggi a considerare un confronto piuttosto richiesto tra i due leader di gamma delle rispettive case,

    il Nikon Speedlight SB-800 ed il Metz Mecablitz 58 AF-1N digital (N=Nikon version)


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    confronto reso possibile dalla concessione effettuata dall'importatore italiano della Metz (Fowa), per il tramite del negozio Infoto di Palermo e della gentilezza del suo responsabile alle vendite, sig. Pippo Pancaro.

    Per quanto riguarda Nikon....l'esemplare in oggetto è uno dei miei tre SB-800, con i quali convivo in simbiosi già da qualche anno. :post-515-1140593913: Immagine inserita  


    Consideriamo innanzitutto la classe di prezzo di appartenenza: stiamo parlando di due apparecchi il cui prezzo italiano di listino si colloca a ridosso di 400 euro per il Nikon, mentre si attesta attorno ai 340 euro per il Metz, strategicamente più economico del 15% circa pur essendo, come vedremo, realizzato per scalzare Nikon dalla sua attuale supremazia in questa fascia di prodotto.

    Si tratta di una fascia di prezzo pressappoco off-limits per la maggior parte degli utenti del mercato che si avvicinino alla fotografia in luce flash per intenti puramente utilitaristici piuttosto che compositivi o professionali, visto e considerato il particolare utilizzo di questi apparecchi che, consentendo l'uso wireless di una molteplicità di punti luce, invoglia ad acquistare più di un lampeggiatore per riuscire a realizzare dei veri e propri set di ripresa in luce mista o anche esclusivamente in luce flash.


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    Stiamo peraltro parlando di due flash che ragionando in termini di potenza esprimono NG44 a 50mm ISO 100 per il Nikon ed NG46 nelle stesse condizioni per il Metz, potenza che al massimo della copertura fornita dal Fresnel dei due flash (105mm) arriva rispettivamente a NG56 ed NG58 come si può evincere dalla stessa sigla del Metz, che prosegue con questo esemplare la felice tradizione inaugurata dai precedenti 54 MZxx potenti, flessibili e compatti lampeggiatori.

     

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    Strutturalmente il Metz sovrasta il Nikon di due cm e mezzo, a causa della principale differenza che li caratterizza:
     

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    nel Metz è presente un lampeggiatore frontale secondario, che si attiva (se richiesto si può disattivare) tutte le volte che la parabola principale venga sollevata verso l'alto o spostata lateralmente.

    Una comodità non trascurabile, peraltro modulabile in maniera da ottenere se richiesto dalla particolare riflettanza del soggetto, una regolazione in sottoesposizione del flash secondario in termini di 1/2 o 1/4 dell'apporto necessario, giusto per far risaltare per contrasto lo sfondo, aome appare abbastanza chiaro dal blocco di foto qui appresso:
     

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    dove, oltre ai due scatti in alto realizzati con la sola parabola principale in TTL e TTL-BL (che tiene conto anche della riflettanza dello sfondo, oltre che del soggetto principale), gli altri quattro sono invece realizzati con la tecnica del lampo riflesso (bounced) e con il lampeggiatore secondario escluso, oppure a piena potenza, ad 1/2 e infine ad 1/4.


    Le differenze qui evidenziate non sono macroscopiche, ma ritengo che con una differenza di luce riflessa da soggetto e sfondo più marcata, possano scaturire delle compensazioni davvero molto gradevoli in termini di variabilità di contrasto già in ripresa!


    Il peso dei due flash si equivale quasi al grammo, sfiorando entrambi il mezzo chilo comprese quattro batterie stilo di alimentazione: ed è qui che risalta invece la differenza che distingue il Nikon da qualsiasi altro flash presente sul mercato:


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    la possibilità di aggiungere un quinto elemento di alimentazione, con un contenitore apposito a slitta, da collocare al posto del normale sportellino di chiusura vano batterie, per diminuire drasticamente attraverso l'aumento di tensione, il tempo di ricarica del condensatore del flash, tra uno scatto e l'altro!


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    Altra importante differenza, la presenza di un secondo diffusore, oltre quello incorporato a lastrina, che consente di raggiungere la copertura di un 14mm (come peraltro anche la lastrina incorporata, mediante i pulsanti di zoomata), ma con una dispersione sugli assi orizzontale e verticale di gran lunga superiore a qualsiasi diffusore a lastrina, grazie alla forma tridimensionale, simile a quella di un coperchio delle "vecchie" scatole per diapositive, che abbassa drasticamente però la potenza del flash portandolo fino a NG16 (14mm ISO100).

    Il Metz consente infatti soltanto la copertura massima di un 18mm, un po' riduttiva con gli attuali zoom wide che per il formato DX scendono fino a 10mm di focale!


    Per conto suo il Metz possiede però una inedita presa USB di collegamento, celata dietro ad uno sportellino di gomma sul fianco sinistro, accanto a quello, scorrevole, per gli alimentatori ausiliari, (come il Metz Power-Pack P-76)

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    Tale presa consentirà di upgradare il firmware di questo completissimo flash ad eventuali aggiornamenti, oppure (ma questo lo penso io) potrebbe permettere a chi cambi corredo di aggiornare il funzionamento del flash adattandolo a quello di diversa marca per la quale questo Metz sia già disponibile: in sostanza una bella opportunità futura che dovrebbe consentire di non vedersi svalutato un acquisto così importante nel tempo.


    Andiamo a parlare dei comandi e delle relative funzioni:


    La prima cosa da sottolineare è che questo Metz, arrivato un paio di anni dopo il Nikon in commercio, è in assoluto un apparecchio dall'ingegnerizzazione ed dal design totalmente rivoluzionato, come evidenziato dallo stesso sito della Casa
     
    Quote

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    Possiede tutto quello che ci si aspetta da un flash high-end dopo aver lavorato con gli SB-800, quindi la perfetta integrazione nel sistema d-TTL ed i-TTL per quanto riguarda le reflex Nikon, la capacità di lavorare in wireless sia da master che da slave, quella di funzionare in TTL e TTL-BL (come evidenziato prima), la possibilità di lavorare in manuale fino a 1/256 della piena potenza, in modo stroboscopico, la possibilità di usare una memoria FV di esposizione flash che consente, non spostandosi, di compensare la variazione necessaria di potenza al variare del diaframma sull'obiettivo, la possibilità di variare l'esposizione flash direttamente dal flash, oltre a facilities ormai irrinunciabili quali la parabola zoom motorizzata, per adeguarsi istantaneamente alle variazioni di focale impostate su uno zoom, i prelampi di valutazione dell'esposizione, un illuminatore AF infrarosso più che adeguato, Immagine inserita

    la capacità di sincro FP con le reflex predisposte, per poter usare tempi superveloci di otturazione, grazie all'emissione di uno sciame di lampi che ne consentono la perfetta sincronizzazione, ed inoltre, la completa gestibilità in manuale di tutte le funzioni oltre agli automatismi di slow-sinc e rear-sinc, in certi casi indispensabili.


    C'è da dire però... :rolleyes:

    che questa gran mole di regolazioni non si sposa con una perfetta gestibilità con i forse troppo pochi tasti presenti sul dorso del Metz: quattro oltre quello di accensione, contro gli otto (considerando per cinque il selettore a croce) presenti sul Nikon.

    Questo fatto, unitamente al decisamente più lungo tempo di accesso alle singole funzioni, che si attivano secondo una logica di utilizzo di una coppia o terna di tasti, (dipende dalla funzione in oggetto) accostato al fatto che dopo aver scelto una funzione, scorrendo il menù, essa resta in memoria solo fino allo spegnimento dello stesso, quando, se si volesse per esempio fare un'ulteriore variazione a quella stessa funzione, bisogna far scorrere nuovamente il menù per andare a ripescarla... :bigemo_harabe_net-89:  ed al fatto che, scorrendo i vari menù ed arrivati al fondo delle opzioni, non si possa ricominciare dalla prima delle stesse, ma bisogna ritornare indietro, cambiando pulsante di selezione...

    denota una "perfettibilità" nella gestione del software di questo flash che, speriamo, venga presto corretta, grazie appunto alla possibilità di effettuare aggiornamenti firmware, comodamente da casa propria, grazie alla presenza di quella presa USB di cui prima.

    Gli stessi parametri di regolazione in wireless dei flash Master e Slave, pur perfettamente replicanti la strutturazione di quelli del Nikon, non hanno tuttavia la stessa immediatezza nel display peraltro bello, pulito e ben contrastato...

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    come dimostra quest'immagine dove, in perfetta parità di regolazioni dei due flash, le indicazioni del Metz risultano laconicamente ... deficitarie (manca del tutto, per ragioni di spazio sul display, anche l'indicazione del modo di regolazione del gruppo C dei flash slave) :pipistrello:

    Per richiamarle e regolarle bisogna di volta in volta agire sui due pulsanti PARA e SEL... ma la facilità di approccio visivo del Nikon SB-800 è insuperabile...


    Parliamo quindi di quella che è la caratteristica forse più importante di queste serie di flash:

    la possibilità di colloquiare in wireless,

    cioè senza bisogno di cavi di collegamento ingombranti, costosi e limitanti il raggio di azione e la tipologia di set di ripresa, né di servocellule poco utili, in quanto incapaci di selezionare il nostro flash da quello della compattina di turno presente sulla scena, né tantomeno di costosissimi sistemi di radiocontrollo, efficaci ma improponibili sia per costo sia per l'ulteriore ingombro di centraline, ricevitori e gruppi di alimentazione...


    Se il vantaggio del digitale è anche quello di aver fatto spazio nella borsa del fotografo professionista, grazie alla mancanza di pellicole, dorsi speciali Polaroid e appunto sistemi di comunicazione flash cablata o servocontrollata, in modo tale da consentire l'utilizzo di un corredo minimo anche ad un professionista delle foto di cerimonia come evidenziato in questo thread

    Immagine inserita

    il merito principale è proprio del CLS Nikon e dei suoi flash adatti, come gli SB800 e 600, ma anche i macro SB-R200, utilissimi in moltissime occasioni...

    Immagine inserita


    Comincio con i problemi:

    capita talvolta che uno Slave non "parta" appresso al Master ed agli altri Slave... ciò succede sia col Nikon sia col Metz, ma con quest'ultimo il problema si presenta in maniera molto più ponderosa giusto il posizionamento e le dimensioni infelici della cellula di rilevamento:

    Immagine inserita (Nikon)

    Immagine inserita (Metz)  Immagine inseritaImmagine inseritaImmagine inserita  


    Qua ... non basta un aggiornamento firmware... la cellula va riprogettata e riposizionata!!!


    A parte questo problema (grave nel Metz...) la grandezza di questo sistema sta nel contenimento dei costi e nella compattezza dell'insieme!

    I risultati sono strettamente connessi alla capacità creativa del fotografo, quindi... non criticatemi troppo per le foto seguenti dove, con un set di posa così organizzato (i due flash come slaves di quello incorporato ed inattivo della mia D200), con i due flash di questo confronto ognuno ad un angolo del foglio di carta bianca su cui stanno posati i ragnetti di Halloween di mio figlio

    Immagine inserita


    si ottiene una foto in cui si evidenzia la tonalità di colorazione della luce delle due lampade flash, lievemente più calda quella Nikon in alto a sinistra, rispetto alla neutralità tendente all'azzurro, tipica del Metz in basso a destra...

    Immagine inserita


    Tale dominante è ben visibile in ogni situazione di ripresa ed a mio avviso è l'unico elemento che possa fortemente condizionare la propensione all'acquisto dell'uno o dell'altro dei due flash.

    Non dipende dall'obiettivo ma si ripropone in ogni condizione di ripresa, in interni come in esterni e nelle principali modalità di funzionamento dei due apparati (qui evidenziate le differenze di funzionamento in TTL puro ed in TTL-BL, che tenendo conto anche della luminosità dello sfondo, solitamente abbassa il contrasto dell'illuminazione del soggetto frontale, quando questo sia superiore a quello dello sfondo)

    Immagine inserita (Metz TTL)

    Immagine inserita (Metz TTL-BL)


    Immagine inserita (Nikon TTL)

    Immagine inserita (Nikon TTL-BL)


    Immagine inserita (Metz)


    Immagine inserita (Nikon)


    Che dire in proposito?

    A molti piacerà la freddezza e neutralità della luce del flash tedesco, eventualmente ben gestibile in postproduzione per variarne la tonalità con grande facilità

    Immagine inseritaImmagine inserita

    Immagine inserita (Metz)


    io, dal canto mio, continuo a preferire l'interpretazione giapponese dell'incarnato mediterraneo...forse sufficientemente vicino  ai canoni di riflettanza nipponica da risultare abbastanza affine:

    diversamente... finlandesi abbronzate anche d'inverno...! Immagine inserita

    Immagine inserita (Nikon)

     

    Immagine inserita



    Considerazioni finali:

    si tratta di due apparecchi al top delle prestazioni richiedibili.

    Bisogna solamente interrogarsi sulla qualità della Luce di nostro gradimento per ottenere la risposta alla domanda su quale dei due preferire.

    volendo comunque individuare dei


    PRO

    per il Nikon:
    -compattezza nelle dimensioni
    -velocità nel sistema di aggancio/sgancio
    -alimentazione e tempi di ricarica
    -diffusione luce
    -leggibilità dati e accesso funzioni
    -paternità di sistema

    per il Metz:
    -costruzione e design
    -seconda parabola e regolabilità
    -potenza
    -presa USB
    -costo

    CONTRO

    per il Nikon:
    -possibilità di falsi contatti sulla slitta
    -multitasto centrale meccanicamente debole
    -costo

    per il Metz:
    -cellula wireless
    -accesso funzioni arzigogolato
    -eccessiva altezza

    Buona
     
    © Max Aquila per Nikonland 2007
     

    • dic 31 2007 01:00
    • da Max Aquila