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  1. Nikon D5 : semper fidelis (test/prova)

    [attachment=93177:ROX_6432.jpg]
     
    Esistono tanti generi di test online oggi.
    Ci sono quelli sfacciatamente commerciali, dove si magnificano soltanto le lodi degli oggetti provati.
    Ci sono quelli ipertecnici, con una descrizione dettagliata di ogni particolare funzione del modello in test, di ogni parte dei menù, delle funzionalità più recondite. Zeppi di grafici complessi e valutazioni ... privi di qualsiasi foto degna di nota.
    Ci sono i test fatti al volo con le immancabili foto di gatti e fidanzate (magari anche del cagnolino della fidanzata).
    E ci sono infine le prove d'uso, come quelle che facciamo qui su Nikonland.
     
    Una prova d'uso consiste nel prendere la fotocamera o l'obiettivo o quello che è lo strumento fotografico che andiamo a testare, metterlo nelle condizioni effettive per cui è stato progettato ... e semplicemente portarlo al limite possibile dalle capacità del tester.
     
    Quello che ne deriva è una prova certamente soggettiva, che sicuramente lascia insoddisfatti gli amanti del_muro_di_mattoni_test con crop al 100% (o delle mire ottiche o dei Color Checker, fate voi) e che, in quanto concentrato su giudizi e opinioni di uso sul campo, richiede che il lettore riconosca l'affidabilità del tester stesso.
     
    Per chi non frequenta Nikonland (ci sono online centinaia di miei test, tutti con lo stesso stile), posso dire due parole su di me prima di cominciare a parlare della nuova Nikon D5.
     
    Ho cominciato ad usare reflex con una Nikon, oramai 34 anni fa.
    La mia prima macchina autofocus Nikon è stata la Nikon F5, 20 anni fa.
    Nel tempo ho usato tutte le ammiraglie digitali, dalla D1x fino alla D4, insieme a quasi tutte le altre professionali.
    Scatto mediamente 100.000 click l'anno. Mi piacciono gli apparecchi difficili, quelli che vanno domati, il mio massimo lo dò quando ho di fronte una macchina da corsa in pista o una bella donna dal carattere impegnativo.
    Voglio poter controllare al massimo ogni fotocamera che decido di adottare.
    Le macchine che non mi soddisfano, restano per poco tempo in casa mia.
    Per le altre c'è amore incondizionato.
    Come è stato per la D3x. Come è per questa D5, una macchina diametralmente opposta alla D3x e che mi ricorda, proprio a 20 anni di distanza, la vecchia Nikon F5, la prima macchina Nikon con questo genere di corpo e questa volontà di affermazione della tecnologia Nikon.
     
    [attachment=93037:D8X_0994.jpg]
     
    Perchè la Nikon D5 (e l'eventuale Nikon D5s secondo l'abitudine di Nikon di aggiornare il modello dopo due anni) se starà sul mercato fino al 2020, potrebbe essere l'ultima ammiraglia reflex. Le mirrorless stanno prepotentemente sviluppando le loro potenzialità e se ancora a livello di autonomia, autofocus, ergonomia e sistema ancora non sono in grado di entrare nel dominio delle ammiraglie professionali, potrebbero farlo tra 4 o 5 anni quando sarà il momento di sostituire questa nuova D5.
     
    Ma questo è un discorso prematuro, godiamoci la 5a ammiraglia digitale Nikon e addentriamoci nelle sue peculiarità, provate con mano con 5.000 scatti in due giorni, limitati solo dalla disponibilità di una piccola scheda XQD da soli 32 gigabyte ...
     




    • ott 30 2016 17:17
    • da Mauro Maratta
  2. Fujinon XF 90mm F2 : il vanitoso (test/prova)

    Ho avuto il piacere di testare per un week end il nuovo Fujinon XF 90mm F2 WR e ne parlo molto volentieri su queste pagine.
     
    E' un obiettivo che si presenta come i più prestigiosi della linea, giusto un filo più lungo ... forse troppo per essere semplicemente un 90 mm F2 ... sembra quasi un 105 mm.
     
    [attachment=92053:D8X_0217.jpg]
     
    infatti sulla Fujifilm X-T1 con cui l'ho provato risulta un pò grande.
     
    Sapete come la penso. Se la mirrorless deve avere come prerogativa quella di essere piccola, compatta e leggera, così dovranno essere anche gli obiettivi.
     
    Quindi se è perfetto il nuovo 35/2, peso, bilanciamento, volume, questo 90mm risulta sbilanciato, lungo e spesso.
     
    Non sto parlando di estetica, non semplicemente. In condizioni di luce precaria, salvo prendere la macchina per il grip in verticale, il complesso risulta poco stabile e con tempi che per me sarebbero di sicurezza (con la D4 e l'85/1.4 io riesco a fare foto ferme ad 1/30'') vedo tremolare il tutto, faccio fatica a tenere ferma la macchina e le foto, ovviamente, vengono mosse.
     
    Insomma, un 85/1.4 sarebbe così grosso, un 90mm F2, non proprio.
     
    Evidentemente aver messo i famosi 4 motori lineari all'interno del complesso ha costretto i progettisti a sviluppare l'ottica per il lungo.
    Così é se ci pare.
     
    Certamente non mi è venuta voglia di montare l'orribile paraluce in plastica che ne quasi raddoppia la lunghezza. Per fortuna il passo filtri a vite resta da 62mm e quindi il paraluce di riserva del 56/1.2 va più che bene :)
     
    Sottolineo una cosa che hanno notato tutti. Preso in mano, anche da spento, c'è qualche cosa che si muove all'interno. Nulla di preoccupante ma un pò di apprensione questo la mette. Peraltro l'obiettivo non è stabilizzato quindi non si capisce bene quale sia l'elemento ballerino.
     
    [attachment=92048:D8X_0203.jpg]
    [attachment=92049:D8X_0204.jpg]
     
    [attachment=92050:D8X_0206.jpg]
    metallo e vetro, passo filtri a vite da 62mm, ghiera dei diaframmi sicura (anche se è un simulatore).
    Messa a fuoco manuale come per gli altri Fujinon XF, simulata ma abbastanza agevole.
     
    [attachment=92052:D8X_0211.jpg]
    90/2 e 56/1.2, una bella coppia da ritratto.
    Notare le differenti proporzioni. Io in realtà considero già un filino grosso il 56/1.2 (che peraltro è un F1.2 !).
    Ma un 105/2.8 no ? Speriamo in futuro ;)
     
    Comunque è un oggetto sensazionale già a prima vista e in mano lo è ancora di più.
     




    • mar 07 2016 12:18
    • da Mauro Maratta
  3. Fujifilm X100T: compagna di strada (test/prova)

    Erede della fortunata X100, presentata ormai nel 2010, e della successiva X100-S, la X100-T è una fotocamera con alcune interessanti particolarità.
     
    Di cosa stiamo parlando esattamente? La Fujifilm X100T è una compatta di fascia alta con un sensore APS-C da 16 megapixels  e focale fissa 35mm equivalente f/2, dotata di un mirino ibrido ottico/elettronico che simula la messa a fuoco di una classica telemetro meccanica.
     
     
    [attachment=77927:1.jpg] 
     
    Costruzione e ergonomia
     
    La fotocamera è molto ben costruita, risultando solida e leggera al tempo stesso. Si tiene molto bene in mano. Si tiene agevolmente anche con una mano sola.
     
     
    L’obiettivo
     
    [attachment=77928:2.jpg]
     
    L’obiettivo è un 23mm (35mm equivalente), f/2, con “8 elementi in vetro in 6 gruppi e comprende una lente con doppia superficie asferica ad alta prestazione e una lente convessa ad alta rifrazione”. 
    Il diaframma è costituito da 9 lamelle. 
    Per gli interessati le riprese macro sono possibili alla distanza minima di 10cm. 
     
    Un filtro ND incorporato offre una compensazione dell’esposizione equivalente a 3 stop, utile per fotografare con diaframmi aperti in pieno giorno.
     
    Un nuovo otturatore ibrido meccanico/elettronico, consente di impostare tempi di scatto fino a 1/32.000 di secondo.
     
    L’otturatore è silenziosissimo. Questa caratteristica insieme all’ingombro ridotto dell’apparecchio e al suo stile retro, che forse molti non prendono troppo sul serio, in alcune occasioni mi ha fatto sentire veramente invisibile.
     
    [attachment=77929:3.jpg]
    Parigi. f/2, 1/90, ISO 200 
     
     
    [attachment=77930:4.jpg]
    Parigi. f/2, 1/40, ISO 200
     
     
    Il flash
     
    La X100-T è dotata di un piccolo flash incorporato e di una slitta per un flash esterno, ma quello che è davvero interessante notare è che, grazie al diaframma a foglia, è possibile un tempo di sincronia molto elevato: fino 1/1000” a f/2 e 1/2000” da f/2.8 in su. Questa caratteristica permette di usare il flash in condizione di elevata luminosità, ad esempio in pieno giorno, con diaframmi aperti, anche approfittando del filtro ND incorporato.
     
     
    [attachment=77931:5.jpg]
    Con flash esterno in manuale. f/2, 1/12, ISO 200
     
     
    [attachment=77932:6.jpg]
    Flash incorporato senza ND. f/2, 1/420, ISO 200
     
    [attachment=77933:7.jpg]
    Flash incorporato con ND. f/2, 1/1000, ISO 200
     
     
    Il mirino
     
    Il mirino ibrido elettronico/ottico, che già era una caratteristica della prima X100, è stato profondamente modificato.
     
    Quando si usa il mirino ottico, oltre alla possibilità di poter controllare i parametri di scatto, è stata aggiunta una cornice mobile che indica la copertura dell’inquadratura (al 92%), correggendo in tempo reale la parallasse.
     
    [attachment=77934:8.jpg]
    Perdonate la qualità dello scatto, l'ho fatto con il telefonino...
     
    Spostando a destra la leva sulla parte frontale della fotocamera si passa al mirino elettronico, comodo per visualizzare effettivamente gli effetti delle impostazioni scelte (esposizione, profondità di campo, simulazione pellicola).
     
    Ma c’è dell’altro. Tornando al mirino ottico e spingendo questa volta la levetta sulla sinistra, si vede una delle principali novità della X100-T: nella porzione inferiore destra un piccolo riquadro, all’interno della finestra ottica, mostra in modalità elettronica l’area di messa a fuoco ingrandita.
    Tale caratteristica può tornare molto utile, ad esempio per controllare la precisione della messa a fuoco, specialmente se in manuale.
     
    [attachment=77935:9.jpg]
     
    Non mi dispiacerebbe se l’area del riquadro fosse leggermente più grande, perché a volte, specialmente per un occhialuto come me, non mi riesce naturale di vedere l’angolo in basso a destra.


    I comandi
     
    Restano invece uguali i comandi classici: tempi, diaframmi e compensazione dell’esposizione sono ancora gestiti tramite le ghiere, offrendo una praticità d’uso…e un piacere irresistibile al sottoscritto.
    Tutti gli altri comandi sono molto ben disposti e il livello di personalizzazione dei pulsanti sul retro della macchina è molto ampio. 
    Per chi non ha voglia di andare a cercare nel menù principale, il tasto Q offre un ventaglio (anch’esso personalizzabile) di opzioni molto ampio.
     
    [attachment=77936:10.jpg] 
     
    la fotocamera è dotata di connettività Wi-Fi. Con un’apposita app si può controllare la fotocamera in remoto oppure scaricare le foto su telefonino o tavoletta.
     
     
    Autofocus e velocità operativa
     
    La macchina è piuttosto reattiva. La velocità operativa (accensione, autofocus, scrittura su scheda, etc) non è confrontabile a quella di una reflex, ma nel complesso risulta buona.
     
    Questa foto, ad esempio, l'ho presa realmente in un batter d'occhio. Il tempo di vedere la scena, accendere la fotocamera, inquadrare e scattare prima che i due scendessero troppo.
     
    [attachment=77937:11.jpg] 
    Milano. f/5.6, 1/60, ISO 200
     
    L’autofocus singolo è preciso e affidabile.
     
    L’autofocus continuo non è all’altezza dell’AF-S, ma complessivamente lavora abbastanza bene.
     
    [attachment=77938:12.jpg]
    Milano. f/8, 1/250, ISO 320
     
    Ho trovato molto buono il funzionamento del riconoscimento del viso.
     
    Naturalmente per chi volesse mettere a fuoco manualmente, qui c’è da divertirsi :)
     
    Devo dire che con la X-E2 spesso ricorrevo alla messa a fuoco manuale in momenti di difficoltà ad agganciare il fuoco, mentre con la X100-T non ho mai avuto problemi di questo tipo.
     
     
    Qualità di immagine
     
    Il sensore X-Trans da 16 Megapixel è ottimo, anche se un po’ datato, e le foto prodotte sono sempre di elevata qualità anche agli alti ISO, con immagini che risultano perfettamente utilizzabili anche a valori estremi come 6400. 
    Per chi scatta in jpg, c’è una buona scelta di jpg in camera. Personalmente li trovo ottimi, anche se scatto quasi esclusivamente in raw. Le ombre tendono a essere un po’ chiuse e i dettagli a volte si perdono salendo con gli ISO, ma modificando le impostazioni dei profili si possono facilmente ottenere risultati diversi e più soddisfacenti.
     
    [attachment=77939:13.jpg]
    Londra. f/2, 1/20, ISO 3200
     
    Si possono impostare fino a tre diversi profili ISO. Troppa grazia!  :)
     
     
    Video
     
    Non è una macchina per fare video. Si possono fare, io non ne ho mai fatti. I risultati pare che siano modesti.  :unsure:
     
     
    Accessori
     
    Purtroppo il parasole non è fornito in dotazione alla macchina. L’originale è venduto a una cifra ingiustificabilmente alta, ma si possono acquistare parasole di terze parti a un prezzo sensibilmente inferiore. ;)
     
    Segnalo che è possibile abbinare alla X100-T due lenti di conversione:
     
    TCL-X100 1.4x equivalente a 50mm
    WCL-X100 0.8x equivalente  28mm
     
    A mio avviso è una follia, perché a questo punto uno si compra una mirrorless a ottiche intercambiabili (X1-T o X-E2 per restare in casa Fujifilm). :GrattaTesta:
    Ad ogni modo pare che facciano bene il loro lavoro.
     
     
    Conclusioni
     
    Arrivata alla terza generazione la Fujifilm X100T non rivoluziona il concetto, ma lo rinnova e lo perfeziona significativamente. Risulta ancora una fotocamera compatta dalle eccellenti qualità, che offre una esperienza d’uso immediatamente appagante.
    E’ un macchina perfetta? Sicuramente no: è una fotocamera piuttosto particolare, ideale per street e viaggi rapidi, non indicata in tutti quei casi in cui la velocità operativa o la modularità delle ottiche sono dei requisiti fondamentali.
     
    [attachment=77940:14.jpg]
    Londra. f/2.8, 1/60, ISO 250
     
     
    Cosa mi piace
     

    • la lunghezza focale, fissa, ma molto versatile. 
    • I controlli manuali, molto pratici.
    • il mirino ibrido, il meglio dei due mondi.
    • la silenziosità offerta dall’otturatore
    • La possibilità di usare il flash con tempi rapidi e diaframmi aperti
    • la qualità con cui è costruita e la leggerezza
    • il WiFi, a volte davvero comodo
     
    Cosa non mi piace
     
    • durata della batteria (ne ho sempre una di riserva in tasca)
    • parasole non offerto in dotazione
    • Il sensore è splendido, ma comincia a essere datato
     
    Cosa potrebbe non piacere a qualcuno, ma di cui a me importa poco
     
    • Video
    • Display fisso e non touch 
    • Non è tropicalizzata
    • Lente fissa e non stabilizzata

    • dic 09 2015 11:37
    • da happygiraffe
  4. Nikon 1 70-300mm F4.5-F5.6 VR : l'araba fen...

    [attachment=69785:_D8X7017.jpg]
    esteso al massimo, al minimo, ritratto in posizione di riposo e senza paraluce
     
    [attachment=69790:_D8X7020.jpg]
    vicino al piccino 10-100 VR
     
    [attachment=69786:_D8X7007.jpg]
    con la sua fidanzata ideale, la Nikon V3, con cui fa una coppia in grado di cambiare il modo di fotografare di molti fotografi ...
     
    [attachment=69787:_D8X7010.jpg]
    componendo un sistema che è compatto in posizione di trasporto
     
    [attachment=69788:_D8X7011.jpg]
    e di cui si allunga appena la parte interna in posizione di tiro a 300 mm
    [attachment=69789:_D8X7015.jpg]
     
    [attachment=69791:_D8X7021.jpg]
    contiene una lente in vetro SUPER-ED (come il Nikkor 200/2 VR) e il rivestimento in Nanocristalli (da cui la N).
    Notare la filettatura per il collarino del treppiedi (opzionale e ... a quanto risulta, non ancora messo in produzione !)
    [attachment=69793:_D8X7023.jpg]
     
    [attachment=69792:_D8X7022.jpg]
    ha il selettore per ridurre il campo di messa a fuoco. Il VR come per tutte le Nikon 1 si attiva o si disattiva solo da menù.
    Poco male perchè per me è sempre ON :)
     




    • feb 02 2016 15:45
    • da Mauro Maratta
  5. Nikon D4 : il mio nome è affidabilità [test]

    Il mio primo approccio con la Nikon D4 è stato di totale scetticismo.

    Ma davvero mi compro la Nikon D4 ? Hmmmmmmm ...

    E non lo rinnego per nulla. Ma per questo vi rimando alle conclusioni di questo test.
    E', come mio costume, un test sul campo, portato dall'esperienza di decine di migliaia di scatti in ogni circostanza, per circa 9 mesi consecutivi, utilizzando la D4 come partner di altri gioielli Nikon, come la D800E e la D3x e con la memoria fresca di D3 e D3s, precedenti cavalli di battaglia.

    Sarebbe facile evidenziare nella Nikon D4 la sua velocità :

    [attachment=44561:_D3H1024.jpg]
    questo è uno scatto multiplo di una Porsche lanciata nel rettilineo principale dell'Autodromo di Monza

    [attachment=44807:Untitled-1.jpg]
    questa è una sequenza fatta ad un metro e 20 di distanza dal soggetto che mi lancia addosso tutto il suo abbigliamento

    oppure evidenziando le sue indubbie doti alle sensibilità siderali che il suo sensore può consentirci :

    [attachment=44564:_D4H0406.jpg]
    un calice di birra rossa irlandese a 12.800 ISO

    [attachment=44563:_D4H0406 copy.jpg]
    e il crop 1:1 della trama del rumore

    ma ho scelto un altra componente della D4 che secondo me le compendia tutte e che sta nell'affidabilità. Affidabilità non intesa semplicemente come "oggetto che non si rompe" ma di macchina che garantisce sempre risultati affidabili.

    Sotto al sole o con la pioggia battente, di notte o di giorno, in controluce o in studio, con il flash o nel'oscurità totale la Nikon D4 assicura costanza di funzionamento e costanza di prestazioni.
    Tutto questo al di là dei dati di targa che mi hanno fatto lungamente riflettere se dotarmene o no.

    [attachment=44809:_D4H4446.jpg]
    Una foto banale di Agostino Noviello ripreso da Duccio Nutini.

    Non vi dice nulla ? Eppure guardate il soggetto al limite dell'ombra ma in pieno sole, le lingue di luce nel porticato di un castello, le differenze di esposizione gestite in totale autonomia dall'esposimetro della D4. Non c'è nessun intervento sul NEF originale. E' come è stata scattata. E così può restare.
    Eppure le ombre sotto al porticato sono leggibili e naturali come - o forse meglio - di come apparirebbero ai nostri occhi abbagliati.

    [attachment=44736:_D4H3510.jpg]
    Qui abbiamo una situazione del tutto opposto ma con forte contrapposizione.
    Sempre in matrix, sempre in automatico, la D4 ha gestito la scena mantenendo il forte controluce sul lato opposto dei soggetti ma rendendoli perfettamente leggibili.

    [attachment=44738:_D4H4745.jpg]
    come qui, con un soggetto ancora più difficile, con il flash a schiarire

    [attachment=44737:_D4H4645.jpg]
    o qui, invece, in ombra. Il risultato è di una delicatezza impagabile.

    [attachment=44808:_D4H4429.jpg]
    in ombra con la schiarita di un pannello argentato

    [attachment=44806:_D4H6865.jpg]
    controluce in una stanza buia, con l'unica illuminazione data dalla luce che filtra dalla persiana alle spalle del soggetto.
    E tutto questo a 3200 ISO ...

    ***

    Ovviamente in campo sportivo la raffica da 9 frame al secondo e un buffer enorme che accoppiato alla dimensione ridotta del file e alla velocità di scrittura della nuova scheda di memoria XQD, consentono di mantenere sotto mira tutti i soggetti che ci piombano addosso alla massima velocità :

    [attachment=44739:_D4H4861 (2).jpg]
    [attachment=44740:_D4H5486 (2).jpg]
    [attachment=44743:_D4H7240.jpg]
    [attachment=44745:2200.jpg]

    non importa se piove o c'è il sole, sempre in matrix, sempre in auto-ISO, sempre fidando sul sistema di controllo della macchina.

    [attachment=44562:_D4H0375.jpg]
    ma potendo scegliere in qualsiasi motivo di andare oltre, con soluzioni creative alla ricerca della foto ... imperfetta :)

    E quando il sole scende ma si devono comunque seguire soggetti che corrono ... per mestiere ... in manuale, scelto tempo e diaframma opportuno, l'auto-ISO non mostra cedimenti :

    [attachment=44752:9000.jpg]
    e si scopre che a 9.000 ISO si lavora come a 400

    [attachment=44746:5000 2.jpg]
    che questi siano 5.000 ISO lo credi solo se vai a controllare

    [attachment=44750:5600.jpg]
    e se ti dimentichi che hai un tempo impostato per una azione e invece il soggetto è fermo, pure a 5.600 in jpg, la foto è comunque ... perfetta.

    Azioni di gioco tra 5.000 e 5.600 ISO :

    [attachment=44747:5000 3.jpg]
    [attachment=44748:5000.jpg]
    [attachment=44749:5600 2.jpg]


    tanto che sembrano banali i 2200 ISO scelti dalla macchina per compensare il fatto che stai duplicando il 400/2.8 ed hai voluto un diaframma di F8 pur volendo congelare un prototipo in staccata ad 1/1600'':

    [attachment=44759:800 F8 2200.jpg]

    ***

    Analizziamo il dettaglio :

    [attachment=44735:_D4H2349.jpg]
    una foto che non dice nulla di che, salvo che lo scatto è a 12.800 ISO

    e due dettagli 1:1

    [attachment=44733:_D4H2349 copy.jpg] [attachment=44734:_D4H2349 copy2.jpg]

    sono jpg, nessun intervento di correzione su nessun parametro.

    [attachment=44751:9000 2.jpg]
    Nikkor 400/2.8, 1/500'', F4, auto-ISO : 9.000 ISO

    [attachment=44732:_D4H1610.jpg]
    come sopra ma 12.800 ISO (da trenta metri circa, di notte, luci a scarica sopra alla rappresentazione)

    [attachment=44731:_D4H1610 copy.jpg]
    dettaglio della testa del Gran Sacerdote

    [attachment=44753:_D4H1612.jpg]
    la Crocifissione di Cristo. Soltanto 3.600 ISO.

    Dentro ad un pub, per giocare. Nikkor 24-70/2.8 :
    [attachment=44758:_D4H0418.jpg]
    ISO 25.600

    [attachment=44565:_D4H0418 copy.jpg]
    crop del marchio Guinness

    Insomma, si scopre che non è una macchina pensata solamente per la velocità :

    [attachment=44760:_D4H3996 (2).jpg]
    [attachment=44805:_D4H7745.jpg]

    ma che consente di andare oltre, in ogni condizione, sempre contando su una compagna affidabile.

    ***

    Conclusioni (per ora)

    La Nikon D4 va oltre il solco impostato dalle varie D1h, D2h e D3(h) che l'hanno preceduta.
    Unisce alla velocità esecutiva delle altre, una precisione chirurgica nell'autofocus (mai avuto un fuori fuoco se non ... perchè ho sbagliato io), ad una dinamica e una profondità di colore che dimostrano come il sensore non sia stato stiracchiato per avere solo ... la sensibilità come in certi casi, in passato.
    Lo dimostra la sua sensibilità base ISO 100, avendo comunque mantenuto le stesse possibilità della D3s nella parte estrema della curva, con le posizioni HI-1 e 2 ancora sfruttabili, seppur con cautela. Aggiungendo quella manciata di megapixel in più che rendono l'immagine più ricca e il crop mode 1.2x sfruttabile (circa 11 megapixel, sufficienti per una doppia pagina di rivista).
    Le possibilità di impiego sono le più svariate con in testa il fotogiornalismo sia sportivo che di cronaca.
    Le sue caratteristiche la rendono a mio parere difficile da superare ma al felice proprietario di una D4 francamente penso che poco importi. Sarà troppo occupato e soddisfatto di utilizzarla per curarsi di altro !


    Difetti
    Sono tutti quegli aspetti discutibili che in origine mi hanno fatto a lungo interrogare se prenderla o no.

    - nel 2013 16 megapixel sono pochi. In tanti campi di applicazione il confronto con la D800 è impietoso a parità di impostazioni e di ottica. La D800 consente risultati strabilianti che con la D4 sembrano invece ordinari.
    - ergonomia migliorata nel complesso ma a spese di svariati cambi di impostazione e di comandi. Ci sono dei joistick in più, alcuni comandi sono stati spostati. Modalità di esposimetro e di autofocus sono decisamente meno immediate di prima. Una macchina del genere va utilizzata ad occhi chiusi ed io dopo nove mesi ancora non riesco a raggiungere con le dita i comandi che mi servono nel momento in cui mi serve farlo. E devo staccare l'occhio dall'oculare per vedere cosa premere.
    - il cambio di batteria se da un lato ha permesso superiori prestazioni nell'uso a raffica (circa 10.000 scatti a carica non sono una follia) e nel video, nell'uso tradizionale non ha la durata della precedente ed immortale EN-EL4a ereditata da D2Xs e D3. In più l'incompatibilità con il sistema precedente obbliga il fotografo che ancora usa le D3 ad avere in giro batterie e caricabatterie diversi e non interfruibili tra loro.
    - la XQD che Sony ha imposto a Nikon (salvo poi non utilizzarla in nessun suo modello) ha prestazioni eccezionali. Ma ha un futuro ?
    Se non me ne avessero regalata una all'acquisto non l'avrei comperata. E mi sarei ritrovato con una sola scheda, anzichè due come nelle D3. Scelta bizzarra, avrei capito di più se avessero messo due XQD (ed avessero venduto le XQD a prezzi normali)
    - il corpo è sicuramente più "sexy" di quello della ammiraglie precedenti ma c'è qualche cialtroneria economica (come lo sportellino del rilascio del vano memorie ... in prastica)

    Punti di forza

    - autofocus, esposimetro, cadenza, raffica, alimentazione, tutto è al massimo
    - sensibilità e dinamica. Un compromesso apparentemente impossibile è reso invece di utilizzo pratico
    - qualità del file. A mio parere di gran lunga superiore e più lavorabile di quello delle precedenti D3/D700 e in linea con D800 e D3x.
    - pulizia. L'immagine è sempre pulita e ... non trovo una definizione più appropriata, professionalmente impeccabile
    - dimensione del file. Se la risoluzione è un pò limitata al giorno d'oggi (è di fatto la macchina a risoluzione più bassa sul mercato ...) in compenso i suoi file restano leggeri e nelle manifestazioni sportive o comunque dove si deve scattare molto, questo è un grande vantaggio
    - affidabilità. Come dicevo all'inizio, è questa a mio parere, la dote principale della Nikon D4 ma questo lo si può apprezzare solamente utilizzandola a fondo :)

    • mag 20 2014 13:35
    • da Mauro Maratta
  6. Nikon D7100 : 7100 scatti in due giorni con la...

    [attachment=44544:_D7X0338.jpg]
    [attachment=44543:_D7X0338 copy.jpg]

    Autodromo Nazionale di Monza, Variante Ascari, dall'alto della prima tribuna.
    Nikon D7100 con Nikkor 300/2.8 VR II, crop mode 1.3x per un 600 mm equivalente.
    Ripresa piena a 16 megapixel e suo crop al 100%.

    Un dettaglio esemplare che viene mantenuto anche in questi primi piani, sempre alla Variante Ascari ma a bordo pista, alla ricerca dell'acqua espulsa dagli estrattori :

    [attachment=44542:_D7X3231.jpg]
    [attachment=44541:_D7X2559.jpg]

    nella mia esperienza in pista, ancora non avevo visto file così puliti prodotti da una fotocamera Nikon in formato DX/APS-C finora.

    Il tempo era decisamente inclemente, la macchina è l'obiettivo grondavano acqua, il fotografo tornato a casa si è cambiato integralmente ...

    [attachment=44545:_D7X1366.jpg]

    a fine sessione il contascatti, partito da 100, segnava 5.438. Con una riserva di carica della batteria EN-EL15 (estratta da una V1) che ancora residuava al 47% ...

    Tutti gli scatti fatti in JPG, auto-ISO e Manuale, con combnazioni di coppia tempo diaframma tra 1/125'' ed 1/2000'' e tra F2.8 ed F11.
    ISO sino a 2.000-2.200.
    Nessuna incertezza.
    Autofocus da punto singolo in AF-C al 3D sui 51 punti.
    Nessuna incertezza.
    Picture Control su Standard, Nitidezza a +2, Saturazione +1.

    Il giorno dopo in studio, per una intera giornata di scatti con gli amici di Nikonland.
    Il tema "La ragazza con il dragone tatuato" (libera ispirazione da Millenium-Uomini che odiano le donne).

    [attachment=44547:_D7X4861.jpg]
    La modella Dora, prima del makeup.
    NEF sviluppato in LR4, preset Portrait.
    6.400 ISO, F2.8, Nikkor 70-200/2.8 VR II

    [attachment=44546:_D7X4861 copy.jpg]
    dettaglio dell'occhio 1:1

    rimozione del rumore standard per LR4.

    Il rumore è ben presente ma molto ben diffuso. Sull'iride e sulla pupilla si vedono il fotografo e un altro presente oltre alle attrezzature dello studio.
    Un dettaglio ancora perfettamente sfruttabile in stampa, nonostante la sensibilità siderale ...

    [attachment=44549:_D7X5109.jpg]

    come in questa foto, sempre a 6.400 ISO, con una scenetta improvvisata utilizzando i fotografi come comparse, immaginando una fermata della metropolitana :

    [attachment=44548:_D7X5109 copy.jpg]

    che ripropongo qui in b&n per eliminare il disturbo del colore.

    Ancora qui, sempre a 6.400 ISO, con la sola luce pilota di un flash posto in alto (io in auto-iso, in manuale, mentre gli altri scattavano con il flash a 100 ISO) :

    [attachment=44553:_D7X5871.jpg]

    Nella stessa situazione, ma utilizzando con il flash, a 400 ISO.
    Flash di studio da 400 W/s e bank quadrato, posto su giraffa a sinistra, più in alto, attivato dal flash della D7100 che ha comunque contribuito ad illuminare gli occhi della modella :


    [attachment=44555:_D7X5900.jpg]
    busto

    [attachment=44554:_D7X5900 copy.jpg]
    dettaglio del viso 1:1 da busto di sopra.
    Sempre Nikon 70-200/2.8 VR II, F4, 400 ISO. NEF sviluppati con LR4.

    [attachment=44552:_D7X5863.jpg]
    controluce, luci a sinistra, finestra più octobox da 180 cm con lampade fredde, ancora 6400 ISO.

    Intermezzo conviviale, a tavola, due ritratti fatti da Federica con la D7100 e il Nikkor 85/1.4G :
    [attachment=44550:_D7X5402.jpg]
    [attachment=44551:_D7X5405.jpg].

    Ma non contento della maratona, nella stessa serata al Velodromo Vigorelli per il derby di football Seamen vs Rhinos.
    Qui la D7100, sempre con il 70-200/2.8 VR II ma come pezzo principale la D4 con il 400/2.8 VR II, restati inoperosi tutto il giorno ...

    [attachment=44558:_D7X6170.jpg]
    le condizioni di luce intorno alle 20:30.
    ISO 6400 (auto-iso) jpg, PC su standard, saturazione +1, matrix.

    [attachment=44557:_D7X6118.jpg]
    riscaldamento del quarterback dei Seamen, sempre ISO 6400

    [attachment=44556:_D7X6071.jpg]
    ancora riscaldamento

    [attachment=44559:_D7X6202.jpg]
    azione di gioco a 5.000 ISO

    [attachment=44560:_D7X6211.jpg]
    azione di gioco a 6.400 ISO.

    Solo in questa ultima sequenza ho notato - rispetto alla più pulita Nikon D4 - una dominante indotta sullo sfondo (il tavolato della vecchia pista ciclistica in legno) che in quella precedente non vedo (il tavolato è sporco ed è oramai di colore grigio medio). Sfondo in verità abbastanza spappolato dal rumore.
    Parliamo però di un'area non illuminata che non interessa la scena in primo piano, illuminata da lampade a scarica a 45° in alto sui bordi della copertura delle tribune.

    ****

    Conclusioni di questa maratona in cui una Nikon D7100 ha prodotto 7100 scatti in un giorno e mezzo. Partner per l'occasione il Nikkor 70-200/2.8 VR II (arma totale per questi generi) e una SDXC Lexar da 64 GB, 600x di tipo UHS-I acquistata nuova-nuova.

    La macchina va maledettamente bene. Io l'ho strapazzata come nessun fotoamatore sano di mente farebbe e lei ha risposto mirabilmente senza la minima incertezza.
    Anche sotto l'acqua battente di questa primavera umidiccia, a 5 o 6 gradi centigradi ha prodotto foto perfette, pronte per la finalizzazione con le sole impostazioni in-camera.
    A migliaia, senza nemmeno consumare metà della batteria.

    La macchina é robusta, affidabile, ben costruita, anche attaccata ad un obiettivo professionale come il 300/2.8 VR e scarrozzata per l'autodromo tenuta per il monopiede, sempre sotto l'acqua con protezione ... ZERO, ZERO problemi.

    L'autofocus è quello della D4 e funziona alla stessa maniera. Quale che sia il metodo scelto, la modalità, il punto. Anche in tutto automatico.
    L'esposimetro è quello della D3s. E funziona bene anche in condizioni particolari come quelle di cielo coperto, pioggia, auto scure con fari gialli accesi su asfalto grigio/nero.
    La batteria è come detto quella della D800/D7000/V1, affidabile e con prestazioni di scarica elevate. 10.000 scatti a raffica con una carica, non sono una chimera e 2.000 scatti singoli in studio, nemmeno (io, si sa, non utilizzo quasi mai il visore posteriore).

    La risoluzione è semplicemente eccezionale. Anche il dettaglio 1:1 è ... presentabile ed utilizzabile, non sfaldato.

    La modalità crop 1.3x è una vera ... libidine. Rende la macchina più flessibile. Per poter avere quelle inquadrature con la D4, a parità di risoluzione, avrei dovuto usare un 600/4. Con un peso complessivo all'incirca doppio (le spalle ringraziano :)). Solo che qui hai quasi tutto il frame coperto dai sensori dell'autofocus. Con la D4 è impossibbbbbbbile .... :(

    Resta l'amaro in bocca per la scelta del tutto condannabile di Nikon di inserire modalità da neofita - come scene e posizione auto - e, peggio ancora, aver messo un buffer meno che sottodimensionato.

    Se in studio la cosa non fa impressione, una sequenza che in teoria a 7 scatti al secondo si ferma dopo un secondo e un terzo perchè finisce la memoria interna, nonostante tu stia usando la più veloce SD disponibile lascia allibiti. Come aver usato a suo tempo una Nikon F5 a raffica con un rullino da 12 pose ... demenziale !
    Riempito il buffer la macchina continua a lavorare ma a non più di 2-3 scatti al secondo. Cosa che nello sport non consente di seguire azioni che con la D4 invece vengono facilmente, potendo quella continuare anche per 10 secondi ininterrottamente ... a parità di risoluzione.

    E' a mio parere una scelta esecrabile, visto che processori e chip di memoria di questo genere oramai consentono di fare smartphone supercarrozzati per meno di 150 euro all'utente finale e che la D7100, pur non costosissima, non è nemmeno regalata ...
    ... peraltro sarò io impedito, ma nonostante io abbia provato n-mila settaggi, anche in jpg non sono riuscito ad avere più di 12 scatti di buffer in modalità jpg-fine mentre il manuale parla di almeno 23 ...

    In sintesi :

    CONTRO

    - buffer di memoria rachitico. Non ha senso fare una fotocamera che in modalità 1.3x fa 7 scatti al secondo e poi finisce la festa dopo un secondo e mezzo
    - manca la presa sincro per flash di studio. Limite che aveva già la D7000. Se questa vuole essere una macchina di livello. Considerando i costi relativi di una semplice presa elettrica (mentre sono presenti tutte le altre possibili ed immaginabili connessioni evolute), non credo che si sarebbe appesantito il conto finale
    - Nikon sembra avere sempre qualche dubbio su chi sia il suo cliente tipo per questo genere di fotocamera e, irresoluta, finisce per sovrapporre i profili. A chi pensa di vendere una macchina da 7 scatti al secondo in cui c'è anche la modalità AUTO che alza autonomamente il flash incorporato e mette a fuoco dove vuole lei ?
    Ma andiamo. Davvero si pensa che il teen-ager o la signora attempata senza esperienza di reflex si compri una D7100 ?
    - dato il livello di prestazioni del sensore, non si può pensare di accoppiarla ad ottiche da kit tipo il Nikon 18-55 o i sigmoni e tamroni 18-250 F6.3

    A FAVORE

    - ottima costruzione con buona tenuta anche in condizioni estreme
    - ha l'autofocus della D4 e l'esposimetro della D3s in un corpo compatto e leggero
    - mantiene l'ottima batteria EN-EL15 (comune con D800, D7000, V1)
    - definizione esagerata che permette un dettaglio sopra le aspettative
    - affidabilità
    - prezzo "giusto" (si trova già a 1.000 euro, solo corpo di importazione)
    - tenuta ad alti ISO sicuramente senza preoccupazioni sino a 2.000-2.500 ISO, sfruttabile con cautela anche a sino a 6.400 ISO


    Per chi è pensata ?

    Un pò per tutti. Sicuramente per chi vuole il massimo dai suoi teleobiettivi senza svenarsi. Una opzione in più per avere un teleconverter automatico ... senza i difetti dei teleconverter. Avere 16 megapixel in mezzo significa avere quasi un 600 mm dal proprio 300 mm.
    Rappresenta un passo avanti significativo sulla D7000 della quale è però una evoluzione. Non ritengo che sia opportuno pensare al passaggio da D7000 a D7100.

    Ma é certamente la migliore macchina DX sinora presentata da Nikon.

    In attesa di una D400 che avrà, suppongo, lo stesso corpo della D800, le stesse prestazioni della D7100 con un buffer ragionevole - ma prezzo confrontabile con una full-frame - mi pare una buona soluzione.

    Quindi la Nikon D4 non serve più ? Non scherziamo ....
    ... però non è detto che tutti debbano pensare di comperarsi una D4 per fare le cose che ho fatto io in questo week-end (più le decine di altre cose che può fare una macchina così flessibile).
    Considerando che con una D4 ci vengono più di 5 D7100 ... ;)


    [PS : il manuale non è più tascabile ma è diventato in formato libro, grande come la scatola della D7100]

    • dic 27 2015 11:26
    • da Mauro Maratta