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C'erano 2 risultati taggati con grandi fotografi

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  1. George Hurrell : il pittore che creava le star...

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    George Hurrell nel suo studio situato nel famoso Sunset Boulevard, si intrattiene allegramente con una giovane Bette Davis.
     
    Quelle che seguono sono parole di Mario Testino, fotografo tra i più accreditati nello star system internazionale, che ha avuto nel suo studio personaggi che vanno da Lady Diana Spencer a Hillary Clinton, passando per star del cinema come JLo o Natalie Portman, tutti resi con inconfondibile fascino e glamour.
     
    E si riferiscono a George Hurrell, fotografo che Testino stesso riconosce come maestro - suo e di altri - in questo consesso e del quale ha curato personalmente più di una mostra a tributo della sua importanza nella storia della fotografia di ritratto.
     
    "E' stato intorno alla metà degli anni 1980 che ho ho cominciato a frequentare Los Angeles per lavorare con pubblicazioni americane, soprattutto, a quel tempo, la rivista GQ. E' stato li che la mia curiosità mi ha spinto a scoprire i fotografi che avevano definito il fascino dell'epoca del grande schermo di Hollywood. Uno solo spicca per me: George Hurrell. Mi è stato subito chiaro che é stato il più importante immagine-maker di quel periodo a Hollywood. Lui aveva una straordinaria capacità di trasformare tutto e catapultandoli alle massime altezze del glamour. Nessuno sembrava più famoso, più magico, più magnifico di quanto non sembrasse nelle sue fotografie".
     
    La scelta delle foto più rappresentative per descriverlo secondo Testino non potrebbero essere più iconiche e sono tutte, tranne una, degli anni '30 :
     
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    Joan Crawford, MGM maggio 1937
     
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    Katharine Hepburn, RKO, giugno 1938
     
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    Carole Lombard, Paramount, giugno 1937
     
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    Greta Garbo, MGM 1930
     
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    Jane Russell, United Artists, 1941
     
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    Jean Harlow, MGM 1930
     
    Credo che anche uno che non si intende di cinema e che non ha mai visto un vecchio film in bianco e nero, non possa non avere in mente il ritratto di Hedy Lamarr che ho scelto per simboleggiare l'opera di Hurrell
     
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    Hedy Lamarr, 1939
     
    per gli altri le foto scelte da Testino potrebbero anche bastare a dire ... ah, ecco, quello è George Hurrell !
     
    Casualmente, tre di queste attrici sono tra le mie preferite di tutti i tempi, Hollywood e non.
    Io forse non avrei scelto quelle foto ma altre al posto di Testino.
    Ma insomma, abbiamo ben capito di cosa stiamo parlando e probabilmente non ci sarebbe bisogno di indagare oltre.
     
    Stiamo parlando di un'epoca in cui la fotografia di un certo livello era in grado, grazie a magazine come Variety di creare o di ricreare l'immagine di un/una divo/a del cinema e di influenzarne la carriera (insieme a sapienti gossip, inventati o veri che fossero ;)).
     
    I fotografi erano dipendenti diretti della major cinematografiche, sotto contratto esattamente come le star che immortalavano.
     
    Immortalavano. Proprio la parola giusta in questo contesto. E George Hurrell è quello che ha più lasciato il segno.
     
    Adesso che lo abbiamo identificato nella nostra memoria, legando al suo nome i ritratti che abbiamo sempre visto associati a quelle star, proviamo a conoscerlo meglio.
     




    • lug 29 2016 13:40
    • da Lieve
  2. Garry Winogrand e il teatro della vita

    Personalità esuberante e passionale, Garry Winogrand (1928-1984) era sicuramente un fotografo bulimico. Alla sua morte ha lasciato 2500 rullini non sviluppati e 4100 sviluppati e mai stampati, circa 250.000 foto che non vide mai e che probabilmente non avrebbe mai visto neanche se fosse vissuto altri 20 anni. 
     
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    Pur essendo una figura centrale nella storia della fotografia e specialmente nella fotografia di strada, è ancora poco conosciuto dal grande pubblico.
    Garry Winogrand rifiutava la definizione di fotografo di strada, preferiva definirsi uno studioso dell’America. E infatti si ispirò alla fotografia sociale di Walker Evans e Robert Frank, con uno sguardo però più vitale e gioioso.
    Nel corso della sua vita realizzò una cronaca quotidiana della vita metropolitana americana, specialmente a New York, città in cui è nato e vissuto a lungo (nacque nel Bronx), ma anche sulla West Coast.
     
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    Richard Nixon Campaign Rally. New York, 1960.
     
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    New York, 1962.
     
    Garry Winogrand fotografava “per vedere a cosa somigliavano le cose una volta fotografate”.
     
    Non fotografa a progetto, rifiutava l’intellettualizzazione del proprio lavoro. Fotografa la vita davanti a se con il suo stile unico, di cui bisogna prendere tutto: l’eleganza, la vitalità, l’assenza di volgarità, l’umorismo, così come le inquadrature sbilenche, parti di immagini sovraesposte o messe a fuoco imprecise.
     
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    Park Avenue. New york, 1959.
     
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    Los Angeles, 1980-1983.
     
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    Houston, 1964.
     
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    New York, 1962.
     
    “Quando fotografo vedo la vita. E’ questo quello con cui ho a che fare”. Il suo sguardo curioso sul mondo che lo circonda è sempre molto democratico, ironico a volte, ma mai cinico.
     
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    New York, 1968.
     
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    El Morocco. New York, 1955.
     
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    • mar 09 2015 10:56
    • da happygiraffe