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C'erano 6 risultati taggati con Nippon Kogaku

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  1. Nikon 50mm f/1,8G AF-S: il rimedio agli zoom

    [attachment=103601:Nikon_2199_AF_S_Nikkor_50mm_f_1_8G_766516.jpg]

    Anche i medici della mutua lo sanno:
    contro l'infestazione da zoom entry level si prescriva una sana dose di 50mm f/1,8 come principio base.
    Nel prontuario dei farmaci standard esistono diverse etichette e tutte con lo stesso schema,
    perlopiu' sette lenti in sei gruppi, [attachment=103599:2199-const.jpg]
     
    Nikon non fa eccezione e la sua ultima versione (2011) di questo obiettivo normale (in quanto copre un angolo di campo di 46° simile a quello medio dell'occhio umano) oltre ad incorporare un motore SWM discretamente efficiente, pur se non fulmineo, possiede un elemento asferico, (il penultimo prima della lente posteriore) e concentra in 72mm di diametro (filtro da 58), 52 di lunghezza (eccetto il paraluce) e soli 185 grammi di...leggerezza tutto il contenuto di cui al titolo di questo articolo, quello cioe' di essere rimedio principe contro le intossicazioni da zoometti (18-55) zoomini (18-70) e zoomoni (18-105) di primo equipaggiamento, normalmente poco luminosi, per nulla contrastati e carenti in termini di coerenza cromatica oltre che in tutti i parametri ottici che diano il senso di un obiettivo.
    [attachment=103602:DSC_8323-e1320539014779.jpg]
    Con meno di 200 euro ci si porta a casa una buona medicina: quella che ci riportera' a utilizzare i piedi al posto di una ghiera zoom, avvicinandoci ed allontanandoci dal soggetto quanto basta per ottenere l'inquadratura migliore.
     
    E questa palestra non e' per nulla inutile: serve a fare imparare ai fotografi in erba a quale distanza porsi dal soggetto prima ancora di sollevare macchina ed obiettivo verso di lui.
     
    Il Nikon 50/1,8 G possiede oltre alla ghiera di messa a fuoco manuale, sufficientemente larga, quindi, solamente lo slider di abilitazione della stessa, sul lato sinistro [attachment=103600:nikon_50_f1-8g.jpg],
    la finestrella dei valori in metri e piedi di distanza di maf (e un ridicolo simulacro di indice di pdc, limitato ad f/16...) e nulla di piu'. 
    [attachment=103581:50mm-18-3.jpg]
    Il paraluce, HB47, all plastics made in China anch'esso, e' piuttosto ingombrante rispetto all'obiettivo, ma va utilizzato il piu' possibile per dare ulteriore contrasto alla lente frontale, aiutata dal trattamento antiriflesso SIC, ma certamente non dotata di nanocristalli di sorta, a causa della classe decisamente economica dell'obiettivo.
     
    La messa a fuoco minima e' la solita , fissata a 45cm dal piano focale, il diaframma economico, a sette lamelle, chiude da f/1,8 fino a f/16.
     
    L'aspetto complessivo fa pensare che la costruzione sia addirittura eccessiva rispetto la sostanza ottica dell'obiettivo e la sua estrema leggerezza porta a pensare che il vetro in uso sia talmente poco da consentire a questo barilotto di galleggiare se solo ci si tentasse!!!  :marameo:
    Ma non e' questo cio' che conta




    • gen 13 2017 03:41
    • da Max Aquila
  2. Nikon Df : How to become Auto even if you'r...

    Scusate l'inglese nel titolo,
    pero' abbiamo la netta sensazione che degli argomenti alla base di questo articolo non si parli poi tanto, non solo in Italia.  ;) 
    E la fotocamera in questione, la Nikon Df,  nasce alla fine del 2013 con un pregio specifico che la differenzia da tutte le altre DSLR Nikon fin qui avvicendatisi:
    vale a dire la compatibilita' ottica con tutti (salvo eccezioni) gli obiettivi Nikkor e Nippon Kogaku baionetta F, prodotti prima del 1977, anno nel quale si produsse il passaggio all'attacco Ai, inserendo una flangia di accoppiamento meccanico all'esposimetro
     

     
     

    [attachment=78372:ai nonAi.JPG]

     

    che rivoluziono' il modo di fissaggio delle ottiche Nikkor ai corpi macchina dell'epoca, mantenuto poi fino ad oggi con le successive modificazioni meccaniche (AiS) ed elettriche (AF / AFD / G)
     
    La novita' della Df non e' da poco, rimettendo in gioco un enorme parco ottiche, in mezzo al quale si trovano ancora delle eccellenze di rendimento, pur sui moderni (ed esigentissimi) sensori digitali.
     
    Per esempio, rovistando tra i miei nonAi compatibili (attenzione! non tutti gli obiettivi non Ai lo sono), ho voluto selezionarne una triade interessante [attachment=78354:0011 _DSC7101 10052015 Max Aquila photo.JPG]
    ma in particolare la mia attenzione si sofferma sul Nikkor-Q 135mm f/2.8 del 1965, (prima serie a questa apertura di diaframma), "fresco" appunto dei suoi 50 anni di progetto: e questo mio esemplare possiede un SN che lo colloca agli inizi di produzione.
     
    In cosa consiste in soldoni la potenzialita' offerta dalla Nikon Df?
     
    Semplicemente nella presenza di questa levetta di accoppiamento della flangia Ai all'esposimetro:
     
     [attachment=78356:0013 _DSC7108-Modifica 10052015 Max Aquila photo.JPG] lift down

    per obiettivi da Ai fino a AF-G
     
    [attachment=78355:0012 _DSC7104-Modifica 10052015 Max Aquila photo.JPG]  lift up
     
    per lavorare con obiettivi Nippon Kogaku (nonAi) e Nikkor Ai
     
     
    Ecco quindi Df con 135/2,8: infine assemblati ...
    [attachment=78358:0015 _DSC7116 10052015 Max Aquila photo.JPG]




    • lug 29 2016 06:38
    • da Max Aquila
  3. 1946 - 1956 : Nikon Rangefinder Camera la stori...

    [attachment=74875:00 kaizen.gif]

     
     
    Kaizen indica il miglioramento continuo nella vita personale, privata, sociale, professionale.
    Quando e’ applicato al posto di lavoro, kaizen significa miglioramento continuo che coinvolge dirigenti, quadri, operai allo stesso modo.
    All'interno dell'industria, il kaizen si applica in pratica come risoluzione immediata dei problemi che si presentano.
    Si deve accertare con sicurezza il luogo, gli oggetti, i contenuti che hanno a che fare con un problema. Si ritiene inopportuno, infatti, fare analisi a tavolino senza osservare come si svolgano i fatti nella realta’.
    Infine, la continuita’ e’ la principale caratteristica del kaizen che si oppone, in questo modo, al kakushin (innovazione).
    Da qualsiasi angolazione lo si osservi, e’ questo il concetto-guida che ha portato alla nascita, alla crescita esponenziale ed in tempi recenti anche alla eclissi della prevalenza delle imprese sorte nel secondo dopoguerra del XX secolo in Giappone: da dovunque lo legga, questo concetto, mi suona Nikon!
     
    E’ alla fine del 1945 che la societa’ Nippon Kogaku Kogyo Kabushiki Kaisha, che durante il secondo conflitto mondiale era arrivata ad impiegare ben 23000 persone per la costruzione autarchica del vetro ottico necessario alla macchina bellica giapponese, si ritrovo’ in un Giappone occupato dagli americani a dover riconvertire all’industria civile il know-how accumulato, ridimensionata all’estremo, con una forza lavoro di appena 1400 persone.
    Vennero costituiti all’interno dell’azienda una Commissione ed un Comitato con lo scopo di effettuare dei sondaggi di mercato per definire la possibilite’ di produrre fotocamere e soprattutto per valutare di che tipologia.
    Le opzioni erano varie ed alcune molto rischiose: l’industria fotografica dell’epoca parlava prevalentemente tedesco ed i modelli obbligati si chiamavano Rolleiflex, Leica, Contax.
    Superata una prima fase di sperimentazione biottica gia’ nella primavera del 1946 il gruppo di studio guidato da Masahiko Fuketa indirizzato sulle 35mm Leica a vite e Contax, inizia la progettazione di una fotocamera a telemetro e baionetta Contax dall’inconsueto formato di 24x32mm progettato sia per esigenze di risparmio (di spazio e di pellicola) ma anche perche’ proporzionalmente piu’ adatto ai formati in pollici (anglosassoni) della carta da stampa: insomma un perfetto rapporto 4:3 !
    Gia’ nel settembre del 1946, in anticipo sui tempi preventivati, la preproduzione della nuova fotocamera e’ ultimata, ma una serie di disguidi organizzativi fanno slittare di un anno la fase di produzione in serie, ed e’ cosi’ che nel novembre 1947 vedono la luce i primi prototipi e poi, nel marzo del 1948, che inizia la produzione continuativa del progetto classificato come ’6FB’:


    [attachment=74877:02 progetto_6FB.jpg]

    Nell'immagine in alto il progetto dell'otturatore a piano focale, mutuato invece che dalla tendina metallica a scorrimento verticale Contax, da quella di tessuto a scorrimento orizzontale della Leica che sembrava offrire maggiori garanzie di uniformita’ di esposizione; gli viene attribuito a questo punto il nome, operando una crasi del nome NIppon Kogaku, evitando il gia’ precedentemente utilizzato nome Nikko in favore del piu’ agile Nikon che suona cosi’ tanto Nippon e, aggiungo, assomiglia cosi’ da vicino al notorio marchio Ikon, proprieta’ della celebre Zeiss, tanto da procurare una serie di fastidi non proprio da poco al momento (successivo) della commercializzazione europea del marchio.
     
     
    [attachment=74878:03 Resize_of_Nikon1mdm.jpg] Nikon I - 1948 [attachment=74879:04 bella_I.jpg]
     
    Il risultato e’ quello di un apparecchio a telemetro, strutturato con un otturatore in seta gommata appunto a scorrimento orizzontale e con velocita’ da 1 secondo ad 1/500 piu’ le pose B e T
    [attachment=74880:05 shutter_RF_I_M_S.jpg]
     
    La regolazione dell’otturatore, come sulla totalita’ delle macchine fotografiche dell’epoca, e’ separato in due ghiere concentriche, una dedicata ai tempi veloci, dal 1/500 al 1/20, l’altra in basso, da 1/20 ad 1’’, con un manettino da collimare nel passaggio dai tempi veloci a quelli lenti.
    Il formato, come detto da 24x32, consente l’effettuazione di 40 pose su di una pellicola 135.
    Il telemetro a sovrapposizione di immagine ha una base di 60mm (effettiva da 36mm) ed e’ collegato ad un mirino galileiano che copre l’ 85% soltanto del campo inquadrato da un obiettivo di 50mm.
    Alle due estremita’ del tettuccio della fotocamera i due bottoni zigrinati per l’avvolgimento ed il riavvolgimento della pellicola.
    Alcuni esemplari (rari e di valore!) della Nikon I vengono realizzati con baionetta a vite 39x1 Leica, ma presto questa soluzione viene abbandonata in favore della meno comune baionetta rapida Contax, per evitare la possibilita’ di usare ottiche non Nikon sulla fotocamera.
    Non e’ la sola baionetta ad essere copiata dalla Contax II,[attachment=74881:06 Resize_of_conrf2a1.jpg]bensi’ tutta la struttura del frontale della Nikon I, ivi compresa la rotellina di messa a fuoco rapida posta a portata di indice destro e la forma stessa della macchina,
    [attachment=74882:07 NRF_60952_CII.jpg]
    escluso il tettuccio del tutto ridisegnato, con il pulsante di scatto arretrato (stile Leica), il contapose coassiale alla ghiera di avvolgimento e, decentrata sulla sinistra, la staffa porta accessori (come questo elegante e ricercato mirino folding multiformato).
    [attachment=74883:08 staffa_nk.jpg]
     
    L’obiettivo standard e’ un Nikkor 5cm f/2 a sei lenti ed in montatura rientrante, copia dell’equivalente Sonnar Contax, con il quale la nuova fotocamera arriva a pesare 765 grammi.
    [attachment=74884:09 5cm_collaps.jpg][attachment=74885:10 5cm_collapsible_side.jpg]
    I primi numeri di serie, identificativi della data di progetto cominciano per 609xx
    (dove 6 e’ l’ultima cifra dell’anno 1946 e 09 indica il mese di settembre):
    la prima matricola non prototipo sembra essere la 60922

    [attachment=74886:11 bella.jpg]




    • mar 01 2015 07:35
    • da Max Aquila
  4. EX1F: ossia X-E1 su F

    colpito al cuore dalle vostre foto con le fujifilm dannate
    e felice custode di una camionata di ottiche Nikkor e Nippon Kogaku, Baygon ed affini,
    ho deciso in un colpo di testa di comprare una icseuno col 35/1.4 suo proprio.
     
    Siccome che io sono un po' ssiemo,
    prima ho comprato nell'ordine:
     

    • anello adattatore per Nikon RF
    • anello adattatore per Nikon F
    • anello adattatore per Exakta/Topcon
    • poi finalmente ho trovato il prezzo giusto per il corpo Fujifilm
    • quindi ho ordinato il 35/1.4 ad un venditore fin qui sconosciuto a tutti
    ordine di arrivo: 1-4-2 e aspetto ancora 5 e 3
     
    allora, dopo:
    • aver roteato al dito per un paio di giorni il n°1
    • aver ricevuto alfine il pezzo 4 e aggiornatogli il firmware al precipuo scopo di usare (perche' siccome che sono cecato) il focus peaking in MF
    • aver schiumato per giorni, chiamando Mauro e guardando tutti i filmati possibili su YouTube ('mericani) perche' il detto focuspeak non peakava per niente, prima di scoprire ieri notte che per farlo peakare...bisogna anche mettere il selettore di fuoco in M... ovviamente  :bigemo_harabe_net-01:
    • aver infine ricevuto anche il pezzo 2...
    oggi ho deciso, provati tipo vestitini di  :exitenter:  una dozzina e mezza di glorie in ferro e vetro, di portarmi in campagna questi quattro belli e dannati:
     
    insieme a lei, la (S)exy One  [attachment=61396:001 _DSC8382 07032014 Max Aquila photo ©.JPG] 
    [attachment=61398:003 _DSC8389 07032014 Max Aquila photo ©.JPG]
    [attachment=61402:007 _DSC8401 07032014 Max Aquila photo ©.JPG]
    [attachment=61429:999 _DSC8403 08032014 Max Aquila photo ©.JPG]
     
    (fotografati con l'altra ONE, quella CX)
     




    • feb 26 2016 15:36
    • da Max Aquila
  5. Nikon Df: en attendant...

    ...attendendo la DF (ed i 3000 dollari per comprarla),
    ma anche per fare da pendant con la review di questo articolo,
    ed a maggior chiarimento di quest'altra esternazione di possesso
    [attachment=55203:001001 24 ottobre 2013 _D3H6599 Max Aquila photo ©_ 60 mm.jpg] di giorni orsono...
     
    ...oggi sono uscito con la D800 in compagnia di tre obiettivi fissi non Ai, gia' modificati Ai (cioe' Ai-d)
    [attachment=55204:014image -1.08 4.12 mm.jpg]
     
    nella fattispecie mi sono dilettato con Sua Maesta' il "padellone" Nikkor UD 20mm/3.5 (11 lenti in 9 gruppi del 1967)
    un Nikkor N 24mm/2.8 prima serie, (9 lenti in 7 gruppi del 1967 anch'esso)
    ed un terza serie del Nikkor Q 200mm/4 (4 lenti in 4 gruppi del 1966)
     
    che fedelmente e coerentemente con le necessita' degli anni in cui furono progettati oggi su D800 rendono cosi'...
     
     
    20mm f/8 [attachment=55205:002_D8C4422 20 mm.jpg] 200mm f/5,6[attachment=55208:005_D8C4446 200 mm.jpg]
    ed f/4[attachment=55206:003_D8C4424 200 mm.jpg]
     
    24mm /2,8[attachment=55209:006_D8C4465 24 mm.jpg]
    200mm f/4[attachment=55207:004_D8C4430 200 mm.jpg]
     
    ancora 20mm f/8[attachment=55210:007_D8C4471 20 mm.jpg] e 200mm f/5,6[attachment=55211:009_D8C4492 200 mm.jpg]
    ed f/8[attachment=55212:010_D8C4495 200 mm.jpg]
     
    obiettivi nati per funzionare con tempi ed ISO certo piu' lenti di quelli in alcune di queste foto, che oggi ritrovano vita anche a dispetto della modesta luminosita', la quale spesso non e' indice di scarsa cura costruttiva ma, all'opposto, di ricerca specifica per le caratteristiche complementari.
     
    Progetti ottici dal prezzo e destinazione differente, nate per funzionare su pellicole diverse l'una dall'altra, ma alle quali un sensore (per quanto esigente) non fa ancora imboccare per forza
    il  [attachment=55214:012_D8C4503 200 mm.jpg]...del tramonto
     
    In buona sostanza, a distanza di anni e corpi macchina ben differenti da questo nel condurre similari tentativi, ho riscoperto doti cromatiche anche nel fetido Nikkor-Q 200/4 (fetido nell'abbinamento a D200 e 300) che in condizioni di luce brillante e ben direzionata (da un quarto a tre quarti rispetto il soggetto, escludendo controluce e luce diretta) riesce a vibrare di ...luce propria, come non gli avevo fin qui visto ancora fare.[attachment=55213:011_D8C4500 200 mm.jpg]
     
    Ineccepibile il 24mm pur nell'unico scatto pubblicato, ma con l'intezione d provarlo in contesti diversi e piu' orientati allo Street reportage, magari anche monocromatico che era poi il campo di elezione per queste ottiche nate con un coating primigenio e naif, nella sua blu intensita'.
    che oggi richiede una certa dose di correzione post scatto[attachment=55215:020_D8C4469 24 mm.jpg]
    ...ma le pellicole del tempo erano gialline e calde, prima dell'avvento di Fuji....
     
    Anche il padellone, del quale avevo due esemplari ed uno e' stato ceduto a Watanabe questa primavera, scientemente lasciando la versione Aid a futura memoria ed impresa...
    anche il Nikkor UD 20/3,5,dicevo, continua a colpire pur nella sua incoerenza tra centro e bordi che per quella focale fa tanto wide, appunto.
    Ce lo ricordiamo da sempre cosi', non ci aspettavamo niente di piu' e niente di diverso: saturo, nitido al centro e non ai bordi, vignettante di quel tanto che rende inutile ancora oggi la postproduzione (che nel 1967 si chiamava bruciare e mascherare), distorto...quasi da pervertito!
    [attachment=55202:008_D8C4476 20 mm.jpg]
     
    Noi di Nikonland siamo nati in quegli anni, i nostri occhi e la nostra mente si sono nutriti delle immagini prodotte da questi obiettivi:
     
    aspettiamo di poterli usare ancora, di nuovo, per molto tempo ancora.
     
    Non chiediamo poi molto...
     
    Max Aquila per Nikonland 2013
     

    • dic 31 2015 08:48
    • da Max Aquila
  6. Nikkor-Q: quattro lenti solamente

    In questa review troviamo raggruppati alcuni dei progetti ottici piu' semplici della Nippon Kogaku e per cio' stesso... piu' economici e forse maggiormente diffusi (tanto che alcuni di essi vengono riproposti praticamente in tutte le versioni di innesto, dal non-Ai del 59 all'AiS del 1977 ed oltre.

    Q come Quattor... 4 lenti soltanto, tipiche degli schemi ottici piu' essenziali e maggiormente risolventi al centro piuttosto che ai bordi.
     [attachment=54213:01 nikkor-Q_copia.jpg]
     
    Della categoria fanno parte:

    -Nikkor-Q 13.5 cm (e poi 135mm) f/3.5 prodotto dal 1959 al 1983, leggero, compatto e molto efficace nel ritratto (ho la prima versione non-Ai)
     
    [attachment=54214:02 135both.jpg]
     
    -Nikkor-Q (e QC) 135mm f/2.8 prodotto dal 1965 a tutto il 1975 (dal 1976 acquista la quinta lente): pesante il doppio del fratellino meno luminoso, ma eccezionalmente superiore nelle prestazioni del centro tanto quanto dei bordi immagine; mantiene la filettatura filtri da 52mm e sfoggia la "nuova" lavorazione a diamante della ghiera di messa a fuoco dalla migliorata presa

    -Nikkor-Q 20 cm (e poi 200mm) f/4 prodotto dal 1961 al 1975 (oltre, acquista la quinta lente nelle versioni Ai ed Ai-S) sgraziato, pesantuccio ed antiergonomico, rappresenta forse il peggior tele prodotto su queste lunghezze focali da Nikon; vale davvero poco sul mercato dell'usato e si trova con una sconvolgente facilita', a causa della quale vale comunque la pena di comprarlo, non fosse altro che per usarlo come fermacarte...
     
    [attachment=54215:03 20001.jpg]
     
    -Nikkor-Q 400mm f/4.5 prodotto tra il 1964 ed il 1975: pesante piu' di tre chili, scomodo e barocco nella sua costruzione, affascinante ed inutile, proviene dall'era telemetro con cassetta reflex e si compone di due elementi, quello ottico e l'accrocchio di messa a fuoco, caratterizzato da una ghiera ad "ananas", piu' chiara rispetto al barilotto (come da foto allegata): l'unico dei cinque che ancora non possegga,
    (ancora per poco!!!) motivo per cui non troverete ancora alcun link al riguardo...
     
    [attachment=54216:04 400mmf56nonAib.jpg]
     

    ***

    Come dicevo appunto... "ancora per poco":
    alla fine l'ho beccato l'ennesimo quattrolenti e non soltanto lui....(ancora un po' di pazienza per il seguito...)
     
    [attachment=54217:05 flashh.jpg]
    notevole la differenza di proporzioni tra questo quattrocento studiato per il medio formato ed un Nikkor 400mm f/5.6 IF-ED per il 135
    [attachment=54218:06 vert.jpg]
    [attachment=54219:07 couple.jpg]
    in queste foto e' accrocchiato con l'unita' di messa a fuoco FU-1 per Zenza Bronica con la coeva (1964) Zenza C (accessoriata di pentaprisma e pistol-grip)
     
    [attachment=54220:08 up.jpg][attachment=54221:09 curcke.jpg]
    in attesa che mi arrivi anche...

    ma che ve lo dico a fare... e allora ... la sorpresa??? :banana:

    avete mai visto un lungo fuoco di quarantanni fa?
    Io si... oggi:
    [attachment=54222:10 longrifle.jpg]
    anzi...due

    il secondo e' un monumentale 800mm f/8 che occupava al micron uno degli scaffali della mia hall of fame... Immagine inserita
    [attachment=54223:11 brodo_primordiale.jpg]
     
    [attachment=54224:12 DSC_1792.jpg]
    ed ecco questo Nikkor 800mm f/8 di quarant'anni fa: 70cm di lungofuoco dall'eccezionale peso di 4,7 Kg compreso l'unita' Ai di messa a fuoco AU-1 !!!
    Impossibile quasi da trasportare, ovviamente impensabile da utilizzare a mano libera, anzi... a causa del posizionamento degli attacchi per il treppiede, necessiterebbe oltre che del secondo treppiede a sostegno della fotocamera, anche di un supporto suppletivo per la parte piu' avanzata del barilotto.

    Praticamente un attrezzo da artiglieria pesante!
     
    [attachment=54225:13 DSC_1780.jpg][attachment=54226:14 DSC_1839.jpg]
     
    (particolari relativi alle aree cerchiate in rosso riprese nella foto successiva a 35mm...) :banana: :banana:
    [attachment=54227:15 DSC_1859.jpg]
     
    Ovviamente problemi dettati dall'accumulo di velo atmosferico alle distanze superiori al centinaio di metri...
    [attachment=54228:16 DSC_1796.jpg]
     
    ottima pero' la resa in pieno controluce (a denotare la silhouette del soggetto)
    [attachment=54229:17 DSC_1842.jpg]
     
    e possibili "giochetti" trompe l'oeil, stante la grande capacita' di selezionare in piccole parti di inquadratura, particolari solitamente invisibili, come questi riflessi di una vela sul pelo dell'acqua... [attachment=54230:18 DSC_1813.jpg]
     
    Tutto sommato...non me l'aspettavo nemmeno:
    quindi sono ben felice dell'acquisto di questi due esagerati teleobiettivi! [attachment=54231:19 DSC_1775.jpg]
    :scimmia: :scimmia: :scimmia:
     
    [attachment=54232:20 ccs-1-12646813581325_thumb.jpg]
    anche su D700...(con le accortezze del caso pero'...)

    e duplicato con TC300 senza correzioni particolari ne' on ne' off-camera [attachment=54233:21 ccs-1-12646813693828_thumb.jpg]
     
    Qui invece interpolato da un tubo da 12mm per allontanare le sporgenze dell'AU-1 dalla baionetta "elettrica" della D700, vignettando e perdendo anche la maf a distanze superiori ai 50 metri ...
                                                          calllldo!!! [attachment=54234:22 ccs-1-12646813817806_thumb.jpg]
     
    [attachment=54235:23 ccs-1-12646813937331_thumb.jpg]specie se paragonato al neutro 400/3.5 nelle medesime condizioni...
     
    Max Aquila per Nikonland 2006 ©
     
     
     
     

    • ott 11 2013 13:12
    • da Max Aquila