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C'erano 24 risultati taggati con Nikkor

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  1. Nikon 50mm f/1,8G AF-S: il rimedio agli zoom

    [attachment=103601:Nikon_2199_AF_S_Nikkor_50mm_f_1_8G_766516.jpg]

    Anche i medici della mutua lo sanno:
    contro l'infestazione da zoom entry level si prescriva una sana dose di 50mm f/1,8 come principio base.
    Nel prontuario dei farmaci standard esistono diverse etichette e tutte con lo stesso schema,
    perlopiu' sette lenti in sei gruppi, [attachment=103599:2199-const.jpg]
     
    Nikon non fa eccezione e la sua ultima versione (2011) di questo obiettivo normale (in quanto copre un angolo di campo di 46° simile a quello medio dell'occhio umano) oltre ad incorporare un motore SWM discretamente efficiente, pur se non fulmineo, possiede un elemento asferico, (il penultimo prima della lente posteriore) e concentra in 72mm di diametro (filtro da 58), 52 di lunghezza (eccetto il paraluce) e soli 185 grammi di...leggerezza tutto il contenuto di cui al titolo di questo articolo, quello cioe' di essere rimedio principe contro le intossicazioni da zoometti (18-55) zoomini (18-70) e zoomoni (18-105) di primo equipaggiamento, normalmente poco luminosi, per nulla contrastati e carenti in termini di coerenza cromatica oltre che in tutti i parametri ottici che diano il senso di un obiettivo.
    [attachment=103602:DSC_8323-e1320539014779.jpg]
    Con meno di 200 euro ci si porta a casa una buona medicina: quella che ci riportera' a utilizzare i piedi al posto di una ghiera zoom, avvicinandoci ed allontanandoci dal soggetto quanto basta per ottenere l'inquadratura migliore.
     
    E questa palestra non e' per nulla inutile: serve a fare imparare ai fotografi in erba a quale distanza porsi dal soggetto prima ancora di sollevare macchina ed obiettivo verso di lui.
     
    Il Nikon 50/1,8 G possiede oltre alla ghiera di messa a fuoco manuale, sufficientemente larga, quindi, solamente lo slider di abilitazione della stessa, sul lato sinistro [attachment=103600:nikon_50_f1-8g.jpg],
    la finestrella dei valori in metri e piedi di distanza di maf (e un ridicolo simulacro di indice di pdc, limitato ad f/16...) e nulla di piu'. 
    [attachment=103581:50mm-18-3.jpg]
    Il paraluce, HB47, all plastics made in China anch'esso, e' piuttosto ingombrante rispetto all'obiettivo, ma va utilizzato il piu' possibile per dare ulteriore contrasto alla lente frontale, aiutata dal trattamento antiriflesso SIC, ma certamente non dotata di nanocristalli di sorta, a causa della classe decisamente economica dell'obiettivo.
     
    La messa a fuoco minima e' la solita , fissata a 45cm dal piano focale, il diaframma economico, a sette lamelle, chiude da f/1,8 fino a f/16.
     
    L'aspetto complessivo fa pensare che la costruzione sia addirittura eccessiva rispetto la sostanza ottica dell'obiettivo e la sua estrema leggerezza porta a pensare che il vetro in uso sia talmente poco da consentire a questo barilotto di galleggiare se solo ci si tentasse!!!  :marameo:
    Ma non e' questo cio' che conta




    • gen 13 2017 03:41
    • da Max Aquila
  2. Nikon 35mm f/1,8 DX vs. Sigma Art 30mm f/1,4 DC

    [attachment=99221:0063 _D5K1599 40 mm 1-250 sec a f - 5,6 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]

     
    Oggi alla sbarra due obiettivi dedicati ai corredi DX (APS-C), dall'angolo di copertura nei pressi di quello standard in FF, in buona sostanza, i due fissi standard-eq. piu' luminosi sul mercato per una DSLR DX Nikon.
    Due obiettivi che piu' differenti a leggere i dati di targa, non possono essere: per costruzione, destinazione, schema, infine prezzo.
     
    Gia' vedendoli insieme accanto si apprezzano le profonde differenze costruttive e dimensionali 
     

    [attachment=99220:0062 _D5K1593 40 mm 1-250 sec a f - 4,5 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]

     
    [attachment=99222:0064 _D5K1601 40 mm 1-250 sec a f - 11 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]
     

    [attachment=99235:0077 _D5K1718 105 mm 1-250 sec a f - 11 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG][attachment=99234:0076 _D5K1710 105 mm 1-250 sec a f - 11 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]

    Il Nikon e' il solito barattolino di policarbonato da 70x53 (LxH) da 200gr di peso, cosa che ne fa di certo un innocuo frequentatore di una borsa fotografica,
    dallo schema ottico di 8 elementi in 6 gruppi (uno asferico) [attachment=99144:a 2183_AF-S-DX-NIKKOR-35mm-f1.8G_Construction-2.jpg]
    [attachment=99228:0070 _D5K1645 105 mm 1-250 sec a f - 8,0 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG][attachment=99230:0072 _D5K1663 105 mm 1-200 sec a f - 8,0 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]
    dotato di motore SWM, di paraluce altrettanto leggerino e risicato, di diaframma a sette lamelle, non proprio prodigio di circolarita' del foro risultante e di diametro filtri, standard, da 52mm. Baionetta in acciaio, ghiera filtri...no.
    [attachment=99229:0071 _D5K1662 105 mm 1-200 sec a f - 8,0 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG][attachment=99231:0073 _D5K1665 105 mm 1-200 sec a f - 8,0 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]
    Venduto a prezzo irrisorio, che in Italia sta attorno ai 175 euro, praticamente analogo ai negozi di e-commerce del Far East.
     
     

    [attachment=99237:0079 _D5K1749 105 mm 1-250 sec a f - 13 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG][attachment=99236:0078 _D5K1739 105 mm 1-250 sec a f - 11 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]

     

    Il Sigma ART (del quale su Nikonland esiste gia' test/presa di contatto qui) e' invece un mamozzone di metallo pesante (435gr), grande 74,2x63,3 (LxH), passo filtri (in metallo) da 62mm,
    schema ottico da 9 lenti in 8 gruppi [attachment=99145:art construction_thumb.gif] anche qui un elemento asferico,
     
    [attachment=99238:0080 _D5K1763 40 mm 1-100 sec a f - 20 ISO 5000 Max Aquila photo ©.JPG][attachment=99227:0069 _D5K1635 105 mm 1-200 sec a f - 16 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG][attachment=99226:0068 _D5K1631 105 mm 1-200 sec a f - 16 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]
    dotato di motore HSM, paraluce in resina abbontantemente dimensionato, diaframma a nove lamelle, studiato appositamente per rendere un piacevole sfocato alle grandi aperture di cui e' capace (due terzi di stop piu' luminoso del Nikon), 
    progettato non solamente IF, ma con un sistema di spostamento degli elementi posteriori [attachment=99146:rearfocus system sigma.gif] finalizzato a minimizzare aberrazioni dovute alla messa a fuoco e ad evitare slittamenti di focale tra minima maf ed infinito.
     
    [attachment=99224:0066 _D5K1620 105 mm 1-200 sec a f - 16 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG][attachment=99225:0067 _D5K1623 105 mm 1-200 sec a f - 16 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG]
     
    [attachment=99223:0065 _D5K1611 105 mm 1-200 sec a f - 11 ISO 100 Max Aquila photo ©.JPG] un obiettivo progettato per una destinazione specifica, quindi,
    non solamente per il raggiungimento del fatidico f/1,4...
     
    Costa parecchio di piu' dell'antagonista alle cui reflex e' destinato: € 430 in Italia, cento euro in meno su HK.
     
    Vediamo quale estasi mi abbia condotto ad acquistare al triplo del prezzo del Nikon (prestatoci gentilmente da Roby Casetta) questo Sigma Art
     




    • set 05 2016 02:54
    • da Max Aquila
  3. Nikon F90x : tra pellicola e digitale

    [attachment=90424: 0003_D4H1214 23012016 Max Aquila photo©.JPG]

     
    Questa e' la storia di una macchina fotografica piuttosto anomala nel panorama Nikon: una di quelle che hanno costituito ponte tra vecchio e nuovo, ma cui non e' stato tributato nessun onore, neppure tardivo, prima di precipitare con tutti gli sforzi profusi, nell'oblio della tecnologia obsoleta.
    Parlo della Nikon F90x (N90s negli USA) nata nel 1994, due anni dopo la sorella F90 e due anni prima della rivoluzione F5.
     
    Eppure nella considerazione dei progettisti, questa macchina e' stata una liason tra le consapevolezze del passato piu' remoto della casa di Tokyo e la modernita' dell'avvicinamento al digitale ormai prossimo.
     
    E' un modello a se': non ha collegamenti tecnico-stilistici con le precedenti F801s /F601 e nemmeno con le successive F80/70/60/50.
     
    E' stata un banco di prova e ha prodotto risultati eccellenti che si sono poi trasferiti sul capolavoro delle reflex a pellicola non "ammiraglie", vale a dire la F100 del 1998, che ne e' la naturale evoluzione.
     

    [attachment=90423: 0002_D4H1212 23012016 Max Aquila photo©.JPG]

     
    Di questa strana e sottovalutata (anche nei ricordi) reflex a pellicola ho due esemplari, a lungo usati per i miei lavori da fotografo di matrimoni, prima dell'avvento delle prime DSLR.
    Una e' un esemplare statunitense, appunto siglato N90s: entrambe sono gravate da evidenti segni di uso, ma sopratutto da quello che e' stato il problema principale delle Nikon di quel periodo, ossia il rivestimento dei dorsi macchina che nel tempo  (e col mancato utilizzo) e' diventato prima appiccicoso e poi si e' spellato: mi dispiace anche perche' una delle due macchine e' dotata anche di uno dei due dorsi pellicola dedicati, il piu' completo, MF26
     

    [attachment=90422: 0001_D4H1205 23012016 Max Aquila photo©.JPG]

     
    dotato oltre che delle tradizionali funzioni di impressione dati, anche di una modalita' di AF supplementare, il focus trap che consiste nel fissare un punto sul quale, non appena il soggetto passera', il dorso consente lo scatto.
     
    Entrambi gli esemplari sono ancora ben funzionanti e non hanno risentito del lungo periodo di inattivita' che ho loro, ineluttabilmente,  imposto.
     




    • gen 24 2016 02:04
    • da Max Aquila
  4. Nikon 300mm F4E VR PF: un mese sulla cresta del...

    Non sono molti gli obiettivi Nikon cui quest'anno ho potuto dedicare un articolo, meno che mai le novita', nonostante l'archivio 2015 Nikonland abbia superato il record di piu' di trenta recensioni su obiettivi di varie Case :
    certamente pero' oltre al test su strada del 20/1,8 AFS di inizio anno, mi sarebbe mancato di non poter provare questo teleobiettivo rivoluzionario (per il mercato intero) che si definisce da se' con la chilometrica sfilza delle sigle che lo contraddistinguono
     

    [attachment=89169:pf.JPG]

     
    A darmene modo ci ha pensato, al solito, il mio amico Mauro Maratta che per poco piu' un mese, dalla fine di settembre all'inizio di novembre, ha fatto si che lo avessi a disposizione per maturare un pensiero in proposito.
    Per quanto gia' da lui ben messo in risalto nel suo test in agosto, specificamente in senso tecnico, rimando appunto a quel suo articolo, mentre qui vorrei spendere qualche parola in piu' sulle velleita' di questo peso piuma fra i 300mm in relazione alla sua duttilita',  la dote che, a mio avviso, meglio lo caratterizza in sintesi.
     
    Cominciamo subito a dire che tra quella selva di sigle della foto commerciale qui sopra, per prima campeggia quella FX a definire il formato dell'obiettivo: che poi sia questa la prima delle caratteristiche a potersi piegare al servizio delle opportunita' che cerchi il fotografo, grazie all'elevata densita' di pixel nei sensori FX di attuale generazione, per la quale facilmente, riducendosi al formato DX darebbe modo di utilizzare questo tele con un angolo di visione di un 450mm f/4 senza bisogno di alcun moltiplicatore
     

    (cosi' come utilizzandolo direttamente su di una reflex DX di gamma alta, proprio come suggerito da Mauro nel suo articolo)

    [attachment=89182:ccs-1-0-07475200-1433082879.jpg]

     
    Poi, certo, quella sigla PF = Phase Fresnel (lens), che identifica nell'elemento ottico (colorato in verde nello schema) la rivoluzionaria idea che definisce questo e pochissimi altri progetti, (da poco anche Sigma al riguardo dichiara work in progress) nell'intento di compensare l'aberrazione cromatica che affliggerebbe quest'obiettivo in assenza di questa correzione ottica e che consente la costruzione corta e compatta che distingue, dagli altri pari focale, questo Nikon.
     
    A seguire, la lettera E dopo il valore di apertura massima, a significare la presenza di quel diaframma elettromagnetico che fa abdicare finalmente da leveraggi e rimandi che aumentano pesi, tolleranze e costi di quegli obiettivi che non ne siano dotati.
     
    Poi tutto cio' che ci si aspetta da una realizzazione moderna, come il coating alla fluorite ed i vetri speciali ED a bassa dispersione, il sistema di riduzione delle vibrazioni VR di seconda generazione,  il motore SWM in effetti ben efficiente nelle prove che ho effettuato, i nanocristalli, la struttura IF della messa a fuoco, cosicche' non cambino le dimensioni del barilotto alle piu' corte distanze di maf ed il trattamento SIC di ottimizzazione alle stesse distanze, da ultimo, ma non per ultimo, il peso realmente contenuto di soli 755 grammi.
     
    Tutte ragioni di acquisto, nonostante un prezzo di vendita non esattamente invogliante.
     




    • dic 30 2015 16:20
    • da Max Aquila
  5. Sigma 20mm f/1,4 Art or Nikon 20mm f/1,8G ?

    [attachment=88262: 0503 _NDF4404 105.0 mm f-2.8 1-50 sec a f - 16 Max Aquila photo ©.JPG]
    No time to rejoice for the coming (after thirty years) of the new wide-angle Nikon house, tested here on this January, that to complete the triad of superwide fixed for Nikon, Sigma presents vehemently the first lens 20mm brightness' f / 1.4 ever built, this Art lens by Junoesque proportions, [attachment=88273: 0504 _DSC2006 1 NIKKOR 18.5mm f-1.8 1-15 sec a f - 5,6 Max Aquila photo ©.JPG]
    closer in size and weight to a 14mm[attachment=88285: 0502 _NDF4410 105.0 mm f-2.8 1-25 sec a f - 16 Max Aquila photo ©.JPG]
    that the older 20/2.8 showed in the center
    [attachment=88284: 0501 _NDF3335 24.0-85.0 mm f-3.5-4.5 1,0 sec a f - 8,0 Max Aquila photo ©.JPG] ... of this group shot.
     
    Once again made available in record time by MTrading, importer for Italy, with the solicitude and kindness that allowed us to field test some of the most important news that Sigma has given us in the past year.
     
    If a comparison was limited in size and weight, it could easily discriminate between the two objectives of this test, together with the third, older and lower of for two stops to the new Sigma, depending on the fact that the Nikon AFD with its 286 grams and 55mm in length from the mounting flange to the hood, certainly stands out for convenience of use than even very light and brighter brother AFS f/1.8 that weighs only 378 grams but measures 115mm from ends of the petal-type hood (well of 95mm in diameter) to the flange.
    The Sigma Art belongs to another material category, credited with an optical scheme of 15 lenses in 11 groups (two lenses more of the Nikon AFS) for the impressive number of special elements [attachment=88307:ccs-1-0-94078200-1448984740.gif] and a barrel that ends with a built hood (no filters allowed), all heavy metal, which brings the total weight to 950 grams and the overall length of 125mm  to a 90mm diameter.
     
    If the price would reflects described quality, the 800 euro, fixed price at the Italian presentation of this new jewel of the series ART are the added value than the 790 euro to pay for the Nikon AFS and of course the 550euro (now absolutely out of market) to have an old AFD.
     
    But we Nikonland do not look at the price as a parameter and will evaluate the consistency of these two photographic superwide iperbright, even occasionally accosting some comparing shots with the little guy AFD: for posterity  ;)




    • feb 19 2016 10:08
    • da Max Aquila
  6. Sigma 20mm f/1,4 Art oppure Nikon 20mm f/1,8G ?

    [attachment=88087: 0503 _NDF4404 105.0 mm f-2.8 1-50 sec a f - 16 Max Aquila photo ©.JPG]
    Nemmeno il tempo di gioire per l'avvento (dopo trent'anni) del nuovo grandangolare di casa Nikon, qui testato a gennaio di quest'anno, che a completare la triade di superwide fissi per Nikon si presenta con veemenza il primo obiettivo da 20mm di luminosita' f/1,4 mai costruito, questo Sigma Art dalle giunoniche proporzioni, [attachment=88099: 0504 _DSC2006 1 NIKKOR 18.5mm f-1.8 1-15 sec a f - 5,6 Max Aquila photo ©.JPG]
    piu' vicino per dimensioni e peso a un 14mm [attachment=88086: 0502 _NDF4410 105.0 mm f-2.8 1-25 sec a f - 16 Max Aquila photo ©.JPG]
    che al vecchio 20/2.8 effigiato al centro
    [attachment=88085: 0501 _NDF3335 24.0-85.0 mm f-3.5-4.5 1,0 sec a f - 8,0 Max Aquila photo ©.JPG] di questa...foto di gruppo.
     
    Ancora una volta messo a disposizione a tempo di record da MTrading, importatore per l'Italia, con la sollecitudine e la gentilezza che ci ha permesso di testare sul campo alcune delle piu' importanti novita' che Sigma ci ha regalato in questo ultimo anno.
     
    Se un confronto si limitasse a dimensioni e peso, facilmente si potrebbe discriminare tra i due obiettivi del test in oggetto, unitamente al terzo, vecchio e inferiore per due stop di luminosita' al nuovo Sigma, in funzione del fatto che il Nikon AFD con i suoi 286 grammi ed i 55mm di lunghezza da flangia di montaggio al paraluce di certo si impone per comodita' d'uso rispetto al pur leggerissimo fratellone AFS di luminosita' f/1,8 che pesa solamente 378 grammi ma misura pero' 115mm dall'estremita' del paraluce a petalo (di ben 95mm di diametro) fino alla flangia.
    Il Sigma Art appartiene ad altra categoria costruttiva, accreditato di uno schema ottico da 15 lenti in 11 gruppi (due lenti in piu' del Nikon AFS) impressionante per il numero di elementi speciali [attachment=88089:ccs-1-0-94078200-1448984740.gif] e di un barilotto che fa corpo unico col paraluce fisso, heavy metal all, che porta il peso complessivo a 950 grammi e la lunghezza fuoritutto a 125mm per 90 di diametro complessivo.
     
    Se il prezzo dovesse riflettere la qualita' di quanto appena descritto, gli 800 euro che costituiscono il prezzo di presentazione italiano di questo nuovo gioiello della serie ART costituiscono il valore aggiunto rispetto i 790 euro a cui dopo un anno dalla presentazione viene venduto il Nikon AFS ed i 550 euro (ormai del tutto ingiustificabili) del vecchio AFD.
     
    Ma noi di Nikonland non guardiamo al prezzo come parametro e valuteremo la consistenza fotografica di questi due superwide iperluminosi, accostando di tanto in tanto anche qualche scatto di confronto col piccoletto AFD: a futura memoria  ;)




    • ago 26 2016 10:58
    • da Max Aquila
  7. Nikkor: i mediotele da "available light...

    [attachment=86868:01.jpg]
    Available light e' il limite che fino a quel punto aveva impedito di scattare quella foto con quella luce e che aveva mosso a sognare di ritentarla,
    stavolta con un obiettivo ... un unghia piu' luminoso di quello che usiamo con soddisfazione tutti i giorni sulle nostre reflex.[attachment=86869:02.jpg]
    Available light e' quella sottile terra di trincea tra chi la fotografia la coltiva per passione e chi della passione ha fatto il proprio lavoro.

    [attachment=86870:03.jpg]
    E' sulla base di questa premessa che mi avvio a ridare il lustro che meritano ad ottiche che sono rimaste, per tanti, piu' una pia illusione che un sogno realizzato: nell’era della rivoluzione digitale dell’immagine le pattumiere del web ogni tanto sbuffano fuori qualcuno dei pezzi di cui mi accingo a parlare e che ho voluto selezionare partendo da un dato comune, quello dell’appartenenza alla soglia “around f/2” tanto usuale per un obiettivo standard, meno comune per un wide, certamente fonte di maggior stupore tra la stirpe dei tele medi: spesso, pertanto, cadute nel dimenticatoio.
     
    Ecco che allora, accanto ad un Nikkor 105mm f/1.8 Ai-S del 1981 ed ad un Nikkor 135mm f/2 Ai del 1977, affianco il mio mitico Nikkor AFD 105mm f/2 DC del 1993 insieme ad un prosaico, ma insostituibile (ed insostituito) Nikkor AF 85mm f/1.8 del 1988, forte dell’apertura relativa sufficiente a farlo entrare in questo Olimpo di fratelli pie’ blasonati, non fosse altro che per avere un piu’ comune “punto di vista”.

    [attachment=86871:04.jpg]

     
    Ribadisco di non essere un “collezionista” di apparecchiature, ma un fotografo appassionato che ha trascorso tanto, troppo tempo, a desiderare oggetti che adesso, grazie alla rivoluzione digitale, hanno perso gran parte del valore che avevano fino a pochissimo tempo fa: infatti i miei obiettivi hanno spesso segni d’uso che mi hanno consentito, spendendo poco, di entrarne in possesso; e’ il caso del 135mm citato che presenta difficolte’ notevoli di focheggiatura (complice un voletto da un metro e mezzo d’altezza, solo parzialmente frenato dall’anfibio che in quell’occasione calzavo :a136: 
    o del 105mm f/1.8, ultimo acquisto, un pe’ troppo scrostato nel paraluce e su alcune parti del barilotto, ma entrambi ancora in grado di dire la propria, come anche il mio vecchio 85mm AF, scolorito nelle serigrafie dalle migliaia di foto che ho scattato con esso da 17 anni in qua.
     
    La caratteristica piu’ evidente di questa produzione “per privilegiati” (gie’ nel 1996, dieci anni fa, i due AiS costavano in lire rispettivamente 2 milioni e quattro il 105 e 3 milioni il 135mm, mentre per il 105 DC “bastavano” 2 milioni e otto, contro il milione e due che costava il pie’ economico degli 85 AF) si manifesta nella robustezza costruttiva e nell’attenta ergonomia del posizionamento e dimensionamento delle ghiere di messa a fuoco e  diaframma, fondamentale per un utilizzo efficace di ottiche la cui peculiare caratteristica consiste nella capacita’ di mettere a fuoco anche solo un capello e poi basta
    [attachment=86872:05.jpg]
    L’altra manifesta differenza rispetto i “ figli di un dio minore” (ottico)  :banana:
    concentra l’attenzione di chi le guarda su quegli occhi ciclopici delle relative lenti anteriori, specchio di luce e miniere di cristallo “lucifero” :brindanodiavoletti:

    [attachment=86873:06.jpg]

     
    Perche’ se i 62mm dell’85 e del 105 f/1.8 parlano gia’ di ponderosita’, i 72mm di diametro delle lenti del 135 e del 105 DC procurano gia’ la sensazione di ... averla acquisita, quando alla sera ci si chieda allo specchio il perche’ di quei solchi arrossati attorno al collo o sulla spalla dove le tracolle abbiano poggiato :o 




    • nov 15 2015 08:16
    • da Max Aquila
  8. Nikon D3: happy birthday Mrs President

    [attachment=82583:0006 06082015 _NDF6583 Max Aquila photo.JPG]

     

    7 agosto 2007 - 7 agosto 2015:


    [attachment=82586:0009 06082015 _NDF6617 Max Aquila photo.JPG]

     

    sono solo 8 anni ad essere trascorsi dalla sua presentazione ma oggi, alle soglie dell'avvento della nuova ammiraglia reflex, ci sembra sia passata un'era geologica dal "giorno piu' atteso" quello dell'apparizione sul mercato della prima DSLR Nikon a potersi fregiare del marchio FX,[attachment=82585:0008 06082015 _NDF6606 Max Aquila photo.JPG]  cosi' piccolo ed al tempo stesso cosi' necessario affinche' un patrimonio di esperienza tecnica cinquantennale, come quello Nikon, non svanisse di fronte all'incalzare dei concorrenti ben piu' solleciti nell'approdo a quel pieno formato sul quale si erano sviluppati decenni di progetti ottici, sviliti nella prima era digitale dall'accostamento ai sensori APS-C.
     

    Bene, oramai giunti alle soglie della terza generazione di reflex professionali Nikon, abbiamo voglia di festeggiare la Nikon D3 con quest'anteprima di un articolo che contribuira' a celebrare anche su Nikonland il mito di questa fotocamera a cui di fatto e di diritto conferiamo il titolo di Presidentessa Onoraria di tutte le reflex Nikon di oggi, del passato e del futuro.

     

    [attachment=82582:0005 06082015 _NDF6555 Max Aquila photo.JPG]

    Buon Compleanno, Nikon D3 !!!

    [attachment=82584:0007 06082015 _NDF6601 Max Aquila photo.JPG]

     





    • ago 07 2015 01:32
    • da Max Aquila
  9. Nikon 70-180 Micro Nikkor, il macro tuttofare

    Molti tele-zoom medi si definiscono macro, ma in genere non superano il rapporto di riproduzione di 1:3-1:4. Ci sono in realtà almeno due zoom, i 70-300mm Sigma e Tamron, che arrivano addirittura ad un RR di  1:2 che, anche se non è proprio macro, è un ottimo valore, che permette discrete foto ravvicinate, però sul lato della qualità di  immagine mostrano  qualche compromesso qualitativo, comprensibilissimo ed accettabile, se si pensa che si tratta di zoom economici. 
     
     

    E se invece volessimo uno zoom veramente macro e di qualità? Nikon un po' di anni fa ebbe il coraggio di proporre un vero zoom macro tanto da fregiarlo della denominazione micro, il  Nikon 70-180mm 4.5-5.6 Micro-nikkor Af D ED.
     
     

    [attachment=78835:70180.jpg]

     

    Il Nikon 70-180mm f 4.5-5.6 micro-nikkor  AfD ED.

    Nota: Siccome non posseggo più questo obiettivo  da un po' di anni ormai, questa foto è  presa da internet.

     

     
    Da appassionato di Macro non potevo non desiderarlo e così, qualche anno fa, vedendone uno usato-poco-usato che faceva bella mostra di sè nella vetrina di Matuella (negozio storico di Milano, ahimè scomparso da decenni), l'ho preso al volo.
    Ecco qui le mie impressioni d'uso.
     
     
    Il 70-180 micro nikkor è un progetto che parte da un'idea  vincente:  
    Creare  uno zoom mediotele con prestazioni da vero macro in modo che facendo escursioni o passeggiate in montagna si potevano riprendere paesaggi, dettagli come con un  qualsiasi zoom medio tele ma all'occasione anche foto ravvicinate e macro di qualità, tutto con un unico obiettivo:
    .

     

    Promesse mantenute? Vediamo.
     
     
    Costruzione ed ergonomia
     
     

    Dal punto di vista costruttivo il 70 180 era (è fuori produzione) un gran bell'obiettivo, robusto, cadeva benissimo in mano; dotato di doppia ghiera per zoom e messa a fuoco manuale (quest'ultima agevolata dalla giusta resistenza della ghiera stessa), elegante finitura "crinkle" (raggrinzita) dei Nikon professionali. Dotato di collare (ruotabile ma non asportabile) per l'attacco al treppiede, accessorio indispensabile  per  fare macro, paraluce di serie.
    L'af era di vecchio tipo, con l'alberino che sfrutta il motore della fotocamera per cui è lento e non funziona con le reflex digitali entry level. Non lo vedo come un difetto, è una conseguenza  dell'età di progettazione ed inoltre in macro questo non è un grosso problema perchè molto spesso si focheggia in manuale.
    Il paraluce era a baionetta, innestato all'esterno del barilotto, questo aveva una stana conseguenza: siccome l'obiettivo non era IF, focheggiando alle brevi distanze la parte anteriore si allungava fino ad arrivare al limite del paraluce rendendolo praticamente inutile. C'era infatti chi avvitava un paraluce supplementare/alternativo alla filettatura porta filtri (da 62mm).
     
     

     

    [attachment=78836:esteso.jpg]

     

    L'estensione dell'elemento frontale quando si focheggia alla minima distanza 

    Nota: Siccome non posseggo più questo obiettivo  da un po' di anni ormai, questa foto è  presa da internet.

     

     
     
     

    Il rapporto di riproduzione arrivava ad 1:1.3 (0,75x), non era al pari dei micro nikkor Af fissi che arrivano a 1:1, ma ci si poteva accontentare. Mi pare che Nikon suggerisse di comprarsi una lente addizionale 6t per arrivare ad 1:1, ma secondo non è una grande idea.
     
     
     
     
    Qualità di immagine
     

    La qualità di immagine era ottima, saturazione e contrasto (grazie anche alla lente ED) erano a mio parere eccellenti. Il diaframma a 9 lamelle assicurava un ottimo sfuocato.
     

    [attachment=78845:DSC_3101m_089.JPG]

     
     
    Anche la nitidezza, specialmente chiudendo di un diaframma era ottima, non al pari del 200mm micro AfD, ma superiore, e di molto, a qualsiasi 70-210 f4-5.6 amatoriale, degna di un vero micro-nikkor.
    L'ho persino usato per una pubblicazione professionale.
     
     

    [attachment=78838:lario5.jpg]  [attachment=78839:lario4.jpg]  

     

    Fossili di embrioni di rettile marino, lunghi 1-2cm, vecchi di 200 milioni di anni, pubblicati sul n 23 (2003) del  Journal of Vertebrate Paleontology 

     




    • mag 25 2015 07:29
    • da Silvio Renesto
  10. Nikkor 15mm f/3.5 Ai: il MITO...(in DX)

     
     
    Una boccia di vetro per pesci rossi... variamente contornata da un paraluce a petalo
     
    [attachment=78028:01 DSC_8005.jpg]
     
    ecco come si presenta il MITO targato Nikkor, nella veste di un obiettivo supergrandangolare, ma non fisheye,
    [attachment=78029:02 DSC_7783.jpg]
     
    largo di campo (110° sul lato lungo) ma poco distorcente
    [attachment=78030:03 lemon.jpg]
     
    esageratamente esposto alle sorgenti luminose, ma scarsamente soggetto a flares e ghosts, anche col sole dentro l'inquadratura...
    [attachment=78031:04 backlights.jpg][attachment=78032:05 DSC_8177.jpg][attachment=78033:06 DSC_7967.jpg]
     
    variamente contrastato (dal pastellato al duro) a seconda della qualita' e direzione della sorgente di luce...
     
    [attachment=78034:07 DSC_8034.jpg][attachment=78035:08 DSC_8128.jpg][attachment=78036:09 DSC_8181.jpg][attachment=78037:10 DSC_8215.jpg][attachment=78038:11 DSC_8225.jpg]
     



    • ott 15 2016 19:06
    • da Max Aquila
  11. 1946 - 1956 : Nikon Rangefinder Camera la stori...

    [attachment=74875:00 kaizen.gif]

     
     
    Kaizen indica il miglioramento continuo nella vita personale, privata, sociale, professionale.
    Quando e’ applicato al posto di lavoro, kaizen significa miglioramento continuo che coinvolge dirigenti, quadri, operai allo stesso modo.
    All'interno dell'industria, il kaizen si applica in pratica come risoluzione immediata dei problemi che si presentano.
    Si deve accertare con sicurezza il luogo, gli oggetti, i contenuti che hanno a che fare con un problema. Si ritiene inopportuno, infatti, fare analisi a tavolino senza osservare come si svolgano i fatti nella realta’.
    Infine, la continuita’ e’ la principale caratteristica del kaizen che si oppone, in questo modo, al kakushin (innovazione).
    Da qualsiasi angolazione lo si osservi, e’ questo il concetto-guida che ha portato alla nascita, alla crescita esponenziale ed in tempi recenti anche alla eclissi della prevalenza delle imprese sorte nel secondo dopoguerra del XX secolo in Giappone: da dovunque lo legga, questo concetto, mi suona Nikon!
     
    E’ alla fine del 1945 che la societa’ Nippon Kogaku Kogyo Kabushiki Kaisha, che durante il secondo conflitto mondiale era arrivata ad impiegare ben 23000 persone per la costruzione autarchica del vetro ottico necessario alla macchina bellica giapponese, si ritrovo’ in un Giappone occupato dagli americani a dover riconvertire all’industria civile il know-how accumulato, ridimensionata all’estremo, con una forza lavoro di appena 1400 persone.
    Vennero costituiti all’interno dell’azienda una Commissione ed un Comitato con lo scopo di effettuare dei sondaggi di mercato per definire la possibilite’ di produrre fotocamere e soprattutto per valutare di che tipologia.
    Le opzioni erano varie ed alcune molto rischiose: l’industria fotografica dell’epoca parlava prevalentemente tedesco ed i modelli obbligati si chiamavano Rolleiflex, Leica, Contax.
    Superata una prima fase di sperimentazione biottica gia’ nella primavera del 1946 il gruppo di studio guidato da Masahiko Fuketa indirizzato sulle 35mm Leica a vite e Contax, inizia la progettazione di una fotocamera a telemetro e baionetta Contax dall’inconsueto formato di 24x32mm progettato sia per esigenze di risparmio (di spazio e di pellicola) ma anche perche’ proporzionalmente piu’ adatto ai formati in pollici (anglosassoni) della carta da stampa: insomma un perfetto rapporto 4:3 !
    Gia’ nel settembre del 1946, in anticipo sui tempi preventivati, la preproduzione della nuova fotocamera e’ ultimata, ma una serie di disguidi organizzativi fanno slittare di un anno la fase di produzione in serie, ed e’ cosi’ che nel novembre 1947 vedono la luce i primi prototipi e poi, nel marzo del 1948, che inizia la produzione continuativa del progetto classificato come ’6FB’:


    [attachment=74877:02 progetto_6FB.jpg]

    Nell'immagine in alto il progetto dell'otturatore a piano focale, mutuato invece che dalla tendina metallica a scorrimento verticale Contax, da quella di tessuto a scorrimento orizzontale della Leica che sembrava offrire maggiori garanzie di uniformita’ di esposizione; gli viene attribuito a questo punto il nome, operando una crasi del nome NIppon Kogaku, evitando il gia’ precedentemente utilizzato nome Nikko in favore del piu’ agile Nikon che suona cosi’ tanto Nippon e, aggiungo, assomiglia cosi’ da vicino al notorio marchio Ikon, proprieta’ della celebre Zeiss, tanto da procurare una serie di fastidi non proprio da poco al momento (successivo) della commercializzazione europea del marchio.
     
     
    [attachment=74878:03 Resize_of_Nikon1mdm.jpg] Nikon I - 1948 [attachment=74879:04 bella_I.jpg]
     
    Il risultato e’ quello di un apparecchio a telemetro, strutturato con un otturatore in seta gommata appunto a scorrimento orizzontale e con velocita’ da 1 secondo ad 1/500 piu’ le pose B e T
    [attachment=74880:05 shutter_RF_I_M_S.jpg]
     
    La regolazione dell’otturatore, come sulla totalita’ delle macchine fotografiche dell’epoca, e’ separato in due ghiere concentriche, una dedicata ai tempi veloci, dal 1/500 al 1/20, l’altra in basso, da 1/20 ad 1’’, con un manettino da collimare nel passaggio dai tempi veloci a quelli lenti.
    Il formato, come detto da 24x32, consente l’effettuazione di 40 pose su di una pellicola 135.
    Il telemetro a sovrapposizione di immagine ha una base di 60mm (effettiva da 36mm) ed e’ collegato ad un mirino galileiano che copre l’ 85% soltanto del campo inquadrato da un obiettivo di 50mm.
    Alle due estremita’ del tettuccio della fotocamera i due bottoni zigrinati per l’avvolgimento ed il riavvolgimento della pellicola.
    Alcuni esemplari (rari e di valore!) della Nikon I vengono realizzati con baionetta a vite 39x1 Leica, ma presto questa soluzione viene abbandonata in favore della meno comune baionetta rapida Contax, per evitare la possibilita’ di usare ottiche non Nikon sulla fotocamera.
    Non e’ la sola baionetta ad essere copiata dalla Contax II,[attachment=74881:06 Resize_of_conrf2a1.jpg]bensi’ tutta la struttura del frontale della Nikon I, ivi compresa la rotellina di messa a fuoco rapida posta a portata di indice destro e la forma stessa della macchina,
    [attachment=74882:07 NRF_60952_CII.jpg]
    escluso il tettuccio del tutto ridisegnato, con il pulsante di scatto arretrato (stile Leica), il contapose coassiale alla ghiera di avvolgimento e, decentrata sulla sinistra, la staffa porta accessori (come questo elegante e ricercato mirino folding multiformato).
    [attachment=74883:08 staffa_nk.jpg]
     
    L’obiettivo standard e’ un Nikkor 5cm f/2 a sei lenti ed in montatura rientrante, copia dell’equivalente Sonnar Contax, con il quale la nuova fotocamera arriva a pesare 765 grammi.
    [attachment=74884:09 5cm_collaps.jpg][attachment=74885:10 5cm_collapsible_side.jpg]
    I primi numeri di serie, identificativi della data di progetto cominciano per 609xx
    (dove 6 e’ l’ultima cifra dell’anno 1946 e 09 indica il mese di settembre):
    la prima matricola non prototipo sembra essere la 60922

    [attachment=74886:11 bella.jpg]




    • mar 01 2015 07:35
    • da Max Aquila
  12. Nikon 20mm f/1,8 G AF-S ED: a grande richiesta...

    Trent'anni dopo ecco a voi un nuovo wide da 94° di campo su FX:
     

    Nikon AF-S Nikkor 20mm f/1,8 G ED

    [attachment=73441:033 _NDF3376 1-60 sec a f - 16 60.0 mm f-2.8.JPG]

     

     

    che in queste pagine accostero' per dovere di cronaca al suo predecessore, quel 20mm AFD sulle scene da vent'anni (e nella mia borsa da quasi altrettanto) caratterizzato da uno schema di lenti identico, come anche la resa complessiva, ai due precursori vecchi cinque (AF) e dieci anni di piu' (AiS)

     
    [attachment=73437:029 _NDF3345 1-60 sec a f - 22 60.0 mm f-2.8.JPG]

    La differenza fisica tra i due obiettivi non passa inosservata, transitando dal passo filtri da 77mm invece che 62 del piccolo AFD

    [attachment=73436:028 _NDF3336 1-250 sec a f - 8,0 60.0 mm f-2.8.JPG]
    alle ben differenti dimensioni del barilotto[attachment=73435:027 _NDF3333 1-200 sec a f - 8,0 50.0 mm f-1.4.JPG]
     

    che parlano della luminosita' del nuovo arrivato, maggiore di 1,3 stop, ma dovuta anche alla tendenza invalsa per Nikon di realizzare ciccioni dal peso poi non cosi' differente (377 g il nuovo AFS contro i 286 del vecchio AFD), nonostante uno schema rinnovato da ben 13 lenti in 11 gruppi, con due elementi ED e due lenti asferiche, nanocristalli e trattamento SIC antiriflesso

     
     

    [attachment=73438:030 _NDF3347 1-1000 sec a f - 5,6 60.0 mm f-2.8.JPG]

     
     

    tutti elementi che parlano a gran voce di migliorie in termini di correzione delle distorsioni, aberrazioni e vignettatura da cui il vecchio AFD, progettato per pellicole di certo meno planeari di un sensore, soffriva.

     

    Elementi che sommati alla grande apertura relativa ed alla diminuita distanza minima di messa a fuoco (20cm invece dei 25 del vecchio schema) fanno pensare a supremazia e ...sorpasso

     





    • ago 31 2015 13:19
    • da Max Aquila
  13. Nikon 1 70-300mm F4.5-F5.6 VR : l'araba fen...

    [attachment=69785:_D8X7017.jpg]
    esteso al massimo, al minimo, ritratto in posizione di riposo e senza paraluce
     
    [attachment=69790:_D8X7020.jpg]
    vicino al piccino 10-100 VR
     
    [attachment=69786:_D8X7007.jpg]
    con la sua fidanzata ideale, la Nikon V3, con cui fa una coppia in grado di cambiare il modo di fotografare di molti fotografi ...
     
    [attachment=69787:_D8X7010.jpg]
    componendo un sistema che è compatto in posizione di trasporto
     
    [attachment=69788:_D8X7011.jpg]
    e di cui si allunga appena la parte interna in posizione di tiro a 300 mm
    [attachment=69789:_D8X7015.jpg]
     
    [attachment=69791:_D8X7021.jpg]
    contiene una lente in vetro SUPER-ED (come il Nikkor 200/2 VR) e il rivestimento in Nanocristalli (da cui la N).
    Notare la filettatura per il collarino del treppiedi (opzionale e ... a quanto risulta, non ancora messo in produzione !)
    [attachment=69793:_D8X7023.jpg]
     
    [attachment=69792:_D8X7022.jpg]
    ha il selettore per ridurre il campo di messa a fuoco. Il VR come per tutte le Nikon 1 si attiva o si disattiva solo da menù.
    Poco male perchè per me è sempre ON :)
     




    • feb 02 2016 15:45
    • da Mauro Maratta
  14. EX1F: ossia X-E1 su F

    colpito al cuore dalle vostre foto con le fujifilm dannate
    e felice custode di una camionata di ottiche Nikkor e Nippon Kogaku, Baygon ed affini,
    ho deciso in un colpo di testa di comprare una icseuno col 35/1.4 suo proprio.
     
    Siccome che io sono un po' ssiemo,
    prima ho comprato nell'ordine:
     

    • anello adattatore per Nikon RF
    • anello adattatore per Nikon F
    • anello adattatore per Exakta/Topcon
    • poi finalmente ho trovato il prezzo giusto per il corpo Fujifilm
    • quindi ho ordinato il 35/1.4 ad un venditore fin qui sconosciuto a tutti
    ordine di arrivo: 1-4-2 e aspetto ancora 5 e 3
     
    allora, dopo:
    • aver roteato al dito per un paio di giorni il n°1
    • aver ricevuto alfine il pezzo 4 e aggiornatogli il firmware al precipuo scopo di usare (perche' siccome che sono cecato) il focus peaking in MF
    • aver schiumato per giorni, chiamando Mauro e guardando tutti i filmati possibili su YouTube ('mericani) perche' il detto focuspeak non peakava per niente, prima di scoprire ieri notte che per farlo peakare...bisogna anche mettere il selettore di fuoco in M... ovviamente  :bigemo_harabe_net-01:
    • aver infine ricevuto anche il pezzo 2...
    oggi ho deciso, provati tipo vestitini di  :exitenter:  una dozzina e mezza di glorie in ferro e vetro, di portarmi in campagna questi quattro belli e dannati:
     
    insieme a lei, la (S)exy One  [attachment=61396:001 _DSC8382 07032014 Max Aquila photo ©.JPG] 
    [attachment=61398:003 _DSC8389 07032014 Max Aquila photo ©.JPG]
    [attachment=61402:007 _DSC8401 07032014 Max Aquila photo ©.JPG]
    [attachment=61429:999 _DSC8403 08032014 Max Aquila photo ©.JPG]
     
    (fotografati con l'altra ONE, quella CX)
     




    • feb 26 2016 15:36
    • da Max Aquila
  15. Nikon 105mm a confronto: una professione di fed...

    Se una focale ha mai fatto breccia nell'immaginario collettivo degli ingegneri Nikon e degli utilizzatori del marchio, al di fuori delle ottiche standard, credo nessuna altra come questa raggruppi nel corso della storia di questa Casa piu' progetti ottici tanto differenti tra loro e contestualmente, tante revisioni in corso d'opera ai singoli progetti stessi.

    Senza voler fare delle statistiche, di obiettivi da 105mm, dalle prime versioni RF agli ultimi progetti AFD, ne sono stati messi in commercio ben dieci modelli diversi e del solo modello da f/2.5, quello di piu' larga diffusione, tra la prima versione del 1959 e l' Ai-S del 1981 (oggetto di questo confronto), ben sette versioni differenti!

    Citando poi, pezzi celebri come i Micro f/4 ed f/2.8, i rarissimi UV e Bellows (davvero pregiati), i pezzi unici come il DC f/2 AFD ed il popolare (e mediocre) 100mm Serie E, resta fuori soltanto una mosca bianca, tanto interessante quanto poco comune da trovare in giro per strada o sul web, ormai principali luoghi di incontro con i vetri d'essai:

    [attachment=59052:sunset.jpg]

    il Nikkor 105mm f/1.8 del 1981, coetaneo quindi della tardiva versione AiS del piu' noto (e non meno interessante) Nikkor 105mm f/2.5, eredi entrambi delle prime versioni Nikkor-P dello stesso obiettivo...

    [attachment=59051:schemi_copia1.jpg]...ma in modo differente, stante il diverso schema ottico dei due esemplari,
    visibilmente differenziato nel piu' luminoso che, nonostante conti un identico numero di elementi dell'altro, (P=penta, cinque appunto), li dispone in gruppi singoli, a differenza del meno luminoso f/2.5 che li raggruppa in un doppietto posto appena dietro la lente anteriore ed in un gruppo di due lenti divergenti di curvatura diversa, posti nella porzione posteriore del barilotto, in maniera molto piu' esposta che nel piu' luminoso f/1.8.

    [attachment=59053:twins.jpg]

    Le differenze materiali ovviamente non si fermano qui, giacche' parliamo di due obiettivi dei quali uno, il piu' luminoso, pur essendo appena un centimetro piu' alto dell'altro, pesa 580 grammi contro i 435 del meno luminoso, in funzione della lente anteriore da 62mm contro i 52mm del piu' compatto e leggero f/2.5, con un diametro overall da 78.5mm contro i 64 dell'altro: insomma un bel "mazzuoccolo" tarchiato e pesante, ma luminoso e suggestivo come pochi altri obiettivi:
    [attachment=59050:eyes.jpg]

    entrambi posseggono un paraluce incorporato ed un'elegante scala cromatica della profondita' di campo, incisa sulla sottile flangia argentea di riferimento, posta tra la ghiera dei diaframmi e quella della messa a fuoco che sul f/2.5 e' certamente piu' scorrevole che nell' f/1.8 a causa delle maggiori masse di vetro da trasportare in quest'ultimo, ma probabilmente anche per conferire una maggior precisione alla definizione del fuoco ai diaframmi cosi' straordinariamente aperti concessi da quest'ottica.

    Nell'uso quotidiano, il maggior peso del luminoso f/1.8 viene presto dimenticato a vantaggio delle generose dimensioni che con un oggetto dedicato come solo puo' essere una bella Nikon F3 con motore MD4 e prisma sportivo DA2, lo trasformano in quanto di piu' ergonomico e bilanciato possa esistere...
    [attachment=59054:ehe.jpg]

    salvo poi montare lo snello, leggero ed elegante f/2.5 su una compatta FE-2 senza ammennicoli di sorta ed andare in giro tra la gente a fare street reportage, inosservati quanto lo si possa essere maneggiando roba marchiata Nikon...[attachment=59055:fe2_25.jpg]




    • dic 31 2015 13:25
    • da Max Aquila
  16. Nikon 135mm f/2 AFD DC (test)

    Nikkor 135mm f/2 AFD DC
     
    Si tratta di un obiettivo particolare rilasciato oramai più di 23 anni fa (ottobre 1990) nella versione AF, mentre cinque anni dopo, alleggerito di circa 55gr (novembre 1995) è stata introdotta la versione AFD (pienamente compatibile con il matrix) oggetto di questa recensione, che pesa di targa 815gr.
     
    E' un progetto costituito da 7 lenti in 6 gruppi: la messa a fuoco è interna (IF), e viene effettuata dal movimento degli elementi posteriori (l'ultimo elemento verso il corpo macchina è fisso e pianoparallelo e dovrebbe prevenire l'ingresso di polvere tra gli altri elementi ottici).
     
    La parte anteriore dell'obiettivo invece consta di elementi che possono essere 'flottati' micrometricamente tramite un'apposita ghiera per far assumere allo sfocato (ma anche al piano a fuoco) caratteristiche particolari, da qui la sigla DC (Defocus Control). 
     
    L'oggetto è poderoso, compatto e la costruzione trasmette sensazioni di solidità e affidabilità.
     
    [attachment=57128:_MAX3769.jpg]
     
    [attachment=57123:_MAX3777.jpg]
     
    [attachment=57195:AF-DC-NIKKOR-135mm-f2D_Construction.jpg]
     
    Nelle immagini sotto si nota l'iride del diaframma, a 9 lamelle, arrotondate, e l'innesto AFD in cui è visibile la vite di accoppiamento al motore del corpo macchina (questo obiettivo è AF solo sui corpi macchina dotati di motorino AF). L'innesto filtri è da 72mm.
     
    [attachment=57129:_MAX3767.jpg] [attachment=57126:_MAX3772.jpg]
     
    Ecco qui sotto visibile la ghiera di controllo del DC, in metallo. Io non prevedo di utilizzare molto questa caratteristica per due motivi: primo a me non  piace l'effetto che ne risulta (23 anni e passa fa non si immaginavano neppure le possibilità di intervento in post capaci di emulare e oramai perfezionare gli effetti di 'flou' nelle prese di ritratto fotografico), in secondo luogo il risultato è suscettibile di variazioni non molto prevedibili per via della ridotta profondità di capo (bastano pochi mm tra piano di fuoco e fuorifuoco per veder variare l'effetto: su soggetti in movimento è poco prevedibile la resa finale). Diciamo che in linea di massima spostando la ghiera verso F si interviene incrementando l'effetto di sfocato tra soggetto e obiettivo; con la ghiera R si va a variare effetti di sfondo (tuttavia l'effetto va ad incidere su entrambe le zone, chiaramente). Posso indirizzarvi QUI se volete approfondire l'effetto finale di questa caratteristica.
     
    [attachment=57124:_MAX3776.jpg]
     
    Qui sotto è visibile la ghiera di switch da fuoco manuale ad AF, questa è in materiale plastico di alta qualità (non sospettavo neppure lo fosse finchè non ho sentito la differenza di temperatura dopo una sessione in esterni in questi giorni invernali) e penso che anche la parte svasata verso l'innesto obiettivo non sia tutta di metallo. Lo switch è preciso, tuttavia non è possibile correggere la messa a fuoco se è attivo l'AF. La costruzione è comunque impeccabile e robustissima.
    [attachment=57125:_MAX3773.jpg]
     
    Ecco l'ingombro del paraluce integrato una volta esteso: è comodissimo ed è uno dei dettagli che più gradisco della vecchia scuola costruttiva dei tele Nikon:
    [attachment=57127:_MAX3771.jpg]
     
    Questo obiettivo è un piacere usarlo in condizioni di scarsa illuminazione, è decisamente più compatto di uno zoom f/4 o f/2,8 (di quest'ultimo è anche molto più leggero) e apre un diaframma in più ! una vera libidine ! :) ecco alcuni dei miei primi scatti:
     
    [attachment=57133:_MAX3734.jpg]
     
    [attachment=57134:_MAX3736.jpg]
     
    [attachment=57135:_MAX3737.jpg]
     
     
    Ecco due immagini riprese per valutare l'effetto sfocatura:
    [attachment=57136:_MAX3755.jpg]
     
    [attachment=57137:_MAX3756.jpg]
     
    Il punto a fuoco è davvero sottile a f/2 e sulla mia D700 la qualità/nitidezza a f/2 è apprezzabile. Non si tratta del più definito obiettivo che possiedo, ma è l'unico che a 135mm può aprire a f/2 e ritengo che a f/2,8 sia equivalente se non superiore al 105mm f/2,8 Micro AFS. Da f/4 in poi è cristallino ...
     
    [attachment=57138:_MAX3742.jpg]
     
    [attachment=57139:_MAX3746.jpg]
     
    A tutta apertura f/2 sono senz'altro visibili aberrazioni cromatiche nelle transizioni di forte contrasto. Si attenuano a f/2,8:
     
    [attachment=57130:_MAX3720.jpg][attachment=57131:_MAX3721.jpg]
     
    Altri file che permettono di valutare le prestazioni e la fantastica resa dell sfocato di questo vetro:
     
    [attachment=57200:_MAX3454.JPG]
     
    Crop sull'unghia:
     
    [attachment=57204:crop2.jpg]
     
    [attachment=57199:_MAX3448.JPG]
     
    Crop sulle ciglia:
     
    [attachment=57203:crop.jpg]
     
    Il mio gatto a TA e a f/5,6:
     
    [attachment=57201:_MAX3508.JPG]
     
    [attachment=57202:_MAX3509.JPG]
     
    Altri scatti:
     
    [attachment=57205:_MAX3622.jpg]
     
    [attachment=57206:_MAX3643.jpg]
     
    [attachment=57207:_MAX3645.jpg]
     
    [attachment=57208:_MAX3678-2.jpg]
     
    [attachment=57209:_MAX3684.jpg]
     
    Crop della precedente:
     
    [attachment=57210:_MAX3684-2.jpg]
     
    [attachment=57211:_MAX3689.jpg]
     
    Crop del precedente:
    [attachment=57212:_MAX3689-2.jpg]
     
    [attachment=57213:_MAX3690.jpg]
     
    f/2 1/100sec 400ISO
    [attachment=57215:_MAX3699.jpg]
     
    [attachment=57216:_MAX3700.jpg]
     
    [attachment=57217:_MAX3703.jpg]
     
    [attachment=57218:_MAX3707.jpg]
     
    [attachment=57219:_MAX3714.jpg]
     
    [attachment=57220:_MAX3715.jpg]
     
    Lo sfocato di questo vetro è spettacolare:
     
    [attachment=57214:_MAX3696.jpg]
     
    E' una lente spettacolare, forse non all'altezza di realizzazioni più recenti (mi riferisco solo allo Zeiss 135mm f/2 ZF.2) quanto a definizione a TA f/2 (la cosa sarà evidente su D800, naturalmente), ma resta un capolavoro all'interno del corredo Nikon.
     
    Un grande obiettivo che dà grandi soddisfazioni.
    Da domare e usare con consapevolezza.
     
    Ciao,
    Adriano.
     
     
     

    • gen 07 2016 16:58
    • da Adriano Max
  17. Nikon Df: en attendant...

    ...attendendo la DF (ed i 3000 dollari per comprarla),
    ma anche per fare da pendant con la review di questo articolo,
    ed a maggior chiarimento di quest'altra esternazione di possesso
    [attachment=55203:001001 24 ottobre 2013 _D3H6599 Max Aquila photo ©_ 60 mm.jpg] di giorni orsono...
     
    ...oggi sono uscito con la D800 in compagnia di tre obiettivi fissi non Ai, gia' modificati Ai (cioe' Ai-d)
    [attachment=55204:014image -1.08 4.12 mm.jpg]
     
    nella fattispecie mi sono dilettato con Sua Maesta' il "padellone" Nikkor UD 20mm/3.5 (11 lenti in 9 gruppi del 1967)
    un Nikkor N 24mm/2.8 prima serie, (9 lenti in 7 gruppi del 1967 anch'esso)
    ed un terza serie del Nikkor Q 200mm/4 (4 lenti in 4 gruppi del 1966)
     
    che fedelmente e coerentemente con le necessita' degli anni in cui furono progettati oggi su D800 rendono cosi'...
     
     
    20mm f/8 [attachment=55205:002_D8C4422 20 mm.jpg] 200mm f/5,6[attachment=55208:005_D8C4446 200 mm.jpg]
    ed f/4[attachment=55206:003_D8C4424 200 mm.jpg]
     
    24mm /2,8[attachment=55209:006_D8C4465 24 mm.jpg]
    200mm f/4[attachment=55207:004_D8C4430 200 mm.jpg]
     
    ancora 20mm f/8[attachment=55210:007_D8C4471 20 mm.jpg] e 200mm f/5,6[attachment=55211:009_D8C4492 200 mm.jpg]
    ed f/8[attachment=55212:010_D8C4495 200 mm.jpg]
     
    obiettivi nati per funzionare con tempi ed ISO certo piu' lenti di quelli in alcune di queste foto, che oggi ritrovano vita anche a dispetto della modesta luminosita', la quale spesso non e' indice di scarsa cura costruttiva ma, all'opposto, di ricerca specifica per le caratteristiche complementari.
     
    Progetti ottici dal prezzo e destinazione differente, nate per funzionare su pellicole diverse l'una dall'altra, ma alle quali un sensore (per quanto esigente) non fa ancora imboccare per forza
    il  [attachment=55214:012_D8C4503 200 mm.jpg]...del tramonto
     
    In buona sostanza, a distanza di anni e corpi macchina ben differenti da questo nel condurre similari tentativi, ho riscoperto doti cromatiche anche nel fetido Nikkor-Q 200/4 (fetido nell'abbinamento a D200 e 300) che in condizioni di luce brillante e ben direzionata (da un quarto a tre quarti rispetto il soggetto, escludendo controluce e luce diretta) riesce a vibrare di ...luce propria, come non gli avevo fin qui visto ancora fare.[attachment=55213:011_D8C4500 200 mm.jpg]
     
    Ineccepibile il 24mm pur nell'unico scatto pubblicato, ma con l'intezione d provarlo in contesti diversi e piu' orientati allo Street reportage, magari anche monocromatico che era poi il campo di elezione per queste ottiche nate con un coating primigenio e naif, nella sua blu intensita'.
    che oggi richiede una certa dose di correzione post scatto[attachment=55215:020_D8C4469 24 mm.jpg]
    ...ma le pellicole del tempo erano gialline e calde, prima dell'avvento di Fuji....
     
    Anche il padellone, del quale avevo due esemplari ed uno e' stato ceduto a Watanabe questa primavera, scientemente lasciando la versione Aid a futura memoria ed impresa...
    anche il Nikkor UD 20/3,5,dicevo, continua a colpire pur nella sua incoerenza tra centro e bordi che per quella focale fa tanto wide, appunto.
    Ce lo ricordiamo da sempre cosi', non ci aspettavamo niente di piu' e niente di diverso: saturo, nitido al centro e non ai bordi, vignettante di quel tanto che rende inutile ancora oggi la postproduzione (che nel 1967 si chiamava bruciare e mascherare), distorto...quasi da pervertito!
    [attachment=55202:008_D8C4476 20 mm.jpg]
     
    Noi di Nikonland siamo nati in quegli anni, i nostri occhi e la nostra mente si sono nutriti delle immagini prodotte da questi obiettivi:
     
    aspettiamo di poterli usare ancora, di nuovo, per molto tempo ancora.
     
    Non chiediamo poi molto...
     
    Max Aquila per Nikonland 2013
     

    • dic 31 2015 08:48
    • da Max Aquila
  18. Nikkor-Q: quattro lenti solamente

    In questa review troviamo raggruppati alcuni dei progetti ottici piu' semplici della Nippon Kogaku e per cio' stesso... piu' economici e forse maggiormente diffusi (tanto che alcuni di essi vengono riproposti praticamente in tutte le versioni di innesto, dal non-Ai del 59 all'AiS del 1977 ed oltre.

    Q come Quattor... 4 lenti soltanto, tipiche degli schemi ottici piu' essenziali e maggiormente risolventi al centro piuttosto che ai bordi.
     [attachment=54213:01 nikkor-Q_copia.jpg]
     
    Della categoria fanno parte:

    -Nikkor-Q 13.5 cm (e poi 135mm) f/3.5 prodotto dal 1959 al 1983, leggero, compatto e molto efficace nel ritratto (ho la prima versione non-Ai)
     
    [attachment=54214:02 135both.jpg]
     
    -Nikkor-Q (e QC) 135mm f/2.8 prodotto dal 1965 a tutto il 1975 (dal 1976 acquista la quinta lente): pesante il doppio del fratellino meno luminoso, ma eccezionalmente superiore nelle prestazioni del centro tanto quanto dei bordi immagine; mantiene la filettatura filtri da 52mm e sfoggia la "nuova" lavorazione a diamante della ghiera di messa a fuoco dalla migliorata presa

    -Nikkor-Q 20 cm (e poi 200mm) f/4 prodotto dal 1961 al 1975 (oltre, acquista la quinta lente nelle versioni Ai ed Ai-S) sgraziato, pesantuccio ed antiergonomico, rappresenta forse il peggior tele prodotto su queste lunghezze focali da Nikon; vale davvero poco sul mercato dell'usato e si trova con una sconvolgente facilita', a causa della quale vale comunque la pena di comprarlo, non fosse altro che per usarlo come fermacarte...
     
    [attachment=54215:03 20001.jpg]
     
    -Nikkor-Q 400mm f/4.5 prodotto tra il 1964 ed il 1975: pesante piu' di tre chili, scomodo e barocco nella sua costruzione, affascinante ed inutile, proviene dall'era telemetro con cassetta reflex e si compone di due elementi, quello ottico e l'accrocchio di messa a fuoco, caratterizzato da una ghiera ad "ananas", piu' chiara rispetto al barilotto (come da foto allegata): l'unico dei cinque che ancora non possegga,
    (ancora per poco!!!) motivo per cui non troverete ancora alcun link al riguardo...
     
    [attachment=54216:04 400mmf56nonAib.jpg]
     

    ***

    Come dicevo appunto... "ancora per poco":
    alla fine l'ho beccato l'ennesimo quattrolenti e non soltanto lui....(ancora un po' di pazienza per il seguito...)
     
    [attachment=54217:05 flashh.jpg]
    notevole la differenza di proporzioni tra questo quattrocento studiato per il medio formato ed un Nikkor 400mm f/5.6 IF-ED per il 135
    [attachment=54218:06 vert.jpg]
    [attachment=54219:07 couple.jpg]
    in queste foto e' accrocchiato con l'unita' di messa a fuoco FU-1 per Zenza Bronica con la coeva (1964) Zenza C (accessoriata di pentaprisma e pistol-grip)
     
    [attachment=54220:08 up.jpg][attachment=54221:09 curcke.jpg]
    in attesa che mi arrivi anche...

    ma che ve lo dico a fare... e allora ... la sorpresa??? :banana:

    avete mai visto un lungo fuoco di quarantanni fa?
    Io si... oggi:
    [attachment=54222:10 longrifle.jpg]
    anzi...due

    il secondo e' un monumentale 800mm f/8 che occupava al micron uno degli scaffali della mia hall of fame... Immagine inserita
    [attachment=54223:11 brodo_primordiale.jpg]
     
    [attachment=54224:12 DSC_1792.jpg]
    ed ecco questo Nikkor 800mm f/8 di quarant'anni fa: 70cm di lungofuoco dall'eccezionale peso di 4,7 Kg compreso l'unita' Ai di messa a fuoco AU-1 !!!
    Impossibile quasi da trasportare, ovviamente impensabile da utilizzare a mano libera, anzi... a causa del posizionamento degli attacchi per il treppiede, necessiterebbe oltre che del secondo treppiede a sostegno della fotocamera, anche di un supporto suppletivo per la parte piu' avanzata del barilotto.

    Praticamente un attrezzo da artiglieria pesante!
     
    [attachment=54225:13 DSC_1780.jpg][attachment=54226:14 DSC_1839.jpg]
     
    (particolari relativi alle aree cerchiate in rosso riprese nella foto successiva a 35mm...) :banana: :banana:
    [attachment=54227:15 DSC_1859.jpg]
     
    Ovviamente problemi dettati dall'accumulo di velo atmosferico alle distanze superiori al centinaio di metri...
    [attachment=54228:16 DSC_1796.jpg]
     
    ottima pero' la resa in pieno controluce (a denotare la silhouette del soggetto)
    [attachment=54229:17 DSC_1842.jpg]
     
    e possibili "giochetti" trompe l'oeil, stante la grande capacita' di selezionare in piccole parti di inquadratura, particolari solitamente invisibili, come questi riflessi di una vela sul pelo dell'acqua... [attachment=54230:18 DSC_1813.jpg]
     
    Tutto sommato...non me l'aspettavo nemmeno:
    quindi sono ben felice dell'acquisto di questi due esagerati teleobiettivi! [attachment=54231:19 DSC_1775.jpg]
    :scimmia: :scimmia: :scimmia:
     
    [attachment=54232:20 ccs-1-12646813581325_thumb.jpg]
    anche su D700...(con le accortezze del caso pero'...)

    e duplicato con TC300 senza correzioni particolari ne' on ne' off-camera [attachment=54233:21 ccs-1-12646813693828_thumb.jpg]
     
    Qui invece interpolato da un tubo da 12mm per allontanare le sporgenze dell'AU-1 dalla baionetta "elettrica" della D700, vignettando e perdendo anche la maf a distanze superiori ai 50 metri ...
                                                          calllldo!!! [attachment=54234:22 ccs-1-12646813817806_thumb.jpg]
     
    [attachment=54235:23 ccs-1-12646813937331_thumb.jpg]specie se paragonato al neutro 400/3.5 nelle medesime condizioni...
     
    Max Aquila per Nikonland 2006 ©
     
     
     
     

    • ott 11 2013 13:12
    • da Max Aquila
  19. Nikon celebra l'80° milione di obiettivi Ni...

    Continua il rituale cabalistico con il numero 8 nelle sue varie declinazioni.
     
    Ieri Nikon Usa ha annunciato che è stato raggiunto il ragguardevole numero di 80.000.000 di obiettivi Nikkor prodotti dal 1933, anno del lancio del primo obiettivo marchiato Nikkor.
     
    E' una lunga corsa a due, con Canon che invece ha recentemente annunciato i 90 milioni di obiettivi con attacco EF.
     
    Nel numero sono compresi tutti gli obiettivi di tutti i formati, inclusi i recenti Nikkor 1 per le Nikon One.
     
    Ecco il comunicato stampa ufficiale :
     
    June 13, 2013 Total Production of NIKKOR Lenses for Interchangeable Lens Cameras Reaches Eighty Million
    MELVILLE, N.Y. – Today, Nikon Corporation celebrates the achievement of reaching eighty million for the total production of NIKKOR and 1 NIKKOR lenses for Nikon SLR cameras and Nikon 1 advanced cameras with interchangeable lenses, respectively. From professional photographers to casual snap shooters, enthusiasts to film makers, NIKKOR lenses have been trusted for 80 years due to their sharpness, reliability and unrivaled image quality.
     
    In January, Nikon announced two new additions to the NIKKOR lineup, including the AF-S NIKKOR 800mm f/5.6E FL ED VR, a very powerful super-telephoto lens compatible with Nikon’s FX-format D-SLRs that offers the longest focal length in the history of NIKKOR autofocus (AF) lenses. The second was the compact and lightweight AF-S NIKKOR 18-35mm f/3.5-4.5G ED wide-angle zoom lens. In March, the 5x telephoto-zoom AF-S NIKKOR 80-400mm f/4.5-5.6G ED VR was announced, offering an amazing focal range and one of the fastest AF speeds in its class.
     
    Nikon also released two new lenses for the Nikon 1 advanced cameras with interchangeable lenses in January, the versatile 1 NIKKOR VR 10-100mm f/4-5.6 10x zoom lens and the ultra wide-angle zoom 1 NIKKOR VR 6.7-13mm f/3.5-5.6. In May, Nikon introduced the fastest lens in the 1 NIKKOR lineup, the 1 NIKKOR 32mm f/1.2, a medium telephoto fixed focal length lens with a wide maximum aperture of f/1.2. The current lineup of interchangeable lenses for Nikon 1 cameras consists of nine lenses. Furthermore, Nikon remains dedicated to expanding and enriching the product line.
     
     
    E un video celebrativo :
     
    http://www.vimeo.com/59997617
     
     
    Noi abbiamo già parlato qui : 1932 Il marchio Nikkor e qui : 1933 - 1944 gli Aero-NIKKOR di questi argomenti,
     
     

    • giu 14 2013 07:17
    • da Mauro Maratta
  20. Nikon 70-200mm f/4 AFS VR N : Il maneggevole [t...

    L'obbiettivo è semplicemente un'alternativa al più luminoso, più costoso e più pesante 70-200mm f/2,8: riducendo il diaframma a f/4 è stato possibile realizzare un attrezzo che sostanzialmente pesa la metà, è decisamente meno voluminoso e attualmente (05-2013) si può reperire a prezzi variabili tra 1000€ e 1400€ a seconda del tipo di garanzia e provenienza. Io ho sostituito il f/2,8 VR II con questa versione e il risultato, semplicemente, è che ho iniziato ad usarlo spesso: è trasportabile con più agio e la sua gestione logistica e intento ne fanno uno strumento che va sfruttato a mano libera (pur potendo essere dotato di anello di supporto - venduto a parte <_<  - per agganciarlo a un monopiedi o un treppiedi).

    Nell'immagine che ho composto qui sotto vedete a confronto il 70-200 f/2,8 VR I recentissimo 80-400mm f/4,5-5,6 AFS , lo zoom 70-200 f/4 oggetto di questo test/recensione e il più compatto di tutti (a 70mm) 70-300mm f/4,5-5,6 AFS che oggettivamente si situa su un livello più basso, specie da 180/200mm in poi, ma che ho incluso per evidenziare le dimensioni relative delle quattro lenti.
     
    [attachment=46229:70-200-confronto.jpg] 
     
    La costruzione ottica consta di 20 elementi in 14 gruppi (3 lenti ED e 1 lente HRI) 
    E' dotato del trattamento antiriflessi N (Nano Crystal Coat)
    Dispone di un diaframma a 9 lamelle arrotondate
    La minima distanza di messa a fuoco è di 1m (consentendo un rapporto di riproduzione massimo di 1:3.65)
    Le dimensioni sono di 78 mm x 178.5 mm
    Peso (senza collare): 850 g
    Filtri: 67mm
    Paraluce: Nikon HB-60 a baionetta


    Ecco un confronto tra il 70-200mm f/4, il 16-35mm f/4 e il 28mm f/1,8 tutti AFS e ognuno fabbricato o assemblato in un paese diverso (Tailandia per quanto riguarda il 70-200 f/4, Giappone e Cina per gli altri due):
     
    [attachment=46277:_MAX1294.jpg][attachment=46276:_MAX1293.jpg]
     
    sullo zoom lungo e sul fisso ho montato degli anelli step-up per portare il diametro dei filtri ad un comune 77mm.
     
     
    Altre immagini che dettagliano lo zoom oggetto della recensione: i pulsanti sono abbastanza comodi e di utilizzo intuitivo;
    è possibile limitare il range di messa a fuoco tra 3 metri e l'infinito, è presente lo switch tra VR normale e attivo:
     
    [attachment=46278:_MAX1710.jpg][attachment=46279:_MAX1713.jpg]
     
     
    L'obiettivo è dotato del trattamento antiriflessi N (Nano Coated lenses) che in tutte le lenti che ho provato conferisce effettivamente un macrocrontasto caratteristico;
    la qualità costruttiva complessiva è ottima: i materiali utilizzati (policarbonati di alta qualità e metallo) sono ben assemblati e non presentano giochi, la messa a fuoco e la zoomata sono precise e fluide. Non viene raggiunta la solidità del Nikkor 70-200 f/2,8 AFS II che presenta un robustissimo (e conseguentemente più pesante) barilotto completamente in metallo, ma siamo ai livelli del Nikkor 16-35mm f/4 che può sostenere tranquillamente un carico di lavoro quotidiano di discreta intensità, senz'altro anche professionale se si presta qualche attenzione in più.
     
    [attachment=46280:_MAX1714.jpg][attachment=46281:_MAX1715.jpg]


    Per quanto riguarda la resa, dalla mia recente esperienza sia con il 70-200 f/2,8 VR II sia con questo più leggero f/4, posso dire che prestazionalmente sono molto simili.
     
    Sul campo a f/4 sono sostanzialmente intercambiabili a meno di alcune eccezioni. Se devo rilevare una differenza macroscopica è la vignettatura che per il più piccolo, dopo i 135mm è ai miei occhi più visibile a TA e quindi segna visivamente la differenza tra i due progetti, ma si attenua molto rapidamente chiudendo appena, anche a f/4,5: nelle foto con sfondi uniformi la differenza potrebbe essere visibile.. La risolvenza invece è eccellente a tutte le focali e a tutti i diaframmi, fino ai bordi: in pratica si possono usare tutti i diaframmi senza notare differenze da questo punto di vista: sulla mia D700 non sono in grado di cogliere differenze.
     
    [attachment=46288:_MAX1514.jpg]
     
    [attachment=46289:_MAX1516.jpg]
     
    [attachment=46290:_MAX1520.jpg]
    [attachment=46294:crop.jpg]
     
    [attachment=46291:_MAX1527.jpg]
    [attachment=46295:crop2.jpg]
     
     
    La velocità AF è molto buona, forse leggermente inferiore a quella del f/2,8, ma devo dire e sottolineare che si tratta di una impressione: ho provato a seguire delle rondini in volo e non ho avuto particolari problemi a tenerle 'agganciate' (se riuscivo a tenere quei missili sui punti di AF ! :P ) ...
     
    [attachment=46292:_MAX1538.jpg]
    [attachment=46296:crop3.jpg]
     
     
    A 145mm f/4 la vignettatura si fa sentire:
     
    [attachment=46293:_MAX1586.jpg]
    [attachment=46297:crop4.jpg]


    Ecco qualche altro scatto, alcuni con un crop 1:1, per consentirvi di indagare sulla bontà del vetro senza appesantire troppo il post con immagini troppo voluminose.
     
    E' agevole isolare un soggetto, anche se non si dispone dell'apertura f/2,8:
    [attachment=46298:_MAX1589.jpg]
     
    [attachment=46299:_MAX1617.jpg]
     
     
    Il sistema VR è di terza generazione (è il primo obiettivo in cui Nikon ha iniettato questo aggiornamento tecnologico) e dovrebbe consentire un guadagno di 5 stop. In pratica posso dire che mi sento ragionevolmente tranquillo scattando a 1/40 di secondo a 200mm, usando tempi più lunghi i problemi si moltiplicano e la percentuale di scatti buoni si abbassa. Complessivamente non vedo grandi differenze tra il più voluminoso 70-200 f/2,8 e questo f/4, ma credo che per il fratello maggiore debba essere considerato il fatto che il suo maggior peso ed inerzia consente ipso facto di scattare più stabilmente minimizzando il mosso. Il più leggero f/4 invece è intrinsecamente più soggetto a vibrazioni e al mosso, ma il VR migliorato dell'f/4 livella le prestazioni tra i due.
     
    [attachment=46300:_MAX1699.jpg]
    [attachment=46303:crop5.jpg]
     
     
    Non contavo molto sulla bontà dello sfocato, ma ho dovuto ricredermi: è gradevole ed equilibrato. Se scattate a f/4 con un fisso non credo riuscirete ad apprezzare grandi differenze: i fissi, naturalmente, potendosi aprire fino a f/1,8 o f/1,4 sono strumenti che subentrano quando quelle aperture diventano necessarie, surclassando lo zoom per ragioni ... fisiche !
     
    [attachment=46301:_MAX1735.jpg]
    [attachment=46304:crop6.jpg]
     
     
    Un leggero accenno a qualche aberrazione cromatica nelle zone di forte contrasto: il 70-200 f/2,8 resta comunque il riferimento e la miglior realizzazione di Nikon (e non solo credo) per questo range di zoom. Come ho detto però nulla me lo fa rimpiangere: le differenze sono all'atto pratico quasi impercettibili e peso e logistica sono a netto vantaggio di questo piccolo gioiellino, che si sposa egregiamente con l'altrettanto valido Nikkor 16-35mm f/4.
     
    [attachment=46302:_MAX1820.jpg]
    [attachment=46305:crop7.jpg]


    La tenuta nel controluce per l'esperienza che mi sono fatta del nuovo f/4 finora, eccellente. Anche qui, nessun rimpianto per il più luminoso; questo performa almeno allo stesso livello (le foto che seguono sono tutte senza paraluce !):
     
    Uno dei casi più critici capitati, senza paraluce:
    [attachment=46452:_MAX1226.jpg] [attachment=46446:_MAX1201.jpg]
     
     
    [attachment=46448:_MAX1206.jpg] [attachment=46447:_MAX1205.jpg]
     
    [attachment=46449:_MAX1223.jpg]
     
    [attachment=46451:_MAX1225.jpg]
     
    Crop dell'immagine precedente
    [attachment=46450:_MAX1225-2.jpg]
     
    Una nota davvero positiva è la minima distanza di messa a fuoco: un metro è una misura molto vicina agli 85cm del mio fisso 85mm f/1,8 e all'atto pratico è possibile usarli senza rendersi conto di quei 15cm di differenza, nessuna differenza sotto questo punto di vista rispetto a un 105mm o un 135mm !  
    Utilizzando un anello distanziatore Kenko 25mm è possibile spingersi nella fotografia a distanza ravvicinata (la seguente fatta a f/4, in futuro ne inserirò altre eseguite a diaframmi più chiusi):
     
    [attachment=46454:_MAX1247.jpg]
     
    [attachment=46455:Screen Shot 2013-04-02 at 5.51.41 PM.png]
     
    [attachment=46453:_MAX1067.jpg]
     
    Fino ad oggi negli scatti che ho realizzato non ho notato distorsioni ottiche particolari: mi riprometto però di inserire qui quanto prima degli scatti fatti per mettere alla corda questo aspetto che sicuramente potrebbe costituire una variabile fondamentale nella scelta di questo strumento.


    In conclusione posso dire di essere estremamente soddisfatto di aver cambiato il 70-200 f/2,8 VR II (che è il sogno di molti, lo so) con questo strumento che chiude ad un diaframma di meno, f/4: utilizzo più spesso un attrezzo che pesa la metà ed è meno ingombrante, il tutto si traduce in un approccio logistico molto simile a quello che avevo con il 105mm f/2,8 VR e il moltiplicatore TC17. La qualità ottica rimane eccellente e la qualità costruttiva molto buona ... non dico eccellente solo perché riservo quell'aggettivo al più luminoso f/2,8 che è davvero 'corazzato'.
     
    Non si tratta quindi di una mera alternativa economica: se non vi serve l'apertura f/2,8 questa lente è semplicemente lo stato dell'arte di queste realizzazioni.
    :)
     
    Ciao e buone foto a tutti !
     
    [attachment=46521:_MAX1117.jpg]
    Adriano

    • ago 25 2015 09:13
    • da Adriano Max
  21. Nikon Micro Nikkor 200mm f/4 Ai

    Avrete certo letto questo articolo di Silvio Renesto
    sul vecchio ed il nuovo dell'obiettivo che amo riprendere ogni volta che vado in campagna, eccellente nella trattazione e nel confronto tra le prestazioni pure di questi due campioni della ripresa ravvicinata.

    E immaginate di possederne uno, che sia a fuoco manuale o automatico, per soddisfare la vostra voglia di Macro, magari usando anche dei tubi di prolunga come il suo splendido e dedicato PN-1 (sconsigliabilissimo sulle reflex moderne, se non volete segarne via una parte della contattiera elettrica) o questi anonimi ed efficaci Kenko

    [attachment=42266:001 20130218 _D3H2808 Max Aquila ph.jpg]

    per ottenerne facilmente immagini usuali per dare risalto ad una trama [attachment=42267:007 20130216 _D8C1630 Max Aquila ph.jpg]

    o di pura evidenza e brillantezza cromatica [attachment=42268:006 20130216 _D8C1604 Max Aquila ph.jpg]

    o di ricerca entomologica coerente alle potenzialità del mezzo [attachment=42271:008 20130216 _D8C1632 Max Aquila ph.jpg]

    come di solito avviene per chi usi un tele macro da 71cm di MAF minima, e RR 1:2 senza tubi.


    Ebbene io il mio Micro Nikkor lo uso molto più spesso in maniera diversa, sfruttandone le doti di catalogatore a lunga gittata [attachment=42269:005 20130216 _D8C1603 Max Aquila ph.jpg]

    o quelle di preciso decodificatore di ombre e luci anche in situazioni di forte contrasto [attachment=42270:002 20130216 _D8C1569 Max Aquila ph.jpg]

    Ma dove lo vedo eccellere oltre ogni altro Micro Nikkor che possegga (da non-Ai ad AF, almeno cinque obiettivi), è nelle doti di interpretazione dei mezzitoni
    [attachment=42272:003 20130216 _D8C1572 Max Aquila ph.jpg]

    e nella resa plastica delle superfici compatte, specie se liquide [attachment=42273:001 20130216 _D8C1543 Max Aquila ph.jpg].

    Cosa poi dire delle doti nello sfuocato, direi paragonabili a quelle artatamente modificabili dei mediotele DC?

    [attachment=42274:004 20130216 _D8C1594 Max Aquila ph.jpg](Honi soit qui mal y pense) :exitenter:

    ciao ciao [attachment=42275:009 20130216 _D8C1641 Max Aquila ph.jpg] :bigemo_harabe_net-03:

    Max Aquila rfsp e Nikon D800 per Nikonland 2013

    • gen 01 1970 01:00
    • da Max Aquila
  22. Nikon Nikkor 24mm f/2 AiS

    [attachment=42218:001 20130218 _D3H2807 Max Aquila ph.jpg]

    Era tempo che lo riutilizzassi ed allo scopo l'ho sperimentato sulla mia nuova D800.

    Il 24mm su FX è un obiettivo di nuovo utile, dopo lunghi anni di ...castrazione ottica su formati DX che lo riducevano come il 28mm a ridicole coperture perdipiù gravate talvolta da distorsione più o meno accentuata, dato l'originario angolo di campo di 84°, non ancora l'angolo retto del 21mm, ma incisivamente più dei 35 e 28mm.

    Questo mio AiS era un obiettivo ben costoso negli anni 80, data la massima apertura e si poneva come il grandangolare spinto più luminoso di casa Nikon, dovendo ancora aspettare una decina d'anni prima di vedere apparire il mitizzato 28/1.4 che tanto spinto come wide però non era.

    [attachment=42219:001 20130218 _D3H2803 Max Aquila ph.jpg]

    Corredato di paraluce dedicato HK-2, con collare di serraggio a vite, accreditato l'obiettivo di schema da 11 lenti in dieci gruppi, diametro filtro standard da 52mm, peso di 3etti e MAF minima da 30cm, caratteristiche di estrema compattezza, in funzione dell'elevata luminosità.

    Giorni fa l'ho portato a villa Malfitano dove si è dimostrato essere una focale poliedrica come ci si aspetta da un 24mm su pieno formato:

    -utile a fornire informazioni globali di un contesto [attachment=42220:001 20130201 _D8C1456 Max Aquila ph.jpg]

    -utile, avvicinandosi, a fornire dettaglio [attachment=42221:001 20130201 _D8C1447 Max Aquila ph.jpg]

    -utile,sfruttando l'ampio angolo di campo e l'elevata pdc già a diaframmi intermedi, a diversificare il soggetto a seconda delle inquadrature
    orizzontali [attachment=42222:001 20130201 _D8C1497 Max Aquila ph.jpg]
    o verticali ... [attachment=42223:001 20130201 _D8C1499 Max Aquila ph.jpg]

    Caratteristiche degli obiettivi di questa generazione usati su sensori attuali sono le diversità di resa a diaframmi diversi...
    decisamente pastellati i toni a tutta apertura o nei suoi pressi
    [attachment=42224:001 20130201 _D8C1489 Max Aquila ph.jpg][attachment=42225:001 20130201 _D8C1508 Max Aquila ph.jpg][attachment=42226:001 20130201 _D8C1439 Max Aquila ph.jpg]

    già meglio chiudendo per bene il diaframma
    [attachment=42227:001 20130201 _D8C1397 Max Aquila ph.jpg][attachment=42228:001 20130201 _D8C1398 Max Aquila ph.jpg]

    e senza mai pregiudicare la postproduzione dei file, che da questa lente escono neutrali come da tradizione Nikkor di quegli anni, e possono essere facilmente accentuati nelle caratteristiche che possano interessare
    [attachment=42229:001 20130201 _D8C1477 Max Aquila ph-2.jpg]

    Certo...un visus migliore del mio faciliterebbe la messa a fuoco di precisione sul vetrino della D800, che un teleobiettivo MF renderebbe più facile...
    ed un 24/2 AiS usato costa molto meno delle potenzialità che promette...

    ...OK ho capito... me ne vado...! [attachment=42230:001 20130201 _D8C1395 Max Aquila ph.jpg]

    • gen 01 1970 01:00
    • da Max Aquila
  23. Disassemblando il Nikkor 50mm f/1,2 Ais

    E' probabilmente il mio obiettivo preferito ... ma è insorto un piccolo problema: montando e smontando filtri il barilotto ha cominciato ad avere un gioco e invece di svitarsi il filtro ha fatto corpo unico con il barilotto che ha cominciato a ruotare assecondando lo sforzo di rotazione impiegato per svitare il filtro.

    Il problema in questo caso era dovuto al fatto che ciò che tiene bloccato al barilotto il pezzo che copre i bordi della lente anteriore e ospita l'innesto filtri è un'unica, piccolissima vite (visibile sotto, il cacciavitino di precisione ha un diametro di circa 1mm) !

    Se si ha esperienza, sicurezza, buona mano e strumenti adeguati (per viti così piccole il cacciavite deve avere esattamente lo stesso diametro e inserirsi senza giochi nel taglio della vite in modo da fare corpo unico con essa: qualsiasi gioco provocherà 'spanature' o rotture) l'operazione è semplice anche se delicata. Le immagini parlano meglio:

    Il mio 50mm f/1,2 Ais:

    [attachment=37293:_MAX0154.jpg]


    Dimensione della vite e sua ubicazione:

    [attachment=37295:_MAX0159.jpg]

    [attachment=37294:_MAX0158.jpg]


    Ecco l'anello che trattiene il gruppo ottico svitato:

    [attachment=37296:_MAX0160.jpg]


    Non era necessario, ma ho estratto il gruppo ottico (operazione che se non avete dimistichezza con la meccanica è meglio non fare):

    [attachment=37297:_MAX0161.jpg]


    Il gruppo ottico, il diaframma e le sue meccaniche costituiscono un blocco unico:

    [attachment=37298:_MAX0162.jpg]

    [attachment=37299:_MAX0164.jpg]

    [attachment=37300:_MAX0165.jpg]


    Ecco cosa è accaduto: la vite che teneva l'anello esterno si è allentata e l'anello ruotava quando si cercava di togliere o mettere un filtro, graffiando la sottostante filettatura:

    [attachment=37301:_MAX0166.jpg]


    Pulita la filettatura graffiata, ho quindi riassemblato l'ottica facendo in modo che i rinvii meccanici di diaframma e ghiera di messa a fuoco fossero perfettamente allineati e funzionanti; poi ho eseguito l'operazione che era lo scopo di questo disassemblamento: ho riavviatato l'anello esterno all'obiettivo e avvitato con ferma delicatezza e precisione (ci sono cacciavitini di precisione dotati di 'dinamometri' di torsione che permettono di avvitare queste fragili viti dosando con precisione la forza; io mi sono affidato alla mia esperienza) la vitina che lo blocca al barilotto:

    [attachment=37302:_MAX0167.jpg]


    Per evitare di usare la filettatura originale e omogeneizzare il diametro dei filtri io solitamente monto un anello portafiltri che in questo caso porta la filettatura da 52 a 62:

    [attachment=37303:_MAX0168.jpg]

    L'anello inoltre protegge ulteriormente la lente anteriore e piccoli urti rovineranno l'anello e non l'ottica ...


    Ta Daaa ! fatto !
    Spero vi sia piaciuto vedere le viscere del 50mm f/1,2 superluminoso Nikkor Ais !
    ;)

    Ciao,
    Adriano.

    • gen 01 1970 01:00
    • da Adriano Max
  24. Nikkor 28mm f/1,8 AFS

    La focale 28mm è stata sempre nelle mie corde: sono oramai trent'anni che mi sono appassionato alla fotografia e dal primo Soligor 28mm f/2,8 manuale, passando per i vari Nikkor Ais e AFD, sono arrivato a questa recente realizzazione di Nikon, figlia dei tempi odierni:

    Nikkor 28mm f/1,8 AFS

    [attachment=36704:28_schema.jpg]

    [attachment=36372:MAX_9377.jpg]

    Il progetto, retrofocus, consta di 11 elementi in 9 grouppi con due elementi asferici e mi pare una riprogettazione in chiave moderna e migliorata del 28mm f/2 Ais.

    Sono presenti 7 lamelle di diaframma, arrotondate.

    Il peso è di 330 gr.


    L'ottica in questione è un oggetto leggero e abbastanza compatto per essere un f/1,8 e incorporare un motore AFS. Montato sulla Nikon D700 si realizza un sistema equilibrato, maneggevole, tutto sommato 'agile'. Il paraluce a baionetta si monta in modo affidabile e garantisce una buona protezione della lente:

    [attachment=36368:MAX_9370.jpg]


    La ghiera di messa a fuoco è di dimensioni generose e può essere usata bypassando l'AF che sul sensore centrale della D700 finora si è rivelato preciso e affidabile. Unico appunto, comune a tutti i progetti AFS finora da me provati, è costituito dal fatto che la rotazione della ghiera, prima di diventare efficace e trascinare effettivamente i gruppi ottici, 'gioca' per circa un millimetro ...

    [attachment=36371:MAX_9376.jpg]

    Qualche incertezza per quanto riguarda l'AF in effetti l'ho riscontrata sugli altri sensori, quelli laterali, specie a bassi livelli di illuminazione: in queste condizioni ho verificato qualche raro caso in cui macchina e obiettivo mi davano l'ok sul focus ma l'analisi dell'immagine rivelava poi che la corretta messa a fuoco non era stata raggiunta. Credo si rientri nella norma di funzionamento, comunque.

    L'innesto dei filtri è anch'esso in plastica e in una misura per me non troppo comoda - 67mm - e penso che monterò in pianta stabile un anello che porti il diametro a 77mm, un po' per poter montare i filtri che comunemente uso (polarizzatore in primis), un po' per proteggere la filettatura di plastica:

    [attachment=36369:MAX_9372.jpg]


    L'unica parte in metallo è costituita, esternamente, dalla baionetta d'innesto, circondata da un anello in gomma che provvede a supportare la resistenza all'umidità e polvere del progetto:

    [attachment=36370:MAX_9373.jpg]


    Dai primi scatti effettuati trovo che lo sfocato sia gradevole e contribuisca efficacemente a produrre foto in cui il soggetto a fuoco viene isolato efficacemente (considerando comunque che si tratta di un grandangolare). In ciò può contribuire, se è un effetto che gradite, la vignettatura, che comunque è piuttosto evidente (si riduce a livelli meno significativi da f/4 in poi).

    Un esempio dell vignettatura a TA (f/1,8) e della sua riduzione chiudendo a f/2,8. Nel confronto delle prime due immagini qui sotto è possibile farsi un'idea del grado di sfocatura dello sfondo possibile ai due diversi diaframmi:

    [attachment=36673:MAX_9670.jpg]

    [attachment=36674:MAX_9671.jpg]


    Di seguito altri scatti che possono evidenziare le caratteristiche della lente, che pur essendo piuttosto nitida al centro fin da f/1,8, trovo che sulla D700 debba essere chiusa a f/4 almeno per ottenere perfetta omogeneità da angolo ad angolo fotografando un campo piano (una parete per esempio). Probabilmente questa perfezione di resa su corpi macchina impegnativi come la D800 verrà assicurata chiudendo a f/5,6.


    In normali condizioni d'uso, comunque, a mio avviso già da f/2,8 l'ottica si comporta splendidamente ... io gradisco anche molto la sua resa a TA (f/1,8):

    [attachment=36668:MAX_9265.jpg]

    [attachment=36669:MAX_9420.jpg]

    [attachment=36670:MAX_9428.jpg]

    [attachment=36671:MAX_9647.jpg]

    [attachment=36365:MAX_9115.jpg]

    [attachment=36366:MAX_9117.jpg]

    [attachment=36367:MAX_9118.jpg]


    Oltre alla vignettatura è presente qualche altra aberrazione ottica, specie a TA. Quella che a me disturba di più è il coma, visibile negli angoli del fotogramma FX a f/1,8 ma drasticamente ridotto se si chiude il diaframma a f/4:

    [attachment=36698:_MAX9809.jpg]

    [attachment=36699:_MAX9811.jpg]


    Flares e riflessi parassiti: la lente non è particolarmente soggetta a questi problemi, solo in un caso (lampione di notte) ho ottenuto un discreto florilegio di riflessi:

    [attachment=36676:MAX_9684.jpg]

    [attachment=36675:MAX_9675.jpg]


    La distorsione della lente è presente, senz'altro, ma la definirei contenuta in relazione alla focale e alla sua apertura; mi pare inferiore o simile a quella delle altre versioni f/2,8 e f/2 dei Nikkor AFD e Ais, senz'altro controllabile in postproduzione:

    [attachment=36672:MAX_9651.jpg]

    [attachment=36701:_MAX9814.jpg]

    [attachment=36700:_MAX9813.jpg]


    Nel complesso si tratta di un'ottima realizzazione: mi sento di non rimpiangere senz'altro il Nikkor f/2,8 AFD e neppure gli eccellenti Ais ! in quanto questa lente rappresenta di fatto, nella sua fascia di prezzo, lo stato dell'arte. Usandolo e non necessitando dell'apertura f/1,4 trovo sia il perfetto compendio tra il 24mm f/1,4 e il 35mm f/1,4 il cui costo per le tasche di molti appassionati è semplicemente improponibile.


    L'unica cosa che mi sento di rimproverare a Nikon è di non aver portato la minima distanza di messa a fuoco a 20cm come nel 28mm f/2,8 Ais e non aver incorporato il CRC (Close Range Correction) anche in questo proggetto AFS (ma probabilmente il vantaggio sarebbe tornato ad un costo svantaggioso).


    Nell'uso senz'altro rileverò via via altri pregi o difetti e ne daremo nota insieme nei commenti ... !

    :)


    Grazie per la lettura,

    Adriano.

    • gen 01 1970 01:00
    • da Adriano Max