Light Style© by Fisana

Vai al contenuto

Risultati Ricerca

C'erano 6 risultati taggati con Lightroom

Ordina per                Ordina  
  1. Ritratto in Bianconero - Ricetta dietetica

    Una ricetta alternativa per un risultato molti simile a QUESTO, giá degustato con il cuoco Spinoza. :) 
     
    Gli ingredienti sono gli stessi, con una foto scattata a pochi minuti da quella giá vista. Credo giusto il tempo di un cambio obbiettivo.
    Quindi un file di partenza di gran classe, con pochi aggiustamenti necessari.
     
    Apro tutto a zero, profilo Adobe Standard giusto per congruitá con l'altra foto, ed ho questo:
    [attachment=82398:Screen Shot 2015-08-04 at 16.46.06.png]
     
    Le luci sono giá bilanciate, ai neri serve poco o nulla, ma occorre aumentare di un poco la luminositá della pelle.
     
    Uso l'approccio che preferisco da quando Lightroom ha superato l'arcaico Luci/Ombre ed offre la possibilitá delle quattro regolazioni separate ed interconnesse. 
     
    Nel pannello di sviluppo in generale Adobe azzecca piuttosto bene la sequenza piú ovvia delle azioni. 
    Viene infatti naturale sistemare il WB, poi l'Esposizione, poi il contrasto, poi....
    Poi la sequenza proposta é Highlights -> Shadows -> Whites -> Blacks
    No, secondo me non ci siamo proprio.  :wacko:
     
    La mia, personalissima sequenza piú ovvia é qualcosa del tipo:
    Whites (+) -> Highlights (-) -> Contrast -> Blacks -> Shadows
     
    Con i primi due comandi che la fanno da padrone (di solito le ombre hanno meno problemi delle alte luci, per la generale tendenza a sottoesporre...).
     
    Quindi prima aumento i Whites, al limite esagerando un po', per avere la luminositá che cerco:
    [attachment=82400:Screen Shot 2015-08-04 at 16.46.33.png]
     
    E poi abbasso gli Highlights, per recuperare i dettagli nelle alte luci:
    [attachment=82401:Screen Shot 2015-08-04 at 16.47.04.png]
     
    E giá con questi due banalissimi interventi un'ottima foto come questa.. si illumina. :) 
    [attachment=82402:Screen Shot 2015-08-04 at 16.47.32.png]
     




    • ago 04 2015 17:18
    • da andre_
  2. Profumo d'erba in Bianconero

    Montagna estiva, il profumo d'erba appena tagliata, una falce a mano (un'ambulanza in fondo che non si sa mai :P)... e la luce.
    Ecco, qui di luce ce n'é davvero pochina pochina... 
     
    Contrariamente a quello che farei con una mia foto, in questo caso apro la fotografia in Lightroom a colori.
    Non c'ero quando é stata scattata, e mi serve sapere come era la scena in quel momento.
     
    [attachment=82347:SAM_3652-3.jpg]
     
    Uhm... si, decisamente sottoesposta.
    Ma c'é una cosa in questa foto tremendamente scura che mi piace, e che vorrei mantenere: la trama della canottiera.
    Mi colpisce, e cercheró di mantenerla fino alla fine, migliorandola.
     
    [attachment=82348:Screen Shot 2015-08-03 at 22.39.14.png]
     
    L'altra cosa che salta subito all'occhio é una quantitá di luce sprecata, da recuperare ed usare.
    [attachment=82349:Screen Shot 2015-08-03 at 22.39.23.png]
     
    Provo due profili (ma i profili che Adobe ha costruito per Nikon scuriscono l'immagine praticamente tutti), e vado con Adobe Standard.
    E tutto a zero, per iniziare.
     
    Ho davanti l'immagine cosí:
    [attachment=82351:Screen Shot 2015-08-03 at 22.25.07.png]
     
    Ho due scelte possibili per recuperare luminositá velocemente: aumentare l'esposizione o agire sulle curve, affetatandone via un pezzo, per non usarlo piú.
    Normalmente andrei per la prima possibilitá (aumentare l'esposizione), perché vengono mantenuti meglio i rapporti tra la luminositá delle diverse aree della foto.
     
    In questo caso no.
    Il soggetto é indubbiamente il falciatore, e non farei un favore al fotografo schiarendo tutto con un +2.0EV (nei commenti metteró il confronto tra i due metodi).
     
    Taglio pesante nella parte destra della curva, ed inizio a lavorare su questo:
    [attachment=82352:Screen Shot 2015-08-03 at 22.25.42.png]
     




    • ago 04 2015 15:21
    • da andre_
  3. Ricetta estiva per ritratti in Bianco e Nero

    Con questo caldo niente di meglio di una ricetta fresca per i nostri ritratti in Bianco e Nero.
    Niente di impegnativo come salse francesi ipercaloriche o lunghi procedimenti in Photoshop.
     
    Ingredienti:
    * 1 filetto crudo...cioè un file RAW di buona qualità, ottenibile dalla vostra fotocamera
    * 1 licenza d'uso di Lightroom
     
    Il gusto di Spinoza:
    Naturalmente è personale, come per tutti.
    Mi piacciono le salse leggere, i ritratti con la pelle chiara chiara e le lavorazioni in teglia fatte in modo da mantenere i sapori originali.
    Tecnicamente il piatto deve essere perfetto. Non ci devono essere aberrazioni cromatiche, bordi da sharpening, grana sgradevole.
    La lavorazione può essere complessa ma il risultato deve essere leggero e leggiadro, non deve apparire lo sforzo che l'ha prodotto.
    Nel BN prediligo ampie zone scure e chiare. Le testure fitte con gradienti netti non sono ingredienti che prediligo, bensì i gradienti lunghi e le alternanze geometriche se disponibili.
     
    Disclaimer:
    Lo scopo di questa lavorazione non sarà assolutamente quello di ottenere la tipica immagine di tipo "beauty", da pubblicare su Vogue, ossia la pesante salsa francese. Noi vogliamo qui ottenere un'immagine di tipo Fine-Art che non elimini eventuali difetti della modella come per esempio una leggera asimmetria, o il naso che potrebbe essere più fino o le labbra non perfette sul lato destro in basso. Questi "difetti" creano la personalità di un volto già bellissimo. Il brufolino sul mento invece lo toglieremo tranquillamente.
     
    Per questo articolo mi sono procurato un filetto RAW dal mio macellaio di fiducia e cioè Mauro che ha sempre un ottimo assortimento.
    In questo caso gli ho chiesto una bella testina.
     
    Appena arrivato a casa ho aperto il file RAW su Lightroom e l'immagine che ho ottenuto è la seguente, ossia il nostro punto di partenza:
     
    [attachment=82344:Raw Color.JPG]
     
    Sinceramente quando l'ho vista l'ho trovata già così "pronta" che ho pensato contenesse già un primo passaggio in padella di Mauro. Invece come vedete è tutto a zero e il profilo scelto è quello Standard di Adobe che secondo me in questo caso crea un ottimo punto di partenza mantenendo il volume del viso, mentre il profilo "Portrait" lo appiattisce in modo sgradevole. Quindi l'immagine è già bellissima così. Sicuramente merito della modella e di Mauro che si vede che non è l'ultimo degli sprovveduti (oddio, adesso mi licenzia!).
     




    • ago 04 2015 07:56
    • da Spinoza
  4. LensTagger - Aggiungi l'obbiettivo quando n...

    Non conto piú le volte che mi capita di cercare una foto, e ricordarmi con che cosa l'ho scattata, spesso non dove, e nemmeno quando. 
    Usando Lightroom, il filtro per metadata mi viene sempre in aiuto. 
     
    Ma... Quando il dato che cerco non c'é:GrattaTesta:
    Ad esempio in questo caso:
    [attachment=78008:Screen Shot 2015-05-04 at 17.08.31.png]
    [attachment=78009:Screen Shot 2015-05-04 at 17.08.53.png]
     
    Semplice. Lo aggiungo. :) 
     
    Per fortuna c'é un tal Dirk Essl, tedesco, che sfruttando l'ormai famoso tool gratuito ExifTool ne ha fatto un comodo plugin per Lightroom.
    ExifTool é potente, ma poco comodo per chi, come me, odia i software senza una UI decente.
     
    Questo plugin invece é a prova di incapace. :)
     
    [attachment=78007:Screen Shot 2015-05-04 at 17.11.24.png]
     
    Il plugin SI SCARICA DA QUI (per Windows e per Mac), e si installa seguendo QUESTE istruzioni. 
    In pratica si deve semplicemente mettere il file scaricato nella cartella giusta, e poco piú.
     
    Una volta riavviato Lightroom, lo si trova bello ordinato al suo posto, pronto all'uso:
    [attachment=78010:Screen Shot 2015-05-04 at 17.09.15.png]
     
    I campi possibili sono tutti quelli utili: dal nome dell'obbiettivo alla focale all'apertura massima (fino al numero di serie della lente, a quanto pare espressamente chiesta da qualcuno).
    Ed ovviamente si puó aggiungere l'apertura usata per quella foto (o quelle, visto che ovviamente si puó cambiare i dati ad un batch in una volta sola).
     
    Se un campo é vuoto semplicemente non viene aggiunto ai dati EXIF del file, lasciando inalterato il dato eventualmente giá presente (o vuoto se non c'era niente).
     
    Si possono creare dei preset con i dati delle proprie lenti manuali, per mettersi al riparo da eventuali errori di battitura e poterli richiamare sempre uguali.
    [attachment=78011:Screen Shot 2015-05-04 at 17.10.26.png]
     
    Io ad esempio ho creato i preset per le mie lenti lasciando vuoto il valore del diaframma, che aggiungo a mano via via (se mi ricordo cosa ho usato, altrimenti lascio il campo vuoto).
     
    LensTagger é solo una GUI di ExifTool, quindi il plugin di fatto non fa altro che creare una riga di comando che applica ai files:
    [attachment=78012:Screen Shot 2015-05-04 at 17.11.50.png]
     
    Per questo ha tutti i limiti di una riga di comando, ma ne mantiene anche la flessibilitá, dando la possibilitá di cambiare a mano i parametri (cliccando su "Edit" in alto nell'ultima figura, normalmente non selezionato).
     
    Si fa girare il plugin, si attende (si attende un po', se i files sono molti), e quando il software ci dice che ha finito si puó chiudere la finestra.
     
    A questo punto Lightroom "non sa ancora" che i dati sono stati inseriti, perché vanno importati nel database:
    [attachment=78013:Screen Shot 2015-05-04 at 17.13.08.png]
     
    Ora sono visibili: :)
    [attachment=78014:Screen Shot 2015-05-04 at 17.13.25.png]
    [attachment=78015:Screen Shot 2015-05-04 at 17.13.30.png]
     
    Se si sta lavorando su scansioni da pellicola, c'é la possibilitá di aggiungere i dati di scatto allo stesso modo, nell'altro pannello della stessa finestra:
    [attachment=78016:Screen Shot 2015-05-04 at 17.43.08.png]
     
    Ma é una possibilitá che non ho mai usato, come non ho mai usato la funzione che permette di scrivere i dati nel file sidecar (e non direttamente nel file originale, come normalmente fa il plugin).
     
    Fine. :)
    a_

    • mag 10 2015 15:58
    • da andre_
  5. Organizzazione dei files e database - Lightroom...

    - Organizzazione generale di un Catalog

    Fin dalle prime versioni Beta, Lightroom ha imposto un modo di organizzare i files da sviluppare leggermente differente da quello a cui eravamo abituati con i vari browser e finder.
    L'idea non era affatto nuova, e chiunque usasse un DAM era giá assuefatto all'idea di avere tutte le caratteristiche dei files organizzati in database.
    Il vantaggio principale é la velocitá con cui si possono fare ricerche e filtrare i risultati all'interno dei files importati nel database.
    Ad esempio, tutti i files non di sistema contenuti in un computer Mac sono contemporaneamente presenti in un database. Spotlight, la ricerca per nomi o parole chiave all'interno dell'Hard Drive del Mac funziona in quel modo.

    In campo fotografico, la necessitá di importare i files in un database per poterli sviluppare (o catalogo) é stata usata nell'ormai lontano 2005 da Apple Aperture (fin dalla sua orrida prima release), mutuandola da iPhoto.
    Potrebbero esserci altri software ancora precedenti, ma non credo che il tema abbia una qualche importanza.

    Il concetto ci é ormai familiare: ogni file per potere essere sviluppato da Lightroom e Capture One (quest'ultimo dalla versione 7, che in piú mantiene la possibilitá di usare le Sessioni come nelle release precedenti) deve essere preventivamente importato nel Catalog.
    Da quel momento in poi il file é "conosciuto" al programma di sviluppo, e potrá essere sviluppato, catalogato, filtrato. In definitiva, "usato". :)

    Esternamente, la struttura del Catalog é sostanzialmente uguale in Lightroom e Capture One7: Si tratta di un database che contiene ogni caratteristica del file importato.
    Tra le piú comuni, e piú utili, di quelle direttamente contenute nel file al momento dell'importazione troviamo:
    - Numero progressivo, o stringa, attribuito univocamente ad ogni file (in modo da renderlo indipendente dalla cartella dove si trova)
    - Percorso del file (la cartella dove si trova in quel momento)
    - Attributi EXIF (camera, lente, ISO, apertura, tempo, etc.)
    - Attributi IPTC (Copyright, Creator, etc.)
    - Attributi indicati dalla macchina (Bilanciamento del Bianco su tutti, generalmente nulla o quasi di quanto scelto nel menu della macchina é riconosciuto dal software di sviluppo)
    - Caratteristiche del file (coordinate GPS, spazio colore e dpi se si tratta di un JPG o TIFF, etc.)

    Tutte queste caratteristiche sono partimonio del file (anche se alcune possono essere aggiunte in un secondo tempo, ed in quel caso non verranno salvate direttamente nel file originale, ma solo nelle sue copie sviluppate una volta esportate).
    É importante che siano all'interno del database perché in questo modo possiamo filtrare, fare ricerche ed organizzare i files secondo questi dati.

    C'é poi una grossa sezione inizialmente vuota, che viene riempita mano a mano che si procede nello sviluppo:

    - Metadati, buona parte dei quali creati dal software stesso (Keywords, Label, Rating, Collections, Location, Comments....), alcuni dei quali sono riconosciuti anche dai diversi programmi
    - Parametri di sviluppo, man mano che vengono modificati (o confermati) dall'utente durante la post produzione, unici per ogni software

    Questa ultima voce é la piú imporante.
    I parametri di sviluppo sono moltissimi: vanno dalla scelta del motore di conversione (o "Processo", secondo Adobe) alla scelta del profilo colore (dcp o ICC in COne), al Bilanciamento del Bianco (che puó essere modificato rispetto a quello indicato dalla macchina), recupero ombre e luci, contrasto.... ....Fino allo Sharpening, Riduzione del rumore e conversione dal profilo colore interno a quello scelto per l'esportazione, passando per le altre mille possibilitá di sviluppo ovverte dal software (passando per le correzioni locali, le relative maschere, e molto altro).

    Tutte queste voci sono puntigliosamente registrate nel database, ed applicate una ed una sola volta nel momento in cui si esporta il file sviluppato in un formato raster (TIF, PSD, JPG o altri), pronto per essere stampato, pubblicato sul web, o altro.

    Ogni file esportato conterrá, salvo diversa indicazione, anche tutti i metadati che ho creato all'interno di LR o C1.

    C'é un caso particolare (o almeno, io lo considero tale) in cui il database contiene anche i files RAW stessi.
    É una possibilitá contemplata da un po' tutti i software di sviluppo, ma che a mio parere é poco utile ed interessante perché vanifica uno dei vantaggi piú importanti del sistema del database: la possibilitá di usare il Catalog anche senza avere fisicamente i files da sviluppare.

    Il Catalog di Lightroom e Capture One esiste indipendentemente dal fatto che l'Hard Drive che contiene i files sia o meno connesso al computer su cui sta girando il software.
    Posso leggere le caratteristiche di ogni file, filtrare i contenuti etc. anche se l'HD che contiene i RAW é disconnesso. Il software si limiterá ad indicarmi che non ho a disposizione l'originale, mantenendo la possibilitá di filtrare i metadati e vedere le anteprime.

    Capture One ha in piú l'interessantissima possibilitá consentire comunque lo sviluppo sulle anteprime anche se non trova il file originale, mentre Lightroom blocca qualsiasi possibilitá di intervento in mancanza del file RAW.



    - Le Previews


    I database contengono anche una preview di ogni immagine.
    Questa preview permette di avere un accesso molto veloce al contenuto del file, e puó rappresentare l'immagine nella sua forma "iniziale" (ogni RAW contiene un JPG creato dalla macchina che lo ha scattato), oppure rappresentare il risultato dello sviluppo da parte del software.

    La distinzione non é banale: nel primo caso avró colori ed aspetto che non rispecchiano lo sviluppo fatto, ma sará la soluzione piú veloce e sempre presente per avere un'idea di cos'é il file.
    Nel secondo caso l'immagine sará precisa, ma dovrá essere creata dal computer. E ci vuole tempo, e lavoro da parte della CPU.

    Generalmente il tipo di preview, e le sue dimensioni, sono scelte nelle preferenze del software, insieme alla cadenza con cui la preview viene creata... e buttata.
    Le previews pesano, e se il file non viene usato per molto tempo non ha senso tenere montagne di JPG, magari di files che non si degnano neppure di uno sguardo in diversi mesi...

    In ogni caso possono essere ricreate in qualsiasi momento, anche cambiandone le dimensioni ed assicurandosi che rispecchino fedelmente le ultime modifiche fatte.

    Per quanto riguarda le previews c'é una grossa differenza tra LR e COne.
    Adobe ha scelto di creare un secondo database per le anteprime, separato dal Catalog vero e proprio (ma con lo stesso nome e nella stessa cartella).
    Questo secondo database non é veramente indispensabile per usare il software, e se manca (é stato cancellato, o é stato copiato solo il Catalog generale) viene ricreato, con le previews delle sole foto che vengono aperte all'interno del programma.

    Phase One ha invece optato per un unico database che contiene tutte le informazioni del Catalog e le previews.
    Copiandolo, si copiano anche le anteprime, che quindi saranno sempre disponibili.

    Questa scelta é abbastanza irrilevante nell'uso quotidiano dei software con un solo computer: l'utente non si accorge se in realtá il programma sta usando un solo databae o due.

    Ha un discreto impatto quando si decide di fare una copia di sicurezza a mano del database: un Catalog senza anteprime per una decina di migliaia di files ha una dimensione dell'ordine dei 180MB (in Lightroom).
    ...Ai quali vanno aggiunti tutti i files delle previews, che a seconda delle dimensioni possono pesare dai 5 ai 50GB a seconda delle dimensioni delle anteprime.


    - I backup

    Entrambi i software consentono di fare copie di backup in automatico, a scadenze preimpostate o su richiesta.
    Ed entrambi, come é giusto che sia, non inseriscono le anteprime nel backup del database, per risparimiare spazio.

    Ma oltre a garantire una maggiore tranquillitá all'utilizzatore, il fatto di produrre una copia di sicurezza del database ha un altro vantaggio: é in quel momento infatti che il software testa l'integritá del database, e ne ottimizza le performances.
    Ricordiamo che il database registra tutto quanto si fa all'interno del software, quindi le scritture, cancellazioni e sovrascritture sono innumerevoli, cosí come il rischio di produrre degli errori.

    Quindi il backup non é solo caldamente consigliato, ma direi piuttosto parte integrante del buon funzionamento del software. :)





    • gen 01 1970 01:00
    • da andre_
  6. Ritocchiamo (alla veloce) un ritratto

    Anche la pelle più liscia e curata a volte ha bisogno di una ritoccatina perchè l'effetto sia migliore in fotografia.

    In generale io detesto l'effetto ceramica plastificata, stile Barbie gigante che tanti fotografi esibiscono nelle loro foto.
    Preferisco che non ci sia una lisciatura pesante ma semplicemente la correzione dei difetti evidenti.

    In questo breve tutorial utilizzeremo di fondo i pennellini che ci mette a disposizione Lightroom (almeno nelle versioni più recenti) e i normali comandi e strumenti di Photoshop.
    Il processo si può fare anche solo utilizzando Photoshop, purtroppo non conosco le potenzialità di altri programmi di fotoritocco.

    Ho scelto per l'occasione un ritratto in luce naturale ripreso con il Sigma 85 mm ad F2.8, con la Nikon D3.
    La luce diretta e di taglio ha evidenziato una pelle non curatissima, con svariati segnetti, nei, brufolini, incresature, pellicine morte.
    Nulla di drammatico - è una modella ungherese - una situazione comune che si può ritrovare in qualsiasi altra coetanea.

    Dò per scontato che si sia fatto uno sviluppo corretto, riportando i valori di esposizione e bilanciamento del bianco ai livelli voluti.

    [attachment=40532:Untitled-1.jpg]

    nell'ingrandimento al 100% è evidente lo stato della pelle :

    [attachment=40533:Untitled-2.jpg]

    il metodo che presento non è il più professionale o evoluto ma è certamente il più rapido.

    Consiste nell'utilizzare un pennellino correttore con le impostazioni "Attenua Incarnato", adatto alla bisogna :

    [attachment=40534:Untitled-3.jpg]

    si possono regolare diversi parametri, a cominciare dalle dimensioni e dalla sfumatura del pennello per lavorare al meglio.
    Ma il parametro fondamentale è l'attenuazione che viene prodotta mediante riduzione della "Chiarezza" (Clarity per chi ha LR in inglese).

    Consiglio di non utilizzare mai il valore 100 perchè l'effetto è esagerato. 60-70 o anche 50, a seconda dei casi, possono andare bene. Con l'esperienza si trovano i valori più adeguati.

    A questo punto si pennella letteralmente la superfice della faccia, avendo l'accortezza di non eccedere in talune zone in cui la texture della pelle potrebbe scomparire ed evitanto le zone che devono rimanere dettagliate (occhi, ciglia, labbra, etc. etc.).

    [attachment=40535:Untitled-4.jpg]

    A lavoro finito (si possono fare più passate), la pelle apparirà più liscia ed omogenea ma manterrà comunque un aspetto naturale.
    Insomma il nostro obiettivo non è eliminare del tutto i difetti ma attenuarli per rendere il risultato pulito.

    Il passaggio successivo io lo faccio in Photoshop dove esporto l'immagine.

    Si tratta di eliminare nei, segnetti, taglietti e pellicine. Eventuali macchie di sole ed altri difettucci.

    Questo lo faccio con il "Spot Healing Brush Tool" (non so come si chiami in italiano ... :()

    [attachment=40536:Untitled-5.jpg]

    regolo i parametri per avere una forma ellettica e una dimensione compatibile con i difetti da rimuovere.

    Fatto questo mi dedico ad eliminare fisicamente tutto ciò che riesco.

    Alcuni difetti li attenuo con lo Smudge Tool :

    [attachment=40537:Untitled-6.jpg]

    regolato per avere un effetto molto tenue.

    Nelle posizioni in cui dovessi vedere ulteriori difetti, passo velocemente con lo strumento sfumino.
    Se serve, in alcuni punti aggiungo un pò di rumore (Add noise) a bassa percentuale per ricostruire un pò di trama dei pori.

    Dopo una decina di minuti (al massimo), ottengo un risultato accettabile :

    [attachment=40538:_D3H1724.jpg]

    si potrebbero fare ancora alcune cose ma lo scopo di questo mini-tutorial voleva essere questo : rapido, essenziale e alla portata di tutti.

    Buon divertimento !

    • gen 01 1970 01:00
    • da Mauro Maratta