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C'erano 2 risultati taggati con Fotosub

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  1. Io uso TLC

    Sono assolutamente cosciente che questo articolo potrà interessare la minoranza delle minoranze degli utenti di Nikonland, ma credo che queste righe possano essere utili proprio al sottoinsieme infinitamente piccolo di quella minoranza che sta cercando qualche informazione per affrontare il problema pratico di come sorreggere i flash nelle riprese subacquee. L'ho detto che si trattava di una minoranza?
     
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    Il mio MECCANO TLC offre veramente un sacco di opzioni di configurazione.
     
    IO USO TLC.
    Sì suona un po' come "io sto con gli ippopotami", una stranezza un po' così, invece TLC sta per Technical Lighting Control, una sterminata messe di accessori utili "solo" per sostenere i flash sott'acqua mantenendoli ancorati saldamente allo scafandro. I bracci TLC sono prodotti e distribuiti da sempre da Aquatica INC di Montreal (CA). Prima di tutto ci tengo a precisare che questa è la MIA scelta per affrontare questo noioso problema. Ci sono oggi tanti costruttori (Subal, Ultralight, Seacam, Isotechnic, Nauticam, per citare i più famosi) che realizzano strumenti sostanzialmente equivalenti a quelli qui descritti. Però è anche vero che questi TLC sono stati tra i primi attrezzi validi, robusti e, come illustro in seguito, veramente versatili, disponibili sul mercato. E' così che, per ragioni anagrafiche e per fregature prese in passato, io ho deciso di non rischiare più e di andare sul sicuro. Quindi ho cercato per mari e monti una coppia di TLC e l'ho trovata dall'altra parte del mondo, nel reparto USED ITEMS dello store Backscatter di Moterey California. Internet è una potenza. Ho cominciato con due braccetti usati e TLC mi ha convinto.
     
     
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    Va come ero contento quando mi è arrivato il secondo braccetto 4+11+11". Poi mi è venuta la bronchite dicembre 2013.
     
     
    Nella pratica: perchè è utile allontanare i flash dalla fotocamera.
    Lo sa qualsiasi praticante fotografo che la luce angolata, distante dall'asse di ripresa, risulta più naturale perchè non appiattisce le forme, risalta texture e "disegna" bene il soggetto illuminato. Sott'acqua è uguale, con la differenza che in acqua fa "buio presto" e il flash è essenziale.
    In pochi, fotosub esclusi, sanno come un buon supporto luci possa fare la differenza. Se si usa un solo flash si può pensare di brandeggiarlo a mano, ma con una coppia è impossibile fare a meno di un supporto. Faccio notare inoltre che nelle riprese in snorkeling la luce flash sarà necessariamente laterale. In questa situazione con una sola sorgente si otterranno immagini decisamente sgradevoli, mentre due fonti poste ai lati della fotocamera, forniscono un risultato ben differente. Ecco alcuni esempi di macro in snorkeling ed in immersione.
     
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    ESEMPIO 1 - ripresa in snorkeling, due luci una a destra e una  sinistra.
     
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    ESEMPIO 2 - Una luce frontale angolata e una da dietro ad illuminare il resto dell'inquadro.
     
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    Questo è un set della foto precedente. Bracci macro TLC 4+8+8". Si nota il secondo flash là in alto: illumina lo sfondo.
     
    Nelle riprese grandangolari la faccenda si complica un pochino perché è necessario allontanare per bene le fonti di luce, cioè si deve ricorrere a bracci lunghi per distanziare i flash dall'asse ottico, affinchè possa essere ampliata la copertura di illuminazione e, molto importante, ridurre il "backscatter" cioè illuminare le particelle in sospensione. Allego qualche esempio chiarificatore.
     
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    ESEMPIO 1 - bolle sul dome port & particolato in sospensione a gogo.
     
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    ESEMPIO 2 - ripresa fisheye e torce flash troppo avanti e troppo vicine alla fotocamera.
     
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    ESEMPIO 3 - coppia di flash ben distanziata su ripresa fisheye.
     
    Gli esempi 1 e 2 mostrano cosa accade se per ragioni contingenti (spazi ristretti) o per distrazione del fotografo (non ha allargato bene i bracci e ha orientato male le torce), i flash sono troppo vicini alla fotocamera. Se le cose sono fatte bene cioè si allontanano opportunamente le torce, anche con l'ottica più wide che c'è (il fisheye) la luce si distribuisce decentemente come nell'esempio 3, che non sarà il massimo, ma è anche uno scatto in apnea colto a circa 8 metri da un sub che non ha più il fiato che aveva a vent'anni (ecchecacchio).
     
    Com'è fatto un braccio per fotosub.
    I "bracci" di supporto sono più o meno tutti uguali. In genere sono realizzati in alluminio Anticorodal anodizzato, ma esistono anche versioni in carbonio, la salsedine è sempre una brutta bestia quindi il materiale è decisamente importante. Strutturalmente un braccio, in genere, è costituito da almeno due segmenti, terminanti da un lato con una sfera e dall'altro con una forma adeguata ad agganciarsi al flash o allo scafandro. I segmenti sono tra loro uniti con un giunto a stringisfera che consente estrema mobilità (sui tre assi) tra i due segmenti, cosa molto utile per posizionare il flash dove ci pare. Unendo più segmenti si aumentano le possibilità di dislocamento delle fonti di illuminazione per la ripresa. Qui di seguito è illustrato un braccio standard a tre sezioni 4+8+8" per strobe Sea&Sea, agganciato alla maniglia sinistra dello scafandro, e la coppia WIDE 4+11+11 su MDX D800.
     
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    Questo è il tipo di braccio che uso per la Macro foto: 4+8+8".
     
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    Coppia 4+11+11", in posizione raccolta, se no non mi ci stava sul tavolo.
     
    La tenuta dei giunti deve essere ben salda. In effetti più si allunga il braccio, più l'effetto leva si fa sentire. Serve quindi un sistema di chiusura ben robusto e TLC lo fornisce, si va sul sicuro. In passato ho usato altri dispositivi di supporto. Scelsi dei bracci in materiale plastico che, nonostante il risparmio momentaneo, si rivelarono una perdita di tempo e denaro. Un'immagine vale mille parole, anche se d'epoca.
     
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    Il tempo di fare 50 metri e ooop le torce si son spostate verso l'alto.
     
    Con quei bracci in plastica erano sufficienti il flusso di corrente del nuoto lento e la spinta idrostatica dei flash (i Sea&Sea sono leggermente positivi) a mandare fuori posto le luci, anzi non stavano proprio dove li mettevo, un disastro. Con i TLC tutto questo non accade, e non solo: i TLC non si rompono. Se ti resta in mano qualche pezzo durante un'immersione può accadere che per salvare il costoso flash si puo' arrivare  a rischiare qualcosa di più prezioso, tipo la propria vita. Non esagero.
     
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    Giunto stringi-sfera TLC, veramente robusto e "bloccante", questo non molla sul più bello!
     
    Ancoraggio allo scafandro e attacco torcia flash.
    I sistemi di bracci di diversi costruttori purtroppo hanno in comune un solo fattore: il costo, sono delle mazzate da fare sanguinare le orecchie. Per il resto regna la fiera dell'intolleranza reciproca. Per l'aggancio allo scafandro in particolare i produttori si sono sbizzarriti. TLC utilizza delle piastrine con scanalatura a coda di rondine, in cui si blocca, con pomolo di serraggio, la slitta del braccio detto Base Arm.  La soluzione rende pratico e veloce il montaggio e smontaggio in barca o, per chi vuole brandeggiare la torcia libera, in immersione. Altri sistemi hanno slitte differenti, ma in sostanza è garantita la medesima funzione.
     
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    Piastrina dove tail e braccio terminale Base Arm inserito. 
     
    Per l'attacco verso la torcia (Upper Arm) mi sono complicato la vita cercando i bracci customizzati per torce Sea&Sea (da trent'anni le più diffuse). In genere i costruttori tendono a proporre per questo "lato" del braccio un giunto aggiuntivo con relativo stringisfera. Operativamente questo ulteriore grado di libertà non serve a niente, anzi è utile ai produttori per vendere uno stringisfera in più ed evitare di costruire bracci customizzati per specifiche tipologie di torcia flash. Un bella riduzione costi e un guadagno  garantito (son 70 euro in più a braccio per questa "feature" INUTILE).  In passato TLC produceva dei bracci configurabili dall'utente, cioè nella slitta di un normale braccio Base Arm si poteva avvitare un apposito adattatore, trasformandolo in un Upper Arm. Io ho recentemente trovato un negozio (*) online (Ebay Store) con ricco catalogo di questi fondi di magazzino e, per pochi pochi euro, ne ho fatto incetta (una grama volta che faccio un affare!).
     
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    Vecchio e nuovo Upper Arm da 11", il Nuovo è più corto ma più leggero.
     
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    Smontando  l'adattatore un Upper Arm diventa un Base Arm, furbo no?
     
    Una nota volante. La chiave per la vite a cava esagonale sembra una chiave qualunque, reperibile in una qualsiasi ferramenta. NONEEE, siamo europei noi usiamo misurare i millimetri non in pollici, da qui ne discende un disastro in relazione al passo delle filettature, e da qui alle dimensioni delle teste dado il passo è breve. serve QUELLA chiave altrimenti si fanno danni. Pare che il mondo sia bello perchè vario... pare.
     
    La mia ricerca per dei bracci davvero lunghi.
    Non tutti sono disposti a rompersi le scatole trascinandosi appresso, in immersione, tralicci di metallo lunghi un metro, magari salendo e scendendo da un gommone gremito di altri subacquei e di montagne di altro equipaggiamento. Per questa ragione, squisitamente pratica, non sono molto diffusi moduli di braccio sufficientemente lunghi. Ad esempio io uso scafandri Sea&Sea, ma questo costruttore giapponese non ha mai voluto produrre dei bracci di dimensione adeguata Beh, la vedo diversamente. Da che ho iniziato a fotografare in acqua ho capito che una buona illuminazione fa la differenza e quel "buona" passa da lì, da fari opportunamente distanziati. Quindi quando mi son trovato di passaggio a Montreal in Quebec, non ho avuto dubbi e ho acquistato direttamente da Aquatica una coppia di 4+11+11 customized per Sea&Sea Strobe (in verità ne ho comperato uno, il secondo me lo sono fatto spedire... un delirio). L'occasione mi ha consentito di conoscere direttamente i costruttori Aquatica oltre che risparmiare qualche euro. In verità solo così ho potuto procurarmeli perchè qui in Europa è difficilissimo reperirli ad un costo ragionevole e in Italia è quasi impossibile. Questa seconda coppia di bracci ha una lunghezza che va benino, ma servirebbe uno zic di più specialmente per le riprese con il fisheye.
     
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    Doppio strobe su bracci 4+11+11", ma a sinistra non ho messo la torcia abbastanza indietro.
     
    In ottobre di quest'anno attraverso una bella ricerca Ebay e becco tale negozio di Indianapolis. Robertscamera (*). E' famosissimo, meno noto che questo negozione ha una rivendita Ebay di solo materiale fine produzione o usato. Ebbene, tra la varia quantità di oggetti, in questo magazzino di Indianapolis (ben lontano dal mare e nel cuore degli USA) trovo una vera e propria raccolta di accessori, spare parts, per TLC arms. Non sto qui a raccontare il giro che ho fatto per avere in mano quei tre FERRI, certo che pagare la cifra ridicola di circa 100 euro è stato semplicissimo grazie alla Paypal (click e via). Gli attrezzi che ho aggiunto sono i seguenti
     
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    Si tratta di segmenti TLC che Aquatica non produce più da diverso tempo, sono bracci da 8-11-15 pollici con giunto attacco flash intercambiabile. Erano una soluzione furba, furba per chi comperava certo non per chi li produceva  :). Ora ho esteso le possibilità, grazie a 90 euro di investimento. Nello scatto seguente si apprezza l'incremento di ampiezza.
     
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    TLC Arm 8 + 11 + 15 "raccordo Sea & Sea Strobe.
     
    Ora ci siamo, ora dopo 15 anni di errori, compromessi, soluzioni deludenti e soluzioni un po' più decenti, ho i braccioni lunghi che ho sempre desiderato. TLC based, quindi garanzia di durevolezza e robustezza. Già che c'ero ho recuperato anche un paio di morsetti intermedi con i quali posso tentare di mettere in essere la "QUADRILUMIA" (per licenza poetica da quadrifonia)
     
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    Come sopra ma con l'aggiunta di due diramazioni da 11".
     
    Una bella sfida calare in acqua un ragno del genere, aprirlo alla giusta estensione, governare quattro torce flash, ma il bello delle sfide difficili è nella loro difficoltà, altrimenti non sarebbero tali. Una traguardo per il nuovo anno entrante, un 2015 illuminato a giorno!
     
    Proprio quest'anno Aquatica ha rinnovato completamente la linea di TLC introducendo delle migliorie che altri costruttori avevano già messo in essere da diversi anni (guarnizione OR di frizione su ogni sfera). Sicuramente questa nuova edizione conquisterà la sua fetta di mercato. Da parte mia rimango affezionato ai segmenti forati che per tanti tanti anni ho visto brandeggiare dai più grandi fotografi subacquei di tutto il mondo. Un po' come l'etichetta Levis, ci si affeziona.
     
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    Nostalgia.
     
     
    Per concludere.
    in questa breve raccolta di note ho parlato esclusivamente delle caratteristiche "geometriche", condite da qualche consiglio d'utilizzo, di oggetti apparentemente a basso contenuto tecnologico. In effetti, a guardare bene, questi accessori sono , se realizzati con i dovuti crismi, idei piccoli capolavori tecnologici. A partire dai materiali, che devono garantire durabilità in condizioni pessime per qualsiasi elemento metallico, fino alla necessità di tolleranze veramente ridotte (accoppiamenti sfera-stringisfera) passando per le masse in gioco, che non possono esser trascurate poiché vanno ad incidere sull'assetto di galleggiamento del subacqueo, progettare e costruire dispositivi per la fotosub non è un'attività che si può improvvisare dalla sera alla mattina. I TLC certamente sono una soluzione di sperimentata garanzia come lo sono Subal, Seacam, Isotechnic, Nauticam e Ultralight, ma non uscirei da questa rosa di produttori. Certamente i costi non sono affatto trascurabili, ma ribadisco che avere dei problemi con l'equipaggiamento a 30 metri di profondità non è la stessa cosa di un accessorio che si guasta durante una cerimonia o in un photoshooting in studio, perchè in quelle condizioni si rischia un po' di più che una figuraccia.
     
     
     
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    Segnalo infine due notizie fotosub di fine 2014.
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    1 - Sea&Sea ha FINALMENTE introdotto un anello estensore per i grandangoli denominato NX46, con blocco Dome port e manopola aggiuntiva per messa a fuoco manuale. Per saperne di più vedere QUI. Questa primavera mi sa che mi tocca...  :)
     
    2 - Alex Mustard sta portando avanti un testing per un nuovo tipo di Oblò correttore specificamente pensato per le ottiche grandangolari lineari. Sul portale Wetpixel trovate le indicazioni del caso. In sostanza si tratta di un sistema ottico (Zeiss developed) che compensa l'attraversamento dei mezzi aria vetro acqua, annullando l'effetto di rifrazione e conservando così, in acqua, le caratteristiche ottiche del grandangolo (angolo di campo, qualità ai bordi e soprattutto minima distanza di messa a fuoco). Lo sta testando sul nuovo AF-S 20/1.8 Nikon, sul collaudato 16-35/4, il tutto su D4s in scafandro Subal. Il testing è ancora in "alto mare". A gennaio dovrebbero esserci novità interessanti.

    • dic 31 2014 13:51
    • da Valerio Brùstia
  2. Appunti di Fotosub d'acqua dolce

    Inizialmente consideravo le fotosub una faccenda legata essenzialmente al mare. In realtà ho scoperto, cammin facendo, che le acque interne offrono opportunità veramente fantastiche. Chi è d'uso alle immersioni marine, non può essere indifferente alla varietà e alla quantità di vita presente nei pochi metri cubi d'acqua di uno stagno o di una polla sorgiva. Se nel nostro Mediterraneo incontrare una cernia di taglia è ormai un "evento", è stupefacente invece scoprire quanto sia frequente realizzare un faccia a faccia con un Luccio lungo quanto un braccio o con una Carpa da 15kg. Occorre solo ficcare la testa nel fiume, ed è decisamente emozionante.
     
     
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    Carpe Comuni, cave di Cerano (NO) - Luglio.
    Nikon F801, ob. Nikon AF 20/2.8 in Aquatica A80n + Dome port 8"
    Double Flash Sea&Sea YS120 Fuji Sensia 100.

     
     
    Cosa si fotografa nelle acque dolci.
    La varietà di forme di vita va dagli invertebrati ai mammiferi (e sì, può capitare l'incontro ravvicinato con la Nutria. Meglio lei del Surmolotto), passando per rettili ed anfibi. Ma il piatto forte sono i pesci. Ovviamente i pesci d'acqua dolce non si presentano nella varietà di forme dei pesci di mare. Fotograficamente parlando, però, non sono soggetti da sottovalutare. Molti ciprinidi sono decisamente appariscenti. La Tinca, ad esempio, ha uno splendido ventre giallo che vira al verde scuro, quasi nero, sul groppone. Meno colorati lo sono il Cavedano e il Barbo, ma anche qui , ad una visione più attenta , si possono scorgere piccole meraviglie. Come le pinne e il bordo dell''occhio rossi del Triotto e l'iridescente piccola Sanguinerola. C'è poi il Luccio la tigre dello stagno. La sua livrea macchiettata, che lo confonde con le piante acquatiche, è indubbiamente molto bella. E ancora, Trote e i Salmerini anch'essi pesci decisamente colorati. I fondali sono popolati da molte specie bentoniche, come il Cobite comune e di invertebrati quali il gambero di fiume e diverse specie di molluschi. Gli insetti acquatici sono un'infinità, dalle forme larvali delle libellule (Odonati) al Ditisco, al Ragno pescatore, allo Scorpione d'acqua, con un obiettivo per macro estrema c'è da tenersi occupati a lungo. A condire la scena vi sono infine la piante acquatiche, verdissime, e le piante terrestri che si spingono in acqua creando l'effetto giungla amazzonica.
     
     
    [attachment=92151:002__14_1126.jpg]
    Giovane Luccio, cave di Cerano (NO) - Luglio.
    Nikon F801, ob. Nikon AIs 55/2.8 Micro in Aquatica A80n + macro port
    Double Flash Sea&Sea YS120 Fuji Sensia 100.
     

    [attachment=92152:003_23_PTC_0200.jpg]
     
    Tartarughina americana, cave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Nikon AF-S 60/2.8 Micro in Sea&Sea MDX-D300 + macro port.
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.
     

     
    L'immersione in acque dolci è una storia di spazi ristretti, di acque spesso troppo basse per consentire di pinneggiare. Ciò si traduce inevitabilmente ad un contatto ravvicinato con gli abitanti di questi ambienti. La cosa è di grande vantaggio per fare delle riprese fotografiche. A ciò si aggiunga, che i pesci d'acqua dolce in genere non hanno mai visto un subacqueo, quindi non lo identificano come un pericolo e anzi ne sono incuriositi. Ben differente dall'atteggiamento dei pesci marini! Le carpe, per esempio, ti vengono a vedere da vicino. Confesso che trovarsi davanti un bestione di 20 - 25 kg, inatteso e invisibile fino all'ultimo, fa trasalire. Anche il Luccio è interessato a tutto ciò che si muove nel suo territorio. Nel sud della Germania, dove è comune fare il bagno nei laghi bavaresi, talvolta capita che i grossi Lucci assaggino il garretto di qualche malcapitato bagnante. A me non è mai accaduto, ma spesso mi è sono accorto di essere "valutato" dall'occhio attento del grande predatore. Per fortuna, nostra, il Luccio non raggiunge dimensioni tali da poterci fagocitare!
     
    [attachment=92153:004__23_PTC_0100.jpg]
     Luccetto in agguato, cave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 in Sea&Sea MDX-D300 +ER40+ Dome port 9".
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.
     

    [attachment=92154:005__23_PTC_0150.jpg]
    Gambusia, cave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Nikon  AF-S 60/2,8 Micro in Sea&Sea MDX-D300 +Macro port.
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.
     

     
    [attachment=92155:006__23_PTC_0176.jpg]
    Bivalve d'acqua dolcecave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Nikon  AF-S 60/2,8 Micro in Sea&Sea MDX-D300 +Macro port.
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.
     

     
    [attachment=92156:007__23_PTC_0126.jpg]
     
    Idromedusacave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Nikon  AF-S 60/2,8 Micro in Sea&Sea MDX-D300 +Macro port.
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.

     
     
     
    Purtroppo scattare immagini subacquee in fiumi, fontanili, laghi e laghetti non è affatto banale. Effettivamente questo tipo di fotografia ha una forte connotazione tecnica, da cui non si può prescindere. L'acqua non è il nostro elemento naturale, e non lo è sicuramente per la nostra attrezzatura. Occorre difendere la fotocamera, e noi stessi, dall'umido. E serve farlo bene, altrimenti invece di fotografie porteremo a casa solo brutte, anzi bruttissime, esperienze.
     
     
     
    Cosa cosa serve per fotografare nell'acqua.
    Oh beh, a ciascuno quello che preferisce. Ai tempi della pellicola la fotocamera Nikonos la faceva da padrone. Da par mio ho sempre ritenuto che una fotocamera con mirino a traguardo, messa a fuoco a stima su scala graduata e tempi di otturazione limitati al 1/30, non valesse il prezzo a cui era venduta. Quindi scafandro reflex e via.
     
    [attachment=92157:008__17_0182.jpg]
    Aquatica 80n con dome 8" piantata nel fango del fiume Sesia.
    San Nazzaro Sesia (NO) - Settembre
    .
     
    Con la fotografia digitale anche gli estimatori della Nikonos hanno dovuto piegarsi all'utilizzo degli scafandri. Oggi la nuova frontiera sono le mirrorless. Gli scafandri per queste fotocamere sono veramente compatti con tutti i vantaggi che ne conseguono. Per me però non ce n'è come gli scafandri normali per Reflex, con tutte le tare, peso e ingombri, che si portano appresso.
     
    [attachment=92158:009__26_VAR_0125.jpg]
    Scafandro Sea&Sea MDX-D800. Indovinare che macchina ci va dentro.
     

    Le lunghezze focali utili in acqua dolce sono quelle corte. Ci si muove in acque mai troppo limpide e spesso in spazi angusti. Il Fisheye è utile! Anche in macro sarà raro poter trovare condizioni (acqua così limpida) da permettere l'utilizzo di LF superiori ai 100 mm. Non si deve sottovalutare questo aspetto, mai! Il rischio è di trovarsi a mollo con lo strumento "apicale" errato, e allora è troppo tardi.
     
     
    [attachment=92159:010__23_PTC_0182.jpg]
     
    L'acqua non è limpidissima e il giovane Luccio è alla distanza limite.
    Cave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Nikon AF-S 60/2.8 Micro in Sea&Sea MDX -D300 + macro port.
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.

     
     
    Poi servono delle luci Flash. Non ce n'è, il flash serve. Già solo per congelare il movimento dei pesci, la luce aggiuntiva è necessaria. Il tipo di torcia flash deve essere il più compatto possibile. Io purtroppo qui ho privilegiato altri aspetti e i miei YS-120 di Sea&Sea, o peggio l'YS-250, se mi consentono grande autonomia di lampi (100-150 ad immersione) sono veramente scomodi da brandeggiare e da gestire. Oggi Sea&Sea produce dei piccoli flash molto potenti. Quella è la strada giusta.
     
    [attachment=92160:011__23_PTC_0191.jpg] 
    Un Persico sole congelato dal flash, cave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Nikon AF-S 60/2.8 Micro in Sea&Sea MDX -D300 + macro port.
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.

     
     
     
    Serve poi un supporto ai flash. Nelle immersioni marine si dispone di metri e metri d'acqua sopra, sotto, a destra e a sinistra, perciò il tipo di bracci snodati non è così importante come nelle immersioni fluviali. Nei piccoli spazi di rii e dei fontanili c'è bisogno di una mano "liberabile" e senza supporto flash ciò sarebbe impossibile. Inoltre l'immersione in acqua dolce è principalmente un'attività di snorkeling. Ciò significa stare appena sotto il pelo dell'acqua e, per forza di cose, il flash non potrà stare nella posizione ideale "sopra" la fotocamera. Il flash andrà da un lato o dall'altro della fotocamera e, più o meno, allo stesso livello dell'asse ottico. Ne consegue che, per avere un'illuminazione decente, sono necessari un paio di flash, una destra e l'altro a sinistra. L'apparecchio fotografico così combinato diviene una struttura veramente ingombrante. Di qui la necessità di supporti abbastanza compatti. Va tenuto conto, inoltre, che bracci devono poter mantenere la posizione anche in corrente, per questo motivo non potranno essere lunghissimi. Io trovo che i bracci Aquatica TLC da 8"+8"+4" siano l'ideale per questo genere di riprese. Sono sufficientemente lunghi per le riprese grandangolari, ma van bene anche per la macro. Inoltre i giunti a sfera sono delle morse veramente tenaci, utilissimi per mantenere le luci in posizione, anche in corrente (moderata).
     
    [attachment=92161:012__25_VAR_0216.jpg]
    Il Granchio in assetto grandangolare.
     
     
    E poi serve tutto il resto.
    Se si crede che l'attrezzatura fotosub sia il vertice delle problematiche tecniche della fotografia subacquea d'acqua dolce, si commette un grave errore. Diamine, per fare le foto in acqua tocca saltarci dentro, e per le acque interne non basta maschera e boccaglio. Piaccia o meno, bisogna ricorrere ad una muta e relativa zavorra. In effetti fiumi e laghetti possono presentare anche acqua piuttosto calda. Nel Sesia a Luglio mi basta la muta monopezzo da 3.5mm e un sotto muta per il solo corpo grosso, monofoderato da 2.5 mm.
     
    [attachment=92162:013__24_PLS_0176.jpg]
    Campo base estivo.
    Nikon D700 ob. Nikon AF 35/2.

     
     
    In effetti è poco lungimirante spendere tempo e fatica per gestire l'intera faccenda, ed infine poter restare a mollo pochi minuti. In termini percentuali sarebbe opportuno che la fase produttiva (scattare foto) occupasse almeno il 50% del tempo investito. Non il 5 o 10%! Perciò l'abito non farà il monaco, ma aiuta molto.
     
    [attachment=92163:014__25_VIDE0_025.jpg]
    Preparazione (carico e scarico) nella foresta. L'acqua è lì vicino.
    Nikon D700 ob. Nikon AF 28/2.8 D.

     
     
    All'inizio dell'estate, o peggio, a primavera quando le acque sono più limpide, si devono affrontare temperature tra i 4 e i 14 °C. Dopo tanti anni di esperimenti, sono approdato alla muta stagna in trilaminato. Qui si apre un capitolo piuttosto tormentato che la ditta Icetech di Mandello del Lario ha consentito di chiudere. Di fatto sono stato spinto verso la muta stagna, non tanto per il freddo, ma per la considerazione che le italiche acque dolci non sono esattamente note per la loro purezza. Nonostante i miglioramenti nel trattamento delle acque di scarico dei collettori fognari (e sì di coli formi fecali tocca parlare: cacca) il carico batterico rimane ancora elevato. Pur scegliendo il corso d'acqua dall'aspetto molto "naturale" (aque limpide, lontano da zone abitate) il rischio è comunque presente.
     
     
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    Vestizione a 30 gradi con 80% di umidità : un supplizio la superpippo in PILE!!
     
    Nikon D700 ob. Nikon AF 28/2.8 D.

     
     
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    Nell'acqua finalmente il refrigerio ...
    Nikon D800 ob. Nikon AF-S 17-35/2.8 ED in  MDX-D800+ ER40+ Dome 9"
     
     
    Per il tipo di muta stagna ho preferito il trilaminato al neoprene precompresso. E' vero, il secondo è più caldo e soffre meno potenziali forature, ma ci mette di più ad asciugarsi ed è tremendamente pesante. Tutto l'armamentario infatti occorre portarselo nello zaino, non c'è nessuna barca appoggio del Diving Center!!. Una nota su Calzari e Pinne. E' molto comodo utilizzare pinne per calzata a scarpetta. Con la stagna il problema non si pone perché solo questo tipo di pinne sono utilizzabili, ma con la muta umida è bene avere un calzare con una bella suola spessa. I ciottoli del fiume sono puntuti e le rive spinose. Non ci si trova quasi mai su una comoda spiaggia di sabbia fine fine! Inoltre spesso si fa a meno delle pinne e per avanzare si ... cammina.
    Infine un trucchetto FONDAMENTALE. Le acque dolci sono ricche di vita. Tra le forme più diffuse, dentro e fuori dall'acqua, ci sono le onnipresenti zanzare. Di quelle in acqua non c'è da preoccuparsi, il problema son quelle fuori! Beh, è vero, si è vestiti come dei palombari e si sta immersi nell'acqua. Ma c'è un punto debole: il tubo dello snorkel. Le zanzare sono attratte dall'anidride carbonica del respiro e si infilano nel tubo. Dopo averne mangiate un paio ed essermi strangolato altrettante volte, son corso ai ripari. Con un pezzo di tulle fermato da un elastico all'estremità del tubo, il problema è risolto. Senza questo "accessorio" giuro, non scendo neanche dall'automobile!
     
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    La maschera con il tappo di garza.
     
     
     
    Dove conviene immergersi.
    Ma nei luoghi che già si conoscono no? Ma la domanda vera è QUANDO. Le acque sono più limpide in pieno inverno, mentre in estate i fiumi hanno portate ridottissime e lo sviluppo algale è al massimo livello. Nella stagione calda quindi l'acqua è sì più affrontabile, ma è meno limpida ed è povera d'ossigeno che significa meno visibilità e meno pesci. La stagione migliore è la primavera, non c'è dubbio, ma acqua e aria sono fresche. Ciò detto, per quanto ho sperimentato io farei delle distinzioni.
     
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    Corso d'acqua della valle del Ticino. Un paradiso di Zanzare.
    Galliate (NO) - Luglio.
    Nikon D800 ob. Nikon AFS- 24-70/2.8 G

     
     
    I Fiumi. Ho imparato che non ci si butta nel corso centrale di un fiume torrentizio. La corrente è tale che è impossibile realizzare qualche scatto decente. E poi è pericoloso. I pesci del resto stanno nei ritorni di "morta" dove possono pinneggiare meno. I fiumi a lento corso sarebbero interessanti, ma sono anche tanto marroni. Io cerco qualche ramo laterale, magari dove l'acqua è più limpida perchè filtra dalla barene a monte. Talvolta riservano sorprese, certo non nelle spianate di ciottoli, ma sotto le rive più ombrose: è lì che si radunano centinaia di avannotti.
     
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    Ansa del fiume Sesia, Parco delle Lame del Sesia (NO) - Settembre.
    Nikon D3, ob. Nikon AF 28/2.8 D tripod Manfrotto 055 head Arca B1

     

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    Avannotti tra le fronde. Fiume Sesia, San Nazzaro Sesia (NO) - Luglio.
    Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 in Sea&Sea MDX-D300 +ER40+ Dome port 9"
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.

     
     
    I Fossi. Genere di luoghi non indicato agli schizzinosi, perchè qui ci finisce dentro di tutto. I fossi di irrigazione sono lo scolo della chimica agricola. Se con fosso però si intende piccolo corso d'acqua, magari risorgivo, allora le cose cambiano. Sono luoghi meravigliosi dove nell'ombra dei rami morti o delle fronde aggettanti si riparano Trote e Sanguinerole. Bello, angusto, ma bello.
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    Fosso di irrigazione: ho immerso solo la fotocamera. San Nazzaro Sesia (NO) - Agosto.
    Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 in Sea&Sea MDX-D300 +ER40+ Dome port 9".

     
    Le Cave. Sono alla fin fine dei piccoli laghi nei quali trovano rifugio molte specie di pesci anche pregiate. Se la qualità dell'acqua è buona sono i luoghi migliori dove praticare fotosub. E qui si può pensare di portarsi anche il bombolone ARA! Però le cave sono spesso soggette a fenomeni eutrofici. Le esplosioni algali possono compromettere la visibilità e, addirittura, soffocare ogni forma di vita.
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     A 4 metri di profondità una bella nebbiolina batterica soffoca tutto e le piante acquatiche si salvano staccando fittoni. Cave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 in Sea&Sea MDX-D300 +ER40+ Dome port 9".
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.

     
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    Persici sole tra i rami e le piante acquatiche. Cave di Cerano (NO) - Settembre.
    Nikon D300, ob. Sigma HSM 8-16/4.5-5.6 in Sea&Sea MDX-D300 +ER40+ Dome port 9".
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms.

     
     
     
    I laghi alpini. Se si riesce a caricarsi tutto il necessario in spalla e ad avere la forza per trascinarlo a 1500-2000 metri di quota, allora si potranno fare delle foto straordinarie. Certo, non tutti i laghi sono limpidissimi, e le acque fredde ospitano solo Trote o Salmerini, ma gli anfibi di montagna sono soggetti interessantissimi. Io ci sto provando da anni.
     
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    Ammasso di uova di rana nel Lago Nero Alpe Devero (VB) - Giugno.
    Nikon F801, ob. Nikon AF 20/2.8 in Aquatica A80n + Dome port 8"
    Single Flash Sea&Sea YS120 Fuji Sensia 100.

     
     
    I Grandi Laghi. Salvo problemi legati alla balneazione sono ricchi di hot spot per la fotosub. Cercare il luccio nel canneto o contare le trote nello scarico di una idroelettrica è veramente emozionante. E' un po' che non ci vado, e confesso di non aver mai fatto foto. Mi manca un bel primo piano della Bottatrice.
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    Pericoli.
    Non bisogna mai sottovalutare la forza dell'acqua. I fiumi sono pur sempre acqua in movimento. Per quanto lento sia il fluire, opporsi alla deriva è faticosissimo. Scegliere il punto di immersione significa selezionare il luogo più sicuro, lontano da chiuse e mai in forte corrente. Ci vuole proprio poco per restare incastrati sotto un ramo e qui bloccati dalla pressione della corrente. Lo sa bene chi pratica canoa. C'è poi un altro pericolo molto più subdolo. Le acque interne sono i collettori di scolo di tutte le attività umane. La qualità, in termini strettamente bio-chimici, dell'acqua non è mai nota a priori. Premunirsi significa non ingerire l'acqua e non immergersi se si presentano escoriazioni non rimarginate. Il peggior pericolo a riguardo è il virus della Leptospirosi, più probabile in primavera, ma anche le Epatiti giocano un bel ruolo.
     
     
    Fine degli appunti.
    Allora io allo stato delle cose sono arrivato fin qui. Non ho mai incontrato un Siluro o un pesce gatto e mi manca il faccia a faccia con la Nutria e il Tuffetto (o lo svasso), quindi di cose da fare ce ne sono ancora tantissime. In effetti in questi ultimi 10 anni ho collezionato poche immersioni "dolci", ma quelle occasioni, pur rare, sono state sempre molto significative. Gli ostacoli logistici, tecnici, fisici ed economici che queste riprese impongono sono ampiamente compensati dall'intensità delle emozioni vissute. Certo, va detta tutta, un tuffo in un fiume è sempre un mazzo improbo!!
     
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    Scazzone, fiume Sesia, San Nazzaro Sesia (NO) - Agosto.
    Nikon D300, ob. Nikon AF-S 60/2.8 Micro in Sea&Sea MDX -D300 + macro port.
    Double Flash Sea&Sea YS120 on TLC arms
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    • mar 07 2016 14:55
    • da Valerio Brùstia