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  1. Nikon D750 - La piccola professionale (test/prova)

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    A sei anni esatti dall'acquisto della mia prima reflex, la D300, mi sono deciso a passare ad una macchina più moderna e, finalmente, full frame.
     
    Essendo un fotoamatore con poco tempo libero, in tutti questi anni non ho mai sentito il bisogno di una fotocamera più moderna e prestazionale, ma da un po' sentivo la voglia di aggiornare il mio corredo soprattutto per avere una migliore qualità delle riprese in condizioni di scarsa luce e una fotocamera dove i millimetri delle mie ottiche wide preferite rimangono tali.
     
    Così eccomi qua a dare le mie impressioni personali su questa nuova Nikon D750, l'ultima nata nella casa giapponese, per la quale mi troverò qualche volta a paragonarla alla mia  "vecchia" reflex:  mi perdonerete se riterrete poco significativo confrontare prodotti di tempi così diversi, ma penso che ciò possa dare i termini di quanta strada il progresso dell'elettronica abbia compiuto in questi anni, anche e a beneficio dei tanti che ancora possiedono una macchina di quella generazione (mi viene in mente la D700, di cui questa NON è l'evoluzione, aldilà del nome simile) o che pensano di acquistarne una usata ritenendola erroneamente migliore di una qualsiasi fra le ultime nate. E poi, di questi strumenti dispongo, per cui lasciatemi fare o passate direttamente a leggere altrove. :P
     
    Ecco qualche immagine con le fotocamere a confronto: la D750 è sempre a sinistra.
     
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    La confezione
     
    Apro la scatola del mio prodotto non Nital e, sorpresa!, al contrario di quanto annunciato, il manuale cartaceo c'è, anche se in lingua inglese: beh, è decisamente una buona cosa anche per chi non ha estrema dimestichezza con la lingua, perché leggere e comprendere i brevi paragrafi del manuale non è davvero difficile, ed avere un supporto cartaceo è sempre meglio che non averlo affatto ed essere costretti a istruirsi solo consultando il pdf scaricato dal sito del produttore.
     
    Nella confezione c'è tutto quanto occorre: il carica batteria è predisposto per essere attaccato al cavetto di alimentazione alla rete 220V, ma c'è anche l'adattatore per attaccarlo direttamente alla spina elettrica: tuttavia, per il nostro paese occorre un ulteriore adattatore (universale, compreso nella confezione) che, se è utile quando si viaggia in altri nazioni, è piuttosto ingombrante e a mio parere non tanto efficiente per le dimensioni complessive del kit quando applicato alla spina della parete.
     
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    Un'altra piacevole novità di questa macchina è trovare che utilizza la batteria EN-EL15 della Nikon One V1 (che già possiedo) e di altre reflex del gruppo: mi sorprende che Nikon non abbia creato per questo modello l'ennesimo accumulatore diverso da tutti gli altri costringendo l'utente ad ulteriori acquisti per avere i necessari backup e ricambi, cosicché posso condividere fin da subito le batterie delle due fotocamere.
     
    La confezione presenta inoltre l'inutile dischetto con ViewNX2 già disponibile gratuitamente sul sito del produttore, i tappi copri baionetta e copri oculare, il cavetto USB per il collegamento della macchina al pc e la cinghia a tracolla con la consueta indicazione del modello. Quest'ultima mi delude un po': rispetto a quella delle macchine meno recenti è interamente in sintetico, è più fine e al tatto restituisce una sgradevole sensazione di plastica gommosa.
     
    Il corpo macchina
     
    Ad un primo approccio sembra piccolino e leggero, quasi fragile, ma poi ci si accorge che non è tanto differente dai corpi "pro" e la sensazione finale in mano è di una compattezza e robustezza che non ha nulla da invidiare a questi ultimi: in effetti il corpo macchina frontale è stato realizzato con un nuovo materiale in fibra di carbonio mentre per la calotta posteriore e superiore è stato impiegato il magnesio che dona solidità e leggerezza al telaio, e il peso di appena 75 grammi inferiore a quello della D300 lo testimonia.
     
    Montata quindi la batteria, una sd card ed il mio Nikkor 17-35mm f/2.8, la prendo in mano e la sento diversa: leggermente più bassa della D300, a primo acchito mi lascia un po' perplesso. In realtà le dimensioni complessive sono del tutto simili e la differenza la fa l'impugnatura, che nella parte anteriore è meno bombata rispetto all'altra e la fa sembrare più piccola per la mano. Però dopo un po' ci si fa l'abitudine: anzi, poiché il maggiore incavo nella parte anteriore permette una presa migliore delle dita, alla fine risulta che portarsela "appesa" alla mano per ore non comporta alcuna fatica. Poi, qualora si voglia avere una maggiore presa, si può acquistare il battery pack: io sulla D300 ce l'ho ma l'ho usato davvero poche volte poiché mi è inutile per bilanciare le corte focali che uso. In ogni caso l'MB-D16 per la D750 è già disponibile: purtroppo è un accessorio creato ex novo per questa macchina e, qualora si avesse un vecchio BP, qui non si potrebbe riutilizzarlo. Ecco, adesso Nikon ti riconosco... :lol:
     
    Una novità assoluta nel panorama delle reflex full frame è il display inclinabile che abbinato al live view facilita le riprese con la macchina posizionata più in basso o più in alto rispetto all'operatore: l'ho trovato utile soprattutto per attenuare/eliminare i riflessi sullo schermo in condizioni di forte luce oltre che, ovviamente, per avere un maggiore controllo sulla ripresa quando non è possibile utilizzare il mirino ottico.
     
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    I menu
     
    Accesa la macchina, noto che i comandi sono molto diversi: molte funzioni sono ottenibili con una combinazione di tasti e ghiere e per trovarle subito occorre abituarsi. Anche il display superiore non aiuta moltissimo a capire come è settata la fotocamera: molto più piccolo di quello in dotazione alla D300 - ma ugualmente retro illuminato - le icone che vi appaiono sono piuttosto minuscole. :(
     
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    Per fortuna c'è l'ampio display posteriore che restituisce ben visibili tutte le informazioni che si cercano e... anche molte altre che forse non servono sempre (tipo l'indicazione dell'uso dell'HDR o della velocità dello scatto continuo) ma, essendoci tanto spazio, vi sono ricomprese e possono aiutare in determinate situazioni.
     
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    Va anche detto però che, una volta presa confidenza con la macchina, le combinazioni di ghiere e tasti permettono di accedere velocemente a moltissime funzioni evitando di accedere al ponderoso menu: ad esempio, tenendo premuto il tasto AF vicino all'obiettivo, con le rotelline anteriore e posteriore si sceglie rispettivamente l'Area AF ed il modo Messa a Fuoco, mentre con la combinazione dei tasti ISO, QUAL e WB a fianco al display assieme alle ghiere si accede subito, rispettivamente, a Sensibilità ISO e Auto ISO, Qualità immagine e Dimensione immagine (in JPG), e ai sofisticati settaggi del Bilanciamento del bianco per i quali è possibile anche la regolazione fine.
     
    Un'altra funzione molto utile è quella che permette di salvare e recuperare con la sola rotazione del selettore superiore le proprie impostazioni utente: ovvero è possibile salvare due regolazioni distinte (U1 e U2) comprendenti ciascuna tempo di posa (S e M), diaframma (A e M), punto AF, misurazione esposimetrica, autofocus e modi area AF, ed altri impostazioni del menu di ripresa e personalizzazioni, e poi semplicemente richiamarle ruotando il selettore: una bella comodità! :)
     
    Interessante anche il tasto posteriore "i" per mezzo del quale è possibile accedere rapidamente alle impostazioni usate più di frequente in modo riproduzione e durante la fotografia con mirino e live view e filmato in live view, ad esempio scegliere l'area immagine FX/DX, i Picture Control, l'NR su esposizioni lunghe e ISO elevati, ecc., oppure programmare la funzione dei pulsanti Fn, Anteprima e AE-L/AF-L senza entrare nel menu.
     
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    E' vero che anche su questa macchina c'è l'utilissimo "MIO MENU" personalizzabile a piacere con le funzioni più utilizzate, ma un'opzione che consente un rapido accesso ad alcune di esse con la pressione di un solo pulsante è decisamente utile.
     
    Come su altre nuove reflex Nikon, anche su questa manca il tasto AF-ON. Io non ne ho mai sentito il bisogno perché per bloccare la messa a fuoco uso il pulsante di scatto a metà corsa e non fotografo mai con i guanti, mentre invece per scattare rapidamente utilizzo spesso il tasto AE-L - che è presente - per bloccare l'esposizione mirando su una zona che ritengo significativa per poi ricomporre l'inquadratura e scattare, ma probabilmente qualcuno avrà da eccepire su questa mancanza.
     
    Invece ho apprezzato molto un aspetto per così dire di "logicità" sul quale con la D300 ci ho litigato a lungo: su entrambe le macchine per sovraesporre o sottoesporre occorre premere il pulsante "+-" e ruotare la ghiera posteriore, ma mentre sulla D750 per default ruotando verso sinistra si diminuisce l'esposizione e  verso destra si aumenta - come viene naturale fare - sulla D300 il comando è invertito, e pur potendo modificarne l'orientamento nell'apposito menu, bisogna poi accettare che entrambe le ghiere per tempo e diaframma funzionino in modo contrario. (!)
     
    Ripresa
     
    Imposto la macchina con lingua, ora, data e fuso orario italiano, seleziono la ripresa in raw 14bit lossless e finalmente faccio il primo scatto! Il suono dell'otturatore è secco, le vibrazioni sono minime, e sembra di poter scattare a tempi lunghi con la sensazione di ottenere immagini perfette malgrado il consueto tremito indotto dallo spostamento dello specchio.
     
    Osservo poi la spia di accesso alla memory card: ma quanto rimane accesa per salvare la mia prima foto? Mi convinco quasi subito che per registrare con tempi ragionevoli i file da circa 28 MB che vengono creati occorre una memoria veloce, almeno da 40-60 MB/s. in scrittura. Così ne acquisto subito una con queste caratteristiche.
     
    Ho scelto la D750 perché - fra l'altro - prometteva di poter scattare in condizioni di luce minima con una buona qualità, sfruttando in modo naturale le fonti luminose presenti: in effetti è così, ed è straordinario vedere come il sensore consente di ottenere file utilizzabili anche a 12.800 ISO. Ecco alcune immagini tutte riprese col Nikkor AF-S 17-35mm f/2.8 a ISO 12.800, sviluppate dal DNG con le sole correzioni della lente e ridimensionate per la pubblicazione su web.
     
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    I risultati non mi sembrano affatto male, posto che le immagini - come detto - non hanno subito alcuna post produzione (salvo ovviamente quella indotta dal software) e sono state riprese in condizioni di luce realmente al limite.
     
    E' da notare anche che l'autofocus non sbaglia un colpo pure nella semioscurità in cui ho scattato: anche la D300 aveva la precisione di un cecchino, ma con poca luce mostrava diversi limiti. In effetti la macchina, equipaggiata con un sensore della stessa famiglia di quello della D610 e della Sony A7, ha il modulo AF e l'esposimetro di D4s e D800/810, e anche su questo aspetto l'evoluzione tecnologica si tocca con mano.
     
    Un'altra funzione che finalmente adesso posso utilizzare con profitto è l'Auto ISO: con il range di sensibilità che il sensore consente, settare la fotocamera ad ISO variabile fra 100 e 6.400 (ma ho dimostrato che si può arrivare anche a 12.800) e scattare in modalità M con la coppia tempo-diaframma preferita è di una gran comodità, e ci si assicura di portare a casa gli scatti desiderati con una buona qualità dell'immagine. Il software che lo governa è così sofisticato da riuscire a variare il tempo minimo di posa secondo la focale dell'obiettivo (provvisto di CPU) così da avere tempi sempre più brevi all'aumentare della lunghezza focale, e con la possibilità di variare in un sotto-menu gli incrementi di stop per ottenere tempi un po' più lenti o un po' più brevi a seconda del soggetto da riprendere o della propria capacità di mantenere ferma la macchina allo scatto. Questa funzione è davvero utile con gli zoom! ^_^
     
    Il flare anomalo
     
    Dopo le negative esperienze di altre reflex Nikon lanciate in commercio con difetti congeniti - di cui la sfortunata D600 è il caso più eclatante, soprattutto per la pessima gestione che il produttore ha effettuato del problema - anche questa fotocamera nasce con un'anomalia: un riflesso atipico nell'immagine (pari a una netta banda scura nella parte superiore) che si verifica quando si punta l'obiettivo con una certa inclinazione e a diaframmi aperti verso una forte fonte di luce in prossimità del bordo superiore del fotogramma. Il difetto sta facendo "rumore", soprattutto sul web, sia perché segue quello della D600, sia perché su una fotocamera non propriamente economica ci si attenderebbe un controllo qualità in linea con il suo costo e con la rilevante storia del marchio giapponese.
     
    Anche la mia macchina ne è affetta, come sono certo ne siano affette tutte quelle fin qui prodotte, trattandosi di quello che ritengo un difetto di progettazione piuttosto che di assemblaggio di alcuni lotti: però, per quella che è la mia esperienza - limitata tuttavia ai soli 500 scatti circa fin qui effettuati (ma con dei bei controluce! :D ) - nell'uso "normale" il difetto ancora non l'ho rilevato, e penso che difficilmente potrei incontrarlo date le particolari condizioni in cui esso si presenta.
     
    Tuttavia, poiché sembra che questa volta Nikon ne abbia preso atto emettendo un comunicato stampa volto a tranquillizzare gli utenti e promettendone l'attenta gestione e soluzione, attendo anch'io gli sviluppi futuri e le modalità con cui il produttore intenderà risolverlo, perché chi come me ha acquistato un prodotto nuovo garantito privo di difetti ha diritto ad avere esattamente quanto indicato alla vendita fra le caratteristiche tecniche della macchina.
     
    WMU (Wireless Mobile Utility)
     
    Sui forum leggo peste e corna di questa app per smartphone che, per inciso, scaricabile gratuitamente da Android e iTunes, consente di comandare la macchina da remoto e di salvare sul telefono le immagini riprese, eventualmente utilizzabili per un'immediata condivisione sui social network. La mia personale esperienza è invece positiva: la D750 ha il wi-fi incorporato - non occorrono pertanto accessori strani ed ingombranti per la connessione da montare sulla slitta flash - e si collega facilmente al mio telefono Android che, pur non essendo di una marca fra le più diffuse, si comporta egregiamente abbinato alla fotocamera.
     
    Dal display di esso è possibile inquadrare la scena, selezionare il soggetto da mettere a fuoco (in modalità AF ad area normale e ad area estesa), e scattare; è possibile scegliere se visualizzare immediatamente l'immagine oppure visualizzarla e salvarla anche sul telefono. Preferendo la prima funzione per la velocità che consente, è poi possibile osservare sulla fotocamera o sul telefono le foto e decidere quali scaricare per gli usi che si desiderano: in questo senso si può scegliere se salvare lo scatto in formato "Originale" (anche NEF !) oppure "Consigliato" (jpeg dimensioni 1680 x 1080, 1 MB circa), o anche "VGA" (640 x 424, 200 KB circa).
     
    D'accordo, l'app non permette di modificare da remoto tempi e diaframma, ISO, ecc. ma, una volta settata la macchina come si desidera, il software è efficiente e fa ciò che deve, ed è particolarmente utile se si vuole scattare senza essere notati (con la macchina appesa al collo è possibile muoversi, inquadrare e scattare perfettamente indisturbati!), se si vuole utilizzare la fotocamera in posizioni poco agevoli (ad esempio ponendola per terra o in una posizione sopraelevata il display del telefono è più fruibile rispetto a quello orientabile della macchina per inquadrare e mettere a fuoco il soggetto), se si ha necessità di condividere subito l'immagine sui social network, ed infine se, in caso di emergenza, si vuole utilizzare lo stesso smartphone per il backup dei file: la velocità di connessione è davvero rapida e anche un NEF da 25-30 MB si salva in pochissimi secondi.
     
    Telecomando a infrarossi ML-L3
     
    Possedendo il telecomando a infrarossi che utilizzo sulla V1, e leggendo che la macchina ha la funzione di comando da remoto grazie ai due ricevitori di cui è dotata (uno anteriore ed uno posteriore), provo ad utilizzarlo per vedere se e come funziona. Con il tasto "i" accedo rapidamente al menu che abilita la funzione, dove posso scegliere se scattare da remoto  immediatamente dopo la pressione del tasto sul telecomando, oppure se lasciare che l'apertura dell'otturatore avvenga dopo 2 secondi, o anche comandare il sollevamento dello specchio e poi il rilascio dell'otturatore con due pressioni successive del pulsante del telecomando. Sorpresa!, il mio telecomando funziona anche con la D750, e non devo acquistarne uno nuovo compatibile con questa fotocamera: Nikon mi stupisci ancora!! :lol:
     
    L'accessorio, originale e del valore di pochi euro, opera come deve, e mi sembra particolarmente efficiente per fotografare con la macchina sul tripode evitando le vibrazioni indotte dalla pressione del tasto di scatto ed anche per... qualche selfie di qualità rispetto a quanto è possibile ottenere con un telefonino. :P
     
    Le mie (prime) conclusioni
     
    In attesa di avere un numero di scatti più importante ed effettuati in più condizioni di ripresa per ottenere un quadro più completo e significativo delle prestazioni della macchina, per il momento mi fermo qui nella descrizione di quelle che, ripeto, sono delle impressioni dell'uomo della strada (e mai come nel mio caso questo appellativo è più appropriato, essendo la street photography il genere che prediligo!) che usa la sua fotocamera secondo le proprie modalità ed abitudini.
     
    Tuttavia, alla luce di questo primo mese (scarso) di utilizzo della mia nuova D750, se dovessi dare un sommario giudizio, direi che:
     
    mi piace:

    • la compattezza e maneggevolezza del corpo macchina
    • la qualità dell'immagine agli alti ISO
    • la velocità ed accuratezza della messa a fuoco
    • il wi-fi integrato
    • la praticità di poter usare accessori di altre fotocamere del produttore
    mi piace meno:
    • il display superiore troppo piccolo
    • le combinazione di pulsanti e ghiere a cui occorre fare l'abitudine
    • la cinghia a tracolla piuttosto "plasticosa"
    • il kit di carica della batteria troppo voluminoso
    • il difetto del flare anomalo dovuto ad una non attenta progettazione/assemblaggio della macchina
     
    A presto per le altre "impressioni su strada"! ;)

    • gen 20 2015 09:26
    • da Pedrito