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C'erano 9 risultati taggati con AiS

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  1. Nikkor: i mediotele da "available light...

    [attachment=86868:01.jpg]
    Available light e' il limite che fino a quel punto aveva impedito di scattare quella foto con quella luce e che aveva mosso a sognare di ritentarla,
    stavolta con un obiettivo ... un unghia piu' luminoso di quello che usiamo con soddisfazione tutti i giorni sulle nostre reflex.[attachment=86869:02.jpg]
    Available light e' quella sottile terra di trincea tra chi la fotografia la coltiva per passione e chi della passione ha fatto il proprio lavoro.

    [attachment=86870:03.jpg]
    E' sulla base di questa premessa che mi avvio a ridare il lustro che meritano ad ottiche che sono rimaste, per tanti, piu' una pia illusione che un sogno realizzato: nell’era della rivoluzione digitale dell’immagine le pattumiere del web ogni tanto sbuffano fuori qualcuno dei pezzi di cui mi accingo a parlare e che ho voluto selezionare partendo da un dato comune, quello dell’appartenenza alla soglia “around f/2” tanto usuale per un obiettivo standard, meno comune per un wide, certamente fonte di maggior stupore tra la stirpe dei tele medi: spesso, pertanto, cadute nel dimenticatoio.
     
    Ecco che allora, accanto ad un Nikkor 105mm f/1.8 Ai-S del 1981 ed ad un Nikkor 135mm f/2 Ai del 1977, affianco il mio mitico Nikkor AFD 105mm f/2 DC del 1993 insieme ad un prosaico, ma insostituibile (ed insostituito) Nikkor AF 85mm f/1.8 del 1988, forte dell’apertura relativa sufficiente a farlo entrare in questo Olimpo di fratelli pie’ blasonati, non fosse altro che per avere un piu’ comune “punto di vista”.

    [attachment=86871:04.jpg]

     
    Ribadisco di non essere un “collezionista” di apparecchiature, ma un fotografo appassionato che ha trascorso tanto, troppo tempo, a desiderare oggetti che adesso, grazie alla rivoluzione digitale, hanno perso gran parte del valore che avevano fino a pochissimo tempo fa: infatti i miei obiettivi hanno spesso segni d’uso che mi hanno consentito, spendendo poco, di entrarne in possesso; e’ il caso del 135mm citato che presenta difficolte’ notevoli di focheggiatura (complice un voletto da un metro e mezzo d’altezza, solo parzialmente frenato dall’anfibio che in quell’occasione calzavo :a136: 
    o del 105mm f/1.8, ultimo acquisto, un pe’ troppo scrostato nel paraluce e su alcune parti del barilotto, ma entrambi ancora in grado di dire la propria, come anche il mio vecchio 85mm AF, scolorito nelle serigrafie dalle migliaia di foto che ho scattato con esso da 17 anni in qua.
     
    La caratteristica piu’ evidente di questa produzione “per privilegiati” (gie’ nel 1996, dieci anni fa, i due AiS costavano in lire rispettivamente 2 milioni e quattro il 105 e 3 milioni il 135mm, mentre per il 105 DC “bastavano” 2 milioni e otto, contro il milione e due che costava il pie’ economico degli 85 AF) si manifesta nella robustezza costruttiva e nell’attenta ergonomia del posizionamento e dimensionamento delle ghiere di messa a fuoco e  diaframma, fondamentale per un utilizzo efficace di ottiche la cui peculiare caratteristica consiste nella capacita’ di mettere a fuoco anche solo un capello e poi basta
    [attachment=86872:05.jpg]
    L’altra manifesta differenza rispetto i “ figli di un dio minore” (ottico)  :banana:
    concentra l’attenzione di chi le guarda su quegli occhi ciclopici delle relative lenti anteriori, specchio di luce e miniere di cristallo “lucifero” :brindanodiavoletti:

    [attachment=86873:06.jpg]

     
    Perche’ se i 62mm dell’85 e del 105 f/1.8 parlano gia’ di ponderosita’, i 72mm di diametro delle lenti del 135 e del 105 DC procurano gia’ la sensazione di ... averla acquisita, quando alla sera ci si chieda allo specchio il perche’ di quei solchi arrossati attorno al collo o sulla spalla dove le tracolle abbiano poggiato :o 




    • nov 15 2015 08:16
    • da Max Aquila
  2. The fun factor 1: Macro con 200 mm f4 Ai e tubo.

    Il titolo si riferisce al fatto che per un fotoamatore può essere divertente sperimentare ogni tanto modi poco ortodossi per ottenere un certo risultato, in questo caso oltre alla soddisfazione di essere riusciti ad ottenere un buona foto (se ci si è riusciti) , c'è un fattore ludico anche nel come si è ottenuta l'immagine.
     

    Questa premessa per chiarire che il sistema che descrivo qui di seguito  può essere sfruttato tranquillamente per fare delle macro/foto ravvicinate, ma sicuramente non è il metodo più veloce. Non voglio nascondermi dietro il solito dito e scrivere: se non avete un macro, se non avete obiettivi autofocus, allora..., no, no,  stavolta, in tutta sincerità  scrivo: se volete divertirvi a sperimentare e fare della macro con obiettivi vintage non dedicati, questo è un modo. Se poi davvero non avete altro modo di fare macro, allora... di certo può servire. Ma sarebbe ingenuo passarlo per un tutorial per la macro e basta, è un tutorial per divertirsi con la macro. L'enfasi è sul "fun factor", appunto. 
     
     
    Il 200mm f 4 Ai/Ais 
     
     

    [attachment=79646:200mmais.jpg]

     
     
    Sappiamo che è un obiettivo che ha ancora molto da dire nonostante i suoi anni e se la cava piuttosto bene anche su sensori densi come quelli delle moderne fotocamere digitali.
    Oltretutto è molto economico sul mercato dell'usato.
    Quello che lo rende inadatto alla macro è la distanza minima di messa a fuoco di 2m (corrispondente ad un rapporto di riproduzione di circa 1:7). un po' troppi, anche usando un corpo formato Dx il cui  fattore di crop un po' ...aiuta.
     

    Un modo di ovviare a questo inconveniente è usare le lenti addizionali, e di questo ne abbiamo già scritto. Ho notato però che su sensori densi come ad esempio quello della D7100 la perdita di nitidezza rispetto all'obiettivo senza aggiuntivi anche se non eccessiva, senz'altro visibile.
     
     

    Il tubo di prolunga PK13 
     

    [attachment=79647:pk13.JPG]

     
     
    Nasce come accessorio dedicato al 55mm micro-nikkor per permettergli di raggiungere il rapporto di riproduzione di 1:1, infatti è lungo 27,5mm ossia la metà di 55mm; dato che quest'ultimo arriva da solo a 1:2, aggiungendo mezza lunghezza focale di estensione si arriva ad 1:1.
     
     
    Se montassimo il tubo Pk13 sul 200 mm cosa succederebbe?
     

     

    La distanza di messa a fuoco diventa complementare a quella dell'obiettivo,  ossia se l'obiettvio da solo va da infinito a 2m, con il Pk13 montato si va da circa 1,9m a1,2m con rapporti di riproduzione che variano da poco meno di  1:7 a poco più di 1:4 (1:3,7). Che è già qualcosa, se a questo uniamo il fattore di crop dovuto al sensore DX,  arriviamo ad un RR equivalente a 0,4, cioè  quasi 1:2. Non permette dellal vera macro, ma per la foto ravvicinata a soggetti non troppo grandi le premesse sono buone, non c'è che da provare.
     
     
    Un momento, perchè non il PN11?
     
    Risposta breve: non ce l'ho :). Risposta seria:  Pn 11 è ottimo, con tanto di attacco per il cavalletto e lungo quasi il doppio del 52,5mm
     

    [attachment=79649:pn11s.jpg]

     
     
    Sicuramente permette ingrandimenti maggiori, ma proprio per la sua lunghezza "ruba" due stop di luce per cui può diventare complicato mettere a fuoco a mano, soprattutto in caso di luce non ottimale. Così anche se certamente il PN 11 permetterebbe ingrandimenti sensibilmente maggiori, può essere un po'  più difficile da usare rispetto al Pk13 che sottrae solo uno stop.
     
     




    • giu 09 2015 15:12
    • da Silvio Renesto
  3. Nikon Df : How to become Auto even if you'r...

    Scusate l'inglese nel titolo,
    pero' abbiamo la netta sensazione che degli argomenti alla base di questo articolo non si parli poi tanto, non solo in Italia.  ;) 
    E la fotocamera in questione, la Nikon Df,  nasce alla fine del 2013 con un pregio specifico che la differenzia da tutte le altre DSLR Nikon fin qui avvicendatisi:
    vale a dire la compatibilita' ottica con tutti (salvo eccezioni) gli obiettivi Nikkor e Nippon Kogaku baionetta F, prodotti prima del 1977, anno nel quale si produsse il passaggio all'attacco Ai, inserendo una flangia di accoppiamento meccanico all'esposimetro
     

     
     

    [attachment=78372:ai nonAi.JPG]

     

    che rivoluziono' il modo di fissaggio delle ottiche Nikkor ai corpi macchina dell'epoca, mantenuto poi fino ad oggi con le successive modificazioni meccaniche (AiS) ed elettriche (AF / AFD / G)
     
    La novita' della Df non e' da poco, rimettendo in gioco un enorme parco ottiche, in mezzo al quale si trovano ancora delle eccellenze di rendimento, pur sui moderni (ed esigentissimi) sensori digitali.
     
    Per esempio, rovistando tra i miei nonAi compatibili (attenzione! non tutti gli obiettivi non Ai lo sono), ho voluto selezionarne una triade interessante [attachment=78354:0011 _DSC7101 10052015 Max Aquila photo.JPG]
    ma in particolare la mia attenzione si sofferma sul Nikkor-Q 135mm f/2.8 del 1965, (prima serie a questa apertura di diaframma), "fresco" appunto dei suoi 50 anni di progetto: e questo mio esemplare possiede un SN che lo colloca agli inizi di produzione.
     
    In cosa consiste in soldoni la potenzialita' offerta dalla Nikon Df?
     
    Semplicemente nella presenza di questa levetta di accoppiamento della flangia Ai all'esposimetro:
     
     [attachment=78356:0013 _DSC7108-Modifica 10052015 Max Aquila photo.JPG] lift down

    per obiettivi da Ai fino a AF-G
     
    [attachment=78355:0012 _DSC7104-Modifica 10052015 Max Aquila photo.JPG]  lift up
     
    per lavorare con obiettivi Nippon Kogaku (nonAi) e Nikkor Ai
     
     
    Ecco quindi Df con 135/2,8: infine assemblati ...
    [attachment=78358:0015 _DSC7116 10052015 Max Aquila photo.JPG]




    • lug 29 2016 06:38
    • da Max Aquila
  4. Nikkor 15mm f/3.5 Ai: il MITO...(in DX)

     
     
    Una boccia di vetro per pesci rossi... variamente contornata da un paraluce a petalo
     
    [attachment=78028:01 DSC_8005.jpg]
     
    ecco come si presenta il MITO targato Nikkor, nella veste di un obiettivo supergrandangolare, ma non fisheye,
    [attachment=78029:02 DSC_7783.jpg]
     
    largo di campo (110° sul lato lungo) ma poco distorcente
    [attachment=78030:03 lemon.jpg]
     
    esageratamente esposto alle sorgenti luminose, ma scarsamente soggetto a flares e ghosts, anche col sole dentro l'inquadratura...
    [attachment=78031:04 backlights.jpg][attachment=78032:05 DSC_8177.jpg][attachment=78033:06 DSC_7967.jpg]
     
    variamente contrastato (dal pastellato al duro) a seconda della qualita' e direzione della sorgente di luce...
     
    [attachment=78034:07 DSC_8034.jpg][attachment=78035:08 DSC_8128.jpg][attachment=78036:09 DSC_8181.jpg][attachment=78037:10 DSC_8215.jpg][attachment=78038:11 DSC_8225.jpg]
     



    • ott 15 2016 19:06
    • da Max Aquila
  5. Nikon 105mm a confronto: una professione di fed...

    Se una focale ha mai fatto breccia nell'immaginario collettivo degli ingegneri Nikon e degli utilizzatori del marchio, al di fuori delle ottiche standard, credo nessuna altra come questa raggruppi nel corso della storia di questa Casa piu' progetti ottici tanto differenti tra loro e contestualmente, tante revisioni in corso d'opera ai singoli progetti stessi.

    Senza voler fare delle statistiche, di obiettivi da 105mm, dalle prime versioni RF agli ultimi progetti AFD, ne sono stati messi in commercio ben dieci modelli diversi e del solo modello da f/2.5, quello di piu' larga diffusione, tra la prima versione del 1959 e l' Ai-S del 1981 (oggetto di questo confronto), ben sette versioni differenti!

    Citando poi, pezzi celebri come i Micro f/4 ed f/2.8, i rarissimi UV e Bellows (davvero pregiati), i pezzi unici come il DC f/2 AFD ed il popolare (e mediocre) 100mm Serie E, resta fuori soltanto una mosca bianca, tanto interessante quanto poco comune da trovare in giro per strada o sul web, ormai principali luoghi di incontro con i vetri d'essai:

    [attachment=59052:sunset.jpg]

    il Nikkor 105mm f/1.8 del 1981, coetaneo quindi della tardiva versione AiS del piu' noto (e non meno interessante) Nikkor 105mm f/2.5, eredi entrambi delle prime versioni Nikkor-P dello stesso obiettivo...

    [attachment=59051:schemi_copia1.jpg]...ma in modo differente, stante il diverso schema ottico dei due esemplari,
    visibilmente differenziato nel piu' luminoso che, nonostante conti un identico numero di elementi dell'altro, (P=penta, cinque appunto), li dispone in gruppi singoli, a differenza del meno luminoso f/2.5 che li raggruppa in un doppietto posto appena dietro la lente anteriore ed in un gruppo di due lenti divergenti di curvatura diversa, posti nella porzione posteriore del barilotto, in maniera molto piu' esposta che nel piu' luminoso f/1.8.

    [attachment=59053:twins.jpg]

    Le differenze materiali ovviamente non si fermano qui, giacche' parliamo di due obiettivi dei quali uno, il piu' luminoso, pur essendo appena un centimetro piu' alto dell'altro, pesa 580 grammi contro i 435 del meno luminoso, in funzione della lente anteriore da 62mm contro i 52mm del piu' compatto e leggero f/2.5, con un diametro overall da 78.5mm contro i 64 dell'altro: insomma un bel "mazzuoccolo" tarchiato e pesante, ma luminoso e suggestivo come pochi altri obiettivi:
    [attachment=59050:eyes.jpg]

    entrambi posseggono un paraluce incorporato ed un'elegante scala cromatica della profondita' di campo, incisa sulla sottile flangia argentea di riferimento, posta tra la ghiera dei diaframmi e quella della messa a fuoco che sul f/2.5 e' certamente piu' scorrevole che nell' f/1.8 a causa delle maggiori masse di vetro da trasportare in quest'ultimo, ma probabilmente anche per conferire una maggior precisione alla definizione del fuoco ai diaframmi cosi' straordinariamente aperti concessi da quest'ottica.

    Nell'uso quotidiano, il maggior peso del luminoso f/1.8 viene presto dimenticato a vantaggio delle generose dimensioni che con un oggetto dedicato come solo puo' essere una bella Nikon F3 con motore MD4 e prisma sportivo DA2, lo trasformano in quanto di piu' ergonomico e bilanciato possa esistere...
    [attachment=59054:ehe.jpg]

    salvo poi montare lo snello, leggero ed elegante f/2.5 su una compatta FE-2 senza ammennicoli di sorta ed andare in giro tra la gente a fare street reportage, inosservati quanto lo si possa essere maneggiando roba marchiata Nikon...[attachment=59055:fe2_25.jpg]




    • dic 31 2015 13:25
    • da Max Aquila
  6. Nikkor 45mm Ais P

    Dal progetto Nikkor GN 45mm f/2,8 (figlio dello schema Tessar) deriva il più recente Nikkor 45mm f/2,8 Ais-P che ho preso (finitura silver, argentata, ma ne esiste anche una nera) per via delle sue ridottissime dimensioni (sporge 17mm dal corpo). Un gioiellino che va a 'moltiplicare' senza 'duplicare' *** il range focale che amo di più (40-60mm) !
     
    [attachment=54153:_MAX3037.jpg] [attachment=54154:_MAX3040.jpg]
     
    Introdotto nel febbraio 2001 l'obiettivo è dotato di un filtro neutro dedicato a protezione della lente anteriore che sebbene incassata è prona ad essere toccata per via della piccolezza dell'obiettivo (smontato l'obiettivo viene da prenderlo con indice e pollice al centro, quasi fosse un CD :P ). Oltre all'obiettivo c'è anche un paraluce dedicato che grazie alla sua progettazione a cono tronco è efficace pur non risultando ingombrante. 
     
    [attachment=54155:_MAX3043.jpg]
     
    lo utilizzo da meno di un giorno, ma mi ha conquistato:
     
    [attachment=54156:_MAX2995.jpg]
     
    [attachment=54157:_MAX2996.jpg]
     
    crop dal precedente scatto:
    [attachment=54162:crop.jpg]
     
    Dettaglio a TA:
    [attachment=54158:_MAX2998.jpg]
     
    *** moltiplicazioni :P
    [attachment=54161:_MAX3022-2.jpg]
     
    La resa mi pare più che buona fin da TA, dove è visibile una certa vignettatura ... che a me piace tantissimo però !
    :)
     
    Tutte le parti argentate sono in metallo ad eccezione del solo tappo, in plastica (che è diverso dal normale tappo Nikon 52mm in quanto la sua struttura permette di essere montato sul paraluce accogliendo il suo leggero rilievo, sempre a beneficio della compattezza d'insieme); il paraluce di metallo è annerito all'interno, come pure il bordo interno del filtro: dettagli squisiti che chi fotografa apprezza tantissimo e riconosce lo stato dell'arte degli Ais. La parte nera visibile dalla parte dell'innesto è di materiale plastico finemente satinato.
     
    Mette a fuoco a 45cm e si tratta a mio avviso delle 4 lenti in 3 gruppi meglio disposte ed utilizzate nella storia degli obiettivi !
     
    Ciao,
    Adriano.
     
     

    • ott 09 2013 16:29
    • da Adriano Max
  7. Nikon Micro Nikkor 200mm f/4 Ai

    Avrete certo letto questo articolo di Silvio Renesto
    sul vecchio ed il nuovo dell'obiettivo che amo riprendere ogni volta che vado in campagna, eccellente nella trattazione e nel confronto tra le prestazioni pure di questi due campioni della ripresa ravvicinata.

    E immaginate di possederne uno, che sia a fuoco manuale o automatico, per soddisfare la vostra voglia di Macro, magari usando anche dei tubi di prolunga come il suo splendido e dedicato PN-1 (sconsigliabilissimo sulle reflex moderne, se non volete segarne via una parte della contattiera elettrica) o questi anonimi ed efficaci Kenko

    [attachment=42266:001 20130218 _D3H2808 Max Aquila ph.jpg]

    per ottenerne facilmente immagini usuali per dare risalto ad una trama [attachment=42267:007 20130216 _D8C1630 Max Aquila ph.jpg]

    o di pura evidenza e brillantezza cromatica [attachment=42268:006 20130216 _D8C1604 Max Aquila ph.jpg]

    o di ricerca entomologica coerente alle potenzialità del mezzo [attachment=42271:008 20130216 _D8C1632 Max Aquila ph.jpg]

    come di solito avviene per chi usi un tele macro da 71cm di MAF minima, e RR 1:2 senza tubi.


    Ebbene io il mio Micro Nikkor lo uso molto più spesso in maniera diversa, sfruttandone le doti di catalogatore a lunga gittata [attachment=42269:005 20130216 _D8C1603 Max Aquila ph.jpg]

    o quelle di preciso decodificatore di ombre e luci anche in situazioni di forte contrasto [attachment=42270:002 20130216 _D8C1569 Max Aquila ph.jpg]

    Ma dove lo vedo eccellere oltre ogni altro Micro Nikkor che possegga (da non-Ai ad AF, almeno cinque obiettivi), è nelle doti di interpretazione dei mezzitoni
    [attachment=42272:003 20130216 _D8C1572 Max Aquila ph.jpg]

    e nella resa plastica delle superfici compatte, specie se liquide [attachment=42273:001 20130216 _D8C1543 Max Aquila ph.jpg].

    Cosa poi dire delle doti nello sfuocato, direi paragonabili a quelle artatamente modificabili dei mediotele DC?

    [attachment=42274:004 20130216 _D8C1594 Max Aquila ph.jpg](Honi soit qui mal y pense) :exitenter:

    ciao ciao [attachment=42275:009 20130216 _D8C1641 Max Aquila ph.jpg] :bigemo_harabe_net-03:

    Max Aquila rfsp e Nikon D800 per Nikonland 2013

    • gen 01 1970 01:00
    • da Max Aquila
  8. Nikon Nikkor 24mm f/2 AiS

    [attachment=42218:001 20130218 _D3H2807 Max Aquila ph.jpg]

    Era tempo che lo riutilizzassi ed allo scopo l'ho sperimentato sulla mia nuova D800.

    Il 24mm su FX è un obiettivo di nuovo utile, dopo lunghi anni di ...castrazione ottica su formati DX che lo riducevano come il 28mm a ridicole coperture perdipiù gravate talvolta da distorsione più o meno accentuata, dato l'originario angolo di campo di 84°, non ancora l'angolo retto del 21mm, ma incisivamente più dei 35 e 28mm.

    Questo mio AiS era un obiettivo ben costoso negli anni 80, data la massima apertura e si poneva come il grandangolare spinto più luminoso di casa Nikon, dovendo ancora aspettare una decina d'anni prima di vedere apparire il mitizzato 28/1.4 che tanto spinto come wide però non era.

    [attachment=42219:001 20130218 _D3H2803 Max Aquila ph.jpg]

    Corredato di paraluce dedicato HK-2, con collare di serraggio a vite, accreditato l'obiettivo di schema da 11 lenti in dieci gruppi, diametro filtro standard da 52mm, peso di 3etti e MAF minima da 30cm, caratteristiche di estrema compattezza, in funzione dell'elevata luminosità.

    Giorni fa l'ho portato a villa Malfitano dove si è dimostrato essere una focale poliedrica come ci si aspetta da un 24mm su pieno formato:

    -utile a fornire informazioni globali di un contesto [attachment=42220:001 20130201 _D8C1456 Max Aquila ph.jpg]

    -utile, avvicinandosi, a fornire dettaglio [attachment=42221:001 20130201 _D8C1447 Max Aquila ph.jpg]

    -utile,sfruttando l'ampio angolo di campo e l'elevata pdc già a diaframmi intermedi, a diversificare il soggetto a seconda delle inquadrature
    orizzontali [attachment=42222:001 20130201 _D8C1497 Max Aquila ph.jpg]
    o verticali ... [attachment=42223:001 20130201 _D8C1499 Max Aquila ph.jpg]

    Caratteristiche degli obiettivi di questa generazione usati su sensori attuali sono le diversità di resa a diaframmi diversi...
    decisamente pastellati i toni a tutta apertura o nei suoi pressi
    [attachment=42224:001 20130201 _D8C1489 Max Aquila ph.jpg][attachment=42225:001 20130201 _D8C1508 Max Aquila ph.jpg][attachment=42226:001 20130201 _D8C1439 Max Aquila ph.jpg]

    già meglio chiudendo per bene il diaframma
    [attachment=42227:001 20130201 _D8C1397 Max Aquila ph.jpg][attachment=42228:001 20130201 _D8C1398 Max Aquila ph.jpg]

    e senza mai pregiudicare la postproduzione dei file, che da questa lente escono neutrali come da tradizione Nikkor di quegli anni, e possono essere facilmente accentuati nelle caratteristiche che possano interessare
    [attachment=42229:001 20130201 _D8C1477 Max Aquila ph-2.jpg]

    Certo...un visus migliore del mio faciliterebbe la messa a fuoco di precisione sul vetrino della D800, che un teleobiettivo MF renderebbe più facile...
    ed un 24/2 AiS usato costa molto meno delle potenzialità che promette...

    ...OK ho capito... me ne vado...! [attachment=42230:001 20130201 _D8C1395 Max Aquila ph.jpg]

    • gen 01 1970 01:00
    • da Max Aquila
  9. Disassemblando il Nikkor 50mm f/1,2 Ais

    E' probabilmente il mio obiettivo preferito ... ma è insorto un piccolo problema: montando e smontando filtri il barilotto ha cominciato ad avere un gioco e invece di svitarsi il filtro ha fatto corpo unico con il barilotto che ha cominciato a ruotare assecondando lo sforzo di rotazione impiegato per svitare il filtro.

    Il problema in questo caso era dovuto al fatto che ciò che tiene bloccato al barilotto il pezzo che copre i bordi della lente anteriore e ospita l'innesto filtri è un'unica, piccolissima vite (visibile sotto, il cacciavitino di precisione ha un diametro di circa 1mm) !

    Se si ha esperienza, sicurezza, buona mano e strumenti adeguati (per viti così piccole il cacciavite deve avere esattamente lo stesso diametro e inserirsi senza giochi nel taglio della vite in modo da fare corpo unico con essa: qualsiasi gioco provocherà 'spanature' o rotture) l'operazione è semplice anche se delicata. Le immagini parlano meglio:

    Il mio 50mm f/1,2 Ais:

    [attachment=37293:_MAX0154.jpg]


    Dimensione della vite e sua ubicazione:

    [attachment=37295:_MAX0159.jpg]

    [attachment=37294:_MAX0158.jpg]


    Ecco l'anello che trattiene il gruppo ottico svitato:

    [attachment=37296:_MAX0160.jpg]


    Non era necessario, ma ho estratto il gruppo ottico (operazione che se non avete dimistichezza con la meccanica è meglio non fare):

    [attachment=37297:_MAX0161.jpg]


    Il gruppo ottico, il diaframma e le sue meccaniche costituiscono un blocco unico:

    [attachment=37298:_MAX0162.jpg]

    [attachment=37299:_MAX0164.jpg]

    [attachment=37300:_MAX0165.jpg]


    Ecco cosa è accaduto: la vite che teneva l'anello esterno si è allentata e l'anello ruotava quando si cercava di togliere o mettere un filtro, graffiando la sottostante filettatura:

    [attachment=37301:_MAX0166.jpg]


    Pulita la filettatura graffiata, ho quindi riassemblato l'ottica facendo in modo che i rinvii meccanici di diaframma e ghiera di messa a fuoco fossero perfettamente allineati e funzionanti; poi ho eseguito l'operazione che era lo scopo di questo disassemblamento: ho riavviatato l'anello esterno all'obiettivo e avvitato con ferma delicatezza e precisione (ci sono cacciavitini di precisione dotati di 'dinamometri' di torsione che permettono di avvitare queste fragili viti dosando con precisione la forza; io mi sono affidato alla mia esperienza) la vitina che lo blocca al barilotto:

    [attachment=37302:_MAX0167.jpg]


    Per evitare di usare la filettatura originale e omogeneizzare il diametro dei filtri io solitamente monto un anello portafiltri che in questo caso porta la filettatura da 52 a 62:

    [attachment=37303:_MAX0168.jpg]

    L'anello inoltre protegge ulteriormente la lente anteriore e piccoli urti rovineranno l'anello e non l'ottica ...


    Ta Daaa ! fatto !
    Spero vi sia piaciuto vedere le viscere del 50mm f/1,2 superluminoso Nikkor Ais !
    ;)

    Ciao,
    Adriano.

    • gen 01 1970 01:00
    • da Adriano Max