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Lo sfuocato o bokeh per i giapponesi *****

Submitted by: Lieve
Submitted: nov 09 2009 20:34
Last updated: ago 17 2010 15:17
Category: Ripresa
Titolo : Lo sfuocato o bokeh per i giapponesi
Keywords : bokeh .

Immagine Allegata: 1.jpg

Metasequoia ad F2.8 - Nikon D3x e Nikkor 200/2VR forse la massima espressione del bokeh possibile oggi



Esistono tanti parametri di valutazione e differenziazione tra obiettivi diversi.

C'? la nitidezza, tanto cercata e bramata in questa epoca digitale, l'incisione, il micro-contrasto, la vignettatura, la distorsione, la precisione del diaframma.

Questi parametri sono tutti pi? o meno chiari e ben definitivi, quasi tutti sono misurabili in termini oggettivi (beh, certe volte sono un p? pi? soggettivi, almeno come metodo di misura ma stabilito il riferimento, almeno se ne pu? parlare).

Esistono per? alcune caratteristiche che non sono univocamente definibili con un parametro, rientrando pi? nel campo del gusto.

Sicuramente il pi? conosciuto ? lo sfuocato.

Per sfuocato intendiamo la capacit? di un obiettivo di rendere le zone fuori fuoco, quelle in cui il soggetto non ? nitido.

In realt? ... lo sfuocato sarebbe un difetto in quanto non esisterebbe nel caso di un obiettivo con nitidezza massima, a diaframma infinito.

Fatto sta che si tratta invece di una caratterisitica espressiva molto importante, specie in talune pratiche come ad esempio il ritratto e la ripresa di persone in ambiente.
Anzi, finisce per essere una discriminante importante per la scelta di un obiettivo piuttosto che un altro e per la sua valutazione economica !


Immagine Allegata: 2.jpg



Esiste un termine giapponese che non si riferisce specificatamente allo sfuocato (abbiamo capito cos'?) ma alla sua qualit?, il bokeh.

Bokeh ? appunto la qualit? dello sfuocato di un obiettivo. Il termine si ? diffuso negli anni '70 del secolo scorso quando Minolta cominci? a promuovere questa qualit? nelle sue ottiche da ritratto (era molto ben conosciuto sotto questo profilo l'85/1.4) imitata poi da tutti gli altri marchi giapponesi fino a diventare di uso comune nelle altre lingue.

La qualit? quindi dello sfuocato ? un fattore discriminante ed ? tipico delle migliori ottiche pensate per rendere al meglio ci? che c'? prima e dopo il punto di messa a fuoco, specie con i diaframmi pi? aperti.
Generalmente sono gli obiettivi di tipo medio-tele e tele (cio? le focali che partono dal 50 mm per salire fino al 200) pi? luminoso che mostrano un eccellente bokeh. Esistono delle eccezioni, invariabilmente su focali lunghe (sia 300 mm che 400 mm di livello elevato).
Diciamo che tutti gli obiettivi comunque mostrano capacit? di rendere lo sfuocato, non tutti (e non in tutte le condizioni) mostrano un ottimo bokeh.


Immagine Allegata: 3.jpg



Sfatiamo subito un mito. Il bokeh non ? misurabile e non ? nemmeno predeterminabile in quanto dipende da tanti fattori che non si possono schematizzare in modo sintetico.

Infatti, a seconda della lunghezza focale dell'obiettivo usato, della distanza del soggetto dal piano pellicola, dalla distanza dello sfondo, dalla sua qualit?, colore e luminosit?, potremmo cambiare opinione al riguardo dello sfuocato.

Possiamo certamente dire che la quantit? e la qualit? dello sfuocato dipendono dall'apertura del diaframma e dalla aberrazione sferica dell'obiettivo.

Questo certamente ed ? in questi due campi che i costruttori intervengono. Resta il fatto che la qualit? intrinseca dello sfuocato ? una peculiarit? tipica dell'obiettivo e deriva dall'insieme delle sue caratteristiche. Come l'abboccato di un grande vino dipende da tutto un insieme di fattori - non ultimi culturali - che non possono essere perfettamente descritti, prescritti o esportati.

Aprendo il diaframma riduciamo la profondit? di campo - fenomeno che si accentua con le focali pi? lunghe - e quindi favoriamo la creazione di ampie zone di sfuocato. Alla massima apertura avremo una definizione, non solo del soggetto ma anche delle zone fuori fuoco pi? morbide. Anche la transizione tra nitido e sfuocato sar? pi? morbida.
Chiudendo il diaframma invece avremo una parte pi? nitida per l'aumentatata profondit? di campo e una transizione da nitido a sfuocato pi? secca, pi? netta, meno delicata, specie se dietro al soggetto abbiamo corpi a distanza ravvicinata.
Giocando con il diaframma andiamo anche a modificare l'entit? dell'aberrazione sferica (un difetto di tutte le lenti di tutti gli obiettivi), pi? presente a diaframmi aperti e meno a quelli pi? chiusi.
L'entit? dell'aberrazione sferica influisce su come viene reso lo sfuocato ed ? sempre in relazione all'apertura del diaframma.
A diaframmi aperti l'entit? dell'aberrazione sferica ? superiore perch? aumenta la quantit? di luce che arriva anche alla periferia delle lenti, dove il difetto ? maggiore.
E siccome, sostanzialmente lo sfuocato ? la restituzione di punti luminosi che rappresentano la proiezione del diaframma dell'obiettivo, la forma del diaframma e la qualit? della riproduzione, nonch? la continuit? della riproduzione mano a mano che ci si allontana dal punto di messa a fuoco, portano ad avere un migliore o peggiore risultato.

Qui entriamo per? nel campo delle considerazioni estetiche e non pi? tecniche e nel modo che abbiamo di percepire le immagini.

L'occhio trova pi? gradevole una rappresentazione circolare, ecco perch? sono gli obiettivi con il diaframma composto da un numero di lamelle tale da approssimare la forma circolare che producono un risultato pi? gradevole.
Anche il grado di correzione dell'aberrazione sferica influisce. Obiettivi meno corretti daranno un risultato pi? o meno piacevole di altri perfettamente corretti.

In questo senso Nikon ha dato un contributo importante con i suoi obiettivi denominati Defocus Control (sia il 105 che il 135 F2) che consentono di modificare l'entit? della correzione dell'aberrazione sferica in un senso o nell'altro.

In generale caratterizza lo sfuocato la resa delle alte luci nelle zone fuori fuoco pi? che le zone in ombra.

Ma questo dipende molto dalla lunghezza focale e dalla qualit? dello sfondo.

Come in questi due casi :


Immagine Allegata: 4.jpg

con il 300/2.8 AIs


Immagine Allegata: 10.jpg

con il 600/5.6 Ais ad F8



l'entit? della forma della fonte luminosa e la sua resa dipendono in larga parte dalla forma e dall'apertura del diaframma e dall'entit? dell'aberrazione sferica, oltre che dalla distanza del soggetto dal corpo luminoso.

Ma in termini di estetica e specialmente con le lunghe focali, ? molto importante come la transizione da fuoco a fuori fuoco viene restituita perch? con profondit? di campo molto ridotte (pensiamo ad un 400 o un 500 mm alla massima apertura di diaframma), spesso il campo nitido ? minore del soggetto.

Qui vediamo un ciclista ripreso a 15 metri di distanza con uno sfondo luminoso a circa 30 mm dal soggetto. Ad F2.8 ? a fuoco perfettamente solo il naso del ciclista e quanto ? in corrispondenza di quello. Ma la qualit? dell'obiettivo consente di mantenere perfettamente leggibile tutto il soggetto digradando in modo molto morbido verso uno sfuocato che permette di liquefare del tutto lo sfondo :


Immagine Allegata: 5.jpg




Mentre qui vediamo un bolide in piena corsa ripreso ad F4 con un 500 mm. Il 500 AF-S (diversamente dalla vecchia versione P a fuoco manuale) non ha uno sfuocato gradevolissimo in zone lontane dal soggetto. Ma all'interno del soggetto la transizione resta morbida consentendo di avere comunque tutta l'auto leggibile, sebbene il campo perfettamente nitido non sia che un ottavo di tutto il corpo :


Immagine Allegata: 6.jpg



Anche la qualit? dell'illuminazione dello sfondo ha una grande importanza nello sfuocato, specie alle brevi distanze.

Qui vediamo come la gradevolezza del bokeh si limiti alla sfuocatura dell'oggetto ripreso mentre lo sfondo, scuro, annulla nelle ombre lo sfuocato :


Immagine Allegata: 7.jpg



Tutto ci? ci porta a concludere ... che non si pu? concludere niente in questi termini, perch? ogni ottica e ogni situazione merita una considerazione a se.

Ritorniamo alle considerazioni di tipo estetico, riprendendo l'immagine di apertura.


Immagine Allegata: 8.jpg



Ho la stampa in formato A2 di questo rametto di metasequoia ripreso da 2 metri con il 200/2VR ad uno stop sopra la massima apertura.
La qualit? e la piacevolezza dello sfuocato sono il soggetto della fotografia, molto pi? del rametto obliquo stesso che di suo dice ben poco.
Questo per rappresentare quanto sia importante questa qualit? (o difetto) negli obiettivi.
Qualit? che ? quasi del tutto assente nei complicati zoom dotati di schemi ottici complessi e ridondanti con copioso utilizzo di lenti asferiche o ibride e dove magari il soggetto ? nitidissimissimissimi mentre il fuori fuoco viene reso come se lo avesse scarteggiato un carrozziere ... prima della verniciatura !

E' una qualit? da sfruttare nell'espressione fotografica, per rappresentare o non rappresentare elementi che noi umani, ad occhio nudo, non possiamo percepire facilmente. Avete provato a mettere a fuoco con l'occhio il vostro dito messo a 10 cm dal cristallino ?
Com'? lo sfuocato del vostro occhio ?


Immagine Allegata: 9.jpg


Qui un interessante articolo di Zeiss che disanima in modo molto approfondito questo argomento: Allega File  CLN35_Bokeh_en.pdf   1,71MB   392 Numero di downloads


Fonte: http://www.zeiss.com/C12567A8003B8B6F/EmbedTitelIntern/CLN_35_Bokeh_EN/$File/CLN35_Bokeh_en.pdf


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