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Ricordi di un Passato Prossimo: Sviluppo e Stampa del Bianco e Nero (II parte)


Eh si come varia il tempo di sviluppo con la temperatura?
Ci serve una carta tempo temperatura che ci indichi la variazione
Eh si come varia il tempo di sviluppo con la temperatura?
Ci serve una carta tempo temperatura che ci indichi la variazione
Possiamo usare quella Ilford scaricabile in pdf da qui e qui sotta rappresentata

Immagine inserita

Troviamo il nostro tempo di 8 minuti e 30 secondi nella colonna dei 20 gradi. ci si muove sulla colonna dei 24 e si scopre che il tempo deve essere ridotto a 6 minuti; ecco quindi il nostro tempo. Domanda: ma se eravamo al quarto rullino per quel litro di sviluppo era sempre 8 minuti e 30 secondi a 20 gradi? la risposta e' no . Per ogni rullo sviluppato dobbiamo aumentare il tempo di sviluppo secondo tale progressione:
primo rullo tempo nominale
secondo rullo + 10 percento
terzo rullo + 25 percento
quarto rullo +38 percento
quinto rullo + 55 per cento
sesto rullo + 70 percento
ottavo rullo +85 percento
.....
quindi i nostri 8 minuti e 30 a 20 gradi per un quarto rullo si trasformano in (8 min e 30 sec = 480 sec + 30 sec =510 sec; 510 sec + 32 percento uguale a 673 sec diviso per 60 da 11 min e 22 )arrotondato in 11 e 15. Se quindi, il nostro sviluppo è a 24 gradi, sulla tabella troviamo un tempo corrispomdente di 7 minuti.
Allora iniziamo lo sviluppo.

Abbiamo tutto?
sviluppo? fissaggio? termometro (per un controllo della temperatura durante tutto il processo)? Tank caricata? manca qualcosa? si in effetti un imbuto di medie dimensioni per reinserire lo sviluppo usato nel recipiente che lo contiene, e un piccolo cilindretto (agitatore) che viene fornito con la tank e che serve a far ruotare la spirale all'inteno della tank (vedere elemento 2 nell'esploso della tank), oltre evidentemente a un cronometro per misurare il tempo.

Immagine inserita

Ci sono vari tipi di tank per le diverse misure delle pellicole (35 mm, 127, 120 ecc) che contengono una o più spirali contemporaneamente.

Le spirali generalmente sono di nylon, ma si trovano anche di acciao inossidabile. Ci sono inoltre delle spirali con dimensioni variabili (come appunto quelle della Patherson system4) che permettono di gestire pellicole dei diversi formati.

Ricordiamoci che una tank con le sue componenti va lavata come ogni stoviglia in cucina, dopo il suo uso, e in ogni caso la spirale non deve presentare alcuna traccia di umidità o residui, onde evitare di incavolarsi alla succesivo caricamento della pellicola fatto al buio, per inceppamenti e difficoltà di inserimento della pellicola.

Oltre all'agitatore talvolta è presente un blocco che ferma la spirale al cilindro 5, componente la tank, per evitare che quando la tank venga capovolta, possa portarsi fuori del livello del rivelatore.

Contollata la temperatura del rilevatore per un 'ultima volta, facciamo partire il cronografo e versiamo lo sviluppo nella quantità minima richiesta dal costruttore della tank per quella dimensione di pellicola, così come versiamo l'acqua in un bicchiere: prendiamo poi l'agitatore e ruotiamo in senso orario e antiorario, orario e antiorario,... per 30 secondi la spirale; chiudiamo la tank col suo tappo, alziamo la tank di circa 5 cm e sbattiamo la tank sul tavolo, due tre volte, per eliminare le eventuale bollicine d'aria che formatesi sulla pellicola, impedirebbero allo sviluppo di aderire completamente alla pellicola.

Ogni minuto la tank va presa rivoltata di 180 gradi con il braccio disteso per 2 volte e ripoggiata sul tavolo risbattendo altre due volte , per le bollicine d'aria.

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30 secondi prima della fine del tempo di sviluppo apriremo il tappo della tank, metteremo l'imbuto alla bottiglia in cui andremo a conservare lo sviluppo e 15 secondi prima inizieremo a versare lentamente lo sviluppo nella bottiglia.

Quelle per lo sviluppo, sono bottiglie generalmente di plastica scura, facilmente deformabili. Sono scure per evitare di far entrare la luce all'interno e deformabili per far si che quando la bottiglia viene chiusa dal tappo avvitabile, l'aria presente sulla sommita' venga tolta e venga evitata l'ossidazione del liquido col tempo.

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Dopo che lo sviluppo e' ritornato nel suo contenitore, senza altri indugi di tempo, verseremo il fissaggio ( che sara' alla medesima temperatura dello sviluppo) all'interno della tank. Anche qui agiteremo la tank, eviteremo le bollicine d'aria, ma il rivoltamento della tank puo' essere fatto con meno frequenza, bastano due, tre volte durante il tempo di fissaggio. Tale tempo è funzione di quanto prescritto dal produttore. I tempi comunque non sono critici e vanno dai 5 ai 10 minuti max..

Completata la fase di fissaggio si passera' al lavaggio. E' molto importante, come detto prima, che la temperatura di lavaggio rimanga costante alla medesima temperatura del rilevatore e fissaggio , o per lo meno che eventuali oscillazioni avvengano gradatamente e in un range di più o meno due gradi.

Esistono i cosidetti iniettori di lavaggio. Un iniettore di lavaggio altro non e' che un tubo con due raccordi per essere attaccato a un rubinetto da una parte e dall'altra al centro della tank, che garantisce un flusso continuo di acqua alla pellicola racchiusa nella spirale.

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Ricordiamo di controllare l'acqua in uscita dalla tank che sia pressochè costante nell'intorno della temperatura dei liquidi dello sviluppo. L'operazione di lavaggio è bene che duri dai 20 ai 30 minuti per togliere ogni eventuale traccia di fissaggio.

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Teoricamente la tank puo' essere aperta dopo l'operazione di fissaggio, ma è sempre bene aspettare che sia terminata tutta l'operazione, anche quella di lavaggio.

Terminata la fase di lavaggio è bene che nella tank piena di acqua venga versata una goccia di sapone liquido ( va bene anche quello per stoviglie; agitare la tank, attendere un minuto e aprire la tank per togliere la pellicola che va appesa e lasciata asciugare in un locale privo di polvere.

Una volta asciugata ( ci vogliono mediamente 2, 3 ore), la pellicola puo essere tagliata in strisce per essere utilizzata.

Quando si ha a che fare col digitale si è soliti applicare all'immagine una maschera di contrasto. Con le pellicole si cerca si aumentare l'acutanza ovvero quella risoluzione apparente determinata da un gradiente maggiore nel passaggio tra una zona chiara e una linea scura. Insomma anche con le pellicole è possibile ottenere un effetto di maggiore nitidezza apparente.

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Come viene fatto questo? generalmente dipende dallo sviluppo e dalle pellicole. una pellicola e uno sviluppo definito ad alta acutanza creeranno dei negativi ad alta acutanza. C'è comunque un metodo per aumentare quel gradiente del passaggio da una liena chiara a una linea scura, affinandone lo spessore

Immagine inserita

Orbene durante la fase di sviluppo non si rispettano gli intervalli di capovolgimento e invece di rivoltare la tank ad esempio ogni 30 sec, si rivolta ogni 3 minuti. questo favorisce l'aumento del gradiente di transizione.

Un altro fatto che permette l'aumento dell'acutanza è la diluizione dello sviluppo; esempio se prevista una diluizione 1+3, significa dopo aver preparato il nostro litro di sviluppo se ne creano 4 diluendo un litro di sviluppo con l'aggiunta di 3 litri di acqua. In tal caso lo sviluppo usato va gettato e mai riutilizzato (sempre in tutte le diluizioni).



Come dicevamo prima la pellicola, una volta asciugata va tagliata in striscie e inserita in pergamini che possono essere raccolti in un archivio per stampe successive:

Immagine Allegata: untitled.png


7 Comments

Foto
Valerio Brùstia
nov 21 2012 10:37
Scemo come sono, pensavo che il pulsante "non mi piace +" fosse una specie di sondaggio
e dato l'argomento, i ricordi remoti di ore e ore nella luce fioca di una lampadina giallastra, in piedi davanti al bancone a muovere le bacinelle e ad appendere stampe ad un filo, per poi scoprire alla luce della finestra che il contrasto era tutto sballato e c'era da ripartire da capo .... DIAMINE: L'HO SCHIACCIATO SUBITO!

Grazie Bergat per la spazzolata di ricordi (per me).
So che molti sono ancora affezionati a tutto il processo chimico B/N, e che una bella stampa in baritata ... è sempre una bella stampa, un piacere per gli occhi!

Io senza rammarico alcuno, non sono più tra questi

Bravo e grazie

Valerio
Bergat, mi hai fatto fare un salto temporale nel passato..
dove in compagnia di tanti altri ho perso tempo e, fatto palpitare il cuore.. nell'attesa di quel che c'era... viste adesso.. non erano un gran chè.. ma viste con il Quore.. beh.. un gran bel ricordo.. tanto che, la mia prima stampa fatta con la baccinella appoggiata all'asse del water..( beh lo spazio era un pò esiguo..) è ancora in una scatola...

bei tempi.. e non lo sapevo..

comunque sia.. grazie
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Bernardo Gattabrìa
nov 21 2012 13:40
Io a differenza di Gianni che stampa ancora ho smesso una decina di anni fa, per abbandono dell'analogico.
molto prima... decisamente molto prima...

sviluppavo e stampavo il B/N sino all'epoca della mia prima Nikon F... poi basta...

la mia atrezzatura era stata acquistata a milano in viale tunisia al 40, ove allora vi era la mitica Metro Import... l'ingranditore era una copia sputata ( ma non in meglio..) del focomat della leitz, ottica ovviamente 50 f 2.8 El Nikkor
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~ Fabio Desmond ~
nov 21 2012 14:42
Mi tornerà utile ;)
Grazie!
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Francesco64
nov 22 2012 10:35
Ho sviluppato e stanpato per un paio d'anni, circa 20 anni fa.
Mi divertivo moltissimo, molto piu' di quanto non mi diverta oggi con la PP.
Avevo un ingranditore primordiale, un DURST piccolissimo che stava letteramente insieme con lo sotch, recuperato dalla cantina di mio zio.

Le stampe, guardate oggi, fanno abbastanza sorridere. Rimangono dei bei ricordi.

Pochi anni fa ho venduto tutto per una cifra simbolica a uno studente universitario, spero ne abbia fatto buon uso.
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Bernardo Gattabrìa
nov 24 2012 18:08
Ricordi, ricordi Ragazzi! Cio che mi frena nella stampa, è il fatto che non avendo una camera attrezzata devi ogni volta apparecchiare e sparecchiare, ed è una... rottura. Mi sembra di capire che invece Gianni, ce l'ha stabile, e questo indubbiamente vuol dire molto.
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