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1946 - 1956 : Nikon Rangefinder Camera la storia comincia da qua...

Nippon Kogaku Nikon RF Rangefinder SP RFSP Nikkor Nikko

RFSP Max I love :bigemo_harabe_net-143: 
Immagine Allegata: 0001 _NDF3849-Modifica 28022015 Max Aquila photo-3.JPG

E’ a questo punto che si innesta la vicenda piu’ interessante della moderna storia della Fotografia che mi ha stimolato a ricercare e a procurarmi le protagoniste di un cantuccio della Storia degli Uomini e delle loro guerre: parlo delle similitudini dettate dall'andamento delle trattative di Pace del secondo dopoguerra che portarono Nikon a costruire una telemetro basata (e molto somigliante) a quella Contax II che era stata la protagonista dell'informazione bellica in mano non soltanto ai tedeschi ma sopratutto all'eccellenza dei reporter alleati, quel Bob Capa che se la porto’ appresso dall'Africa alla Sicilia e fino al D-Day in Normandia e nei giorni della Liberazione di Parigi, ma che per gli eventi connessi all'armistizio e alla spartizione di Berlino, cadde con tutte le maestranze e le officine in mano sovietica e continuo’ ad essere prodotta in Ucraina a Kiev, con le stesse linee di produzione che ne avevano decretato un successo universale in Germania.
Tre macchine a telemetro, la Contax prodotta fino alla fine della guerra, la Nikon tra il 1948 ed il 1959, la Kiev fino quasi alla caduta del muro di Berlino, nel 1989, probabilmente il piu’ longevo esempio di imitazione pedissequa di un manufatto... effettivamente ben riuscito, ma non certo benchmark della categoria come invece la coeva Leica a vite.
Mi riservo di approfondire nello specifico, avvalendomi dei lavori gia’ pubblicati in proposito da piu’ autorevoli e documentati storici come Robert Rotoloni e Danilo Cecchi, questa affascinante storia di persone sconosciute le une alle altre, ma accomunate nel progettare e costruire un unico strumento .
Nel mio piccolo tentero’ di mostrare come la passione mi abbia condotto, nel cercare di recuperare le vestigia di questo abbastanza recente passato, sebbene cosi’ radicalmente rimosso.
 
Ma agli americani occupanti il Giappone (MIOJ=Made In Occupied Japan compare su molte flange di obiettivi e piastre macchina) non piacque il formato "monco" 24x32 della Nikon I, tanto quanto invece erano piaciuti i grandangolari 2.5, 2.8 e 3.5 alcuni dei quali costruiti anche con montatura a vite 39x1, e sopratutto i medio tele 8.5 e 13.5, quest'ultimo costruito anche con baionetta per reflex Exakta (tutte le lunghezze focali sono ovviamente espresse in cm) e pertanto commissionarono presto una seconda telemetro con lato lungo piu’ vicino possibile al formato Leica :
Immagine Allegata: 12 Nikon_M.jpg Nikon M - 1949
la Nikon M da 24x34 cm di formato, utile compromesso per non gettare alle ortiche il progetto originario, vide la luce nell'ottobre del 1949 e resto’ in produzione pochissimo, fino alla fine dell'anno seguente.
Si distingue dalla Nikon I per la lettera "M" anteposta al numero di serie (primo di produzione il M609760): il primo lotto di macchine non ha le prese di sincronizzazione flash S ed F che vengono inserite sul fianco sinistro (prese a banana) a partire dal S/N 6092350 costituendo una variante, detta MS che pero’ non viene mai riportata ufficialmente sul corpo macchina o altrove: ne vengono prodotte in un anno 3300 esemplari, prevalentemente in silver-chrome: alcuni piccoli lotti vengono colorati in nero per le esigenze dei fotografi di guerra americani in Corea.
 
Insomma, nell'arco di appena due anni dalla commercializzazione del modello I, questo ibrido tra una baionetta Contax e un otturatore Leica, fortemente voluto dai reporter di guerra americani, per evitare di dover fare ricorso alle (odiate tedesche) Leica ed Exakta, si avvia a prendere forma di marchio universalmente riconosciuto in forza delle vincenti scelte ingegneristiche e avvantaggiato dall'essere uno dei pochissimi produttori (e fornitori) di vetro ottico di pregio.
Sono infatti le ottiche NK a dare la spinta piu’ forte al passo successivo, la produzione in grande serie del modello S del 1950, il piu’ moderno del progetto originario, l'ultimo con l'anomalia del formato limitato a 24x34mm.
 
Immagine Allegata: 13 Nikon_S_35_small.jpg Nikon S - 1950
 
La sigla "S" forse indica la sincronizzazione flash ormai di serie su questo modello, con due coppie di prese a banana, contrassegnate da F ed S per Fast e Slow in relazione alle velocita’ di otturazione in uso ed alle conseguenti diverse lampade flash da utilizzare.
Immagine Allegata: 14 prese_sincro.jpg
 
Il primo numero di serie della Nikon S e’ 6094101 e la produzione di questo modello si protrae per cinque anni, dal gennaio '50 al gennaio '55, con una produzione totale di oltre trentaseimila pezzi, fino alla matricola 6129520, ma essendo passata per numeri anche di otto cifre, fino a 60911215, pur di mantenere il prefisso iniziale 609... continuita’ e miglioramento
nella tradizione= kaizen! Immagine Allegata: 15 ponte.jpg
 
Tutte le S costruite entro l'8 settembre 1951, data del ritiro delle truppe di occupazione americane, portano la scritta MIOJ (made in occupied Japan) incisa sul fondello, successivamente soltanto Japan o Made in Japan.
Immagine Allegata: 16 of_MIOJ.jpg
La gran parte delle S prodotte viene esportata e per questo motivo tale modello ha un valore piuttosto limitato sul mercato collezionistico: pur non essendo stato il modello piu’ prodotto e’ sicuramente risultato il piu’ popolare!
 
Immagine Allegata: 17 85vari.jpg







14 Comments

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Max Aquila
feb 28 2015 17:03

Riedizione dell'articolo scritto nel 2006 per Nikonland e su Nikonland a cui tengo di sicuro piu' che ad ogni altro.

 

In attesa di completarlo con ulteriori elementi ed immagini che sto nel frattempo raccogliendo.

 

Nikonland nasce anche lei da questo articolo, oltre che dalla mente e voglia di utilizzarla mia e di Mauro Maratta.

 

Nikonland e' un sito, con un forum a corredo, non un ... forumcolo, come tanti altri che prendono Nikon a pretesto e poi si limitano a parlare di oggetti che non hanno mai visto ne' toccato, tantomeno utilizzato.

 

E' solo sulla base di cio' che continuiamo ad alimentarlo con quanto riteniamo sia ad esso utile.

 

Buona luce 

Immagine Allegata: smile1.gif

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Valerio Brùstia
mar 01 2015 22:02

La SP era proprio un bell'oggetto.

Mi sono sempre chiesto per quale astruso motivo Nikon decise di chiudere definitivamente l'epopea telemetrica all'inizio degli anni '60.

Leica con le sue scatolette ha superato il millennio, con successo.

Boh, valli a capire, non c'è kaizen che tenga

 

Curioso invece il rapporto di odio e amore tra USA e Giappone. Curioso che abbiano preferito i prodotti giapponesi a quelli tedeschi, alla fin fine i secondi han devastato l'Europa mentre i primi si son spinti fino al sacro suolo patrio 'mmericano. Curioso

 

ciao e grazie

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Max Aquila
mar 02 2015 02:02

La SP era proprio un bell'oggetto.

Mi sono sempre chiesto per quale astruso motivo Nikon decise di chiudere definitivamente l'epopea telemetrica all'inizio degli anni '60.

Leica con le sue scatolette ha superato il millennio, con successo.

Boh, valli a capire, non c'è kaizen che tenga

 

Curioso invece il rapporto di odio e amore tra USA e Giappone. Curioso che abbiano preferito i prodotti giapponesi a quelli tedeschi, alla fin fine i secondi han devastato l'Europa mentre i primi si son spinti fino al sacro suolo patrio 'mmericano. Curioso

 

ciao e grazie

Caro Valerio,

Nikon smise la produzione di SP &C perche' il corpo macchina dell'SP non e' altro che quelo della Nikon F del 1959

E reflex era il destino della fotografia.

 

Leica rimase cio' che era giusta la totale assenza di competitor dopo il passaggio a reflex di tutti coloro che volevano VEDERE davvero cio' che mettevano a fuoco, ed erano tanti gia' dai primi dei Fabulous Sixties

 

In quanto al resto, gli USA occuparono il Giappone e vi rimasero fino al settembre 1951, facile comprendere come la Germania fosse per loro indissolubilmente legata al nazismo e ad Hitler, ai morti della II WW, lontano dalla patria e all'orrore che l'Europa di quella guerra poteva solo costituire per loro.

 

Nothing more

Bah, nulla di romantico e nessuna spiegazione storica.

 

Il prodotto Nikon era semplicemente superiore per quanto riguarda le ottiche, più flessibile e molto meno costoso per quanto riguarda i corpi macchina con i giapponesi che producevano in batteria più pezzi pro-capite dei corrispondenti tedeschi in modo da soddisfare più facilmente la richiesta.

 

E con SP ed F : avevano a disposizione un corredo che nessun altro al mondo, avesse pure l'accento di Jena o di Stoccarda ;)

 

Qui da noi c'é sempre stato questo amore-odio con gli Unni, disprezzati e apprezzati allo stesso tempo.

Anche in casa mia nei ruggenti anni '60 c'erano sia la fotocamera che il binocolo Zeiss. E si usavano pellicole Agfa.

Si compravano anche auto tedesche.

 

Finchè non sono arrivato io ;)

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Leonardo Visentìn
mar 02 2015 07:40

Bah, nulla di romantico e nessuna spiegazione storica.
 
Il prodotto Nikon era semplicemente superiore per quanto riguarda le ottiche, più flessibile e molto meno costoso per quanto riguarda i corpi macchina con i giapponesi che producevano in batteria più pezzi pro-capite dei corrispondenti tedeschi in modo da soddisfare più facilmente la richiesta.
 
E con SP ed F : avevano a disposizione un corredo che nessun altro al mondo, avesse pure l'accento di Jena o di Stoccarda ;)
 
Qui da noi c'é sempre stato questo amore-odio con gli Unni, disprezzati e apprezzati allo stesso tempo.
Anche in casa mia nei ruggenti anni '60 c'erano sia la fotocamera che il binocolo Zeiss. E si usavano pellicole Agfa.
Si compravano anche auto tedesche.
 
Finchè non sono arrivato io ;)


Pacifista!
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Valerio Brùstia
mar 02 2015 08:14
Onestamente,
Se alla fine degli '80 quando ho iniziato a fotografare per sul serio avessi potuto utilizzare una telemetro non per fare il fighetto, ma per tutti i piccoli vantaggi connessi, sarei stato ben felice. Perche' soldi non ne avevo, ma la Minolta CL era un baracchino mica da sottovalutare.

Adesso la rangfinder di Nikon si chiama V3 (passatemi il paragone). Offre una infinita' di possibilita' che una Magnifica SP si poteva solo sognare. Peccato che non offra un unghia del fascino di un oggetto Bello come la SP di ormai antica memoria.

Per tornare alla faccenda USA - resto del mondo: dubito che un qualunque reduce di Iwojima abbia mai avuto desiderio di un qualunque manufatto Jap... Pero' se marchiato MIOJ forse forse ....
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Max Aquila
mar 02 2015 08:19

Onestamente,
...

Pero' se marchiato MIOJ forse forse ....

ecco appunto: e gli americani gli fecero marchiare tutto, ma proprio tutto MIOJ...

 

In Europa il colonialismo aveva imboccato la parabola discendente, mentre negli USA...

I reduci desideravano la pace e sparavano ai gialli (come Clint Eastwood in Gran Torino)

 

Ma pensi che tutti gli altri in patria desiderassero robe di questo genere :

 

Immagine Allegata: 800px-Kodak_35RF.jpg

la Kodak 35 ? ... la cui produzione cessò non del tutto inaspettatamente nel 1951 ... quando le Nikon S imperavano negli States ;)

 

Oppure il mattone Argus ?

 

 

Immagine Allegata: Argus_C3.jpg

la Argus C3 originale

 

...

Curioso invece il rapporto di odio e amore tra USA e Giappone. Curioso che abbiano preferito i prodotti giapponesi a quelli tedeschi, alla fin fine i secondi han devastato l'Europa mentre i primi si son spinti fino al sacro suolo patrio 'mmericano. Curioso

 

...

In quanto al resto, gli USA occuparono il Giappone e vi rimasero fino al settembre 1951, facile comprendere come la Germania fosse per loro indissolubilmente legata al nazismo e ad Hitler, ai morti della II WW, lontano dalla patria e all'orrore che l'Europa di quella guerra poteva solo costituire per loro.

Giá, l'occupazione americana é stata completamente dimenticata da molti. 

E considerato che é stata un'occupazione non solo politico-militare ma anche "sociale" (iniziata ben prima della WWII), é giá tanto che il Giappone abbia mantenuto e stia mantenendo un'identitá propria cosí caratteristica.

 

Ma c'é anche un altro elemento spesso sottovalutato...

La Germania post bellica era una nazione completamente spianata dai bombardamenti alleati, priva di infrastrutture e con condizioni economiche per la ricostruzione ben diverse da quelle degli altri paesi europei.

 

In epoca di starnazzamenti nel paragonare il debito greco (ed italiano) attuale a quello tedesco degli anni '40 e '50, non fa comodo ricordare la situazione reale di quegli anni. 

 

Affidarsi platealmente ai prodotti di un "ex-nemico" subito dopo la guerra non era politicamente sostenibile da parte degli americani, mentre un paese controllato aveva tutt'altro status. :) 

a_

 

P.S. Da queste parti, dove la cultura tedesca dopo la guerra era talmente mal sopportata da far cambiare perfino le regole grammaticali, trattori e macchine agricole sono stati americani prima ed olandesi poi fino almeno alla seconda metá degli anni '60. 

Non un trattore tedesco o italiano ha messo ruote qui per decenni... 

I reduci desideravano la pace e sparavano ai gialli (come Clint Eastwood in Gran Torino)

...

Un mio amico Californiano (piuttosto "giallo", peraltro :P) lo considera uno spaccato perfetto della realtá del West fino almeno agli anni '70. 

(Io mi limito a considerarlo un film stupendo ;) ).

Ma mi spiegava anche la differenza enorme tra californiani e resto degli US: oltre le Rocky Mountains il contatto con il Giappone e con la Cina é sempre stato nullo o quasi. 

Semplicemente li ignoravano. 

 

Al contrario i sottomarini tedeschi sottocosta erano stati una realtá ed un rischio per gli abitanti della East Coast (rischio molto piú pubblicizzato che reale, peraltro, ma serviva a tenere alto l'interesse alla guerra in corso).

a_

Foto
Valerio Brùstia
mar 02 2015 08:37
... Mmm sui trattori italiani beh giusto Lamborghini, perche' FiatAgri , mamma mia. Comunque anche qui nella tua terra d'origine John Deer spopola.
Foto
Max Aquila
mar 27 2015 19:39
Nikon per lunghi decenni preferi' per motivi legati alla sconfitta bellica ed allo sforzo di ricostruzione aziendale di stendere un velo di oblio sul periodo che dalla RF I porta fino alla SP ed alla S4, tanto che dobbiamo realmente alla pazienza ed alla ricerca di storici della fotografia moderna come Robert Rotoloni ed il nostro Danilo Cecchi (le opere dei quali mi hanno portato a conoscere ed a ispirarmi alle Range Finder di casa Nikon) i quali sono riusciti a censire e classificare buona parte della produzione meno conosciuta del primo periodo postbellico di Nippon Kogaku.
Immagine Allegata: rotoloni.jpg Robert Rotoloni
Immagine Allegata: rf nikon.jpg RFSP
Immagine Allegata: cecchi.PNG Danilo Cecchi
Immagine Allegata: copertina1.gif Immagine Allegata: $_57.JPG
 
Tutto questo al fine di correttamente datare la nascita e la successiva evoluzione delle reflex Nikon, dalla F del 1959 fino alle attuali DSLR.
Max.. io ho il libro del Robert Rotoloni.. ed anche gli inserti di tutti fotografi..

e basta purtroppo..
Foto
Max Aquila
mar 27 2015 21:06

Max.. io ho il libro del Robert Rotoloni.. ed anche gli inserti di tutti fotografi..

e basta purtroppo..

io qualcosa di piu'...ma non basta mai  ;)

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