Light Style© by Fisana

Vai al contenuto


Benvenuti su Nikonland Questo sito è indipendente, è autofinanziato, non promuove e non raccoglie pubblicità. Non è collegato con Nikon, Nital o le loro sussidiarie

Nikonland non è una rivista periodica e non è quindi sottoposta alla normativa vigente 

 

SlowPrint
- - - - -

Spazi Colore per la Stampa

Spazio Colore ProPhotoRGB ICC Profili Stampanti Fine Art Pigmenti

SPAZI COLORE PER LA STAMPA

Parlando di preparazione delle immagini per la stampa, abbiamo già visto qui che la raccomandazione è di usare ProPhotoRGB a 16bit sia per la lavorazione che per la stampa.

Perché ProPhotoRGB? Innanzitutto, chiariamo che chi lavora le proprie immagini e poi le stampa con i vari tipi di stampanti inkjet (a Pigmenti e a Dyes) non deve usare gli spazi CMYK. Il fatto che la stampa fisicamente possa essere del tipo CMYK è totalmente irrilevante dal momento che i "numeri" RGB che vengono mandati alla stampante dopo la conversione al profilo di stampa, vengono poi processati da un potente driver interno alla stampate che si occupa di tradurlo nei comandi operativi. Questa è una "Black Box" nella quale non vogliamo entrare perchè è inutile.

Quindi parliamo sempre di spazi del tipo RGB. Ce ne sono parecchi, ma per semplicità limitiamoci a ProPhotoRGB, AdobeRGB e sRGB.

Dunque perchè si deve preferire lo spazio ProPhoto? per vari motivi, di cui il principale è l'ampiezza del Gamut. Questo fa sì che tutti i colori visibili dall'occhio umano e anche alcuni invisibili siano "dentro " a ProPhoto. Il fatto che contenga alcuni colori invisibili è irrilevante, non siamo obbligati a usarlo "tutto". Invece sia AdobeRGB che sRGB coprono solo una parte dei colori visibili e soprattutto solo una parte dei colori che possono essere stampati

Alcune persone obiettano che anche lo spazio AdobeRGB è più ampio di quanto serve e quindi è meglio usare quello per semplicità. In realtà non è così. Vediamo perchè.
Visto che stiamo parlando di spazi colore con riferimento alla stampa osserviamo allora l'ampiezza di questi spazi e confrontiamola con quella di una stampante top: il Plotter Fine Art usato da SlowPrint e cioè la Epson 7900 con inchiostri Epson HDR che oggi produce il più ampio gamut di tutte le stampanti in commercio, in questo caso su una carta lucida e cioè la Epson Ultra.
L'immagine seguente mostra la proiezione di tutto il volume del gamut sul piano a,b nello spazio Lab.
Come si vede il Gamut della stampante è tale che alcune zone non vengono coperte nè dallo spazio sRGB nè dallo spazio AdobeRGB.

Immagine Allegata: Confronto spazi std e Epson 7900 Full Projection.jpg

Questa immagine è interessante, ma non dice tutto: andiamo a vedere le intersezioni del gamut con piani paralleli a quello d'origine a,b, però passanti per L*=40 e L*=80 cioè andiamo a vedere il confronto tra i Gamut effettivi a due luminosità molto importanti e cioè appunto 40 e 80. In questi grafici il gamut della stampante è la linea in rosso, quello AdobeRGB è la linea verde
Cominciamo col confronto a L=80

Immagine Allegata: Confronto spazi std e Epson 7900 L=80.jpg

In questo caso una porzione importante del gamut della stampante, in corrispondenza del giallo/arancione non è coperta da AdobeRGB e quindi andrebbe "sprecata"

Passiamo a L=40

Immagine Allegata: Confronto spazi std e Epson 7900.jpg

Qui la perdita di Adobe nei confronti della stampante si trova nella zona dei Verdi.

Gli stessi risultati si possono vedere su grafici 3D che si possono pilotare e ruotare col mouse. Non avendo qui questa possibilità ne pubblico comunque uno che mostra il confronto sempre fra la Epson 7900 con carta Ultra (in rosa) e AdobeRGB (in grigio). Si vede bene l'intersezione dei due volumi e si nota come lo spazio della Epson "esca" dal volume di AdobeRGB in modo sostanzioso.

Immagine Allegata: Confronto spazi std e Epson 7900 3D.jpg

In conclusione, le immagini sopra mostrano in maniera drammatica che l'uso di AdobeRGB comporta la perdita di una vasta fetta di colori nelle zone del verde (in alto a sinistra) mentre a L=80 si perdono le tonalità rosso-arancioni. Quindi l'uso di AdobeRGB non garantisce lo sfruttamento completo del Gamut di una stampante avanzata.
Si potrà obiettare che per una stampante domestica questo non succede...e invece guardate qui un confronto tra il Gamut di una piccola Canon ip4850 e AdobeRGB alla luminosità di L=40

Immagine Allegata: Confronto spazi std e Canon ip4850 L=40.jpg

Anche qui l'uso dello spazio AdobeRGB non consente di sfruttare appieno i colori della stampante.
Se consideriamo poi che l'uso di ProPhotoRGB è...gratuito, non esistono motivi validi per non usarlo nella lavorazione delle immagini e nella stampa da parte di un operatore che conosce e applica la Gestione del Colore nel suo flusso di lavoro, sia che la Stampa venga fatta dal fotografo stesso sia che venga affidata ad uno stampatore esterno professionale.

Altri vantaggi di ProPhotoRGB

Ricordo che ProPhotoRGB presenta anche altri vantaggi importanti rispetto a AdobeRGB e sRB, che sono poco conosciuti, ma non per questo meno importanti:

1. Prophoto lavora con un gamma di 1.8 mentre gli altri usano 2.2. Ciò consente una minor compressione dei colori nelle zone scure e di conseguenza una maggior "risoluzione" e precisione degli stessi. A titolo di esempio i primi 51 livelli (cioè da 1 a 51) vengono "compressi" su 14 livelli con gamma=1.8 e su solamente 7 livelli con gamma=2.2 (che ne ha quindi 50% in meno)

2. Il punto di bianco di ProPhoto è quello dell'illuminante D50, invece che del D65 come per AdobeRGB e sRGB. Dato che tutte le conversioni tra uno spazio e l'altro comportano una trasformazione numerica che passa per uno spazio di connessione tra i profili che adotta anch'essa il D50, con ProPhoto questo passaggio (CAT, trasformazione di adattamento cromatico) non avviene, il che comporta maggior precisione numerica e minor perdita di informazioni.

E i difetti di ProPhoto? i difetti in realtà non esistono, esiste la limitazione nell'uso a 8 bit perchè l'ampiezza dello spazio accoppiata a soli 8 bit comporta "gradini" molto ampi e quindi il rischio di posterizzazione.

E per finire, una domanda intelligente...

...che ho visto sul nostro Forum: come si fa a sfruttare il gamut della stampante se in certe zone (giallo/arancione) risulta perfino superiore a quello di un Monitor di ultima generazione Wide-Gamut? La risposta sta nell'aumentare selettivamente la saturazione delle zone interessate avendo impostato l'opzione "Gamut Warning" su Photoshop o su LR in concomitanza con la soft-proof del profilo ICC da applicare. Quando appare la zona di avvertimento, sappiamo che abbiamo raggiunto la massima capacità della stampante.
Il risultato non lo possiamo vedere sul monitor, ma lo vedremo nello splendore della stampa!


10 Comments

Spinoza, non puoi mettere una figura 3D?
Le sezioni non sono affatto chiare a chi non ha percezione della forma del gamut in 3D, e di cosa significhi quella differenza di area, a mio parere. ;)
E cosí non si vede la differenza di forma tra uno spazio RGB ed uno CMYK, che é fondamentale. :)
a_
Grazie per il suggerimento, mi sembrava che fossero più chiare le sezioni 2D a determinati valori di L* piuttosto che la rappresentazione 3D dove non si possono apprezzare le differenze senza poter "girare" i volumi come si farebbe su ProfileMaker Editor per esempio.
Comunque, visto che non costa niente, ho aggiunto anche una immagine 3D.

In ogni caso consiglio a chi non vedesse bene le differenze di cliccare sulle immagini per aprirle, hanno 1400 px e quindi si apprezzano molto bene.
Quanto al CMYK è una battaglia ormai chiusa da anni che non penso meriti seguito. L'ho citato solo en passant.
Grazie
E qui hai chiuso il cerchio. Thank's.
Foto
Raffaele Pantaleoni
mar 27 2013 22:40
Ottimo, chiaro e divulgativo (come sempre del resto...).
Grazie mille!

Raffaele

P.S.: Grazie per la risposta! ;-)
Foto
vetrofragile79
mar 28 2013 00:06
ottimo articolo!
Ancora una volta ti ringrazio per questo articolo e il precedente su come preparare una foto per la stampa.
Trovo sempre molto piacevole leggerti per il modo chiaro con il quale riesci a spiegare i vari argomenti.
Gran Bell'articolo.
Pero' mi pare che l'uso dello spazio ProPhoto comporti un'altro problema, in Adobe la gran parte dei filtri possono lavorare solo a 8bit.

Gran Bell'articolo.
Pero' mi pare che l'uso dello spazio ProPhoto comporti un'altro problema, in Adobe la gran parte dei filtri possono lavorare solo a 8bit.

Se ti "limiti" a Lightroom o Capture One risolvi il problema alla radice.

Credo che oggi, 2013, Photoshop vada ri-pensato per quello che realmente é, e cioé un programma di fotoritocco (all'interno della suite completa).

Per la gestione delle foto praticamente fino alla stampa, intese come RAW, COne, LR e soci fanno tutto quello che serve.
E non a caso i filtri "importanti" per le fotografie (Nik Collection, Percept Tool ed altri), ed anche i software dedicati alla fotografia (PTGui, Hugin, vari per HDR etc)... funzionano tutti a 16bit.

Se pensi a Photoshop come uno strumento per immagini, non per foto, il limite che indichi non é tanto limitante. :)

Moltissimi fotografi ed appassionati (a mio parere troppi fotografi ed appassionati) usano Photoshop per cose che farebbero meglio e piú velocemente con LR e COne.
a_
Foto
vetrofragile79
mar 29 2013 23:36
Andre_ scusa non ho capito se i filtri nik software lavorano a 16 bit anche in photoshop o solo in lightroom, e cosa esattamente funziona a 8 ? Ho paura che molta posterizzazione possa venire proprio dall'uso di photoshop .grazie
Mario Bollani
set 06 2013 12:59

dopo aver letto molto in giro (Boscarol, i vostri articoli sulla stampa, ecc.) mi sono convertito a Prophoto anche considerando che Lightroom apre in questo spazio colore di default (non modificabile), purtroppo la mia stampante non va oltre AdobeRGB.

Il discorso che ho fatto, confermatomi anche da altri, è che lo spazio colore sotto un certo punto di vista, è simile all'elaborazione di un file Jpeg. Se elaboro un Jpeg e lo salvo il file viene nuovamente compresso e non posso ritornare indietro, come non posso ripristinare un Nef da un Jpeg evendo congelato i dati dopo averne persi un tot.

Nello spazio colore se utilizzo sRGB limito il gamut perdendo una serie di valori, passando poi in p.p. dall'sRGB ad AdobeRGB o, peggio, a Prophoto, non recupererò mai quello che ho perso all'inizio usando sRGB.

Ecco allora che, personalmente, ritengo che lavorando dall'inizio alla fine in Prophoto e poi, solo alla fine, scegliendo sRGB per il web o la stampa fatta in laboratorio sia il miglior modo per perdere meno dati possibile.

Per la stampa casalinga (stampo solo così) gestivo sempre tutto da PS (con le varie verifiche concessa da tale sw) passando prima da LT ma, con la nuova versione LT5 e gli adeguamenti relativi alle funzioni di stampa (prova colore per monitor e stampe, ecc.), penso non sia più necessario passare a PS. Per lo spazio colore in sede di stampa non mi preoccupo più di tanto essendo legato al profilo ICC della carta utilizzata.

ciao 

SlowPrint

0 user(s) are online (in the past 15 minutes)

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi