Light Style© by Fisana

Vai al contenuto


Benvenuti su Nikonland Questo sito è indipendente, è autofinanziato, non promuove e non raccoglie pubblicità. Non è collegato con Nikon, Nital o le loro sussidiarie

Nikonland non è una rivista periodica e non è quindi sottoposta alla normativa vigente 

 

SlowPrint
- - - - -

Il bianco più bianco


A scuola ci dissero: "Il bianco é dato dalla somma di tutti i colori".
 
E' vero, ma la realtà é più complessa di come ce la disegnano, ed in Fotografia il bianco é la prima cosa contro cui dobbiamo lottare.

Innanzitutto una nota sul Colore:
Il colore di un oggetto opaco, per come appare ai nostri occhi, non é altro che l'insieme delle lunghezze d'onda riflesse dall'oggetto stesso.
Quindi un oggetto verde colpito da una luce bianca assorbe tutte le lunghezze d'onda tranne il verde.

Ma... il "bianco" cos'è?

Il bianco é, come insegnatoci, un insieme di tutte le lunghezze d'onda dello spettro visibile, le cui quantité relative variano a seconda della temperatura della sorgente.

Graficamente, la luce di due lampadine, a 2800K (classica lampadina al Tungsteno) ed a 5000K (la stessa temperatura del sole a mezzogiorno), conterranno una quantità di colori con queste distribuzioni:

Immagine Allegata: 1.png

Tornando alla definizione del colore di un oggetto, é chiaro che cambiando la luce incidente anche la luce riflessa che determina il colore sarà diversa.
In altre parole il colore di un oggetto cambia a seconda della qualità della luce che lo colpisce.

L'occhio umano (per fortuna) é in grado di interpretare le differenze di colore, "abituandosi" ad una data sorgente luminosa in modo da restituire al cervello le informazioni elaborate in modo da "leggere" correttamente i colori sotto tutte le illuminazioni.

Come esempio di questa adattabilità, proviamo ad indossare un paio di occhiali da sole verdi... il mondo non diventa tutto verde, ma i colori sono correttamente interpretati dal nostro cervello.

Proviamo ora a mettere un filtro verde davanti ad un obiettivo e scattiamo una foto...La variabilità della temperatura del Bianco é molto ampia.

Riporto come esempio la temperatura di alcune fonti di illuminazione:

Immagine Allegata: 2.png

Ognuna delle fonti di illuminazione nominate ha una distribuzione delle lunghezze d'onda differente.
In altre parole, la percentuale di ogni colore che colpisce un oggetto é diversa per ogni temperatura del bianco.

Per avere un'idea dell'effetto di queste temperature, la figura che segue visualizza il colore del Bianco:

Immagine Allegata: 3.png

Notiamo come ciò che chiamiamo "Bianco" in realtà vada dall'arancione al blu, a seconda della fonte di illuminazione.

Le differenze sono ancora più visibili se il punto di bianco é inserito in un grafico XYZ:

Immagine Allegata: 4.png
Dall'elenco delle temperature delle sorgenti luminose, é evidente come all'interno della stessa immagine sono spesso presenti molti "Bianchi" diversi.

Ad esempio, la fotografia di un soggetto al sole potrà avere delle parti in ombra (anche 2000K di differenza), oppure una stanza illuminata da un lampadario può ricevere luce anche da una finestra (altri 2000K).
Per non parlare di una bella foto con il flash (che riproduce la luce del sole) di un soggetto al lume di candela (anche 3000K di differenza).

Eppure queste variazioni non sempre risultano fastidiose all'osservatore, perché é "preparato" alle differenze, che sono le stesse che vede nella realtà.

Il problema si presenta nel momento in cui si impone la scelta della temperatura del bianco di un'immagine.

Innanzitutto sfatiamo subito un mito:
La temperatura del bianco preferibile per una fotografia non é sempre quella corretta, se per corretta indichiamo quella propria della luce che illumina il soggetto.


Se fotografiamo la Pala Grande al tramonto (Dolomiti, sopra San Martino di Castrozza), vorremmo avere una foto di questo tipo:

Immagine Allegata: 5.jpg
D2X + 105 AF Micro - 1/250 f8 - WB 4600K (Auto WB)

Ma se invece leggiamo la temperatura della luce incidente nella maniera più corretta (in questo caso "leggendo" la nuvola grigia in basso a destra), otterremo questa foto:

Immagine Allegata: 6.jpg
D2X + 105 AF Micro - 1/250 f8 - WB 3550K (WB modificato in Lightroom)

Quale ci sembra la migliore ? L'esempio riportato descrive bene come "soli" 1000K di temperatura modificano completamente un'immagine.

In quel caso l'effetto ricercato é l'enfatizzazione dei colori della dolomia, in modo da ricreare l'atmosfera che ci offrono le Pale di San Martino dal vero.

Andiamo quindi a vedere "numericamente" quanto sono diffrenti le due foto.
Se apriamo in Photoshop le due fotografie, gli istogrammi RGB sono i seguenti:

Immagine Allegata: 7.png

A sinistra la foto originale, a destra la foto "fredda".

Notiamo subito come tutti i colori cambiano al variare della temperatura del bianco.

Ovviamente in questo esempio la componente che differisce maggiormente nelle due immagini é quella del Rosso, come é facile intuire semplicemente confrontando visivamente le immagini, ma anche Verde e Blu presentano differenze sostanziali, anche se meno accentuate.

Questa caratteristica fa si che modificando la temperatura del bianco in un file JPG (o comunque in un qualsiasi formato "finito" come TIFF, PSD o PDF ad 8 bit per canale) si perdono sempre informazioni relative al colore, allo stesso modo di quando interveniamo sui livelli (perché di fatto é questo che facciamo).

Al contrario, se modifichiamo il Bianco ad un file NEF o DNG non vengono perse informazioni relative ai colori dell'immagine, perché gli istogrammi ad 8 bit vengono creati al momento dell'esportazione in altro formato, partendo da un numero molto superiore di dati contenuti nel RAW.

( PICCOLA DIGRESSIONE (ma nemmeno tanto)

Abbiamo detto come la temperatura del bianco possa variare all'interno di una stessa immagine, senza per questo infastidire l'osservatore.

E' però necessaria una precisazione:

Alle temperatura più elevate, differenze dell'ordine di molte centinaia (o migliaia) di gradi sono meno percepibili di poche decine di gradi alle temperature più basse.

Un soggetto al sole (~5000K) può avere una temperatura del bianco più bassa di 800/1000 K rispetto alla sua ombra, ma normalmente l'ombra viene percepita come tale senza problemi.
(Un'eccezione é l'ombra sulla neve, quasi sempre percepita completamente azzurra)

Immagine Allegata: 8.jpg

Notare come la parte in ombra della barca é chiaramente azzurrina, ma l'insieme viene percepito come armonico.

Un soggetto illuminato da una lampadina ad incandescenza (~2700K) ha un bilanciamento del bianco più critico, ed una variazione di 100K porta ad una dominante molto visibile.
Allo stesso modo, due soggetti illuminati da lampadine ad incandescenza differenti (ad esempio un'alogena ed una al Tungsteno) hanno dominanti molto difficili da bilanciare contemporaneamente:

Immagine Allegata: 9.png

L'immagine é tratta dal pannello Develop di Lightroom, la parte sinistra senza regolazioni di sorta, la destra con il bianco (e tutto il resto della PP) corretto per avere il muro bianco.

Immagine Allegata: 10.jpg

In questa brutta foto, la doppia illuminazione proviene dalle finestre (luce del sole sullo sfondo, bilanciata e quindi bianca) e dalle lampade accese nella sala, che creano delle "chiazze gialle" sul pavimento.

Se per quest'ultimo caso non ci sono soluzioni (ma spesso questa differenza é addirittura auspicabile), un buon bilanciamento del bianco risolve praticamente qualsiasi altra situazione.

Per quanto detto, il flash complica notevolmente le cose, avendo una temperatura che differisce di più di 2000K rispetto ad una lampadina.
L'effetto é più visibile in esterni, con soggetti in primo piano illuminati direttamente (e completamente) dal lampeggiatore e lo sfondo unicamente dall'illuminazione di fondo (ad esempio lampioni o altro). )


Ricapitolando:
- La qualità della luce bianca é definita con la sua Temperatura
- Il colore di un oggetto é influenzato dalla temperatura della luce bianca che lo colpisce

Di conseguenza:
- Se indico alla macchina qual'é la temperatura della luce che colpisce il mio soggetto, la fotografia risulterà cromaticamente corretta

Ne deriva che:
- Se indico una temperatura diversa dal reale, il colore risultante nella fotografia sarà differente dal colore reale


Ma come faccio a comunicare con la mia Nikon?

In una macchina digitale, il bilanciamento del bianco avviene sostanzialmente in due modi:
- Predefinito
- Automatico (o Premisurato)



Bilanciamento predefinito

Tutti i corpi macchina hanno la possibilità di "bloccare" il bilanciamento del bianco su posizioni predefinite.
Normalmente sono disponibili delle possibilità che permettono di fotografare nelle più diverse condizioni di illuminazione.
In ordine di temperatura decrescente sono: Ombra, Cielo coperto, Flash, Sole, Lampada a fluorescenza, Lampadina ad incandescenza.
Spesso é possibile impostare manualmente il valore della temperatura.

Usando il bilanciamento predefinito, la macchina usa gli spettri luminosi che ha in memoria, e restituisce i colori corretti se la luce incidente corrisponde a quella selezionata.

Bilanciamento automatico

In questo caso il processore della macchina analizza la scena inquadrata e le sue dominanti, elaborando la temperatura da impostare per quel determinato fotogramma.
In questo caso le possibilità sono in numero maggiore (l'impostazione avviene per passi di 50K, sulla D2x), e la macchina é in grado di adattarsi ad un numero maggiore di condizioni possibili.

Con la Premisurazione del bianco, nella macchina avviene sostanzialmente la stessa cosa, solo che la lettura avviene su un soggetto (che il fotografo sceglie perché "neutro") diverso da quello finale, il valore viene memorizzato ed applicato alla foto che viene scattata.

E' facile intuire che la modalità Auto WB é molto più elastica della precedente, é possibile una maggiore precisione nella misurazione ed il risultato finale può essere molto più vicino al valore reale.
Ma...

...ma, ovviamente, ogni volta che ci affidiamo ad un automatismo può sbagliare.

Quindi ? Quindi siamo fortunati.
Le moderne macchine digitali hanno un sistema di Auto WB molto avanzato, ed in ogni caso i software di fotoritocco ci danno la possibilità di correggere i piccoli errori di valutazione che, in luce ambiente, la macchina può fare.
Generalmente, piccole correzioni in Post Produzione del bilanciamento del bianco sono accettabili nella maggior parte dei casi, ma vale la pena ricordare ancora che ogni intervento su un file JPG provoca uno scadimento del file.

MA...

Ma l'Auto WB ha un limite intrinseco: Le temperature possibili non si estendono alla temperatura delle lampadine ad incandescenza.

Quindi, quando ci lamentiamo che la foto fatta dentro casa senza l'uso del flash "tira" comlpetamente sul giallo, dobbiamo essere consapevoli che non é un errore della macchina, ma che siamo andati al di fuori del range permesso dal bilanciamento del bianco scelto.

Non mi risulta ci siano spiegazioni "ufficiali" a questo limite, che peraltro é comune a tutte le marche di macchine digitali.
Io ho provato a darmi una risposta, e penso che la ragione stia nel fatto che al di sotto di certe temperature (dove ricordo che il bianco é visto come "Arancione") sia molto difficile per la macchina distinguere da una dominante dell'immagine ed una bassa temperatura. Il rischio, quindi, potrebbe essere di prendere sonore cantonate nel "leggere" una parete gialla come una luce gialla... con il risultato di avere nella foto una bellissima parete "sbiancata".

Tornando a noi, é quindi buona norma non affidarsi all'Auto WB in luce artificiale, predeterminando la temperatura facendo una lettura su una superficie grigia uniforme ed adottando il valore misurato per tutte le foto scattate con quella illuminazione.
In alternativa, scattiamo pure in Auto WB, andando a correggere il file NEF in post produzione (NON IL JPG!, in questi casi lo scadimento dell'immagine é altissimo!).


Allora, come facciamo a fare una premisurazione del Bianco ?

In tutti i casi in cui non ci possiamo fidare dell'Auto WB, o semplicemente perché preferiamo scattare le nostre immagini con una temperatura del bianco misurata, la prima cosa da fare é individuare qual'é il soggetto della nostra fotografia.

Sembra una cosa banale, ma praticamente ogni scatto ha un determinato soggetto, che qui definiamo come l'elemento più importante della fotografia, cioé quello che ci interessa abbia i colori più neutri e corretti.

E' pensando a questo soggetto che andremo a misurare il bianco per l'immagine che stiamo per fare.

L'ideale é disporre di un cartoncino grigio, ma é più che sufficiente un foglio bianco (o una parete imbiancata di fresco, ma é meno comodo).
La misurazione va fattta puntando l'obiettivo verso il foglio, ma la cosa più importante é che l'illuminazione del target sia esattamente la stessa del soggetto !
Cioé, se il soggetto é in ombra, anche il target dovrà essere in ombra.
Se il soggetto é illuminato da una lampadina, anche il foglio bianco lo sarà, piuttosto che se il soggetto é in pieno sole lo dovrà essere anche il foglio.

Spesso l'errore nel bilanciamento del bianco non é della macchina, ma é dell'operatore, il quale magari sta fotografando un soggetto in ombra che occupa una piccola parte di un'inquadratura in pieno sole (e poi si lamenta del colore azzurrino del soggetto).

A parte le considerazioni che si possono trarre sulla capacità del fotografo di scegliere il suo soggetto ( Immagine inserita ), in questo caso la macchina valuterà correttamente la temperature della luce del sole (che illumina la maggior parte della scena), ma per quanto detto prima il soggetto in ombra avrà una temperatura molto più alta, che nella fotografia risulterà affetta da una dominante azzurrina.

Se la premisurazione del bianco viene fatta correttamente (cioé misurando un foglio all'ombra, ignorando la parte dell'inquadratura al sole), il soggetto perderà la dominante azzurra, e tutto ciò che é al sole virerà a sua volta verso il giallo.

La foto continuerà ad essere una brutta foto, ma il bilanciamento del bianco sarà corretto per il soggetto dell'immagine.

© Andrea Landi per Nikonland 2007-2014


16 Comments

Foto
Mauro Maratta
ott 15 2007 18:19
Efficace e ben rappresentato da esempi pratici che chiariscono al volo il concetto.

Consiglio agli interessati di fare delle prove per provare con mano questi concetti.

Mi piacerebbe invece vedere prossimamente un contributo in cui si cerchi l'effetto, starando intenzionalmente il WB ... alla maniera di Dave Black.

Grazie A_
Grazie ottimo, x un problema pratico importante.
Ernesto
Grazie mille per il tutorial;

Davvero esaustivo...ma avrei un ultimo dubbio da chiarire:

Sia nel tutorial che nelle risposte al mio thread di ieri, si consiglia di scattare in NEF e fare le correzioni al WB in fase di sviluppo; ok...ma durante la fase di scatto, ? indifferente come abbia impostato il bilanciamento del bianco o ? consigliabile comunque utilizzare l'impostazione pi? consona al momento dello scatto?
Leggevo inoltre che il WB auto, non scende oltre certe temperature ma, ci? ? valido solo per file in Jpeg o anche NEF???

Grazie in anticipo :rolleyes:
Dunque...
Il file NEF contiene un file JPG di bassa qualit? con le impostazioni della macchina.
Inoltre contiene le indicazioni per fare lo "sviluppo" esattamente come farebbe la macchina.
Questo spiega perch? ci sono le anteprime e sono come le vediamo.
Inoltre in questo modo ? possibile un'anteprima al 100% (anche nel monitor della fotocamera).

Detto questo, il file NEF ? COMPLETAMENTE INDIPENDENTE dalle impostazioni on-camera.

Il NEF non fa altro che registrare le intensit? di luce ricevute da ogni pixel (che, ricordo, ? R o G o B, per la matrice di Bayer).
Tutto il resto lo fa il software di sviluppo.

A modo suo.

Quindi Lightroom converte una foto in maniera diversa da Capture, che a sua volta ? differente da Aperture.

A questo punto la risposta ? ovvia:
al fine dello sviluppo successivo del file NEF, le impostazioni della macchina NON HANNO IMPORTANZA.
La "qualit?" del NEF (e quindi la quantit? di informazioni contenute) non cambia.

Pu? essere comodo, se scatti contemporaneamente in NEF e JPG, impostare il pi? correttamente possibile le impostazioni, in modo di avere una anteprima migliore, ma le regolazioni fini vanno fatte sul NEF, a prescindere dalle impostazioni.

Un'ultima cosa:
la conversione fatta da Capture con le impostazioni on-camera sar? (pi? o meno...) identica all'anteprima, e quindi al JPG.
Ogni altro programma converte in maniera differente, con le sue impostazioni standard.

a_

A questo punto la risposta ? ovvia:
al fine dello sviluppo successivo del file NEF, le impostazioni della macchina NON HANNO IMPORTANZA.


Chiarissimo...

...e dubbio chiarito definitivamente :)
Foto
Adriano Max
ott 16 2007 13:49
Ciao,
davvero molto interessante, specie scoprire che il bianco vero e proprio praticamente... non esiste !! :lol: Interessante anche alla luce del fatto che io sono leggermente daltonico nel rosso e nel blu, quindi per me ? importante a volte affidarmi del tutto allo strumento, anche se poi sono in grado di scegliere le tonalit? che gradisco di pi? ed effettuare uno scatto equilibrato...
:rolleyes:

Ho un'incertezza relativa ai NEF che su Nikon possono essere 'compressi' ... so che apro una lunga parentesi, ma se posso essere sicuro che i jpg scaturiti da questi NEF compressi sono comunque migliori dei jpg 'secchi' sfornati dalla macchina, le differenze tra un jpg estratto da un NEF e da un NEF compresso, specie sul lato del bilanciamento colore, a tuo avviso sono visibili in qualche modo ?
:unsure:

Grazie e ciao !!
Adriano.
:)

[...]
Ho un'incertezza relativa ai NEF che su Nikon possono essere 'compressi' ...
[...]


Intanto grazie (a te ed a tutti) per i complimenti...

E' stato a lungo dibattuto se la compressione del NEF sia effettivamente lossless o no...
Ormai ? assodato che proprio proprio lossless non ?, ma i dati che vengono "scartati" sono quelli pi? ridondanti, intorno alla met? della luminosti? massima.

In altre parole, i dati relativi ale ombre e soprattutto quelli relativi alle alte luci non vengono persi.
Nella pratica, quindi, un NEF ed un NEF compresso possono tranquillamente essere considerati la stessa cosa.
I discorsi fatti si estendono pari pari al NEF compresso, comprese tutte le valutazioni.

Anche perch? stiamo dando per scontato (ed io non ho motivi per pensare altrimenti) che la trasformazione in JPG avvega prima della compressione del NEF... In caso contrario il discorso perderebbe di senso.

In ogni caso ti posso portare la mia esperienza:
Io scatto sempre in NEF compresso, sia con la D2x che prima con la D1x, e le differenze tra il JPG on-camera e lo sviluppo del NEF compresso si vedono eccome!
La D70 la conosco ancora troppo poco... ma i NEF (compressi, ovviamente) che fa sono di mio sommo gradimento...

Per chi volesse approfondire, QUI (http://www.emmeeffe....esso/index.html) c'? un interessante articolo in italiano.
La fonte inglese citata non mi piace, ma al momento non riesco a ritrovare quella che spiegava ancor meglio il concetto.
Appena la trovo la posto.

a_
Un esempio vale pi? di mille parole:

http://regex.info/bl...ef-compression/

Non ? quello che cercavo, ma mi sembra chiaro...
a_
Foto
Francesco64
ott 17 2007 07:54
Ottimo articolo, complimenti.

Forse mi sono perso qualcosa, ma non mi e' chiaro come e dove le macchine misurino il bianco in automatico.
Fanno una media? Hanno un sensore piazzato al centro dell'inquadratura?

C'e' anche un altro punto che vorrei chiarire: tutti i RAW converter hanno in realta' 2 parametri per regolare il bianco, temperatura di colore ed un secondo, normalmente chiamato "tint". Io noto che normalmente modificare la temperatura di colore fornisce il risultato atteso, ma mi e' capitato a volte di dover usare anche il "tint", in maniera del tutto empirica.
Qualche chiarimento in proposito?

Grazie
:a063:
Francesco
Foto
Adriano Max
ott 17 2007 08:25

Ottimo articolo, complimenti.

[...]
C'e' anche un altro punto che vorrei chiarire: tutti i RAW converter hanno in realta' 2 parametri per regolare il bianco, temperatura di colore ed un secondo, normalmente chiamato "tint". Io noto che normalmente modificare la temperatura di colore fornisce il risultato atteso, ma mi e' capitato a volte di dover usare anche il "tint", in maniera del tutto empirica.
Qualche chiarimento in proposito?
[...]


La cosa ? vera ! soprattutto con le lampade a fluorescenza:
introducono dominanti di colore particolari, soprattutto perch? spesso non emettono in tutto lo spettro dei colori del visibile.
:rolleyes:
Ciao,bell'articolo interessante..
Il bianco&Nero ? un'arte che amo particolarmente..
Avere qualche notizia in pi? f? sempre piacere..
Immagine inserita

.....Io noto che normalmente modificare la temperatura di colore fornisce il risultato atteso, ma mi e' capitato a volte di dover usare anche il "tint", in maniera del tutto empirica.
Qualche chiarimento in proposito?


Mi associo ai complimenti ed a quello che chiede Vittorino. Il significato del "tint" ? intuitivo, ma rimane il fatto che l'uso ? empirico. Personalmente lo uso ad occhio, per ottenere il risultato che pi? mi piace.

Saluti

Giovanni

Ottimo articolo, complimenti.

Forse mi sono perso qualcosa, ma non mi e' chiaro come e dove le macchine misurino il bianco in automatico.
Fanno una media? Hanno un sensore piazzato al centro dell'inquadratura?

C'e' anche un altro punto che vorrei chiarire: tutti i RAW converter hanno in realta' 2 parametri per regolare il bianco, temperatura di colore ed un secondo, normalmente chiamato "tint". Io noto che normalmente modificare la temperatura di colore fornisce il risultato atteso, ma mi e' capitato a volte di dover usare anche il "tint", in maniera del tutto empirica.
Qualche chiarimento in proposito?


Mi scuso con Francesco se rispondo solo ora... Se non ci fosse stato Giovanni mi sarei dimenticato...Immagine inserita

Le macchine (ma anche i software di sviluppo) dovrebbero misurare il bianco in base a parametri "attesi", probabilmente per confronto (pi? o meno in un modo simile al funzionamento del Matrix per l'esposizione).
Solo hanno molti pi? dati, per cui la precisione ? decisamente pi? alta.
Nessuna macchina, eccettuata la D2, ha un sensore per misurare direttamente il bianco.
Anche la D2, peraltro, non lo usa in tutte le foto ma solo in alcuni casi (col flash, se non erro).

Per quanto riguarda il Tint....
Beh, anch'io lo uso in modo empirico, nel senso che raramente sono soddisfatto del WB "misurato" senza un'area sicuramente grigia.
Generalmente, in luce ambiente fotografo con WB fisso su "Sun" e correggo eventualmente a mano a seconda del gusto personale.
Il Tint mi ? risultato utile, a volte, per correggere dominanti su tutte le luminosit?, come ad esempio quando fotografo un uccello nel pieno del fogliame.
A volte, basta il Tint.
a_
Foto
~ Fabio Desmond ~
ott 13 2010 13:23
Bell'articolo, mi ha schiarito gli ultimi dubbi su questo argomento.
Grazie ;)
Foto
Mauro Maratta
ott 13 2010 13:29

[...]Nessuna macchina, eccettuata la D2, ha un sensore per misurare direttamente il bianco.
Anche la D2, peraltro, non lo usa in tutte le foto ma solo in alcuni casi (col flash, se non erro).


No, il sensore esterno (quello sul pentaprisma) della D2 serve per la pre-misurazione del bianco.
Funzionalit? che nelle D3 ? stata incorporata nel sensore interno (quello che si occupa anche dell'esposizione).
SlowPrint

0 user(s) are online (in the past 15 minutes)

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi