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Svizzera - La Comco multa la Nikon per aver impedito importazioni parallele


BERNA - La Commissione della concorrenza (COMCO) multa Nikon AG per un montante di CHF 12.5 mio. per aver impedito le importazioni parallele di prodotti Nikon Imaging. Nikon ha isolato il mercato svizzero attraverso il divieto di esportare in Svizzera previsto nei contratti di distribuzione internazionali e attraverso il divieto di approvvigionamento all’estero fissato nei contratti di distribuzione nazionali. Queste clausole e l’esercizio di una certa pressione sui commercianti paralleli ha portato ad un innalzamento dei prezzi nel periodo che va dalla primavera 2008 all’autunno 2009.

Nikon ha escluso le importazioni parallele in maniera contrattuale in due modi. Da una parte, essa ha proibito a aziende nazionali l'acquisto di prodotti Nikon Imaging al di fuori del territorio contrattuale (Svizzera e Lichtenstein). D'altra parte, esistevano contratti di distribuzione esteri che impedivano le vendite in Svizzera. Inoltre, si evince dai documenti di corrispondenza elettronici sequestrati al momento della perquisizione presso Nikon, che le vendite in Svizzera attraverso commercianti paralleli sono state effettivamente impedite o avrebbero dovuto esserlo. Queste misure atte a proteggere il territorio non hanno soppresso la concorrenza efficace sui mercati pertinenti ma l'hanno ostacolata notevolmente (art. 5 cpv. 4 in relazione con cpv. 1 Legge sui cartelli). La conseguente decisione di multare Nikon con CHF 12.5 mio. è basata, in particolare, sulle cifre d'affari di Nikon in Svizzera e sulla durata e la gravità del comportamento illecito.
Alcuni divieti contrattuali d'esportazione e d'approvvigionamento esistono sin dall'introduzione delle sanzioni dirette previste dalla Legge sui cartelli rivista nel 2004 e sono tuttora in vigore. Per il periodo che va dalla primavera 2008 all'autunno 2009, le restrizioni alla importazioni parallele in Svizzera sono dimostrate da documenti di corrispondenza elettronici sequestrati. Una durata più lunga della violazione non può essere provata sulla base della documentazione a disposizione.

La COMCO, sulla base di una segnalazione, disponeva di indizi secondo i quali Nikon aveva proibito o ostacolato le importazioni parallele di prodotti Nikon Imaging in Svizzera. Pertanto, il 24 marzo 2010 è stata aperta un'inchiesta e condotta una perquisizione contro Nikon. Nikon deve ora provvedere ad adattare, conformemente alla Legge svizzera sui cartelli, i contratti di distribuzione che al momento di questa decisione sono ancora problematici.

Dal canto suo l'impresa giapponese respinge le accuse giudicandole infondate. Ritiene che si basino su supposizioni non confermate e su una valutazione giuridica discutibile, precisa oggi in una nota. Nikon ritiene di non aver mai infranto la legge sulla concorrenza svizzera. Per questo ha deciso di non accettare la decisione della Comco e di ricorrere presso il Tribunale amministrativo federale.


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