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LA MIA MACROFOTOGRAFIA NEW EDITION


Una breve riflessione sulla macrofotografia rivolta soprattutto a chi di macro sa poco o nulla, nella speranza di fornire indicazioni utili per accostarsi a questo affascinante genere fotografico. Una scorsa sulle attrezzature seguita da una serie di suggerimenti per la ripresa secondo il mio personale modo di interpretare la macrofotografia.
COS'E' LA MACROFOTOGRAFIA? :

Per Macrofotografia intendiamo la fotografia a soggetti piccoli, o a piccoli particolari, che ci permette di apprezzare alcuni aspetti di cose, animali o piante (e funghi!!), che altrimenti sfuggirebbero alla nostra attenzione. La macro rivela un mondo nuovo e affascinante.

Immagine Allegata: 211-241010104716.jpg

Questo fungo è alto pochi millimetri, per avere un'idea delle sue dimensioni: l"erba" intorno in realtà è muschio.


Per riprendere questi soggetti è necessario raggiungere un elevato RAPPORTO DI RIPRODUZIONE (RR).
Il Rapporto di Riproduzione è il rapporto che c'è fra le dimensioni del soggetto reale e quelle della sua immagine proiettata sul supporto sensibile (sensore o pellicola). Si esprime come rapporto frazionario o come percentuale. Ad es. se nella foto il soggetto risulta tre volte più piccolo che nella realtà, si parla di rapporto di 1 a 3 (1:3 o 1/3) o del 33%, se risulta grande la metà, il RR sarà di 1 a 2 (1:2) o del 50% e così via.
Con un RR di 1:1 il soggetto e la sua immagine riprodotta sul sensore hanno esattamente le stesse dimensioni.
Quasi tutti gli obiettivi macro moderni consentono di raggiungere un RR di 1:1, gli obiettivi di un tempo di solito non superavano il RR di 1:2 se non con aggiuntivi e molti obiettivi zoom di ieri e di oggi hanno un'opzione macro, ma spesso non si supera il RR di 1:4 e quindi non si può parlare di vera macrofotografia che a mio parere può essere considerata tale a partire da rapporti di 1:2, ma piuttosto di fotografia a distanza ravvicinata, che comunque è un genere altrettanto interessante.

Immagine Allegata: sigma70-300.jpg

Una Crocothemis ripresa non molto da vicino con con il 70-300mm Apo Macro Sigma. Zoom che consente di arrivare ad un dignitoso RR di 1:2. Nikon D70.

In digitale, il FATTORE DI CROP dei sensori a formato APS-C come il Nikon DX non cambia il RR dell'obiettivo, ma è l'area "impressionata" ad essere più piccola. Questo sotto alcuni aspetti può costituire un vantaggio, perché, rispetto al formato pieno (FX) consente di stare più lontani o, a parità di distanza, di ottenere una immagine finale maggiormente ingrandita del soggetto.

ATTREZZATURA PER LA MACROFOTOGRAFIA

OBIETTIVI MACRO. Gli obiettivi macro sono la migliore soluzione nella maggior parte dei casi, perchè sono più pratici e comodi da usare degli obiettivi normali accoppiati a lenti addizionali o a tubi di prolunga (per non parlare dei soffietti) e soprattutto garantiscono la continuità di messa a fuoco dall'infinito alla minima distanza, mentre con gli altri accessori si perde la possibilità di focheggiare alle lunghe distanze.
Gli obiettivi macro sono inoltre obiettivi di alta qualità perché la resa dei dettagli nella macrofotografia è importante e sono maggiormente corretti per avere una buona planeità di campo, in modo da far risultare nitido e a fuoco sia il centro che i bordi di uno stesso piano di messa a fuoco. Per contro dovendo focheggiare da infinito a distanze molto brevi, i macrohanno una messa a fuoco più lenta e sono più grossi e pesanti degli obiettivi "non macro" di pari focale.
I macro si trovano di solito di tre lunghezze focali: i "normali" (40-60mm), i tele "corti" (90-105mm) e i tele "medi" (180-200mm), la Sigma fa anche un tele "medio- corto" , il 150mm macro, e anche un 70mm.
Ci sono poi casi già citati di pseudo-macro zoom, e ci sono anche veri macro zoom (il 70-180mm Micro Nikkor AfD ED e il misterioso Vivitar 90-180 Flat-Field macro) , infine macro decentrabili (come il Nikon 85mm PC). La Canon (un tempo anche Minolta) ha un obiettivo specialistico, il 65mm MPE, che mette a fuoco solo alle brevi distanze, ma ha RR da 1:1 fino a 5:1 !!
Tornando ai macro di uso più comune, quale conviene procurarsi? E' chiaramente una questione soggettiva, che riguarda il modo in cui si fotografa, la tipologia di soggetti che si vogliono fotografare e ovviamente il budget a disposizione.
Gli obiettivi standard (50-60mm) sono luminosi, compatti, hanno una nitidezza incredibile e costano meno di quelli di maggiore focale. Il rischio di mosso o micromosso è minore e se si hanno mani (molto) ferme o si usa il flash si possono ottenere buoni risultati anche a mano libera.

Immagine Allegata: 24.jpg

Un Croco ripreso con il Sigma 50 macro, ero sdraiato per terra in modo da non avere uno sfondo confuso.


Per contro, la distanza di messa a fuoco (a parità di RR) e soprattutto la distanza di lavoro (distanza del soggetto dalla lente frontale, che è quello che importa veramente ) é molto più breve che nei tele macro, per cui ci si deve avvicinare molto al soggetto, con il rischio che questo (se è vivo e mobile) scappi o aggredisca perché infastidito. In secondo luogo l'angolo di campo dei macro "normali" è più ampio di quello dei tele, per cui nell'inquadratura, verrà ripresauna porzione maggiore di sfondo rendendo difficile isolare il soggetto, farlo risaltare e ottenere sfondi neutri e puliti.

I tele corti (90-105mm) consentono di stare ad una distanza maggiore, sono luminosi (f2.8 di solito), hanno un angolo di campo minore, per cui una resa prospettica migliore. Sono più grossi e più cari dei normali, ma sono ancora maneggevoli e poco ingombranti ed il loro costo è pur sempre relativamente contenuto.


I tele lunghi (180-200mm) sono a mio parere i migliori per fotografare insetti ed altri soggetti diffidenti, inoltre il ristretto angolo di campo consente di includere poco sfondo, creando una maggiore omogeneit? dello stesso e isolando meglio il soggetto. Potendo stare pi? lontani, ? anche pi? semplice porsi paralleli al soggetto ed è più facile gestire l'illuminazione in genere. Sono però obiettivi pesanti e ingombranti, meno luminosi e il cavalletto, utilissimo con le ottiche precedenti, qui diventa pressoché indispensabile. I tele-macro "lunghi" originali sono molto cari, mentre gli universali (Tamron, Sigma) costano più o meno quanto un 100-105 ?originale" e, secondo la mia esperienza, vanno benissimo.

Immagine Allegata: P1010245.JPG

Nikon 105 VR Sigma 150 OS e Nikon 200 micro AfD, senza paraluce.

Quale scegliere? Dipende da molti fattori. Conosco un bravo macrofotografo che riprende soprattutto rettili ed insetti a mano libera con un 105VR ed un uso accorto di flash dedicati (R1C)1. Altri invece preferiscono i tele macro lunghi, rigorosamente su cavalletto, per avere una resa più "grafica" dei soggetti.
Piotr Nasckrecki, scienziato e macrofotografo di alto livello invece scatta spesso con grandangoli + tubi per dare una prospettiva spettacolare, ma ci vuole un buon "manico"...
Quando faccio macro per lavoro uso il 60 o il 105 micro, perché sono su stativo da riproduzione, non ho problemi di distanza di lavoro, nè di luce, sono molto comodi, in quanto poc ingombranti.

Immagine Allegata: pescec.jpg

Una foto di lavoro, Nikon D800, 105 micro VR su IFF Super Repro.

Quando faccio macro "sul campo", invece uso quasi solamente i tele lunghi (200 Micro o 180 Sigma), e per la fotografia ravvicinata ho usato ed uso molto spesso tele da 300-400mm con messa a fuoco ravvicinata (come l'ottimo 300 f4 Sigma APO MACRO o l'eccellente 300 f4 AFS NIKON oppure il buonissimo 400 f5.6 Apo Macro sempre Sigma) spesso accoppiati a tubi di prolunga, soprattutto per farfalle e libellule, perché mi assicurano una maggiore distanza di lavoro e uno sfondo dallo sfuocato molto gradevole. Teniamo presente che nei tele-macro moderni, con lenti flottanti, alle brevi distanze la focale effettiva si riduce, (Al RR di 1:1 i 105mm di qualsiasi marca diventano dei 75-80mm circa, il 180 Sigma diventa un 115mm e il micro Nikkor 200 AFD diventa un 125mm), è vero che su formato APS-C il fattore di crop ci permette di recuperare qualcosa come distanza di lavoro, ma la resa prospettica dello sfondo comunque cambia con il RR.


Immagine Allegata: sigma300.jpg

Un Sympetrum pedemontanum ripreso con il Sigma 300 f4 Apo Macro.

Immagine Allegata: hylac3r.jpg

Una timida raganella, era all'erta, ma il 400 Sigma Apo Macro mi ha consentito la giusta distanza per riprenderla senza che si nascondesse


Ho usato raramente zoom con funzione macro quando non avevo altro a disposizione.

Immagine Allegata: fulvaoldm.jpg

Un vecchio esemplare di Libellula fulva ripreso (davvero!) con il 135-400 Sigma Apo.

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OBIETTIVI NON MACRO ED ACCESSORI. Si possono ottenere elevati RR accoppiando degli obiettivi normali ad accessori quali le lenti addizionali, i tubi di prolunga, il soffietto i moltiplicatori di focale e anche ad altri obiettivi montati invertiti. In tutti i casi, tranne che con i moltiplicatori di focale, si perde la possibilità di focheggiare all'infinito e più in generale alle lunghe distanze.
Tubi e soffietto usano lo stesso principio, si interpongono fra ottica e corpo macchina per aumentare il tiraggio (detto molto grossolanamente: distanza fra il sensore/piano pellicola e l'ottica), questo sposta il punto di messa a fuoco riducendo la distanza minima di messa a fuoco (ad es. con l'obiettivo focheggiato ad infinito in realtà avremo a fuoco a 1-2m), consentendo quindi di aumentare il RR.

Immagine Allegata: tubi.jpg

Un tubo Kenko AF da 25mm ed il fantastico (perché ha l'attacco orientabile per il cavalletto) Nikon PN11 da 52mm.

Il soffietto accoppiato ad obiettivi normali o grandangolari spesso montati invertiti pu? consentire di raggiungere RR molto elevati ben oltre l'1:1, però è ingombrante, "mangia" un sacco di luce è delicato, inoltre si perdono spesso molte funzioni, per cui lo trovo assai poco pratico per la macro "sul campo". Inoltre la distanza minima di messa a fuoco è spesso molto ridotta.
Per un uso sul campo a mio parere i tubi di prolunga sono più robusti, comodi e funzionali del soffietto anche se non consentono di modificare gradualmente il RR come invece permette il soffietto. Con i tubi (e con il soffietto) più corta è la focale e maggiore sarà l'ingrandimento finale. Sono quindi efficaci per la macro su obiettivi standard, dove basta un tubo corto per avere buoni ingrandimenti, mentre su tele occorrono tubi più lunghi (o più tubi), con conseguente caduta di luce, rischio di vibrazioni e oscuramento dell'immagine nel mirino. Per la macro in senso stretto quindi meglio accoppiare un 50-60 ai tubi. Però è interessante tenere presente che un tubo corto o medio su un tele abbastanza potente (300-400mm) consente di avere una messa a fuoco minima un po' pi? corta, che spesso può rivelarsi utile nella fotografia ravvicinata, quella per intenderci a soggetti non troppo piccoli quali rane, serpenti o grossi insetti. Ronnie Gaubert, uno dei miei idoli, faceva foto eccezionali con il 300 f4 AFS e i tubi di prolunga. I tubi moderni come i Kenko PRO DG consentono di dialogare con la fotocamera mantenendo più o meno tutte le funzioni. Lo svantaggio dei tubi (come per il soffietto) è che devi stare a montare e smontare le ottiche dal corpo per inserire i tubi, anche piùvolte per capire quale RR è migliore.

Immagine Allegata: accoppiamento2.jpg

Accoppiamento di Ischnura ripreso con il Nikon 300mm f4 AFS più tubo Kenko da 25mm fotocamera DX.

Le lenti addizionali si avvitano come filtri davanti all'obiettivo, rispetto ai tubi sono piùcomode e veloci da montare e non causano caduta di luce.

Immagine Allegata: 5tp.jpg

La lente addizionale acromatica nikon 5T da 1,5 diottrie circa e 62mm di diametro


Per contro, tranne le lenti migliori (quelle acromatiche a due elementi come le nikon 5T-6T e le Canon 500D) rendono l'immagine più morbida e spesso hanno aberrazioni ai bordi. Le lenti addizionali funzionano secondo un principio se vogliamo opposto a quello dei tubi/soffietti: anziché aumentare il tiraggio, riducono la focale effettiva dell'obiettivo, permettendo di avvicinarsi di più al soggetto. Più potente è la lente, maggiore sarà la riduzione della focale e l'ingrandimento che risulta. Qualsiasi sia la focale dell'obiettivo, se si focheggia all'infinito con una lente addizionale applicata ad un obiettivo, la distanza di messa a fuoco dalla lente frontale sarà pari ad 1m diviso il potere diottrico (la "potenza") della lente applicata, ossia qualsiasi obiettivo focheggiato ad infinito, montando una lente da 3 diottrie la distanza di messa fuoco (con la ghiera di messa a fuoco posizionata su infinito) sarà 1:3= 0,33 cioé circa 33cm . Dato che a parità di distanza i tele ingrandiscono più dei normali è ovvio che i maggiori vantaggi con le lenti addizionali si avranno montandole sui tele, ma solo fino ad un certo punto, perché verso i 300mm cominciano a sorgere aberrazioni. L'accoppiata migliore per fare macro sul campo è solitamente rappresentata da un buon tele da 100 a (meglio) 200mm, oppure uno zoom di escursione focale equivalente con una lente acromatica non troppo potente (da 1,5 a max 3 diottrie). E' un kit comodo, di facile uso che permette di risparmiarsi l'acquisto di un macro e di armeggiare con tubi ecc. Si possono anche montare più lenti una sull'altra (prima la più potente) per ottenere un elevato ingrandimento, ma personalmente non lo consiglierei, la foto risultera più morbida di quanto potrebbe piacerci. Le controindicazioni delle lenti addizionali sono una nitidezza leggermente inferiore ai veri macro (ma se la lente è acromatica e il fotografo è capace, si ottiene comunque una qualità professionale, da pubblicazione) la perdita di messa a fuoco all'infinito e, dato che se si vogliono risultati di qualità non conviene usare lenti troppo potenti (o troppe lenti insieme) non si possono raggiungere ingrandimenti troppo spinti (con uno zoom 70-200-300 si arriva per? a 1:2 e oltre).

Immagine Allegata: lenteadd.jpg

Foto eseguita con la lente nikon 5T montata su Nikon 70-210 f4-5.6 AF. Fotocamera con sensore DX.

Immagine Allegata: damselfly.jpg

Foto eseguita con nikon 180 f2.8 Af ED e lente addizionale Sigma da 1 diottria circa (scansione da diapositiva)


OBIETTIVI ACCOPPIATI. In pratica si usa un obiettivo come lente addizionale e lo si monta invertito sull'obiettivo principale quello innestato sulla fotocamera. L'ingrandimento che si può ottenere è dato dal rapporto fra le due focali ad es montando un 50 mm invertito su un 200mm si ha 200:50= 4 ossia 4 a 1 (quattro volte il reale). Si possono quindi avere ingrandimenti molto spinti, con una resa qualitativa ottima (un 50mm è otticamente molto meglio di una lente addizionale) e, a differenza che con i soffietti, senza perdita di luminosità. I contro sono una ridottissima profondità di campo e una distanza di lavoro molto, molto scarsa. Per questo ho usato rarissimamente questa tecnica, perché sul campo non mi interessa e per il lavoro ho preferito procurarmi un Canon 65 MPE ed una piccola reflex digitale Canon Immagine inserita .

MOLTIPLICATORI DI FOCALE. I classici teleconverter, agiscono riducendo l'area inquadrata il che risulta in un incremento di focale ed un conseguente aumento del RR. I vantaggi sono che si mantiene l'intera escursione focale dell'obiettivo di origine, e si aumenta da 1,4 a due volte il RR. Gli svantaggi sono una diminuzione della quantità di luce che entra ed una perdita di nitidezza tanto maggiore quanto più potente è il converter. Questo lo sappiamo tutti. Però, montando un converter di qualità su un obiettivo ben corretto come un tele macro, se si usa un po' di attenzione i difetti si avvertono molto meno.

Immagine Allegata: nikonconverted.jpg

Foto eseguita con il 200 micro AfD + duplicatore Kenko PRO su cavalletto, con cavo di scatto.

Immagine Allegata: nikoncropconverted.jpg

Crop al 100% dell'immagine precedente, non è poi tanto male...

ZOOM MACRO E NON. Gli unici zoom "veramente" macro che conosco sono il 70-180mm f4.5-5.6 Micro Nikkor che arriva quasi ad 1:1 ed il 90-180mm f4.5 Flat Field Macro Vivitar Serie1, che arriva a 1:2 a 70 cm circa, poco conosciuto, ma si dice eccellente. Purtroppo quest'ultimo esiste solo con innesti "vecchi" senza contatti elettronici (Nikon Ai-Ais, Canon FD, Pentax K, ecc.) Non l'ho mai provato, ma mi piacerbbe proprio. Segue l'Angenieux 70-210 f 3.5 fisso, che raggiunge un rispettabilissimo RR di 1:2,5 a 90cm. Limitandomi agli zoom che ho avuto modo di usare abbastanza a lungo, secondo me il 70-180mm micro nikkor ha un'ottima qualità, ma va bene solo per soggetti piuttosto grossi, perché ai RR elevati riduce moltissimo la focale e ci si ritrova a lavorare con un 90mm effettivi che però è lungo quanto un 200mm, per cui si ha una distanza di lavoro ridotta, inferiore a quella dei 105mm.

Immagine Allegata: graphosomaw.jpg

Un Graphosoma ripreso con il 70-180 Micro,

Fra tutti gli altri zoom con funzione macro meritano attenzione alcuni 70-300mm Sigma e Tamron, che consentono di arrivare ad 1:2 alla focale di 300mm, una prestazione di rispetto, penalizzata solo dal fatto che a 300mm questi zoom hanno un avvertibile calo della qualità ottica. Se uno li ha, vanno comunque bene per provare, vedere se ci si appassiona alla macro, senza investire denaro. Gli altri zoom con funzione macro secondo me non danno buoni risultati e per lo più subiscono una tale riduzione dalla focale effettiva che la distanza di messa a fuoco diviene ridottissima (ad es. i vari 28-105 24-85, ecc. zoomati alla massima focale, in macro diventano dei 50mm circa) per cui la resa prospettica è, per i miei gusti, scarsa.

Fra tutti gli altri zoom con funzione macro meritano attenzione alcuni 70-300mm Sigma e Tamron, che consentono di arrivare ad 1:2 alla focale di 300mm, una prestazione di rispetto, penalizzata solo dal fatto che a 300mm questi zoom hanno un avvertibile calo della qualit? ottica. Se uno li ha, vanno comunque bene per provare, vedere se ci si appassiona alla macro, senza investire denaro. Gli altri zoom con funzione macro secondo me non danno buoni risultati e per lo pi? subiscono una tale riduzione dalla focale effettiva che la distanza di messa a fuoco diviene ridottissima (ad es. i vari 28-105 24-85, ecc. zoomati alla massima focale, in macro diventano dei 50mm circa) per cui la resa prospettica ?, per i miei gusti, scarsa.

Immagine Allegata: gasshopperw1.jpg

Cavlletta ripresa con il Sigma 70-300 APO MACRO. Macchina con sensore formato DX.

CAVALLETTO E TESTA. Ho letto da qualche parte che iIl cavalletto è il miglior amico del macrofotografo, e condivido. A mio parere il cavalletto è indispensabile per certi tipi di macro, soprattutto se si usano i tele e si lavora a luce ambiente come faccio io. E' vero che rallenta le riprese (ma costringe a meditare l'inquadratura...), ma riduce enormemente il rischio di mosso. Un buon cavalletto per la macro dovrebbe consentire di sostituire la colonna centrale con una cortissima, in modo da potersi abbassare a livello del suolo, come il Manfrotto 055B o il Gitzo che uso io. Come teste ne esistono di dedicate (teste micrometriche), come al solito costose, ma io mi sono sempre trovato bene con delle buone teste a sfera, soprattutto quelle compatibili con l'attacco ARCA, che è molto stabile, rapido e funzionale. Se si usano obiettivi con il collare per il treppiedi, anche le teste video come la Manfrotto 501 vanno bene, altrimenti no perchè non consentono la rotazione per passare da un'inquadratura orizzontale ad una verticale.

SLITTA MICROMETRICA. Per chi davvero vuol fare della macro una passione: Scomoda ma utile, si tratta di un binario che consente spostamenti precisissimi del complesso fotocamera obiettivo, utilissima per focheggiare con precisione nella macro spinta (in teoria nella macro spinta si dovrebbe impostare la distanza di messa a fuoco corrispondente al valore di RR che si vuole ottenere e poi spostare il complesso fotocamera + obiettivo fino ad avere il soggetto a fuoco al rapporto desiderato), ed è anche utile per regolare l'inquadratura senza dover continuamente spostare avanti indietro il complesso macchina + cavalletto, rischiando di incespicare con le gambe del cavalletto nei cespugli ecc. e distruggere o far scappare il soggetto. Io uso un sistema alternativo: la mia testa ha un attacco compatibile ARCA e sul collare dell'obiettivo ho una lunga piastra a slitta che consente uno slittamento avanti-indietro, limitato a qualche cm, ma comunque utile per la regolazione dell'inquadratura senza dover ricorrere alla slitta micrometrica.

FLASH. In macro c'é chi usa il flash il meno possibile (come me!), perché predilige la luce ambiente, e chi costruisce complicati mini set fotografici con più flash.
Esisitono flash dedicati per la macro, fra questi non amo quelli anulari che secondo me danno un'illuminazione molto poco naturale, mentre trovo molto interessanti i nuovi flash multipli come l'R1 che permettono un orientamento ed una regolazione separata di ciascun elemento. Sono accessori costosi, ma fortunatamente si possono ottenere buoni risultati anche usando il flash "normale" che già si possiede.. E' consigliabile un flash piccolo e poco potente, oppure depotenziare il flash e decentrarlo tramite staffa o altro sistema (compreso il tenerlo in mano) , in modo che lo si possa orientare come serve per eliminare le ombre ed evitare che ne generi lui di più dure. Molto utile un diffusore anche autocostruito per ammorbidire e distribuire la luce. Se però volete approfondire la teoria e la tecnica del flash, non contate su di me...

Immagine Allegata: curculionide2hr.jpg

Qui ho usato il flash per schiarire il soggetto che era in ombra.


Esistono poi vari macchinari diabolici, quali i "plamp" ecc. morsetti che consentono di staccare fisicamente il soggetto col suo supporto (es. insetto + fiore ) in modo da isolarlo e orientarlo per riprenderlo con le giuste condizioni di luce (se non se ne scappa prima), li uso raramente solo quando sono sicuro di non arrecare danno al soggetto.

Immagine Allegata: brucomacaone2hr.jpg

Qui ho usato un plamp autocostruito per isolare il bruco di Macaone , che poi ho acuratamente riposizionato dov'era insieme allo stelo dov'era attaccato.


REPELLENTE PER ZANZARE E ALTRI INSETTI MOLESTI, PANTALONI LUNGHI, MANICHE LUNGHE E CAPPELLO sono accessori essenziali nella macro per evitare l'insorgere di esaurimenti nervosi Immagine inserita
per i tafani la soluzione ? una sola: la... fuga.

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SUGGERIMENTI PER LA RIPRESA:

QUANDO FOTOGRAFARE. Al mattino la luce è più diffusa, meno dura, gli insetti sono ancora intorpiditi dal sonno e sono più lenti e più avvicinabili. Inoltre di solito non c'è la brezza tipica della tarda mattinata, generatrice di fastidioso micromosso. Con il cielo coperto si ha lo stesso risultato come luce, ma occorre poi controllare la saturazione dei colori.
Un piccolo accessorio fatto in casa utile per quando ci si trova a scattare con luce forte soggetti poco mobili o immobili come funghi o fiori, è costituito da un pezzo di lenzuolo bianco e dei bastoncini, con cui costruire un paravento/pannello diffusore. Se esiste la possibilità tecnica di piazzarlo in modo opportuno senza che il soggetto fugga (coi fiori non c'è problema...) il pannello eliminerà/ridurrà sensibilmente la brezza, evitando il micromosso e diffonderà la luce attenuando le ombre troppo dure. Ai RR tipici della macro il pannello non dovrebbe entrare nell'inquadratura, ma è meglio controllare.

Immagine Allegata: mantideplr.jpg

Ho schiarito il ventre della mantide con un pannello bianco.


POSIZIONARSI ALL'ALTEZZA DEL SOGGETTO. A meno che non si cerchino volutamente effetti particolari, ? consigliabile stare pi? o meno all?altezza del soggetto da riprendere. Riprenderlo dal di sopra può risultare in suo "schiacciamento" sullo sfondo del terreno poco gradevole esteticamente. Stando alla sua altezza o, se occorre, magari più in basso permette di isolarlo meglio e di ottenere un'immagine gradevole e di maggior effetto .

Immagine Allegata: pierishr.jpg

Una Pieride ripresa alla sua altezza.

Immagine Allegata: licenide2w.jpg

Una Licenide ripresa dall'alto con risultato pessimo.


GIRARE INTORNO al soggetto prima di scattare. Un vantaggio della macro rispetto alla caccia fotografica ? che spesso si possono sperimentare inquadrature diverse da diversi lati ed angolazioni alla ricerca dell?inquadratura migliore. Non fossilizzatevi (se lo dico io!) in un punto. Cercate un effetto, sperimentate.

Immagine Allegata: girare.jpg

Ho girato intorno a questa tipula fino a trovare un'angolazione per me interessante.


PARALLELI al soggetto. Di nuovo escludendo la ricerca di effetti particolari, dato che la profondità di campo (zona che si percepisce a fuoco) a forti ingrandimenti è piccolissima, basta un leggero disassamento fra il piano pellicola/sensore e il soggetto perché una parte risulti a fuoco e l'altra no. Attenzione quindi ad avere il soggetto perfettamente parallelo al piano del sensore/pellicola.

Immagine Allegata: podalirio1quad.jpg

Podalirio ripreso alla sua altezza con il 300 mm F4 AFS.


I DIAFRAMMI. Per il motivo citato sopra, occorre usare diaframmi piuttosto chiusi per avere una profondit? di campo sufficiente, cercando quel diaframma che dia una profondit? di campo tale da avere nitido il soggetto ma non si estenda allo sfondo (se non vogliamo). Attenzione però a non chiudere troppo, oltre f16 può esserci il rischio che la diffrazione "rubi" nitidezza. Se invece vogliamo attirare l'attenzione su un particolare, dei diaframmi più aperti consentiranno di sfuocare tutto quello che non ci interessa. Bisogna provare diversi diaframmi e valutare il risultato.
Se il soggetto è immobile, è possibile usare la tecnica dello stacking ossia eseguire più scatti, spostando ogni volta il punto di fuoco e poi unirli con dei programmi appositi o Photoshop. Se il soggetto è "vivace" ovviamente non si può.

Immagine Allegata: selettivo.jpg

un diaframma aperto mi ha consentito di ottenere la sfuocatura che volevo

Immagine Allegata: 211-140809205628.jpg

Qui il soggetto (un'Argiope) è piuttosto "spesso" quindi era necessario un diaframma chiuso per averlo tutto a fuoco .

Immagine Allegata: bugmastack2cl.jpg

L'interno di un fiore di orchidea ottenuto con l'unione di diversi fotogrammi (stacking) per avere tutto a fuoco.


VIBRAZIONI. Spesso, per avere la necessaria profondità di campo, siamo obbligati ad usare tempi di posa relativamente lenti con rischio di foto mosse. Se c'è brezza non ci si può far nulla, ma almeno si può cercare di eliminare tutte le fonti di vibrazioni causate da noi. Quando è necessario, usate cavalletto, l'alzo preventivo dello specchio od almeno il ritardo di scatto e un comando a distanza. Oppure se lavorate a mano libera o se non disponete dell'alzo anticipato dello specchio (come sulla nikon D70) usate il flash. Alzare gli ISO per avere un tempo di posa adeguato una volta comportava una sensibile perdita di qualità, adesso con i sensori di nuova generazione non è più così. Non come prima, almeno.

SFONDO. Se dobbiamo fare una macro puramente documentativa, la figurina dell'enciclopedia, lo sfondo ha relativamente poca importanza, ma se cerchiamo una fotografia con qualche valenza estetica dobbiamo gestire al meglio lo sfondo (nei limiti del possibile), quindi controllare se è omogeneo o confuso, la sua luminosità, se è pieno di ombre e luci che daranno luogo a macchie distraenti, per cui fastidiose, cosa frequente ad es. nel sottobosco o nel prato.

Immagine Allegata: sfondono.jpg

Il soggetto è interessante, ma lo sfondo è troppo confuso per i miei gusti.

Immagine Allegata: larvelr.jpg

Lo sfondo viene annullato dall'uso del 200mm.


CURARE L'INQUADRATURA. La macro spesso ha una forte componente grafica, pi? che la caccia fotografica, perch? i soggetti anche comunissimi, si rivelano sono spesso strani, quindi vanno interpretati per valorizzarli, raramente scatti casuali risultano ben riusciti. Bisogna tenere presente le regole classiche di composizione, l?attenzione alle diagonali, alla posizione del soggetto ecc., ma questo riguarda la fotografia in generale, non solo la macro, per cui mi limito semplicemente a ricordarlo.

Immagine Allegata: grafica.jpg

Con questo penso di aver finito, spero di non essere essere stato troppo noioso ma soprattutto un poco utile, .
Un caro saluto,

Silvio Renesto


20 Comments

Foto
giannizadra
gen 03 2011 18:44
Ottimo, chiaro, completo, molto utile e corredato di foto belle e significative.
Un esordio perfetto, Silvio, in puro stile Nikonland. :vinco:
Complimenti.

:bravo:
Ottimo articolo, ben curato e corredato di bellissime foto! Complimenti. :bravo:
Ben fatto, ora ho le idee pi? chiare.

Nuccio
Foto
Mauro Maratta
gen 04 2011 08:26
Concordo con Gianni, ottimo esordio di Silvio Renesto tra i redattori di Nikonland.

E' come se fosse stato con noi sin dall'inizio.
Bello, chiaro e preciso.
Complimenti

Giovanni
Finito di leggere adesso: molto chiaro e preciso, complimenti.
Foto
~ Fabio Desmond ~
gen 04 2011 14:32
Complimenti, mi hai chiarito svariati dubbi su di un genere che non mi ha mai convinto pi? di tanto! :D

Descrizione molto chiara... rigiro il tutto ad un amico che ha giusto voglia di provare la macro, grazie ancora ;)
Wendigo.. guarda che hai sbagliato lavoro...

mettici un p? di pagine in pi?.. un'altro p? di teoria.. seguita da altri scatti .. da... manuale ...
ed opl?... hai confezzionato un libro... e scommetto che venderesci...
bravo.. eccellente
Noioso?
E' un'articolo bellissimo corredato da bellissime foto.
Grazie :)
Foto
Adriano Max
gen 05 2011 15:46
Eccellente, come ti ha detto Roby: sei stato preciso, esauriente ma conciso, corredando con immagini gradevoli il tutto. Spero un giorno di arrivarci io a sintesi come questa.
;)

Sono interessato a qualche approfondimento di postproduzione: su nessuno degli sfondi uniformi hai applicato della postproduzione per aumentare l'uniformit? o diminuire grana/rumore scontornando accuratamente alcuni punti ?

Ciao,
A.
Foto
Silvio Renesto
gen 05 2011 23:18

Eccellente, come ti ha detto Roby: sei stato preciso, esauriente ma conciso, corredando con immagini gradevoli il tutto. Spero un giorno di arrivarci io a sintesi come questa.
;)

Sono interessato a qualche approfondimento di postproduzione: su nessuno degli sfondi uniformi hai applicato della postproduzione per aumentare l'uniformit? o diminuire grana/rumore scontornando accuratamente alcuni punti ?

Ciao,
A.


Grazie a tutti per l'apprezzamento!
riguardo agli sfondi, l'uniformit? degli stessi ? data unicamente dall'effetto tele (incrementato dal formato DX, adesso che ho la D700 vedremo se cambia e quanto) e dalla scelta attenta dello sfondo. Per il rumore invece spesso duplico i livelli, poi applico una riduzione del rumore su un livello e nel contempo regolo la nitidezza sull'altro livello, poi tramite le maschere e l'unione dei livelli ottengo il file definitivo con lo sfondo senza rumore e il soggetto (e posatoio ovviamente, ossia il primo piano) nitido.
Ciao,

Silvio

Grazie a tutti per l'apprezzamento!
riguardo agli sfondi, l'uniformit? degli stessi ? data unicamente dall'effetto tele (incrementato dal formato DX, adesso che ho la D700 vedremo se cambia e quanto) e dalla scelta attenta dello sfondo. Per il rumore invece spesso duplico i livelli, poi applico una riduzione del rumore su un livello e nel contempo regolo la nitidezza sull'altro livello, poi tramite le maschere e l'unione dei livelli ottengo il file definitivo con lo sfondo senza rumore e il soggetto (e posatoio ovviamente, ossia il primo piano) nitido.
Ciao,

Silvio

ah.....
Foto
danighost
gen 06 2011 08:22
Silvio, volevo chiederti se hai mai usato il 300mm Sigma f4 AF denominato macro e che mette a fuoco a RR 1:3, distanza minima 1,2m.
Foto
Silvio Renesto
gen 06 2011 11:57

Silvio, volevo chiederti se hai mai usato il 300mm Sigma f4 AF denominato macro e che mette a fuoco a RR 1:3, distanza minima 1,2m.


S? l'ho usato molto. La libellula in volo che ho messo nell'articolo ? fatta proprio col Sigma. Il 300f4 Sigma APO MACRO su Canon non funziona (fEE). Su Nikon funziona, ma ha un problema, ha un pronunciato front focus sulle digitali, per cui ? inutilizzabile sui corpi che non consentono la taratura dell'Af. Sulla mia D300, correggendo a + 20 ? leggermente morbido a f4, da f5.6 in poi ? veramente ottimo e tiene benissimo anche un kenko 1.4x di quelli PRO. Ti dir? che il 300 f4 Sigma + 1.4x Kenko mi ? sembrato pi? nitido dell'80-400 Nikon a 400mm. Questo vale per la macro. Per la foto a distanza (uccelli ecc) rimane sempre buono, per? i colori, soprattutto se c'? luce forte tendono a chiudere un po', non so come dire, rispetto al 300 f4AFS Nikon sono pi? caldi e marroncini. Se non si ha un macro lungo e lo si trova ad un prezzo decente pu? essere interessante.
Ciao,

Silvio
Foto
danighost
gen 06 2011 12:58
Lo possiedo gi? da 2 anni (credo), e lo uso con soddisfazione, spratutto con libellule e farfalle, per? liscio, mi interessava un tuo parere, e sono indeciso per il TC 1,4x della Kenko, io ho la D300 e mi ci trovo bene nelle macro, fin'ora ho croppato in quei (rari) casi in cui non era possibile avvicinarsi ulteriormante.
Foto
Silvio Renesto
gen 06 2011 13:41

Lo possiedo gi? da 2 anni (credo), e lo uso con soddisfazione, spratutto con libellule e farfalle, per? liscio, mi interessava un tuo parere, e sono indeciso per il TC 1,4x della Kenko, io ho la D300 e mi ci trovo bene nelle macro, fin'ora ho croppato in quei (rari) casi in cui non era possibile avvicinarsi ulteriormante.


Io l'ho venduto tempo fa, per? lo rimpiango. Se non ha problemi di front focus, mi prenoto se mai deciderai di venderlo :lol:
Ciao,

Silvio
Uno come te, non è
dicasi non è, mai noioso..

anzi...
Foto
Andrea Zampieron
feb 21 2013 15:16
Complimenti e grazie per tutti i suggerimenti
Andrea
Foto
takeaphoto
feb 24 2013 10:47
Meglio di un manuale, grazie !!!
SlowPrint

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