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Come non si usa un teleobiettivo lungo


Come non si usa un teleobiettivo lungo, ovvero luoghi comuni da sfatare.

PREMESSA: tutto quello che segue, come al solito é un giudizio personale del sottoscritto. Segnalo peraltro che é vero che ognuno può avere la sua opinione, ma fino ad un certo limite.

Definizione: un telobiettivo lungo é un obiettivo di focale superiore ai 300 mm.

Il tema potrebbe sembrare inutile: come come non si usa un teleobiettivo lungo? Si sa che un tele é fatto per avvicinare i soggetti e poterli fotografare da lontano. Questo é uno degli errori più gravi in cui l'incauto ed il novellino incorrono: tele lungo soggetto piccolo ma "avvicinabile". E' la stessa cosa di quando mi sento chiedere se si può motiplicare un 600 perchè comunque gli uccelletti sono troppo lontani. e tu avvicinati!!!! Con un po' di esperienza e di tecnica ci si riesce benissimo.
Un tele lungo non serve per fotografare da lontano, ma per fotografare più grande da vicino, in modo che il soggetto riempia in modo accettabile il fotogramma. Cosa me ne faccio di foto con soggetti nella migliore delle ipotesi occupanti un decimo del fotogramma ? forse un buon paesaggio animato, ma non altro.

venendo allo specifico, un teleobiettivo non si usa per :
- fotografare da molto lontano per avvicinare il soggetto;
- per carpire immagini francobollesche e con nullo dettaglio (questa é altra cosa che fotografia); alias "paparazzate".
- per poterlo dupli, tripli ed altro -plicare alla bisogna (ipotesi pessima ai fini della qualità. Non mi si venga a dire che non avete le possibilità di comprare quello che vi serve, si fatica, si risparmia, si compra usato, ce lo si fa prestare, ecc, se la cosa interessa veramente al di là di un generico entusiamo per il cannone lo si fa). Io mi sono comprato il primo tele serio (Nikkor 400 3,5 Ais), lavorando da studente in estate e durante le vacanze.

Il digitale ha consentito la vera e propria perversione del crop spinto. Non intendo con questo termine il ritaglio dell'inquadratura a fini compositivi, questo é necessario il più delle volte, ma croppare oltre un certo limite al fine di ingrandire a dismisura il soggetto non é operazione fotografica. Certo, se si vedono solo le foto a monitor, qualcuno ne trae un ineffabile godimento nel riuscire a croppare al 100% ed oltre per gratificarsi di quanto é nitido il suo obiettivo e di quanto é buona la sua fotocamera, ma questa non é fotografia.
Ergo ritorniamo a bomba: un teleobiettivo lungo serve sempre e solo ad avvicinare i sogggetti in modo che l'inquadratura dei medesimi occupi una parte sostanziosa dell'immagine.

Si può usare per tante cose diverse dai generi praticati da questi cannoni: c'é chi ci fa paesaggio, chi macro con tubi di prolunga, chi financo ritratti, ma lo scopo é sempre il medesimo.

Venendo agli aspetti tecnici: a che distanza si usano ? Non ho esperienza di sport e motori, ma nel genere che io pratico per la maggiore (fotonaturalistica), difficilmente un soggetto grande lo fotografo a più di 15-20 metri con 500 o 600, se il soggetto é piccolo tra i 6 ed i 10 metri. Oltre non mi interessa. Nel caso cerco di avvicinarmi, con tanta pazienza, attenzione e soprattutto circospezione. In genere funziona, l'animale dopo un po' si abitua alla presenza umana, vede che non nuoce e si fa i fatti suoi; dopo un po' magari si avvicina a distanza utile. Ovvio che si sono le eccezioni, le foto ambientate, quelle fatte per documentare una specie mai fotografata, le foto d'insieme, ecc..

MAF, PDC e sfuocato.
In questi obiettivi la messa a fuoco corretta é essenziale più che con altre ottiche, per due motivi: da un lato perché si penalizzerebbe la mostruosa definizione che in genere possiedono, dall'altro perché dovendo lavorare invariabilmente a diaframmi aperti (per via dei tempi di scatto necessariamente brevi), la pdc con questi ordigni é nella migliore delle ipotesi di qualche centimetro. Solo per fare qualche esempio un 500 a F5,6 e distanza di 15 metri ha una pdc di ha 20 diconsi 20 cm, un 400 nelle stesse condizioni di ben 30 cm ed un 600 di 14 cm, più si apre e più ci si avvicina più diminuisce la pdc. Qualcuno potrebbe obbiettare che basta chiudere il diaframma ed alzare i tempi per ridurre il problema, ma non é così semplice, rischio di mosso, micromosso, scadimento della nitidezza, ecc. Io sono un maniaco della guerra al micromosso, qualcuno si fida molto del VR, quando c'é, e prova a scattare a tempi che reputo nella migliore delle ipotesi ottimistiche. Foto dinamiche però si possono scordare (a parte i panning).
Lo sfuocato di questi arnesi é molto particolare: non ci si può aspettare certo un bokeh da un 85 da ritratto, ma bisogna sapere com'é e nei migliori é decisamente ottima: transizioni tra i toni sfuocati molto dolci, profondità dello sfuocato molto realistici, punti luminosi graduali, ecc.. Tutto ciò solo per dire che la scelta di questi obiettivi é decisamente una cosa complessa, bisogna conoscere come funzionano, cosa servono e che risultati si possono ottenere, pena enormi delusioni e soldi buttati.

Giovanni


25 Comments

Grazie Giovanni

non possiedo un 'ordigno del genere, ne prevedo di possederlo per molto tempo, ma fa sempre bene leggere ed imparare da chi USA qualcosa e mette a disposizione la sua esperienza e capacit?. :)
Ottimo articolo, Giovanni! Grazie mille anche da parte mia. :bravo:

Da leggere naturalmente in combinazione con quanto hai gi? illustrato qui.

Spero vivamente che in futuro possa nascere anche un ulteriore approfondimento sulle tecniche di avvicinamento e di appostamento ai diversi soggetti, se ti andr? di condividere la tua esperienza in materia, coronando una sorta di ideale "Triade breve del fotonaturalista". :)
Foto
Mauro Maratta
apr 17 2011 14:27
Bravo Giovanni.

Permettimi per? di fare due appunti.

Uno di natura generale e mi riallaccio alla eterna diatriba tra la pubblicistica italiana ed europea che tende ad essere un pelino verbosa (che fa spesso - non ? il tuo caso - rima con noiosa) e quella americana dove pochi concetti vengono ripetuti in varia forma inframezzati per? da schemi e figure. Sar? un caso ma io l'analisi matematica l'ho imparata sui libri tradotti da testi americani da Zanichelli mentre con i ponderosi volumi italiani proprio mi trovavo in difficolt?.

L'altro di natura procedurale ? tanto pi? semplice raccontare - per immagini - come si usa un super-teleobiettivo, suggerendo come farlo rendere al meglio e negando di converso usi meno vantaggiosi.

Cerco di agganciarmi io al tuo bell'intervento con questi due presupposti su di un campo che offre tanti spunti ma ? certamente diverso dalla foto naturalistica : lo sport.

Arena "Vigorelli" a Milano, football americano, incontro Rhinos Milano -Warriors Bologna di ieri.
Nessun crop, nessun accidenti di niente, puri jpg cavati fuori dalla D3 e ripresi con il mio 400/2.8 VR II

 

L'amico Mudmad con il suoe 400/2.8, a fuoco il paraluce, ad una decina di metri da me (io ero sopra al dislivello della vecchia pista di velocit? di ciclismo, lui a bordo campo) :

Immagine Allegata: _D3H3003.jpg

lo stesso Mudmad a fondo campo mentre io ero nell'altra met? del campo :

Immagine Allegata: _D3H3663.jpg

ancora Mudmad (sfuocato) a fondo campo (io ero nella stessa posizione di prima) :

Immagine Allegata: _D3H4116.jpg

una ragazza dello staff dei Warriors dall'altra parte del campo (lato corto ) :

Immagine Allegata: _D3H3630.jpg

supporters dei Rhinos nella tribuna (meno di dieci metri da me) :

Immagine Allegata: _D3H3188.jpg

cosa possiamo argomentare ?

1) se lo scopo non ? quello di fare panorami o di sprecare i nostri costosi megapixel, anche con un 400 mm la distanza di ripresa deve essere calibrata in funzione delle dimensioni del soggetto.
Anche un uomo con un fisico importante come quello di Mudmad da lunga distanza si perde

da cui deriva il primo corollario

I) il buon fotografo ? quello che riempie il fotogramma con il soggetto, quale esso sia. Se la distanza non ? quella ottimale, ci si avvicina. Se ? impossibile avvicinarsi, si usa un binocolo e non si fotografa !

ma da questo discende anche altro : l'efficacia della foto

 

Immagine Allegata: _D3H3562.jpg

Immagine Allegata: _D3H4002.jpg

Immagine Allegata: _D3H4008.jpg

tre viste del quarterback dei Warriors. Nelle tre immagini abbiamo un diverso impatto della ripresa, il gesto atletico appena prima del lancio nella prima, la tensione per proteggera la palla nel secondo, il momento in cui scegli il compagno a cui lanciare la palla nel terzo.

Situazioni che (pi? ambientata la prima in cui vediamo anche la disposizione dei compagni a protezione del QB mentre gli avversari cercano un varco per fermarlo) si sarebbero perdute da una distanza superiore, come ? il caso di questa foto gi? vista :

Immagine Allegata: _D3H4116.jpg

dove a parte il nostro Mudmad, l'azione si perde nella sua soggettivit? perch? il campo ampio dovuto alla distanza rende poco significativo lo scatto, al di l? della situazione.

Guardate invece questo caso :

Immagine Allegata: _D3H4218.jpg

dove il ricevitore che ha appena mancato un lancio si ricompone a terra. Anche senza palla il pieno soggetto ha da raccontare qualche cosa di interessante.

 

Lo sfondo

Immagine Allegata: _D3H3511.jpg

Immagine Allegata: _D3H3957.jpg

Immagine Allegata: _D3H3741.jpg

nella prima abbiamo Jason Butler dei Rhinos che cerca di evitare il placcaggio. Di fronte non c'? nulla, l'immagine ? pulita.

Nella seconda abbiamo lo stesso che si invola per il suo primo tocu-down. Lo sfuocato consentito dal 400 a TA permette di mantenere nitido il soggetto ma di illustrare lo sforzo dell'avversario di fermarlo.

Nella terza purtroppo la presenza di altri soggetti molto vicini e la distanza superiore di ripresa fanno perdere di efficacia ad una scena che, se avesse avuto lo sfondo della prima, sarebbe stata molto pi? spettacolare.

Ne consegue che :

2) lo sfondo, la sua qualit?, la distanza tra il soggetto e il fotografo e tra il soggetto e lo sfondo hanno grande importanza nel risultato finale

e il secondo corollario conseguente

II) va sfruttata la capacit? del teleobiettivo di isolare il soggetto ma al contempo deve essere chiaro che in talune situazioni non bisogna appostarsi o si deve evitare di scattare sinch? non si ? in posizione favorevole

ma da questo ricaviamo una ulteriore considerazione sullo sfuocato che chi ? abituato ad usare ottiche corte spesso sottovaluta

 

il campo nitido :

Immagine Allegata: _D3H4214.jpg

il giocatore dei Rhinos ha ricevuto la palla e nel cadere si ? girato con il risultato che la D3 ha perso la messa a fuoco e l'ha trovata su chi l'ha placcato.
La distanza ? di 3 yarde (meno di tre metri) ma guardate come ? nitido il giocatore in secondo piano e come ? "brutto" e sfuocato il precedente soggetto ...

Ma non solo soggetti concentrati.

La focale lunga pu? essere sfruttata anche in visioni di insieme che, viste ad occhio nudo dicono poco, diventano spettacolari con il tele :

Immagine Allegata: _D3H2768.jpg

Immagine Allegata: _D3H3868.jpg

 

e tanti altri esempi e ragionamenti si potrebbe fare ma mi fermo qui perch? il mio intento era solo di appoggiare i discorsi di Giovanni utilizzando la forza delle immagini !
Giusto, Mauro, hai perfettamente ragione.
Qualche esempio su MAF e pdc dei tele lunghi si possono trovare in questa discussione soprattutto per quanto riguarda le riprese a distanza breve. I commenti e le mie repliche servono a fare comprendere quello che voglio dire.
In particolare, questa dimensione dell'immagine ? quella che ritengo adeguata per soggetti piccoli:

Immagine Allegata: esempio 1.jpg

Per quanto riguarda la pdc, basti vedere queste due foto seguenti (entrambe sbagliate, ma didatticamente utili), in cui si vede la differenza minima tra il piano a fuoco e quello sfuocato:
Immagine Allegata: esempio 2 pdc.jpg

Immagine Allegata: esempio 3 pdc.jpg

Infine, per quanto riguarda i tempi di scatto, segnao che la foto sotto ? scattata a 1/1600, ed il becco del martin pescatore ? ancora mosso, l'effetto ? voluto, ma questo per sottolineare anche a che tempi sono costretto ad usare questi ordigni:

Immagine Allegata: esempio 4 tempi.jpg

Pe avere tempi fermi, per soggetti anche meno frenetici, in genere serve 1/2500, che congela il soggetto, ma richiede giornata di sole e pure ISO un po' alti:

Immagine Allegata: _D3X8973.jpg

Quello che io intendo per foto ambientate sono tipo queste:

Immagine Allegata: _D3X2732.jpg

Immagine Allegata: _D3X2747.jpg

In cui ho ritenuto significativa la scena intera piuttosto che il dettaglio.

Tutte le foto sopra sono a pieno fotogramma, con solo qualche piccolo aggiustamento per l'inquadratura (max 10%).

Non ho foto mie da mettere, ma questo foto, che documenta un caro amico in capanno, ? significativa per come si usa un 600 nel genere fotonaturalistico:

Immagine Allegata: _D3N8740.jpg
Da ricordare anche che la focale tele schiaccia i piani, consentendo quindi di ravvicinare piani anche lontani, il che pu? essere giocato come effetto.

Ci sarebbero ancora un milione di cose da dire, ma l'unica che mi sento di raccomandare ? quella di provarli e di ricordarsi che pesano un botto!

Giovanni
Foto
Adriano Max
apr 18 2011 12:40
Queste considerazioni sono quelle che mi convincono che il 'tele' per la maggioranza dei fotografi ? gi? tale quando raggiunge 200-300mm su FX ! Oltre sono giustamente definiti super-teleobiettivi... e il suffisso 'super' si applica a proprio tutte le caratteristiche di queste ottiche ! Sono ottiche specialistiche: si portano dietro per eseguire specifici scatti a specifici soggetti.
;)

Io ho pi? volte desiderato il 400mm f/3,5 che Giovanni si ? procurato in giovinezza: ? un desiderio di possesso ! non lo userei quasi mai seguendo le preziose prescrizioni di queste note...
:rolleyes:

Ora che possiedo la D700 per quegli occasionali scatti, senza grandi velleit? qualitative, potrei pensare di dotarmi di un trasportabilissimo catadiottrico, tipo un 500mm f/8, che cambia alcune variabili (pesi e ingombri in primis) nell'approccio a queste lunghe focali... il problema ? che nessuno di questi gingilli ? autofocus !! Come mai ??
:P

Ciao,
Adriano.

Oltre che costare un botto virgola cinque... ( quando ci vuole.. ci vuole.. la precisazione..)


per? non ? vero che costa cos? caro.
per il neofita sicuramente ? caro, intendo per chi lo vorrebbe comprare per poi vedere di usarlo.

ma chi ? appassionato del genere, chi ha conoscenze in materia, chi ama la natura, chi come fotografo rispetta la natura, chi ? disposto a "sacrificare" il suo tempo libero, le sue vacanze, chi si alza la mattina presto per fare un muccio di chilometri per appostarsi e aspettare ore e ore, chi esce pure a temperature bassissime, chi deve pensare a tutti i particolari, esposizione al sole, possibilit? di trovare la fauna, studiare strategie per trovare corridoi atti a far passare gli animali e fotografarli, studiare l'approccio dei maestri del genere (e capirlo), la fatica di stare ranicchiati aspettando il momento giusto, i voli e i viaggi da organizzare per fotografare la tale specie....beh....5 o 6 mila euro mi sembrano la parte meno costosa dell'intero gioco.

Alla fine lo spasso della moto o dell'auto updated costa molto di pi?....

E se pensiamo pure che la maggiorparte di questi fotografi prima scattava con pellicola...beh...posto che si sono dovuti fornire di una nuova camera ma gi? risparmiano tanto in rullini e sviluppi.

In conclusione: un 300/2.8 ? regalato!
:D

..... ma chi ? appassionato del genere, chi ha conoscenze in materia, chi ama la natura, chi come fotografo rispetta la natura, chi ? disposto a "sacrificare" il suo tempo libero, le sue vacanze, chi si alza la mattina presto per fare un muccio di chilometri per appostarsi e aspettare ore e ore, chi esce pure a temperature bassissime, chi deve pensare a tutti i particolari, esposizione al sole, possibilit? di trovare la fauna, studiare strategie per trovare corridoi atti a far passare gli animali e fotografarli, studiare l'approccio dei maestri del genere (e capirlo), la fatica di stare ranicchiati aspettando il momento giusto, i voli e i viaggi da organizzare per fotografare la tale specie....beh....5 o 6 mila euro mi sembrano la parte meno costosa dell'intero gioco.


L'unica parte della tua frase che non condivido ? il sacrificare, ancorch? virgolettato. L'unica che si sacrifica ? mia moglie che resta a prendere il sole in spiaggia o altrove, mentre io sto nel pantano, per me ? godimento.

Chiaro che tale ragionamento va fatto solo da chi si sente nascere autentica passione, diversamente sono soldi buttati e non mi stancher? di ripeterlo. Ormai non so pi? quante volte ho consigliato prudenza a chi si voleva comprare il 300 2,8, salvo poi dirmi che andare ad uccelletti era una palla, che talora si torna a casa con zero scatti, che fa freddo, ci si bagna, ecc. ecc..

Tornando alla fotografia, in merito all'appostamento, ci sono almeno due filosofie, che vanno affrontate con strumenti diversi. L'appostamento e la fotografia vagante. Personalmente preferisco la prima: se si ? fatta una ricognizione dei luoghi in genere si sa cosa si sta cercando. La seconda opzione ? pi? salutare, ci si muove di pi?, ma secondo me le occasioni di fare buone foto sono meno. Combinando le due opzioni si combinano anche i pro ed i contro relativi.
Qualcuno pu? avere da dire riguardo al mimetismo che sti pazzi di fotonaturalisti praticano come arte, comprese le bandane ed i cappellini mimetici in pieno sole: non ? una fisima: gli animali sono sensibili al movimento ed al colore, riconoscono benissimo la pelle umana ed anche un volto o un braccio fuori dalla mimetizzazione spesso li fanno fuggire. Diversamente, in altri momenti, se ne fregano altamente di chi si avvicina se non viene percepita come minaccia. Un esempio? Io mi sono trovato a fotografare insieme ad un personaggio che indossava una bellissima maglietta rossa con scritta ed un improbabile paio di pantaloni arancione Anas. Non eravamo in capanno, ma semplicemente in mezzo alle canne. Conclusioni: zero foto fino a che il soggetto non ha deciso di allontanarsi: a quel punto ho fotografato 4 beccaccini in pascolo, un branchetto di avocette e qualche airone improvvisamente comparso dal nulla. E pure prima erano l?, solo che non si facevano vedere. Motivo per cui curo il mimetismo fino all'eccesso e qualche volta mi pitturo pure la faccia. In questo modo ci si pu? anche fare a meno di lamentare che gli animali non si avvicinano. I soggetti sopra indicati li ho fotografati a distanza di meno di 10 metri. Il discorso si fa lungo e meriterebbe un'altra discussione.

Giovanni
Foto
Adriano Max
apr 18 2011 13:59

[...] e qualche volta mi pitturo pure la faccia. [...]


Chiss? quante volte avete 'incontrato' Giovanni e non l'avete visto !! e lui ride, hehe...
:P

Io non sono mai arrivato a questi estremi, per? ? vero che un semplice telo mimetico, ben tirato tra due rami o due alberi (non fatelo sventolare, per carit?) che ci nasconda alla vista di un nido o di un luogo di transito, spesso moltiplica enormemente le possibilit? di vedere e fotografare animali... Studiando bene il territorio si arriva a quei 10-20m (a seconda del soggetto) sufficienti per un buono scatto... come in tutte le cacce: la fortuna aiuta le menti preparate !
:)

... potrei pensare di dotarmi di un trasportabilissimo catadiottrico, tipo un 500mm f/8, che cambia alcune variabili (pesi e ingombri in primis) nell'approccio a queste lunghe focali... il problema ? che nessuno di questi gingilli ? autofocus !! Come mai ??
:P

Ciao,
Adriano.


...un altro problema e che se non ne prendi uno di buona qualit? ti conviene croppare alla grande il 70-300 vr!!! per puro sfizio la scorsa estate ad un mercatino in provincia di Ascoli P., ne ho provato uno al volo, se non ricordo mala Vivitar e...NON C'E' PARAGONE!!! ero in pieno sole ma sembrava di essere in val padana in una brutta giornata autunnale... :bigemo_harabe_net-175: :bigemo_harabe_net-175: :bigemo_harabe_net-175:
Foto
Adriano Max
apr 18 2011 15:04

...un altro problema e che se non ne prendi uno di buona qualit? ti conviene croppare alla grande il 70-300 vr!!! [...]


Evidente ! La soglia qualitativa che avevo identificato sono i Tamron o i Nikkor, il resto ? fuffa... il problema ? che simili focali su una DSRL hanno problemi simili ai superluminosi manuali Ais: la messa a fuoco ? critica ! Mi chiedevo infatti perch? non ne venisse prodotto alcuno che fosse AF... un simile 'ordigno' AF, magari fosse anche 400mm e f/5,6 (esisteva un Tamron 350mm f/5,6), potrebbe ritagliarsi la sua nicchia di mercato tra chi pu? compromettersi qualitativamente rispetto alle lenti... sovvertendo alcune controindicazioni dei fratelli a lenti...
;)

Altrimenti tutte le indicazioni di GCiraso restano in piedi e mi sconsigliano l'acquisto di altro che non sia il 300mm f/4 AFS !!
;)

Ciao,
A.
In questo articolo avevo segnalato come il 70-300 fosse da ritenersi buona ottica in relazione al costo e da provare per utenti non esclusivi della fotonaturalistica.

MA il consiglio rimane: le ottiche lunghe vanno meditate, sia per il costo che per le difficolt? di uso, bisogna prenderci la mano e sopportarne gli svantaggi. In compenso ripagano con prestazioni da formula 1.

Giovanni

...
Ci sarebbero ancora un milione di cose da dire, ma l'unica che mi sento di raccomandare ? quella di provarli e di ricordarsi che pesano un botto!

... praticamente inutilizzabili senza un supporto !

Immagine Allegata: GB_1.jpg


Guglielmo (... 50 Kg fa)
Foto
Bruno Mora
apr 18 2011 16:23
E allora avanti con uno dei pochissimi scatti di ieri che non ho cestinato:
Immagine Allegata: _D3H5824.jpg
Foto
Bruno Mora
apr 18 2011 16:29
Scusate mi ? partito l'invio:
D3 con 500 AIS-P
dicevo giornata di m...,luce di m....,soggetti a 50 metri (Giovanni non ti arrabbiare tra me e loro c'era il lago...), che potevo fare????
Accanto a me nel capanno c'era un signore con 500 afs vr e D300 montati su testa Photoseiki che eseguiva riprese in volo, ma onestamente con la luce pessima che c'era non so cos'abbia tirato fuori.

Grazie Giovanni per lo scritto.

.... dicevo giornata di m...,luce di m....,soggetti a 50 metri (Giovanni non ti arrabbiare tra me e loro c'era il lago...), che potevo fare????

Beh, in queste condizioni sinceramente poco o niente, a meno di non prendere una barchetta :bigemo_harabe_net-03:
Ovviamente ci sono condizioni sfavorevoli, in cui le soluzioni non esistono, tra l'altro mi sembra ci fosse anche foschia, il peggio del peggio.

Giovanni
Foto
Bruno Mora
apr 18 2011 16:58
Ecco, quando vado in oasi ci sono sempre queste condizioni sfavorevoli, ma guarda un po'....

Scherzi a parte, nell'oasi dov'ero ieri aprono solo sabato e domenica, ma se ti associ e paghi 100 euro l'anno ti danno le chiavi, cos? posso sfruttare le ore migliori, dalla mattina prestissimo al pomeriggio tardi.
Appena mi hanno detto di questa opportunit? ho aderito immediatamente; stupido spendere migliaia di euro in macchine e obiettivi per poi sacrificarsi a orari impossibili e in mezzo ai vacanzieri fracassoni della domenica.
(aggiungo che il luogo si trova a 15 minuti di auto da casa mia.... :bigemo_harabe_net-03: )

Riporter? gli sviluppi della cosa sulla sezione Fotografi e chiedo scusa se sono andato OT..

...Io mi sono trovato a fotografare insieme ad un personaggio che indossava una bellissima maglietta rossa con scritta ed un improbabile paio di pantaloni arancione Anas. Non eravamo in capanno, ma semplicemente in mezzo alle canne. Conclusioni: zero foto fino a che il soggetto non ha deciso di allontanarsi: a quel punto ho fotografato 4 beccaccini in pascolo, un branchetto di avocette e qualche airone improvvisamente comparso dal nulla. E pure prima erano l?, solo che non si facevano vedere...


Questo episodio che racconti mi fa tornare in mente un trucco per la caccia fotografica che lessi da un libro di un fotonaturalista americano, qualche annetto f?.

In sostanza, l'autore diceva che gli animali non sono in grado di contare, e quindi consigliava questo semplice espediente per ingannare le specie pi? diffidenti. Entrare insieme ad un amico in un capanno di avvistamento, e subito dopo far uscire ed andar via, da solo, l'amico. Invariabilmente, sempre secondo l'autore, gli animali che si erano nascosti o allontanati, sarebbero tornati a ripopolare rapidamente i dintorni, convinti che tutti i disturbatori fossero andati via.

Mi era sempre rimasto il dubbio che fosse un po' una "boutade", ma forse invece funziona davvero! :D
Forse funziona, ma una domanda sorge spontanea, perch? mai l'amico dovrebbe andarsene?

In genere, poi, io fotografo da solo. I miei sistemi fino adesso hanno funzionato, il requisito principale ? la pazienza. Capisco che le prime volte vi sia l'ansia di portare a casa qualcosa, ma non funziona cos?, talora ci si diverte solo a guardare, anche senza scattare.

Per tornare sul pratico, per abbigliamento mimetico, piuttosto che quello specifico per fotografi, che come al solito viene venduto a carissimi prezzo, consiglio di fare un giro nei negozi di caccia e pesca, dove i prezzi sono pi? abbordbili e nei negozi di militaria, dove costano veramente poco.

Giovanni

Forse funziona, ma una domanda sorge spontanea, perch? mai l'amico dovrebbe andarsene?


Beh, in effetti il fotografo in questione era abbastanza rinomato e quindi poteva contare sull'aiuto di un amico o di un assistente istruito appositamente per quello scopo.
Ma siamo d'accordo che un altro fotografo non avrebbe normalmente motivo di andare via. ;)

In genere, poi, io fotografo da solo. I miei sistemi fino adesso hanno funzionato, il requisito principale ? la pazienza. Capisco che le prime volte vi sia l'ansia di portare a casa qualcosa, ma non funziona cos?, talora ci si diverte solo a guardare, anche senza scattare.

Per tornare sul pratico, per abbigliamento mimetico, piuttosto che quello specifico per fotografi, che come al solito viene venduto a carissimi prezzo, consiglio di fare un giro nei negozi di caccia e pesca, dove i prezzi sono pi? abbordbili e nei negozi di militaria, dove costano veramente poco.
Giovanni


Grazie, i tuoi consigli sono preziosi! :)
La mia esperienza di fotonaturalismo ? sempre stata molto sporadica, diciamo appunto qualche saltuaria puntatina alle oasi, ma in futuro mi piacerebbe dedicargli pi? tempo.

Purtroppo l'oasi pi? interessante che ho nelle vicinanze, I "Variconi" di Castelvolturno, pur essendo protetta dalla convenzione di Ramsar, e sulla carta gestita da Legambiente, ? ridotta attualmente in condizioni pietose, con sorveglianza non costante, installazioni vandalizzate e persino episodi di bracconaggio. E' un territorio difficile quello, purtroppo.
E' un peccato, perch? le specie di passo in quella zona sono ancora moltissime, ? una delle aree umide pi? estese d'Italia. Ma finch? la protezione sar? inadeguata, gli animali rimarranno estremamente diffidenti. E come dargli torto...
Per l'oasi di Variconi ho letto che c'? un progeto congiunto Lipu-Legambiente per il recupero dell'area. Per i non pratici della cosa ricordo che la convenzione di Ramsar ? un accordo internazionale per la protezione delle zone umide di rilevanza. Qua in Veneto mi sembra funzioni bene e di zone umide protette dalla convenzione ce n'? a iosa (fortunatamente per i fotografi).

Per tornare al topic, ricordo a chi volesse avvicinarsi agli oggeti in questione la necessit? di robusto (e leggero treppiede e di testa adeguata). Sui cavalleti e sulle teste per le necessit? specifiche ho in programma una breve guida.
In generale bisogna commisurare il peso dell'oggetto a cavalletto che lo sostenga e testa in proporzione. Chi mi ha visto fotografare sa che io iuso una testa basculante, che ritengo il miglior compromesso tra peso, maneggevolezza e trasportabilit?. Per? io vago assai poco per le campagne e preferisco l'appostamento, di questo bisogna tenerne conto, nel senso che magari c'? chi privilegia una testa pi? maneggevole e pi? leggera (la mia pesa oltre un chilo).
Sul cavalletto meno sezioni ha meglio ?, anche perch?, in linea di massima, ? meglio stare bassi per ottenere i migliori risultati. Ad esempio, per riprendere queste oche: Immagine Allegata: _D3N2244.jpg il complesso fotocamera cavalletto testa stava a 35 cm dal suolo, praticamente l'altezza minima da terra possibile.

Considerando il complesso, a seconda del cavalletto e della testa usata si tratta sempre di scammellarsi qualcosa come 7-8 chili minimo, ed anche di questi bisogna tenerne conto. Dopo un po' il trasprto diventa faticoso, bisogna attrezzarsi con contenitori adeguati, che a loro volta aumentano il peso da portarsi appresso.

A questo punto il titolo del topic andrebbe cambiato, ma va bene lo stesso.

Giovanni
Vogliamo mettere qualche esempio?

Ok.

D7000 (lo stato dell'arte dei sensori DX), Sigma 500mm f4.5 (un obbiettivo che, sebbene non al livello dei Nikkor, ha una qualit? da togliersi il cappello), appoggio solido.
Giornata di sole, poco vento e 11?C. Non sole tropicale e umidit? dal Val Padana.

Cranes (Gru?) a circa 200m, su campo nudo (niente vegetazione che evapora acqua, solo il "velo atmosferico").

Questo ? il risultato, al 50% a monitor:
Immagine Allegata: crane-01.jpg

Se l'avessi fatto con il mio Nikoa 5800 ("ben" 5Mp in uno smartphone di due anni fa, da circa 130?), probabilmente il risultato sarebbe migliore.
Invece l'ho scattata con qualcosa che si avvicina al "meglio" sul mercato, per un valore totale di circa 4000? (pi? la mia Hyundai a cui ero appoggiato).

Ancora dubbi su come non va usato un teleobbiettivo?
:bigemo_harabe_net-03:
a_
Grazie andre_, esempio tipico di come il velo atmosferico rende pessima qualsiasi cosa, e con l'umidit? diventa anche peggio come ben sai. Queste sono le cose che in genere, allontanano i fotografi che approcciano il genere.
Mi spiace di non poterne mettere, ma in genere le butto subito :bigemo_harabe_net-03:

Giovanni

Mi spiace di non poterne mettere, ma in genere le butto subito :bigemo_harabe_net-03:


Anch'io....
Questa ? la raffica delle gru, su LightRoom:
Immagine Allegata: rafale.jpg
:post-42-1201873916:

Ed il bello ? che sul monitor della macchina sembravano perfino decenti! :post-515-1140593913:

Scherzi a parte, ? facile non rendersi conto di quanto poche decine di metri incidano sull'immagine.
Soprattutto quando, come nel mio caso, lo spazio era tutto libero e senza vegetazione, in condizioni ottimali (che, vorrei far notare, non si presentano praticamente mai in Italia, se si ? sotto i 3000mt. di altitudine).

Pochi metri pi? in l?, invece, a pochi metri da me....
Immagine Allegata: skh.jpg
:rolleyes:
a_

P.S. Scusate gli screenshot, ma sto facendo una cernita su LR, e non ho ancora messo mano ai RAW, che sia qui che nel topic della D7000 sono semplicemente come li converte il software.
Foto
Valerio Brùstia
dic 15 2012 13:34


Ho letto e riletto l'articolo. Ovviamente sottoscrivo tutte le notazioni tecniche di Giovanni, rimango però perplesso dall'impostazione generale del discorso.
Da quanto scrive Giovanni si raccoglie una sorta di Avvertimento a chi volesse aggiungere al suo corredo una focale veramente lunga. Come se questi attrezzi fossero roba per Pochi, per chi sa veramente cosa farne. Io, per mia esperienza, sono convinto del contrario.
Le focali estremamente lunghe al giorno d'oggi sono divenute veramente user friendly. Tolto il problema logistico legato agli ingombri e ai pesi, le tre regole tre per usarli correttamente sono veramente facili. A ciò si aggiunga che le funzioni VR e AF ultrarapido rendono ancor più semplice il loro utilizzo. Insomma con sti arnesi le foto buone si fanno eccome, difficile restare delusi!
Concludo: son soldi spesi bene e da parte mia li consiglio a qualsiasi appassionato di fotografia.

Valerio
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