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Shelby Lee Adams e gli Appalachi


Famoso per le sue immagini di vita familiare negli Appalachi, Shelby Lee Adams è nato nel 1950 ad Hazard, una piccola cittadina del Kentucky orientale e ha studiato presso il Cleveland Institute of Art e il Massachusetts College of Art. Negli anni della sua gioventù si spostò spesso, ma ebbe comunque modo di tornare al paese dove vivevano i nonni, specie nel periodo del liceo.
L’appalachia è una regione degli Usa orientali che si estende tra Kentucky, West Virginia, Virginia, Tennessee Nord Carolina. Il suo territorio è costituito da montagne e boschi fitti ed era caratterizzata, fino agli anni 90, dalla presenza di poche strade. Nota per la povertà dilagante, negli anni ‘60 il Presidente John F. Kennedy costituì il “President’s Appalachian Regional Commission” con lo scopo di risollevare le sorti di questa area sottosviluppata e destinata a un degrado sempre più feroce.
 

Immagine Allegata: ___Vanessa-holding-kittens_09_tif.jpg  Immagine Allegata: 11.jpg

 
Fu in quel periodo che, anche grazie alla Lyndon Johnson War on Poverty, iniziò a crescere l’attenzione dei media verso questa zona con la diffusione di immagini che ne raffiguravano l’estrema povertà.
 

Immagine Allegata: 105_Degree's-at_The-Napier's_.jpg

 
Per Shelby Lee Adams erano gli anni del college e dei suoi primi passi verso la fotografia. L’arrivo di una troupe televisiva fu accolto da lui con un entusiasmo che lo portò a far da guida ai giornalisti mostrando loro la fattoria dei nonni e le case degli amici.
 

Immagine Allegata: Vanessa,07.jpg  Immagine Allegata: James03tiff.jpg

 
Il risultato fu un documentario che denunciava la povertà di quella zona e l’arretratezza delle persone. Per la comunità locale, che gli rimproverava di essere stato complice di un tradimento, si trattò di un atto denigratorio nei loro confronti.
 

Immagine Allegata: adams2.jpg

 
È negli anni 70 che vengono pubblicati numerosi libri fotografici dedicati a questa regione, tutti ad opera di autoctoni che cercavano un riscatto rispetto all’immagine che gli U.S.A. si erano creati di loro.
Anche Shelby lee Adams, profondamente segnato da quell’esperienza, pubblica le sue monografie con il chiaro intento di riscattarsi e di riscattare l’immagine della sua terra di origine che sentiva di aver tradito.
 

Immagine Allegata: adams21.jpg  Immagine Allegata: adamsGirlsOnion.jpg

 
La tendenza dei fotografi autoctoni è di produrre una fotografia che assomiglia più ad una catalogazione di persone, animali e attrezzi da lavoro, quasi a voler testimoniare al mondo di essere degli infaticabili lavoratori. In Queste immagini, però, è totalmente assente il contesto, come un rifiuto della povertà di quei luoghi. Nel Lavoro di Adams invece non viene nascosto nulla: poco importa che il contesto sia una casa o una catapecchia, quello che ci mostra è la vivacità delle persone e la dignità con cui queste vivono nella loro terra.
 

Immagine Allegata: adams33.jpg

 
La sua è una fotografia statica che spesso unisce il ritratto alla fotografia di architettura, sfruttando le linee degli ambienti in cui opera per incorniciare le persone da lui fotografate.
 

Immagine Allegata: DanCassyandLeddie,92.jpg

 
Tendenzialmente fotografa in bianco e nero, anche se ultimamente ha iniziato ad usare il colore, Adams utilizza un banco ottico 4x5, dorsi Polaroid, e Nikon 35mm con l’ausilio di luci flash piazzate in loco. Fondamentale è l’uso della Polaroid che non solo gli permette di valutare la scena da fotografare, ma anche di costruire un dialogo con le persone che incontra creando assieme a loro le foto che scatta. Polaroid che alla fine viene lasciata loro come dono/ricordo. Adams ha un approccio alla fotografia fortemente collaborativo e lui stesso dice:

« Condividere con la mia gente le immagini nel mentre che vengono fatte e composte (…) ho sempre detto che il mio lavoro è un processo collaborativo. Studiamo l'immagine insieme e lavoriamo insieme per ottenere la fotografia finale. »

 

Immagine Allegata: NayBug&JamieShelby253.jpg

 

Adams ritorna ogni anno nella sua terra d’origine trascorrendovi un periodo di almeno tre mesi per documentare la vita e i cambiamenti tra i Monti Appalachi, in quella parte orientale del Kentucky che lo ha visto nascere. Dal suo lavoro scaturisce il ritratto, umanissimo, di un popolo senza cadere nel sentimentalismo che spesso altera la realtà:

“Ho voluto catturare un mondo dove la vita cambia lentamente – dice Shelby Lee –, dove alcune cose sono nuove mentre altre non sono mutate affatto”

 

Immagine Allegata: Sherman-II-4937.jpg

 
Le immagini sono qui riprodotte a puro scopo didattico.
 
alcuni Link:
http://it.wikipedia....helby_Lee_Adams
http://shelby-lee-adams.blogspot.it/
http://www.edelmanga...om/adams.htm#10
http://shelby-lee-ad...er.blogspot.it/
 


2 Comments

Foto
Silvio Renesto
lug 31 2013 15:44

Me lo sono gustato da cima a fondo, splendide immagini di una realtà poco conosciuta.

Le foto sono eccellenti, espressive e a mio sentire,  spesso un po'  inquietanti,  soprattutto i bianchi e  neri, anche quando ritrae angelici bambini; forse le mie letture mi influenzano, ma in molte ci vedo un che di "american gothic"  che da' un sottile brivido.

Grazie per l'arricchimento che ci hai portato.

OT:

ora che non c'è piu' la guerra fredda (e Putin per qualcuno é pure diventato un simpatico compagno di merende), possiamo dire apertamente che proprio non hanno funzionato gli Stati Uniti...è terribile, ho visto diverse foto di vari "rednecks" e/o degli Amisch, queste pure non scherzano.

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