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Nick Brandt: un grido per l'Africa

natura africa fotografia bianco e nero

 La fotografia di Nick Brandt è unica, fortemente coinvolgente ed ha un solo scopo:  celebrare, non documentare, la bellezza, di più, la  grandezza della natura africana minacciata di distruzione. Nick Brandt fotografa per  consegnare questa natura  alla memoria, prima che scompaia, ma  lo fa nella speranza che qualcuno si muova in tempo per preservare quel che ne rimane.


 
 
Non entro nel merito dell'aspetto conservazionistico, perchè lo ritengo un argomento lungo e complesso. Mi limito alla fotografia. 
E' mia opinione che le sue foto siano il contrario (o comunque molto differenti come approccio) di quello che normalmente si intende come fotografia naturalistica, dove l'animale in genere viene rappresentato in modo da minimizzare o se possibile annullare (o almeno si finge di annullare) la presenza del fotografo.
Inoltre le sue foto, a mio parere, hanno un certo/elevato grado di elaborazione, non so se digitale o "tradizionale", visto che parte da una pellicola.
 

Immagine Allegata: nick-brandt-cheeta.jpg

 

 

Immagine Allegata: 20684012-origpic-789a28.jpg

 

Ma questo non è  un giudizio negativo, al contrario.
Le fotografie di Brandt non vogliono essere neutre oppure accattivanti rappresentazioni della vita animale, vogliono invece essere personali, appassionate testimonianze di un patrimonio di bellezza senza eguali, che  è già in gran parte perduto e presto scomparirà se nessuno farà nulla (come ahimé ritengo probabile). Le foto di Nick Brandt non sono descrizioni, sono... grida. 
 

Immagine Allegata: nick-brandt-petrified-flamingo-lake-natron.jpg

 

 

I suoi animali sono fieri, maestosi  o teneri, spesso tragici in un senso shakesperiano, una grandezza sconfitta dalla avidità e dalla meschinità (o forse dalla cinica, puramente darwiniana competizione di una specie molto, molto più aggressiva di quanto farebbero pensare i sui denti poco aguzzi).
 
 

Immagine Allegata: maxresdefault.jpg
 

Immagine Allegata: 218989.jpg

 
 
 
 

Immagine Allegata: 20684012-origpic-789742.jpg

 

 
Le foto sono per me bellissime  e se non sono "spontanee" nel senso del purismo naturalistico poco importa. Toccano il cuore (a chi ne ha uno). E questo è quel che conta.
Sono immagini forti, mi ricordano un po' alcune della "Genesi" di Salgado però, pur condividendo a volte  la possanza, quelle di Brandt sono intrise, di tristezza. Avete mai visto l'espressione di un gorilla allo zoo? Fiera e triste, così.
 
Silvio Renesto per Nikonland
 
 
 
 
 
 
PS, Tutte le foto sono prese da Internet e © Nick Brandt
 
PPS Non guardate negli occhi uno scimpanzè invece, avendo il 96% del nostro DNA, un po' della "cattiveria" umana traspare...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 








9 Comments

Foto
happygiraffe
ago 15 2016 17:19
Grazie Silvio. Le foto di Brandt sono incredibili. Trovo molto interessanti e di impatto quelle dell'ultimo lavoro, "Inherit the dust".
Foto
Leonardo Visentìn
ago 15 2016 17:32

Fatalità, ho preso da poco un libro di Brandt (uno della trilogia, A shadow falls pre la precisione - stampato in qualità molto buona, anche se credo sia la prima versione, quella che Brandt ha criticato per la qualità non sufficiente a rendere quello che era il suo lavoro,e che ha fatto ripubblicare, in versione deluxe, ahimé fuori budget), che ho sempre trovato divinamente intimo, nel senso che ti crea una connessione intima con l'animale ritratto, pur nella sua visione un po' "sognante" (forse a richiamo del suo sogno che un giorno si torni a trattare il mondo animale con il rispetto dovuto, e che permetterebbe di godere ancora a lungo di molte meraviglie che la Natura offre e offriva).

Si effettivamente sono molto ma molto particolari..  nonché alla loro maniera molto belle..  ed escono dai normali canoni..

Capisco la frustrazione di Brandt avendola vissuta (in scala ridotta) con la distruzione della meravigliosa Lagoa di Marapendì a Rio per far posto agli stadi della XXXI olimpiade. E' una tristezza enorme tornare nel nostro angolo segreto e invece di bellissimi animali trovare solo acqua mista a schiuma gialla e basta.

Tornando a Brandt trovo molto emozionanti i suoi scatti anche se non vedo perchè non potrebbe usare una reflex digitale. Probabilmente fa più "fino" così.

Tornando a Brandt trovo molto emozionanti i suoi scatti anche se non vedo perchè non potrebbe usare una reflex digitale.

 

Sono completamente d'accordo, sia sulla prima che sulla seconda constatazione.

Sì! Stupende! Le immagini di Brandt sono forse tra le più famose al mondo. E questo, secondo me, dipende dal fatto che più che delle foto naturalistiche sono proprio dei ritratti di animali... e che ritratti! In molti secondo me hanno cercato di emulare il suo stile.

Le sue fotografie si possono trovare appese nei posti più diversi, e non solo dagli amanti della natura.

In quella del leone, così forte, saggio e fiero, mi ci sono imbattuto diverse volte. C'è anche nello studio del mio dentista :-)

Foto
danighost
ago 17 2016 09:17

ho notato che spesso chi ha studiato pittura, oltre ad avere una marcia in più nella fotografia in generale, tende ad usare il film chimico ... e spesso (nei paesaggi) coi banchi ottici e facendo da sè le lastre ... 

Grazie per l'articolo. Avevo letto di questa mostra ma non avevo approfondito.

Andro a vedere se è previsto un passaggio in Italia, dal vivo credo che siano foto di grande impatto.

Si, foto di fronte alle quali non si può rimanere indifferenti: non solo coinvolgenti ma uniche nel loro genere. Dice bene cris7, dei ritratti per cogliere “l’anima” di questi animali. Operazione perfettamente riuscita.

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