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Canon dice : è ancora prematura una mirrorless professionale


Mr. Go Tokura, senior manager di Canon è stato intervistato in questi giorni da Dpreview.com.
 
Non ci interessano le sue considerazioni generali sul mercato, su Canon, sulle reflex EOS e in generale sulle loro strategie di sviluppo e di time to market ma ho trovato una affermazione specifica molto convincente e ve la propongo per il vostro commento.
 
Canon nella persona del suo presidente ha affermato già lo scorso anno che intendono diventare i numero 1 anche nelle vendite di mirrorless nel 2017, il numero 2 entro il terzo/quarto trimestre 2016 (posizioni attualmente occupate, in Giappone, rispettivamente da Olympus e da Sony con Canon ottima terza [!]; Nikon e Fujifilm non pervenute [!!!]).
 
Questo ha di fatto autorizzato tutti i siti di rumors a pensare all'imminente lancio di uno o più sistemi nuovi di mirrorless Canon, dei quali uno certamente il più appetibile dai fotografi più esigenti, full-frame e di taglio professionale.
 
Canon ha già un sistema APS-C basato sull'ultima incarnazione della Canon EOS M3, terza versione di una macchina che non ha mai avuto una grande accettazione dal mercato per evidenti limiti tecnologici che solo in parte e solo con l'ultima versione (in effetti un'ottima macchina da passeggio) ha superato con un discreto successo di vendita, nonostante la scelta di Canon di non distribuirla inizialmente in Occidente.
 
Immagine Allegata: M3.jpeg
 
Bene, tornando all'intervista a Mr. Tokura, a domanda secca : "Se diamo per scontato che Canon ad un certo punto presenterà una macchina per entusiasti o per professionisti, quale é il vostro benchmark, quali funzionalità peculiari avrà ?"
 
ha risposto :
 

This is just my personal opinion. In my view there are two key features that have to be addressed. The first is autofocus, particularly tracking of moving subjects. The other is the viewfinder. The electronic viewfinder would have to offer a certain standard. If those two functions were to match the performance of EOS DSLR camera performance, we might make the switch.
Tremendous progress has been made in electronic systems.  However in terms of AF, pro-level AF functions, and the range of shooting situations that professional photographers can respond to, there’s still a gap between DSLRs and mirrorless systems.
 

 
 
 

Questa è solo la mia personale opinione. Dal mio punto di vista ci sono due funzionalità chiave che devono essere ancora adeguate. La prima è l'autofocus, specialmente per quanto riguarda l'inseguimento di soggetti in movimento. La seconda è il mirino elettronico.
Il mirino elettronico [per una mirrorless professionale] dovrebbe avere un determinato standard. Se queste due funzionalità raggiungeranno il livello di prestazioni di una reflex EOS, allora noi potremo fare il passaggio da reflex a mirrorless.
Il progresso dell'elettronica è stato tremendo. Però in termini di autofocus, nei sistemi di livello pro e nella casistica di situazioni di scatto che i fotografi professionisti devono poter gestire con confidenza, c'è ancora un vantaggio delle reflex digitali rispetto ai sistemi mirrorless
 

 
 

***

 

Avendo sperimentato praticamente tutti i sistemi mirrorless attuali (alcuni a lungo e a fondo) - salvo quelli Leica che a dispetto di quanto dice il loro management, difficilmente si rivolgono al fotogiornalista professionista o al fotografo di sport - mi trovo perfettamente allineato con queste parole.
 
Tranne le Nikon 1 serie V, che certamente per tutto il resto sono più che ampiamente deficitarie, nessuna mirrorless esistente ha un autofocus in modalità continua in grado di avvicinare anche lontanamente una reflex professionale (alcune, in verità ne sono lontane in modo sostanzialmente imbarazzante, nonostante le dichiarazioni di amore dei loro pur soddisfatti proprietari).
La stessa cosa vale per il mirino elettronico. Bello e comodo in tante circostanze, spaventoso in condizioni di sole forte (senza nemmeno andare in Africa o nel Sud Italia) dove ad ogni spostamento si sperimentano situazioni di forte contrasto, oscuramenti repentini o abbagliamenti che rendono impossibile la visione.
Peggio ancora, indoor - o semplicemente la situazioni tipica di scatti in studio con luce artificiale - dove il mirino per compensare la mancanza di luce introduce granulosità, ritardo e movimento a scatti.
Il lag - il ritardo tra la scena reale e quella visualizzata - anche se sempre più ridotto, determina una situazione che per chi fotografa soggetti in movimento in soggettiva, rende impossibile dominare l'azione.
 
Aggiungiamo ancora che l'altra peculiarità principale delle mirrorless, quella che le fa scegliere da tanti fotografi, compattezza e leggerezza, è nemica di autonomia di scatto (100 o 200 scatti per batteria non sono una opzione accettabile per nessun professionista che deve poter contare su uno strumento che non gli faccia mancare nemmeno uno scatto, perchè quello scatto potrebbe essere quello che gli salva la giornata di lavoro !) ed é nemica dell'uso con obiettivi professionali, grossi e pesanti anche nelle mirrorless e che per questo richiedono grip importanti e pesi equilibratamente distribuiti tra corpo e ottica.
 
Non sono limiti inaggirabili e certamente l'esuberante potenza di calcolo dei processori attuali e futuri (basti pensare a quello che fanno gli attuali smartphone in tempo reale) consentiranno di fare mirrorless professionali.
 
E Canon certamente uscirà con una EOS M4 o una EOS MX per fotografi "entusiasti" ed "esigenti". Solo non sarà professionale.
 
Ancora non è possibile. E  non lo sarà per almeno i prossimi 2-3-5 anni.
 
Quindi, ampio spazio a chi fotografa mettendo a fuoco a mano con obiettivi molto piacevoli da questo punto di vista. A chi fotografa lentamente perchè ama la slow-photography.
Gran divertimento per chi vuole usare i vecchi cimeli del nonno.
 
Ma no, ancora per noi fotografi esigenti in termini di risposta in tempo reale a situazioni sfidanti sul piano del dominio della scena fotografica, no, ancora lunga vita alla reflex (specie se performante anche - e finalmente - sul piano della copertura dell'AF nel frame, come la Nikon D500).
 
Non che le reflex siano perfette. Tutt'altro, mostrano tutti i loro anni addosso come la pur ancora splendida e seducente Helen Mirren oramai settantenne.
Ma insomma ... le attrici poco più che ventenni hanno ancora tutta la vita davanti per crescere, maturare e diventare altrettanto affidabili al botteghino ;) ;)
 
 
 
 
 




8 Comments

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Valerio Brùstia
mar 02 2016 12:24

Quadro esaustivo dello Status Quo: "whatever you want" brano martellante e carinissimo che qui calza a pennello.

 

Quindi: bando alle ciance e torniamo con i piedi per terra. L'ubriacatura da innovazione degli ultimi 10 anni ci ha dato un po' alla testa. Torniamo concreti e fotografiamo con quello che abbiamo che è mostruosamente TANTO.

 

Aspetto con cupidigia la possibilità di provare una D500: REFLEX vecchia maniera :)

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Mauro Maratta
mar 02 2016 13:02
[...]

 

Aspetto con cupidigia la possibilità di provare una D500: REFLEX vecchia maniera :)

 

Appena ce l'ha disponibile Eglobalcentral io la compro ;)

Il mio pensiero non si schioda di una virgola dal tuo Mauro...seppur tarato su di un livello più...consumer.

 

Non ho mai usato una reflex digitale pro, il mio massimo picco è la d600, e la mia esperienza in campo mirrorless è limitata alla oly e-m10, ma quest'ultima, pur distante anni luce da tutte le compatte avute/usate, a confronto con la nikon sembra un giocattolo.

 

Ottima per fotografia itinerante e slow, per stare leggeri e non farsi notare, ma se serve un piglio un attimo più reattivo semplicemente "nonglielafa".

 

Giusto qualche giorno fa ho sfruttato un momento di stacco dal lavoro e sono andato in un parco nella zona a fotografare i pennuti presenti, che dire, un travaglio...

 

Pochi giorni dopo sono ricapitato in zona con la d600 ed il 300 afs, altro feeling...

 

Saluti, Enzo

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Mauro Maratta
mar 02 2016 13:14

Il mio pensiero non si schioda di una virgola dal tuo Mauro...seppur tarato su di un livello più...consumer.

 

[...]

 

Grazie Enzo, approfitto per sottolineare che la denominazione "professionale" usata in questo caso è sostanzialmente funzionale.

Ovvero non indicare necessariamente un utilizzo "per ricavare denaro" dell'attrezzatura ma per tutti quei casi in cui, vuoi per genere sfidante (sport, natura con soggetti in volo/movimento, ambiente ostile) vuoi per investimenti fatti (safari, spedizioni in luoghi remoti, viaggi dall'altra parte del mondo, shooting in cui il fotografo paga le spese e non può accettare compromessi o foto a vuoto, etc. etc.) ci si debba giocoforza affidare a sistemi performanti ed affidabili in ogni circostanza.

 

Allo stato dell'arte per il grado di maturazione raggiunto in tanti anni di evoluzione continua.

 

Per cui in questo editoriale si intende ragionare di ogni fotografo che ha come strumento di utilizzo principe una Nikon o una Canon full-frame (quindi anche la tua D600) o una APS-C come le D7200/D300/D500 ed equivalenti Canon, con ottiche dello stesso livello (compreso il tuo ottimo, sebbene vetusto, 300/4 AF-S). Materiale ovviamente che ha comprato per usarlo per quelle specifiche prerogative e non esibito come status symbol.

 

Che la tecnologia stia puntando a tutt'altro è evidente e che le reflex siano già oggetti destinati a tramutarsi tutti in pezzi da museo è pacifico, se proprio non si vive nel passato remoto.

Io ho in mente un mondo della fotografia con il formato 8K adatto a ricavare dal video, tutti gli scatti fissi da 32 o più megapixel che si vogliono.

Ovviamente filmando in continuo e via mirrorless e mirino elettronico, senza più nemmeno scattare.

 

Ma questo per il 2018-2021 o ancora dopo, non nel 2016 ;)

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Leonardo Visentìn
mar 02 2016 13:38
Certamente, anche la simpatica Fuji X-T1 non pretende (credo) di coprire un settore, quello action, prerogativa delle reflex pro (settore ove le entry level e molte consumer non posso competere a loro volta, ricordiamolo). Non vieta questo di poterci provare, comunque, ben consci (spero) che questo sarà più complicato e spesso privo dei risultati sperati.

Però è innegabile che si stanno facendo passi in avanti in tal senso (anche l'autofocus ci ha messo qualche anno prima di diventare realmente performante, quindi possiamo aspettarci entro due-tre anni prestazioni inimmaginabili per lo stato dell'arte OGGI nel settore "mirrorless senza panza, barba e pensione").
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Mauro Maratta
mar 02 2016 13:44

[...] quindi possiamo aspettarci entro due-tre anni prestazioni inimmaginabili per lo stato dell'arte OGGI nel settore "mirrorless senza panza, barba e pensione").

 

Assolutamente si. Anzi, non capisco perchè inimmaginabili visto che, piuttosto, le pretendiamo quelle prestazioni.

 

Io riesco ad immaginare benissimo una Nikon M3x mirrorless, senza specchio e senza mirino ottico con oltre 400 punti di messa a fuoco sul 100% del frame e un buffer in grado di garantire 20 scatti al secondo da 54 megapixel con una figura di rumore perfetta fino a 51.200 ISO.

Riesco ad immaginare anche cose più ... mostruosamente proibite da quella fotocamera. ;)

 

Ma non oggi. Oggi no, nemmeno quando uscirà la prossima Sony pensata per i nuovi obiettivi G Master F2.8 grossi come gli equivalenti reflex by Nikon ;)

Sono d'accordo con quanto scritto.

Avendo provato personalmente il 24-90 SL, sulla SL, posso dire che la velocità di autofocus è notevolissima, a occhio direi tanto quanto lo era la mia D3s con il 24-70 AFS G. Anche il tracking di oggetti/persone in movimento è di equiparabile velocità.

Però io l'ho provato in condizioni di luce diurna. In bassa condizione di luce l'evf diventa "scattoso" e immaginerei che se anche l'autofocus rimanesse efficiente, l'esperienza fotografica sarebbe notevolmente inferiore rispetto alla fluidità operativa di una reflex.

Inoltre non ci si può dimenticare del fatto che, attualmente, praticamente non esistono obbiettivi disponibili a parte questo 24-90 (il 90-280 sarà disponibile a brevissimo ormai). Comunque sia 2 obbiettivi sono troppo pochi per poter affermare di volersi rivolgere ai professionisti. E per caratteristiche non sono neppure obbiettivi compatibili per chi fa, ad esempio, fotografia sportiva, o di wildlife, perché sono troppo corti.

Quindi Leica, con certe affermazioni, direi che senza dubbio sta un po', come si suol dire, cag@#]do fuori dal vasino :-))) 

Foto
Mauro Maratta
mar 02 2016 14:48

Immagine Allegata: sony_d5.png

 

Questo signore non è un fotografo Nikon e nemmeno Canon.

 

E' l'amministratore delegato del gruppo Sony Mr Hirai che si è personalmente recato allo stand Nikon al CP+ per provare la Nikon D5 e la Nikon D500.

 

Ricordo che Sony Semiconductor ha appena lanciato sul mercato una nuova serie di schede di memoria XQD espressamente create per le Nikon D500 e D5 (indicate nell'annuncio ufficiale di Sony come destinatarie di quelle schede).

 

:)

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