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Nikkor: i mediotele da "available light" around f/2

Nikkor mediotele Nikon available light AiS Nikon F Defocus Control

Available light e' il termine anglosassone che meglio puo' definire il motivo alla base dell'accanimento a trovare il limite da superare nella progettazione e commercializzazione di vetro ottico

Immagine Allegata: 01.jpg
Available light e' il limite che fino a quel punto aveva impedito di scattare quella foto con quella luce e che aveva mosso a sognare di ritentarla,
stavolta con un obiettivo ... un unghia piu' luminoso di quello che usiamo con soddisfazione tutti i giorni sulle nostre reflex.Immagine Allegata: 02.jpg
Available light e' quella sottile terra di trincea tra chi la fotografia la coltiva per passione e chi della passione ha fatto il proprio lavoro.

Immagine Allegata: 03.jpg
E' sulla base di questa premessa che mi avvio a ridare il lustro che meritano ad ottiche che sono rimaste, per tanti, piu' una pia illusione che un sogno realizzato: nell’era della rivoluzione digitale dell’immagine le pattumiere del web ogni tanto sbuffano fuori qualcuno dei pezzi di cui mi accingo a parlare e che ho voluto selezionare partendo da un dato comune, quello dell’appartenenza alla soglia “around f/2” tanto usuale per un obiettivo standard, meno comune per un wide, certamente fonte di maggior stupore tra la stirpe dei tele medi: spesso, pertanto, cadute nel dimenticatoio.
 
Ecco che allora, accanto ad un Nikkor 105mm f/1.8 Ai-S del 1981 ed ad un Nikkor 135mm f/2 Ai del 1977, affianco il mio mitico Nikkor AFD 105mm f/2 DC del 1993 insieme ad un prosaico, ma insostituibile (ed insostituito) Nikkor AF 85mm f/1.8 del 1988, forte dell’apertura relativa sufficiente a farlo entrare in questo Olimpo di fratelli pie’ blasonati, non fosse altro che per avere un piu’ comune “punto di vista”.

Immagine Allegata: 04.jpg

 
Ribadisco di non essere un “collezionista” di apparecchiature, ma un fotografo appassionato che ha trascorso tanto, troppo tempo, a desiderare oggetti che adesso, grazie alla rivoluzione digitale, hanno perso gran parte del valore che avevano fino a pochissimo tempo fa: infatti i miei obiettivi hanno spesso segni d’uso che mi hanno consentito, spendendo poco, di entrarne in possesso; e’ il caso del 135mm citato che presenta difficolte’ notevoli di focheggiatura (complice un voletto da un metro e mezzo d’altezza, solo parzialmente frenato dall’anfibio che in quell’occasione calzavo :a136: 
o del 105mm f/1.8, ultimo acquisto, un pe’ troppo scrostato nel paraluce e su alcune parti del barilotto, ma entrambi ancora in grado di dire la propria, come anche il mio vecchio 85mm AF, scolorito nelle serigrafie dalle migliaia di foto che ho scattato con esso da 17 anni in qua.
 
La caratteristica piu’ evidente di questa produzione “per privilegiati” (gie’ nel 1996, dieci anni fa, i due AiS costavano in lire rispettivamente 2 milioni e quattro il 105 e 3 milioni il 135mm, mentre per il 105 DC “bastavano” 2 milioni e otto, contro il milione e due che costava il pie’ economico degli 85 AF) si manifesta nella robustezza costruttiva e nell’attenta ergonomia del posizionamento e dimensionamento delle ghiere di messa a fuoco e  diaframma, fondamentale per un utilizzo efficace di ottiche la cui peculiare caratteristica consiste nella capacita’ di mettere a fuoco anche solo un capello e poi basta
Immagine Allegata: 05.jpg
L’altra manifesta differenza rispetto i “ figli di un dio minore” (ottico)  :banana:
concentra l’attenzione di chi le guarda su quegli occhi ciclopici delle relative lenti anteriori, specchio di luce e miniere di cristallo “lucifero” :brindanodiavoletti:

Immagine Allegata: 06.jpg

 
Perche’ se i 62mm dell’85 e del 105 f/1.8 parlano gia’ di ponderosita’, i 72mm di diametro delle lenti del 135 e del 105 DC procurano gia’ la sensazione di ... averla acquisita, quando alla sera ci si chieda allo specchio il perche’ di quei solchi arrossati attorno al collo o sulla spalla dove le tracolle abbiano poggiato :o 




Test: Yes



6 Comments

Foto
Max Aquila
nov 15 2015 02:27

uno dei primi articoli pubblicati nel 2006 su Nikonland, alla sua nascita.

Qui riedito con i thumbnail delle immagini, in attesa di ritrovare i files originari, sperduti somewhere into my disks...

 

Ci tenevo a rivederlo...

,, Grazie,, 

Foto
Andrea Zampieron
nov 15 2015 07:53

Ciao Max quando parli di vecchie ottiche per me è sempre un piacere,la cosa strana è che ho cominciato a scattare nel 2009 con una D3000,quindi non sapevo neanche cosa fossero ,infatti mi limito ad usarle e ad apprezzarle condividendo qualche scatto con voi

 

Grazie Andrea

Foto
Silvio Renesto
nov 15 2015 10:05

Letto con piacere, la rvisitazione mi viene proprio in un momento interessante per me. 

L'articolo è del 2006, per cui basato su dsrl di quel momento, secondo te sui sensori di oggi il 105 f1.8 Ais si difenderebbe ancora con onore?

Foto
Max Aquila
nov 16 2015 01:14

Letto con piacere, la rvisitazione mi viene proprio in un momento interessante per me. 

L'articolo è del 2006, per cui basato su dsrl di quel momento, secondo te sui sensori di oggi il 105 f1.8 Ais si difenderebbe ancora con onore?

in breve una prova parallela tra due obiettivi molto differenti tra loro, quali il Nikkor 105/1,8 AiS ed il 105/2,8 Sigma Macro

 

Per aggiornare questo test su strada che nel 2006 fu condotto con le mie due D200

Foto
Max Aquila
nov 18 2015 12:46

,, Grazie,, 

 

 

Ciao Max quando parli di vecchie ottiche per me è sempre un piacere,la cosa strana è che ho cominciato a scattare nel 2009 con una D3000,quindi non sapevo neanche cosa fossero ,infatti mi limito ad usarle e ad apprezzarle condividendo qualche scatto con voi

 

Grazie Andrea

 

 

in breve una prova parallela tra due obiettivi molto differenti tra loro, quali il Nikkor 105/1,8 AiS ed il 105/2,8 Sigma Macro

 

Per aggiornare questo test su strada che nel 2006 fu condotto con le mie due D200

test per il quale occorrera' un po' di tempo.

Devo mandare a sbloccare la ghiera di messa a fuoco del 105/1,8 il quale, stanco di inutilizzo, ha deciso di gripparsi per bene.

 

Ognuno di questi fissi e' comunque incommensurabilmente migliore di qualsivoglia zoomino o zoomone coevo ed anche successivo, tranne, forse, alcune delle ultime realizzazioni ai nanocristalli.

 

Di certo meglio di ognuno di questi paleozoom

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