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Nikkor 15mm f/3.5 Ai: il MITO...(in DX)

Nikon Nikkor Ai AiS superwide grandangolare

una boccia di vetro per pesci rossi... Immagine Allegata: muriel_barbery_leleganza_del_riccio.jpg


Sto parlando insomma, del
Nikon Nikkor 15mm f/3.5 Ai
del 1979
 
Immagine Allegata: 12 gallery_1_1_359 (1).jpg superwide da 14 lenti in 11 gruppi, in totale assenza di elementi asferici (di vetro o resina che siano...) dal nobile peso di 630 grammi (tanti quanti gli euro pagati per questo esemplare usato) che fino a quando era presente nel listino italiano delle ottiche MF Nikkor, veniva segnalato al prezzo "politico" di ..soli 3.532 euro!
 
Insomma, un fuoriclasse dalle prestazioni tanto palesi, quanto mutevoli, specie se accoppiato alla selettivita' di un sensore digitale formato DX (che ne stravolge la copertura e le prerogative) da 10Mpx come quello delle mie D200!
 
 
 
Immagine Allegata: 13 DSC_8008 (1).jpg Immagine Allegata: 14 DSC_8022 (1).jpg Immagine Allegata: 15 DSC_7983 (1).jpg
 
 
Nasce alla fine dei gloriosi (per le ottiche Nikkor) anni '70 per sostituire un altro fuoriclasse, se possibile ancora piu' difficile da utilizzare, come il 15 f/5.6, che sommava alla sproporzione tra i volumi in gioco, anche la scarsa luminosita', per quanto invero tali "mostri" di angolo di campo vengano utilizzati quasi sempre a medie aperture di diaframma e senza neppure inquadrare e mettere a fuoco, per l'estensione immane della profondita' di campo che, su un fuoco ad un metro e diaframma f/8 tiene nitido un campo inquadrato da 55cm ad infinito!
 
Accreditato dello schema suddetto e del trattamento CRC (close range correction) che consente una migliore linearita' alle piccole distanze di messa a fuoco (quelle da sfruttare maggiormente, dal punto di vista compositivo, con un fuoriclasse del genere), chiude il diaframma fino a f/22, per quanto la nitidezza maggiore io l'abbia naturalmente riscontrata entro f/11 oltre il quale valore si rischia pesantemente l'incedere della diffrazione, specie su un francobollo di lente posteriore come il suo Immagine Allegata: 16 DSC_8006 (1).jpg
dotato peraltro di innesto a baionetta per filtri posteriori (obbligatorio, in quanto facente parte dello schema ottico).
 
A garanzia dei risultati eccelsi dell'antiriflesso combinato con lo schema CRC, la distanza minima di ripresa di 30cm sembra effettivamente eccessiva rispetto le potenzialita' dell'obiettivo: ecco spiegata la quasi totale assenza dei flares che ci si attendeva invece di dover soffrire a causa della straordinaria curvatura della lente anteriore Immagine Allegata: 17 DSC_7988 (1).jpg
 
Per gestire al meglio questo obiettivo ci vuole tempo e manico:
110 gradi su pellicola o FF non sono uno scherzo e la mancanza di un qualsiasi intento "telecentrico" nella progettazione di questo magnifico purosangue di ferro e vetro, non aiuta nemmeno col piu' contenuto formato DX.
Il peso inoltre, associato allo sbalzo da mediotele, tende a sbilanciare qualsiasi corpo macchina non adeguatamente "zavorrato"...
Diciamo che vedere su F5 o D2x questo wide fa piacere anche all'occhio del padrone (quello che ingrassa il cavallo) sia per il mal di mare ingenerato dal brandeggio al mirino, sia per il corretto bilanciamento che ne deriva
Immagine Allegata: 18 DSC_8290.jpg
 




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