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Filtri neutri, UV e Skylight


Non appena entriamo in possesso di qualche nuova lente è abitudine di molti avvitare un filtro neutro, UV o Skylight alla nuova ottica e dimenticarsi di averlo fatto: l'alibi è che serve a proteggere la lente frontale da graffi e ditate, piccoli urti, sporcizia.

Immagine Allegata: filtro_neutro.png

Tuttavia questi aggiuntivi ottici producono sempre un certo degrado delle performance delle lenti a cui vengono anteposti: vuoi perché comunque riducono la nitidezza del sistema, vuoi perché possono amplificare fenomeni di ghosting e flare, determinando interiflessioni che deteriorano la qualità dell'immagine.

A mio avviso non andrebbero utilizzati indiscriminatamente: se prevediamo di fotografare da una moto in corsa o da una barca con la nostra attrezzatura

Immagine Allegata: lenses-sports-action.jpg

potrebbe avere un senso proteggere in tal modo la lente frontale ... altrimenti il paraluce innestato di solito provvede da solo ad un'adeguata protezione, oltre a migliorare la resa dell'obiettivo in presenza di fonti di luce forti o 'parassite' !


19 Comments

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giannizadra
ott 15 2012 22:08
Avevano una funzione con la pellicola: riducevano i raggi UV (alta montagna, mare...) e correggevano la dominante azzurrina che ne conseguiva.
In digitale UV e Skylight non servono assolutamente a nulla; in compenso sono fonte di degrado, riflessi interni, flare...
Non li uso, e ne sconsiglio l'utilizzo anche solo come "protezione" (alquanto aleatoria peraltro) della lente frontale.

Inoltre, determinano una superficie aria/vetro in più. Tanto che in pochi particolari obiettivi un filtro (fornito montato di default) fa parte dello schema ottico e deve sempre essere utilizzato.
Personalmente sono contrario all'utilizzo di questi filtri,solo in alcuni casi possono essere utili !!!
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Francesco64
ott 16 2012 09:45
Sono utili per riprendere gare di Rally su sterrato e di Motocorss. Per sassolini e polvere.
Anni fa proprio durante un Rally un sassolino mi graffio' uno Skylight anziche' la lente fontale mentre di fianco a me un ragazzo sconsolato osservava il graffio sul suo obiettivo. Malignamente un mio amico commento' che si trattava di un Soligor per cui graffio o meno avrebbe fatto poca differenza...
Ne ho diversi a casa perche' in passato li usavo in montagna (e ammetto di averli usati per un certo periodo anche come "protezione").
Non riesco mai ad andare a vedere Rally su terra, rari al Nord, per cui sono lì a prendere polvere.
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giannizadra
ott 16 2012 09:58
Meno male che il filtro non si è spezzato, altrimenti la lente frontale te la graffiavano le sue schegge taglienti, molto peggio e più in profondità di quanto avrebbe potuto fare il sassolino. :rolleyes:
Proteggere la lente frontale con un vetro non è gran cosa. Gli esiti comunque dipendono dal tipo di impatto, che non è mai uguale.

PS. Per fotografare rally e motocross, in ogni caso, vanno cercati lato e posizione in cui non arrivano i sassi. Anche perché proteggere con un filtro testa e occhi del fotografo non riuscirebbe granché utile... :)
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Francesco64
ott 16 2012 13:14
Chiunque abbia un po' di buon senso si mette in posizioni sopraelevate a debita distanza dalla strada, pena il rischio di essere colpiti da qualche macchina piu' che da dei sassi...
Quindi la probabilita' di essere centrati da oggetti che possano fare dei buchi su una lente o, peggio, sulla testa del fotografo e' praticamente zero.
Pero' arriva sempre un gran polverone e occasionalmente qualche micro sasso.
A mio avviso in queste occasioni il filtro e' d'aiuto perche' puo' essere pulito quando serve dalla polvere direttamente sul campo e, appunto, evita che si possano graffiare le lenti, anche solo pulendole in modo maldestro.
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giannizadra
ott 16 2012 14:47
Allora mettiamola così: meglio imparare a pulire correttamente gli obiettivi (Soligor compresi...) che piazzarci davanti un filtro. :rolleyes:
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Francesco64
ott 18 2012 09:03
Si tratta di condizioni molto particolari, in cui si possono fare diverse scelte.
Nel mio primo intervendo ho citato un caso reale in cui il filtro e' stato utile.
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Adriano Max
ott 18 2012 16:55
Un sasso sulla lente frontale in grado di rompere il filtro a mio avviso si risolve in due possibilità: lente rotta se non si aveva il filtro (e nel caso di un 70-200 f/2,8 è un costo); lente al più graffiata con l'uso del filtro (nel mio immaginario ancora utilizzabile senza sostituzione). Quando si è sul campo poi non sempre si ha l'agio di pulire accuratamente la lente anteriore: uno spruzzo di fango sul filtro io lo rimuoverei senza troppe preoccupazioni potendo continuare velocemente la sessione di ripresa, mentre uno spruzzo di fango sulla lente anteriore mi costringerebbe ad allontanarmi dalla scena e produrmi in un'accurata e comunque faticosa pulizia (il fango o lo si fa seccare o se lo si diluisce comunque rischia di penetrare od essere comunque abrasivo).

In ogni caso se il sasso va sul filtro vuol dire che non vi è finito in testa: tutto bene quel che finisce bene, insomma ...
;)

Ciao,
Adri.
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giannizadra
ott 19 2012 09:46
Si dà il caso che la superficie di un filtro sia enormemente più fragile di una qualsivoglia lente frontale... e ben più soggetta a rompersi a seguito di un impatto anche non rilevante.
Non a caso, in mezzo secolo di foto e un centinaio di ottiche l'unico danno a una lente me lo ha provocato la rottura di un filtro... :rolleyes:
PS. Un filtro Nikon oltretutto... che non ho ricomprato; costava più di quanto speso per la sostituzione della lente del 35-70/2,8 (che peraltro avrei anche potuto tenermi "rigata"). ;)
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Valerio Brùstia
ott 19 2012 14:26
Non so Gianni,
vado per monti e boschi e questo aneddoto lo racconto sempre volentieri.
In una delle mie escursioni mi è capitato che un ramo si infilasse sotto lo zaino andandosi a piantare di punta sulla lente frontale del 17-35 che penzolava a spallaccio, innestato sulla F4E (è storia di 6 anni fa). Il ramo mi ha regalato una splendida rigaccia di quasi 3 cm, incisione rupestre CHE SE NON FOSSE STATO PER IL FILTRO DA 77mm di protezione, avrebbe accoppato il 17-35!
E che dire dell'aerosol marino che appiccica alla lente frontale tante belle goccioline salmastre, tanto tenaci da dover essere rimosse con opportuno solvente? Sul 200-400/4 c'è una lente di protezione: mal che vada si sostituisce questa. Invece posso assicurare che un po' di pelle d'oca mi viene quando mi tocca "detergere" il lentone del 600mm.

No no, voi fate pure come cappero vi gira, ma su ognuno dei miei obiettivi c'è paraluce e filtro MC Pro 1 Digital Protector Hoya, saran pure 50 euro di tassa, ma son sempre meno degli oltre 2000 del 70-200.

ciao

E che dire dell'aerosol marino che appiccica alla lente frontale tante belle goccioline salmastre, tanto tenaci da dover essere rimosse con opportuno solvente? Sul 200-400/4 c'è una lente di protezione: mal che vada si sostituisce questa. Invece posso assicurare che un po' di pelle d'oca mi viene quando mi tocca "detergere" il lentone del 600mm.

Senza arrivare alle rigacce, l'acqua salmastra é una delle cose che piú mi spaventano... Ed una delle cose piú frequenti da queste parti (per il vento continuo, e per il fatto che non sei mai a piú di pochi Km dal mare... :P).
E questa estate a Madeira la nebbia sulle montagne era salmastra tanto quanto stare a guardare l'oceano dagli scogli. :(

Come opinione personale, credo che i filtri siano di gran lunga eccesivamente demonizzati.
Ma, ripeto, é fondamentale siano della migliore qualitá possibile.
Poi non sono certo io che li "consiglio a tutti i costi", ne tantomeno ne faccio un uso indiscriminato.
Ma il fatto di non avere mai avuto un solo graffio su nessuna delle lenti che ho mai usato é dovuto anche al fatto che se appena sono insicuro monto un filtro. :)
a_
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Silvio Renesto
ott 20 2012 16:59
Ma... molti tele pro luminosi, diciamo dal 300 f2.8 in su, hanno già incorporato nello schema ottico una lente frontale piana di protezione, per cui almeno per questi già a livello di progettazione si ritiene che un vetro di protezione sia utile.
Ciao,

Silvio
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giannizadra
ott 20 2012 18:07

Ma... molti tele pro luminosi, diciamo dal 300 f2.8 in su, hanno già incorporato nello schema ottico una lente frontale piana di protezione, per cui almeno per questi già a livello di progettazione si ritiene che un vetro di protezione sia utile.
Ciao,

Silvio


Il vetro di protezione di molti supertele è posto davanti alla lente frontale, perché la medesima oltre che di grandi dimensioni è in vetro "speciale" (ED in Nikon, fluorite in alcuni Canon), strutturalmente più fragile di quelle in vetro ottico non additivato.
Il 300/4 AFS (che non non ha la lente frontale in vetro ED) per esempio, non reca il vetro "di protezione".
Non a caso, quando c'è, esso viene calcolato nello schema ottico (rifrazione, ecc.), a dimostrazione (semmai) che è poco prudente in altri obiettivi aggiungere stabilmente un elemento ottico che non è stato previsto in sede di calcolo... :rolleyes:

Il vetro di protezione di molti supertele è posto davanti alla lente frontale, perché la medesima oltre che di grandi dimensioni è in vetro "speciale" (ED in Nikon, fluorite in alcuni Canon), strutturalmente più fragile di quelle in vetro ottico non additivato.
Il 300/4 AFS (che non non ha la lente frontale in vetro ED) per esempio, non reca il vetro "di protezione".

É curioso come per il 300mm AF-I abbiano fatto l'esatto contrario.
Lo schema ottico indica una lente frontale di vetro normale, ed un vetro di protezione di vetro speciale.

Immagine Allegata: AF-I 300mm f2.8 schema ottico.jpg

Giusto come curositá da rubrica "Non tutti sanno che..." della Settimana Enigmistica. :)
a_
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Silvio Renesto
ott 20 2012 20:02

Il 300/4 AFS (che non non ha la lente frontale in vetro ED) per esempio, non reca il vetro "di protezione".


Sapevo che le lenti ED erano più delicate, ma nella mia naiveté ne facevo soprattutto una questione di diametro, ossia pensavo che maggiore è il diametro, maggiore il rischio di danni, per cui più necessario il vetro protettivo, dato anche il costo dell'obiettivo.
Ciao,

Silvio

Sapevo che le lenti ED erano più delicate, ma nella mia naiveté ne facevo soprattutto una questione di diametro, ossia pensavo che maggiore è il diametro, maggiore il rischio di danni, per cui più necessario il vetro protettivo, dato anche il costo dell'obiettivo.

É cosí.
O meglio, le lenti a bassa dispersione sono piú fragili, perché la struttura é piú cristallina (quindi piú ordinata, da qui la fragilitá).
Ma é ovvio che piú si sale di diametro e piú c'é pericolo di rottura, a prescindere dal fatto che siano in vetro ottico o a bassa dispersione.
Aggiungi le inevitabili imperfezioni delle lenti a bassa dispersione (la stessa Nikon dichiara normale avere delle imperfezioni sotto forma di bolle nel volume del vetro), ed il gioco é fatto.

Ma credo che tutto quello che é legato alla sporcizia, alla sabbia, all'acqua ed alla salsedine (con le relative operazioni di pulizia sul campo con materiali piú o meno "ideali") abbia poco o nulla a che fare con la resistenza meccanica della lente...
Riguarda piú il trattamento superficiale, decisamente piú prono a rigarsi, opacizzarsi o rovinarsi in generale di quanto lo sia il semplice vetro ottico non trattato, quale che sia la sua composizione.

...Da qui la valutazione sull'opportunitá o meno di mettere un filtro a protezione del trattamento (non della lente, quindi), quando é possibile e c'é un filetto.
Quando invece non é possibile, quasi sempre ci pensa Nikon stessa, progettando il tele lungo con un vetro di protezione "di serie". ;)
In tutti gli altri obbiettivi c'é la possibilitá di aggiungerlo avvitandocelo sopra. :)
a_
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giannizadra
ott 20 2012 22:35

É curioso come per il 300mm AF-I abbiano fatto l'esatto contrario.
Lo schema ottico indica una lente frontale di vetro normale, ed un vetro di protezione di vetro speciale.

Immagine Allegata: AF-I 300mm f2.8 schema ottico.jpg

Giusto come curositá da rubrica "Non tutti sanno che..." della Settimana Enigmistica. :)
a_


Ritengo che lo schema che hai postato sia semplicemente... errato.
Come nel successivo AFS la lente frontale è ED. Il vetro piano davanti non lo è; quello che hai postato sarebbe un non-senso, sia otticamente, sia come protezione.

Quanto al resto, è notorio che le lenti in fluorite (per esempio) non sono utilizzabili come elemento frontale, senza protezione.
E che i filtri di migliore qualità sono pur essi dotati di trattamento antiriflesso... :rolleyes:

Ritengo che lo schema che hai postato sia semplicemente... errato.
La lente frontale è ED. Il vetro davanti non lo è; quello che hai messo sarebbe un non-senso, sia otticamente, sia come protezione.

Boh, questo é l'unico schema che ho trovato (o meglio, che ha trovato RobyC).
Dopo avere chiesto per mari e per monti, nessuno pareva averlo... :(
Se ne hai uno in qualche pubblicazione o catalogo, sarebbe fantastico, e lo cambierei nel test. :)

Sul non-senso, ne so troppo poco per dire qualcosa di sicuramente sensato.
a_
Foto
giannizadra
ott 21 2012 15:54
L'ho cercato in tutti i luoghi accessibili, ma sembra scomparso. Colpa del trasloco del 2000; non riesco a ritrovare i Nikon Product-guide anteriori a quello 1996-98 (che reca già lo schema del 300/2,8 AFS). Ricerche in corso: un giorno o l'altro mi capiteranno sottomano.
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