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I grifoni del Verdon

Inviato da Massimo Vignoli , 04 maggio 2016 · 2068 visualizzazioni

Grifoni Grifone Verdon

Il Canyon del Verdon è un posto veramente straordinario, una gola a tratti molto stretta e profonda fino a 700 metri scavata nel corso dei secoli nei sedimenti calcarei e corallini da un torrente molto impetuoso. Una strada, la route des cretes, ne percorre il ciglio sul lato ovest ed è costellata di spettacolari belvedere mentre un sentiero molto frequentato, il Martel, ne percorre il fondo per 14km e deve il nome al geologo che per primo ha effettuato la discesa delle gole.
 
La mia vita ha intersecato questi luoghi molti anni fa, quando arrampicavo (e per l'arrampicata su roccia è un posto veramente iperbolico), ma non c'ero mai stato prima per fotografare. L'occasione nasce con l'amico Nicola nel ponte del 25 aprile scorso. E' un attimo: un occhio alle previsioni meteo e appena capiamo che saranno buone prenotiamo in una pensione a Castellane, prepariamo tutto e via, si parte!
 
La zona è di montagna, circa sui 2000mt, e si raggiunge in circa un'ora d'auto dalla costa azzurra per cui da Milano non è proprio una passeggiata ma nemmeno una cosa impossibile.
 
Ma cosa si fotografa?
 
Il paesaggio è spettacolare, ma merita un periodo dedicato e soprattutto la luce giusta, essendo le gole molto profonde. 
Il nostro obiettivo, come dal titolo, erano i grifoni di una notevole colonia che nidifica negli anfratti e nelle cenge delle pareti delle gole. Fotografarli non è molto difficile, se si ha la pazienza di aspettare le termiche che consentono a questi enormi veleggiatori di volare. La stagione, a fine aprile, non è la più propizia perché la luce buona c'è solo in pomeriggio avanzato e sarebbe meglio un cielo velato. Ma la colonia è molto grande, si parla di circa 100 individui, e vederli non è poi così difficile.
 
Fotograficamente il problema più grosso è capire come impostare l'AF della macchina considerato da una parte lo sfondo molto "mosso" che tutti noi sappiamo attrarre magneticamente il fuoco risultando evidentemente interessare la macchina molto più dei soggetti :wacko:  :wacko:  :wacko:  :wacko: e dall'altro avere la pazienza di aspettare il passaggio abbastanza vicino, cosa dopotutto che non è così scontato vedere. Nel giorno per noi buono (il cielo era velato) un forte vento ha complicato sia l'attesa, faceva proprio freddo, sia la fotografia perché spingeva i soggetti a velocità molto sostenuta.
 
Come impostare l'AF? dopo un po di esperimenti per me il setting giusto è stato:
- 9 punti
- Track on a 1
- priorità scatto/fuoco
- diaframma tra 5.6 e 8, alla ricerca del miglior equilibrio tra sfocato, ISO e PDC per gestire piccoli errori nella messa a fuoco (no, non la migliore qualità ottica "diaframmando", cosa che nel mio genere di fotografia non faccio mai).
 
Di seguito alcune immagini, tutte con D4 e 500/4+TC14, realizzate dai belvedere sulla route des cretes.
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
 
 
 
 
 
 
 






Foto
Bruno Mora
mag 05 2016 06:06

Sempre avvincenti i tuoi reportage Massimo.

Hai avuto molte foto fuori fuoco causa sfondo? Perchè mi vengono in mente le situazioni dove con vegetazione verde (o marrone in inverno...) l'autofocus va in palla, ed è un problema di tutti i sistemi autofocus, Nikon come

Canon.

Venendo alle foto per me sono meritevoli la 2, la 5, la 6 e l'ultima, invece la 4 dove era più vicino è penalizzata dal cielo bianco.

 

un saluto

Foto
Silvio Renesto
mag 05 2016 08:57

5,6 ed 8 le mie preferite, le prime due sia per l'inquadratura in generale che per lo sfondo roccioso che rende particolare la foto, la 8 per la ripesa dal'alto bella ed insolita.

Reportage come sempre attraente.

Sono passato vicino da quelle parti qualche anno fa ma non sono riuscito ad organizzare un giro ad hoc.

 

.

Foto
Massimo Vignoli
mag 08 2016 07:53

Hai avuto molte foto fuori fuoco causa sfondo? Perchè mi vengono in mente le situazioni dove con vegetazione verde (o marrone in inverno...) l'autofocus va in palla, ed è un problema di tutti i sistemi autofocus, Nikon come Canon.


Parecchie Bruno. Direi almeno un 30%.
Il mio amico Nicola usava una D5 nuova di pacca e ne aveva a fuoco apprezzabilmente molto di più. Magari solo perché era più bravo di me a tenere i sensori sul soggetto, chi lo sa

Grazie dei commenti, sono contento sia piaciuto.
Foto
Max Aquila
mag 08 2016 08:37

Grazie Massimo,

oltre alle foto di eccelsa qualita' ed eleganza nell'inquadratura, frutto secondo me di una grande capacita' di scartare scatti magari ineccepibili ma non altrettanto di "impatto"

c'e' un passaggio nella tua narrazione

 

 

 

Come impostare l'AF? dopo un po di esperimenti per me il setting giusto è stato:
- 9 punti
- Track on a 1
- priorità scatto/fuoco
- diaframma tra 5.6 e 8, alla ricerca del miglior equilibrio tra sfocato, ISO e PDC per gestire piccoli errori nella messa a fuoco (no, non la migliore qualità ottica "diaframmando", cosa che nel mio genere di fotografia non faccio mai).

 che aumenta del triplo il valore del tuo intervento nel forum.

 

E' un esempio di cosa si debba scrivere accanto a delle belle foto per diventare anche interessanti oltre che suscitare il meritato plauso.

 

Chapeau!

Foto
Max Aquila
mag 08 2016 08:49

Parecchie Bruno. Direi almeno un 30%. Il mio amico Nicola usava una D5 nuova di pacca e ne aveva a fuoco apprezzabilmente molto di più. Magari solo perché era più bravo di me a tenere i sensori sul soggetto, chi lo sa Grazie dei commenti, sono contento sia piaciuto.

magari perche' la D5 nasce proprio con sensori AF improved?

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