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[personale] A proposito dei messaggi, una prospettiva ...etologica

Inviato da Silvio Renesto , 29 maggio 2017 · 1066 visualizzazioni

fotografia interpretazione

Lasciando perdere il fotografo becero segno dei tempi (oh e se penso che Miley Cyrus era Hannah Montana, acqua sapone e valori yankee, piango)
 
Parlando ieri con  Mauro davanti ad una gerbera dei messaggi che la gerbera poteva mai dare, mi è venuta un'idea: quella di tentare una spiegazione come la vedo io della trasmissione dei messaggi tramite le foto. Io più che messaggi vedo storie.
Uso foto mie per non fare incavolare nessuno. Cercherò di evitare il più possibile gli insetti così mi leggerà anche Mauro se ne avrà voglia. 
Livelli non gerarchici eh, sono per la pace universale, indicano differenze non superiorità.
E... mi raccomando, non prendetemi troppo sul serio.
 
Livello 1:
 
Immagine Allegata
 
La bellezza in sè, cosa comunica questa foto? Che la cinciarella è bella e, se ripresa a regola d'arte (sono modesto) si può godere al meglio tutta la sua bellezza. E' un appagamento estetico. Non vuole andare oltre. Non cercate altri messaggi. Va bene così.
 
Livello 2 : 
 
Immagine Allegata
 
Immagine Allegata
 
Il Porciglione scappa con la sua preda, gli Aironi combattono: qui diciamo qualcosa di più, oppure di diverso, guardando questa foto veniamo a sapere cosa fa il Porciglione e dove vive, veniamo a sapereche gli Aironi lottano. Queste foto raccontano una piccola storia naturale. C'è l'azione, il nostro cervello di persone intelligenti,  gode nel contestualizzare.
 
 
Livello 3 
 
Immagine Allegata
 
Smile to the camera. Qui non è più documento, ma interpretazione/astrazione, giochiamo ad antropizzare il messaggio. La damigella non sta sorridendo, e nemmeno sa cosa vuol dire sorridere. Ma noi cogliamo la somiglianza col sorriso e il nostro cervello è contento. Gli suggeriamo un'attività una connessione fra idee.
 
 
Livello 4
 
Immagine Allegata
 
Life is grey, my friend. qui la faccenda si complica perchè con un fattore umano la storia si crea nella nostra testa.  Gli occhi della ragazza di colore nel contesto grigio, la sigaretta, l'aria stanca ci fanno pensare. O no?
 
Io purtroppo mi fermo qui, quelli che fanno reportage vero possono dare imagini di grande bellezza e nel contempo forza evocativa.  Ma non era questo il mio intento. Il mio intento era di suggerire che se il nostro cervello riesce a connettere percezioni,individuare una connessione tanto più apprezza la bellezza. 
Prevengo possibili appunti: un atto di defecazione benchè contestualizzante,  manca del requisito fondamentale, la bellezza nel soggetto. Come le foto del profumo se fanno schifo il contesto ci fa ribrezzo.
 
 
Io sono stato stregato in gioventù, nel bene e nel male, da un discusso e discutibile maestro di pensiero, Gregory Bateson, scienziato a metà,  sognatore l'altra metà.
Le sue idee sul perchè si precepisce il bello, il sacro e la rappresentazione, mi sono sempre sembrate se non  convincenti affascinanti e degne di nota. I suoi libri più famosi: "Verso un'Ecologia della Mente" e "Mente e Natura", da Adelphi.
 
Se avete capito cosa volevo dire sono contento
Se pensate che meno il can per l'aia, mi spiace, colpa mia ma non so spiegarmi meglio
 
Mauro, Max. se ricordate il n. di telefono del Dr. Ciraso (ex nikonlander valente neuropsichiatra) valutate se è il caso di un consulto (per me intendo).
 
With the greatest love to all.
 
 
 
 
 
 
 
 






Il messaggio che hai voluto comunicare è sicuramente più complesso di quello esposto con le immagini; necessarie a chiarire il concetto, oltre che molto belle. E' veramente sottile il confine tra comunicazione di un messaggio e stato d'animo. Noi spesso seguiamo automatismi dei quali non abbiamo il controllo. Catturiamo un'immagine e quando la riguardiamo pensiamo: "Ecco, è questo che volevo comunicare" e sappiamo che non sempre un'immagine deve contenere significati reconditi. Una buona immagine potrebbe semplicemente esaltare la bellezza del soggetto o di quella particolare luce o persino un casuale e non ricercato bilanciamento della composizione.
 Insomma, quante volte le nostre immagini ci hanno stupito? Del tipo: "Ma cosa ho fatto?". Sta di fatto che inavvertitamente comunichiamo qualcosa di complesso o semplicemente un messaggio scarno ed essenziale senza niente togliere ala bellezza della foto.
 Scusa Silvio se sono cervellotico, spero comunque di aver capito pienamente il senso del tuo post. E' sempre così complicato dare un senso alle foto che scatto.

 E sì, sostengo la tua richiesta. Uno psichiatra farebbe comodo.

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