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[natura] Trovata! ovvero...

Inviato da Silvio Renesto , 27 agosto 2016 · 1276 visualizzazioni

macrofotografia 300mm nikon 105mm
[natura] Trovata! ovvero...

Stamattina uscita macro  nel Parco del Curone, (tra Montevecchia e Rovagnate, provincia di Lecco). La strada per il sito scelto è interrotta per lavori. Per arrivarci bisogna portare l'auto dall'altra parte della collina, salire il  versante e ridiscenderlo dalla parte opposta, il tutto sotto il sole.
Meno male che il Parco del Curone offre varie alternative. Pure all'ombra.
Ed eccoci arrivati ad un ruscello ombroso
 

Immagine Allegata

 

Vicino a degli stagni circondati da staccionata per evitare che i gitanti sprovveduti ci caschino dentro, ma soprattutto per evitare che gli stagni vengano distrutti.
 

Immagine Allegata

 

 

Questo cartello la dice lunga sul senso civico (l'educazione) di molti frequentatori (e siamo in un Parco Naturale)
 
 

Immagine Allegata

 

 

Perlustriamo gli stagni. Ci sono delle Aeshna cyanea che volano in continuazione.
 
 

Immagine Allegata

 

 

Sempre belle, ma così in ombra difficili, non insisto, anche perchè le ho già fotografate più volte in altri siti.
 
Vedo un piccolo ma frenetico agitarsi della superficie dell'acqua a proprio fianco della passerella,  mi avvicino e so subito cos'è. Una libellula sta annegando. Capita che colpita in volo (combattimento o scontro violento con altre libelllule) qualche libellula cada in acqua. Se non riesce a prendere il volo subito è condannata perchè respirando attraverso fori sempre aperti nell'addome, non può impedire che l'acqua vi penetri e così affoga. Prendo un rametto secco e lo infilo sotto alla povera bestia e sollevo, Sentendo un appoggio inarca l'addome sopra l'acqua e ricomincia a respirare.
Quando sollevo il rametto il fiato manca  a me. E' la libellula per cui vi ho rotto l'anima per due anni. Cordulegaster boltonii
Sempre cercata, mai vista e adesso ne salvo una dall'annegamento!
Con delicatezza la afferro  nei posti giusti (dove non si danneggia) e la appoggio ad un tronco dove può aggrapparsi. Le ripulisco le ali dalle foglioline di lenticchia d'acqua. Rimane immobile, esausto (è un maschio). Immobile lui, corro io (a prendere la borsa fotografica) e iniziano le riprese.
 

Immagine Allegata

 

Si vedono ancora (piccole e chiare) alcune foglioline sotto il torace e qualche goccia d'acqua.

 

 

Dopo qualche minuto inizia a far vibrare le ali. E' un modo per "scaldarsi". La stanchezza e l'acqua hanno portato la sua temperatura al di sotto del livello minimo di attività, ma scaldata un pochino all'aria, ha alzato il metabolismo ed ora fa "girare i motori" per accelerare il recupero. 
 
 

Immagine Allegata

 

Questo è un crop per enfatizzare la vibrazione

 

Prendo intanto una foto orribile ma utile per la determinazione. Ci sono due specie di Cordulegaster (più una terza in Trentino)  e bisogna guardare bene la disposizione e la forma delle macchie gialle ed altri caratteri  per distinguerle.
 
 

Immagine Allegata

 

 

Ogni tanto fa una pausa fra una serie di vibrazioni e l'altra. Ne approfitto per fare un ritrattone con il 105VR.
 
 

Immagine Allegata

 
 
 
Adesso è asciutto e "il motore è caldo". Ancora poco e dovrebbe riprendere il volo
 
 

Immagine Allegata

 

 

Così accade. Con un rumore da elicottero si invola di scatto e scompare.
 
 
E io sono contento due volte. Ho salvato dall'annegamento questa splendida creatura e le foto che le ho fatto colmano un vuoto nel mio portfolio.
Ci vorrebbero più spesso giornate così.
 
 
Materiale usato  in questa storia: Nikon D7100, Nikon 300mm f4 PF, Nikon 105VR, Nikon 16-85 VR. Treppiedi Gitzo (pochissimo).
 
 
Silvio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 






bello... bellissimo.. sei un grande.. anzi grande due volte.. primo per il salvataggio e secondo per le riprese..

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poco fa ho acceso  il picci, nauseato da quanto sento in tivvu, a riguardo del terremoto..  " costruito con molta sabbia e poco cemento... "   " ladri, altri due presi in flagranza di reato  "  ma porcaccia miseria.. sei esattamente uno sciocco.. stà gente ha perso tutto, e tu.. imbecille.. vai a cercare di rubare quel poco che forse rimane...

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poi ho visto quanto hai fatto, certo.. laggiù il problema enorme sussiste... ma mi hai fatto sorridere...

 

grazie Silvio.

e anche qui super complimenti, bravo!!!!!

 

T.

Bello, è piaciuto molto anche a me. Bravo Silvio.

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happygiraffe
ago 27 2016 21:30

Bene, ti sei tolto questa soddisfazione! E in che circostanze, poi :)

 

Mi piace molto l'ultima di queste foto.

 

PS: Oggi ho visto moltissime libellule (laghetto dolomitico a 2000m), ma ovviamente non sono riuscito a fotografarne neanche una. Ci ho provato, ma proprio zero. 

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Leonardo Visentėn
ago 27 2016 23:41
Anche io ti faccio i miei complimenti vivissimi! Per il salvataggio e per aver colmato un vuoto (almeno) biennale.

Anche io ho provato più volte a fotografare libellule in volo, ma sempre con obiettivi non adatti, e sempre senza...manico, fallendo clamorosamente.
Ecco... Una volta che passi per il Veneto con un po' di tempo a tua disposizione, mi piacerebbe un miniworkshop a tema. Si può fare?
Complimenti Silvio! Che splendida creatura davvero! Una dimostrazione di come la natura sappia essere anche molto generosa! Bellissime le foto soprattutto l'ultima è il ritrattone :-)
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Silvio Renesto
ago 28 2016 08:41

Grazie a tutti, sono contento che abbiate apprezzato.

Leonardo: non passo spesso dal Veneto (magari un giro a Cervara, chissà) ma per fotografare libellule in volo ci vogliono un pochino di esperienza e tre requisiti: 1) l'obiettivo adatto, 2) il posto adatto e 3) Le specie giuste.

L'obiettivo adatto (parlo di DSRL) può essere un 300mm f4 dalla messa a fuoco ravvicinata come i due Nikon AFS e PF, eventualmente con 1.4x, anche se quelli con cui mi sono trovato meglio (l'ho già scritto) sono stati i due Sigma APO Macro 300 e 400mm perchè avevano il limitatore di messa a fuoco entro i tre metri, evitavano che l'af agganciasse  lo sfondo.

Il posto adatto deve essere uno stagno piccolo, un ruscello, o in un corpo d'acqua più grande, un angolo ristretto in modo che le libellule volino in un'area delimitata senza spaziare per l'intero lago.

Le specie giuste, non tutte le libellule si comportano allo stesso modo, certe sono molto più frenetiche e si tengono distanti, mentre altre  sono più avvicinabili (Aeshna juncea in Engadina veniva a vedere cosa facevo,fermandosi a meno di un metro!); alcune fanno l'hovering (si fermano a mezz'aria per un attimo) e quello è il momento migliore per riprenderle. Devi farti un po' di esperienza e poi sai cosa puoi aspettarti dalle varie specie che incontri . Non è matematicamente certo, naturalmente, ma almeno hai un'idea delle probabilità.

Siccome le libellule pattugliano il loro territorio  seguendo più o meno le stesse traiettorie, si guarda un po' e si vede dove è probabile che passino e a che distanza e dove si fermano a fare hovering. Si prefocheggia più o meno a quella distanza, in modo che e quando arrivano il sensore af riesca a prenderle in fretta anzichè andare a focheggiare lo sfondo.  Si aspetta e quando entrano nel raggio giusto si scatta a raffica. Si butta molto (evviva il digitale) perchè una volta sono girate male, un'altra hanno improvvisamente deviato, hai a fuoco solo un angolo dell'ala o del corpo ecc.,  ma qualcuna prima o poi viene bene.

Naturalmente ci vuole anche un po' di ... lato B

Complimenti!! racconto e foto al top!

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Leonardo Visentėn
ago 28 2016 22:25

Allora mi manca sicuramente il primo punto, il lato... B e il manico. Sul luogo, magari qualcosa ce l'ho. Le specie non sapendole riconoscere non posso dire.

 

Però mi piacerebbe.

 

Complimenti ancora!

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danighost
ago 28 2016 22:31

E pure il salvataggio :) ... molto bello quel parco, ci voglio ritornare appena possibile ...

Bello! Bravo!

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Andrea Marzorati
ago 29 2016 15:30

Bene Silvio, finalmente!

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Valerio Brųstia
ago 30 2016 09:02

Grande Silvio!!!

dagli e ridagli vedi che serve?

 

Ma lo sai da te, che te lo ripeto a fare ;)

Una piccola storia che, per un appassionato, diventa una bella storia.

 

Sono contento che l'hai potuta vivere e raccontare anche a chi, come, non ne capisce niente ma apprezza molto la divulgazione scientifica quando fatta bene (leggi: tipo la "Teoria della Relatività spiegata ai piccoli"... ). :lol:

 

Forse come Mauro avrei qualcosa da eccepire sulla definizione di splendida creatura del tuo insetto, ma ogni scarrafone.... :ciao:

Foto
Gianni_54
set 02 2016 17:01

Belle foto e molto ben descritto.

 

Complimenti

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danighost
giu 02 2017 08:35

Ogni volta che la riguardo, mi commuove ...

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