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[grandi fotografi] Beth Moon la donna che fotografa alberi

Inviato da Silvio Renesto , 20 gennaio 2016 · 2669 visualizzazioni

bianco e nero natura stampe
[grandi fotografi] Beth Moon la donna che fotografa alberi

L'opera di Beth Moon mi ha colpito non poco. Un'interpretazione intensa della natura, a volte drammatica, a volte sognante, mai leziosa o banale.
 
Famosi i suoi ritratti ad alberi giganteschi o secolari. 
Un patrimonio di meravigliosa antica bellezza, spesso  minacciato, che Beth Moon ci fa conoscere, filtrato dalla sua particolare  sensibilità, creando immagini di forte impatto.
 
 
Immagine Allegata
 
 
Immagine Allegata
 
 
Immagine Allegata
 
 
Lei stessa nel suo sito http://www.bethmoon....ouchWood00.html scrive:
 
"Molti degli alberi che ho fotografato sono sopravvissuti perchè fuori dal raggio della civiltà...certi esistono solo in angoli remoti del mondo...
i criteri che uso per sceglier eun particolare albero sono principalmente tre : l'età, le dimensioni immense o la storia importante... essendo i più grandi e più vecchi monumenti viventi della Terra, credo che questi alberi simbolici  abbiano un significato più vasto in un tempo in cui la nostra attenzione è concentrata nel trovare un modo migliore di convivere con l'ambiente".
 
Immagine Allegata
 
 
Immagine Allegata
 
Sempre nel suo sito Beth Moon riporta quanto sul suo lavoro scrisse Jane Goodall :
 
"Queste anziane sentinelle delle  foreste sono tra i più antichi esseri viventi del pianeta ed è disperatamente importante fare tutto quello che è in nostro potere per farle sopravvivere...voglio che i mie nipoti ... conoscano la meraviglia di questi alberi vivi e non solo tramite fotografia... I ritratti di Beth sicuramente ispireranno molti ... ad aiutare chi lavora per salvare questi magnifici alberi".
 
Ma Beth Moon non si limita agli alberi.
 
Immagine Allegata
 
Una Nepenthes, pianta carnivora...
 
 
Immagine Allegata
 
Questi Corvi di Odino fanno parte di un portfolio molto gotico/romantico, su questi uccelli, mi danno i brividi... 
 
 
Immagine Allegata
 
Da "Verrà il tuo regno" 
 
Beth Moon per la stampa utilizza anche quello che lei, citando John Stevenson, chiama "Nobile processo nell'era digitale": ossia una stampa al platino, che dice di essere nota per la luminosità e ampia scala tonale, in cui l'assenza di uno strato legante (binder layer)  permette ai cristalli di platino di venire incorporati nella carta dando una tridimensionalità unica.
Oltre non mi addentro... perchè non so di cosa sto parlando   ;)  se Michele, bontà sua, vorrà spiegarci meglio di cosa si tratta gliene sarò grato. 
 
 
Insomma,  non perdetevi il sito di Beth Moon e godetevi il grande solenne respiro delle sue immagini. 
 
http://www.bethmoon.com/index.html
 
 
DISCLAIMER: Va da sè che tutte le foto di questo reportage sono opera e proprietà esclusiva di Beth Moon,   qui riportate solo a scopo di illustrare la sua opera.
All the photos here shown are  by Beth Moon and she has the exclusive copyright ,  published here only to spread knowledge about her great art.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 






Foto
Silvio Renesto
gen 21 2016 21:07

Mi sono documentato su come Beth Moon stampa...

Parte da un negativo digitale, poi:

 

Mescola platino e palladio con ossido di ferro (ematite?), creando una tintura che è stesa a mano su carta aquarellabile ed esposta alla luce.

Con questo processo i metalli finiscono incorporati nella carta così che una stampa al platino può durare secoli. Come le sue piante.

 

I passaggi:

 

scandire (scansionare, o  scannare?... no questo no) il negativo

Stamparlo su un ampio substrato plastico

Mescolare una tintura di palladio e platino.

Umidificare carta da aquarello in una camera umidificatrice

Ricoprire a mano la carta con la tintura usando una stecca di vetro.

Esporre  con una lampada a forte potenza (High Watt) in un telaio sotto vuoto.

Passaggio in vari bagni di lavaggio.

Lasciare asciugare piatta su lastra di vetro.

 

Nel caso vogliate capire di più  l'originale inglese lo trovate qui:

 

http://www.rangefind...ture-4050.shtml

 

:)

Foto
Valerio Brùstia
gen 21 2016 22:33

Se ho capito bene 

-- fa un negativo chimico 

---- lo digitalizza

------ lo stampa su una specie di acetato

-------- fa una stampa a contatto con la carta resa fotosensibile dall'emulsione PIU'CARA DEL MONDO

---------- sviluppo + fissaggio

------------ asciugatura  a contatto con superficie liscia (se no ti voglio: si imbarca tutto) ed è finita (forse).

 

perciò

1 - ha molto tempo

2 - a Mauro gli verrà l'orticaria, lui che apprezza le linee per millimetro più di chiunque altro

3 - e' americana: mi spiego i dodge con le corna sul cofano

 

grazie Silvio questo è un nome da ricordare e da usare quale "caso" d'esempio come quando si dice:

 

"Eh, il mio amico è un po' gobbo" 

      "come Andreotti??"

"Ma noo, meeeenooo"

Ad ognuno il suo strumento. Io non ho nemmeno la pazienza per seguire il suo ragionamento sul piano teorico, figurati a cercare di trarne esempio :marameo:

 

Io sono sempre stato all-digital anche quando il mondo ancora non ne sapeva nulla ! ;)

Grazie per la segnalazione di questa fotografa.

Molto belle le foto degli alberi a Socotra.

 

Non è la prima persona che sento applicare questo genere di processo inverso da digitale ad analogico.

Anche Salgado ne parla nel suo libro, anche se credo che lui non faccia ricorso al platino.

In effetti non capisco perché non usare direttamente un banco ottico per queste foto. Corvi a parte mi sembrano tutte nelle corde di un'attrezzatura old tecnology.

Foto
Silvio Renesto
gen 23 2016 11:49

Nel sito di Beth Moon sta scritto che usa un a Pentax 6x7, ma poi ha cominciato ad usare anche una  Canon (credo una 5D, non so, quale versione) per comodità di trasporto, dogane in luoghi difficili ecc.

Grazie Silvio, non la conoscevo !

Foto
Valerio Brùstia
gen 31 2016 11:41

Un pezzo del mio cuore è legato a quella fotocamera Pentax.

Sembrava un fornetto, quando ribaltava lo specchio il centro rilevazioni sismiche del CNR di Roma lo tracciava, aveva un pentaprisma da mezzo chilo di vetro, un esposimetro che ti scaraventava negli anni '70 e chiedeva interpretazione divinatoria (la 67 II usci' fuori tempo massimo), l'otturatore era una tovaglia a scorrimento orizzontale con mirabolante sincro a 1/60, un buffer da 20 scatti su rullo 220, ciò nonostante la adoravo perché quelle diapositive grandi come 1/2 biglietto delle FS erano una goduria.

Usavo tre obiettivi. Il 45/4 il 90/2.8 e il 200/4 erano robustissimi affidabili e nella loro semplicita' offrivano una resa ottica che metteva in discussione altri sistemi molto più blasonati.

Tutto finito, vorrei avere a disposizione uno scanner LS 9000 per un paio di mesi per digitalizzare quegli scatti di più di 15 anni fa.

Scusa lo sfogo ma invidio questa babbazza americana che si puo' permettere ancora il lusso del tempo richiesto da un sistema come il Pentax 6x7.

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